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E per la sinistra [...] cento di consensi è troppo poco» Veltroni: «Un [...] e moderno» Il giorno [...] a Palazzo [...] «Governo [...] nel segno della novità» ROBERTO ROS CANI ROMA È il giorno degli adii, del [...] in giro tra [...] che odorano ancora di [...] Collegio Romano. [...] il testimone a Sergio [...] e a Giovanna [...]. Ma è anche il [...] Veltroni comincia a delineare il suo futu-ro [...] Botteghe Oscure. [...] dentro [...] ambiziosa di partito: an-cora [...] giorno più o meno esplicitamente, [...] arrivate le critiche [...] -di cui si diceva Veltroni [...] portatore -di un partito leggero, più vicino ai de-mocratici [...] che ai [...] europei, più co-mitato elettorale che [...] di massa. Ma il [...] torna nel vecchio palazzo [...] quasi [...] stop-pa le obiezioni e [...] «È [...] il tempo di costruire una si-nistra moderna [...] sia protagonista e al tempo stesso aiuti [...] a un Ulivo e a un centrosinistra [...]. E aggiunge «quello che [...] que-sta sfida è di contribuire a defini-re [...] partito nuovo che mette insieme culture diverse, [...] ma anche a una certa radicalità che [...] fuori dalla sinistra». [...] i confini di questa forza [...] «non può restare al 20 per cento, non è [...] la [...] dimensione giusta». Ovviamente ai giornalisti che gli [...] replica [...] «Le decisioni verranno prese dagli [...] dirigenti. La prossima settimana si [...] poi si vedrà». I tempi previsti sono quelli [...] una con-vocazione entro un paio di setti-mane della platea [...] che [...] segretario. Poi -o contestual-mente [...] tempi del con-gresso dei [...] certamente ravvicinati ma [...] si era detto [...] che le assise po-tessero svolgersi [...] del con-gresso del Partito socialista [...]. I mutamenti radicali di [...] anche [...]. Veltroni non si sottrae a [...] giudizio sul governo che nasce: «Il nuovo esecutivo prende [...] mosse da una vicenda politica complessa ma è segno [...] una no-vità reale» e questa novità è rap-presentata dal [...] che a [...] secondo fatto nuovo è [...] della maggio-ranza». E a chi chiede [...] sia tra questo ese-cutivo e quello precedente Veltroni [...] di «continuità e sviluppo con [...]. È attento alle pa-role [...] parla di centrosini-stra e non [...] Ulivo per defi-nire [...]. Perché il segre-tario dei [...] è riuscito dove Prodi [...]. Prodi e io eravamo legati [...] verificato in parlamento che questa maggioranza non [...] più». Ma di due cose Veltroni [...] «Il mio sodalizio con Prodi è [...]. Questi due anni e [...] sono [...] politica e umana fonda-mentale. E [...] certi, [...] non è morto. Perché [...] non è solo il governo, [...] una coalizio-ne e anche una idea capace di te-nere [...] forze diverse. Quel-lo che [...] non deve fare è di [...]. E torniamo al partito. Veltroni parla di un [...] salda-mente dentro [...] socialista ma sa essere [...] culture. Che parla anche con [...] soglia». Sono [...] il gruppo dirigente del partito. Ma alle notizie filtrate [...] uno stop: «Io incontro molte persone ma [...] a fare proposte di incari-co». [...] a quanto oggi si leggeva [...] molti quotidiani, di una offerta a [...] di ricoprire [...] di coor-dinatore della segretaria. E An-che [...] smentisce: «Non ab-biamo parlato [...] parlato di politica e lo ri-peto, considero [...] positiva la scelta di Walter Veltroni di [...] partito, mi auguro in un ruolo di [...]. Ho apprezzato ancor più [...] Veltroni ha fatto per costruire un grande [...] moderno ed europeo. E ho dato la mia [...] disponibilità a [...]. Il [...] «Mi sembra una lista ricca [...] per-sonalità importanti che registra una presenza femminile qualifi-cata e [...] ha evitato rischi che in [...]. Si riferisce alla candidatura [...] Rocco Buttiglione al ministero [...] «Diciamo che si sono [...] personalità inte-graliste e ministeri delicati in un [...] la difesa della laicità dello Stato è [...]