La visione [...] giolittiana, in cui scoppiano [...] guerra e fascismo, si configura [...] delle operazioni riduttive di una [...] di illuminata conservazione, che vuole consolidare per sempre le [...] avvenute [...] prima. Gli urti della fine [...] le prime vittorie delle [...] dalla più ottusa e pesante reazione, sembravano [...] di una nuova coscienza popolare, di una [...] italiano: e nasceva nelle inquietudini della [...] di opposti ideali, nelle pur ingenue polemiche, [...] una educazione democratica delle masse. La durezza dei conflitti [...] medesima di certe formulazioni dottrinarie, erano fremiti [...] mentre quello che parve [...] e in certo senso [...] un improvviso rigoglio di sapere aristocratico, e [...] al comune denominatore della [...] idealista, battendo [...] e socialismo, non a caso accompagnò sul [...] tempo giolittiano, sempre pronto a concedere per [...] difficili conquiste [...] Italia, [...] del [...] non prendesse [...] sé. Onde a torto Salvemini, [...] perché il suffragio universale divenisse programma del [...] sdegnato contro un dono inutile fatto a [...] sapeva il valore. Così, fra il [...] e il [...] la saggezza neutralista fu timore [...] nelle trincee si plasmasse una nuova [...] del [...] attraverso i comuni sacrifici la coscienza di uguali diritti. Per questo la valutazione [...] può non essere centrale per la comprensione [...]. E noi potremo anche [...] tono drammatico la conclusione così dolorosa del [...] Salvemini sul Ministro della malavita; ma non [...] Italia, le cui sofferenze non si erano [...] e che riemerge oggi uguale dinanzi a [...] tempo, dalle pagine di Carlo [...] Rocco Scotellaro o di Danilo Dolci. Quando [...] scriveva Salvemini nel 1910 [...] « i reati » commessi [...] Sud vengono denunciati, e [...]. Giolitti non può « [...] giochi di bussolotti », ecco che « [...] paramenti del moralista contristato, e deplora che [...] non siano abbastanza progrediti, e predice che [...] migliorando [...] delle masse, [...] attuali spariranno . E [...] applaudono, continua Salvemini, « [...] tutte le regioni d'Italia » e « [...] contrastare le argomentazioni gio-littiane quei conservatori settentrionali, [...] meridionale come il granaio degli ascari reazionari, [...] da sbirri contro la forza crescente del [...] di avere "carta bianca" per sé e [...] clientele nei loro paesi oppressi e disordinati [...]. Il richiamo a Croce [...] Salvemini non vuole esasperare oltre la morte un [...] lungo e aspro, di temperamenti e di [...] e altissime figure morali, maestri entrambi degli [...] esemplarmente il prolungarsi nella interpretazione storiografica e [...] dei moti interni alla vicenda stessa del Risorgimento. La storia di Croce [...] Croce: [...] e il programma di [...] nel [...] non solo vide coronati [...] ma li vide attuati nel modo più [...] interessi. Non a caso Croce [...] ricerche uomini e periodi, fenomeni ed [...]. In due storie si [...] due ideologie, due programmi. E [...] tende a privilegiare nel [...] alcune tendenze, alcuni uomini, per quel futuro [...] chiunque ripensi il passato con consapevolezza vigile, [...] mera erudizione. E [...] sottolinea altri aspetti, altri [...]. Se si vuole, [...] esalta i vincitori, [...] i vinti; [...] coloro che hanno ottenuto [...] che, battuti, non per questo considerano definitiva [...] sanno che, proprio essa, è debolezza mortale [...]. Non a caso la [...] Croce, come tutta quella cultura che per [...] improntato la vita italiana del [...] vuol presentarsi, non come [...] parte, ma come obbiettiva e totale, risolutrice [...] capace di sollevare a sé tutto il [...] convincere più che [...] tutto ciò che non [...] risolubile. ///
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Non a caso la [...] Croce, come tutta quella cultura che per [...] improntato la vita italiana del [...] vuol presentarsi, non come [...] parte, ma come obbiettiva e totale, risolutrice [...] capace di sollevare a sé tutto il [...] convincere più che [...] tutto ciò che non [...] risolubile.