. Ma la composizione [...] cambia in qualche modo il [...] hanno espresso, o no? «Intanto, [...] oggi comincia una fase in cui tutti ci impe-gneremo [...] so-stenere [...] di governo. Il mio, e penso anche [...] di altri, è un sentimento contra-stante, perché [...] una grande soddisfazione per [...] con-ferito al segretario del nostro [...] maggioranza ha al suo inter-no. Io capisco [...] al coraggio [...] ma il coraggio in politica [...] è [...]. /// [...] /// [...] di questa crisi nasce [...] maggioran-za del 21 aprile, di cui è [...]. Non siamo da-vanti solo a [...] nuova composi-zione della maggioranza, ma al fatto che in [...] convivano due diverse ipotesi politiche: una è quella che [...] sulla stra-tegia del centrosinistra, [...] che punta a un centro [...] alla sinistra. Ora queste non sono [...] politiche, ma sottinten-dono anche diversi valori e [...] della politica ri-formatrice. E siccome noi tutti avevamo [...] sulla necessità di più [...] riformatrici sulle questioni sociali, è [...] capire che la [...]. /// [...] /// [...] non è solo propaganda, è [...] a ingombranti simboli del pas-sato, ma a una scottante [...] del presente. Questa preoccu-pazione non è solamente [...] ma attraversa [...] di sini-stra, e la nostra [...] ha vo-luto [...] voce. [...] un grande partito non può [...] sordo a un tra-vaglio che [...] e [...]. Ma la sinistra [...] quale go-verno avreb-be preferito vedere [...] campo? «Da più di un anno sapevamo che [...] pro-blema aperto con [...] arrivati a una stretta. Noi sia-mo stati sempre [...] dalla vittoria del 21 aprile con una [...] non diventasse maggioranza po-litica i problemi sarebbero [...]. Se un rapporto unitario [...] si è costruito, è sicu-ramente per responsabilità [...] i [...] avrebbero potuto insistere di [...]. Dopo [...] della crisi erano possibili diverse [...] tra cui un governo di decantazio-ne che arrivasse [...] Finanziaria [...] del presidente della Repubblica, per [...] creare le condizioni di [...]. Adesso non si tratta di [...] al passato: ripeto che ora bisogna [...] del governo e per [...]. Ri-schio non solo in [...] chiamati a rispondere in so-lido. La nostra capacità di [...] di governo mi spaventa, ma questa è [...]. Sono da poco passate [...] ieri, il neo presidente del Consi-glio conclude [...] discor-so davanti ai deputati dei [...]. Ac-canto a lui [...] il presidente del gruppo, Fabio Mussi, [...] mette ai voti il via libera per [...]. Ma non [...] né conta, né discussione. Il semaforo verde arriva [...] applauso. Tutto scivola via liscio. Ma è un applauso [...] parte dalla Sala della Regina, a Montecitorio. Perché contra-riamente a quanto [...] alla riunione non [...] presentati i senatori [...]. Il gruppo di palazzo Madama [...] deciso di riunire, sempre per ieri alle [...] e di convocare per lunedì, subito do-po [...] presiden-te del Consiglio, [...] con Massimo [...]. Come mai? Perché questo improvviso [...] Il motivo va [...] a Palazzo Ma-dama, nel gruppo [...] per la composizio-ne del gover-no. Non [...] aria di rivolta, ma molti [...] di pancia. A scorrere la lista [...] scopre infatti che, a parte Franco Bassa-nini [...] presidenza del Consiglio, nessun dicastero è stato [...]. Tanto che Gavino [...] parla addirit-tura di «un dato [...] che ha una [...] delicatezza istituzionale e che dovrà [...] esaminato. E conclude amaro, parafrasando [...] di Massimo [...] «forse siamo proprio noi [...] di un Dio minore». Polemico anche Claudio [...] che però ricorre [...] «È una forma di rispetto [...] di equanimità. Se [...] qualcuno di noi, infatti, [...] parlare di discri-minazione nei confronti [...]. E tra gli «esclusi» [...] ec-cellente: il presidente dei senato-ri della Sinistra Democratica. Ce-sare Salvi era stato [...] nel [...] come possi-bile nuovo inquilino [...]. Ma alla fine, come [...] ministero di Grazia e giustizia è toccato [...]. E su quella poltrona ora [...] Oli-viero Diliberto. [...] chi racconta di un Cesare Salvi amareggiato, delu-so. Anche se i suoi [...]. Spiegano che per il pre-sidente [...] senatori [...] non [...] stata nessuna «sorpresa, visto che [...] di Cossiga e [...] i [...] sono stati costretti a rinunciare [...] ministeri [...]. E la man-cata partecipa-zione alla [...] con-giunta dei gruppi con [...] Non è forse una scelta [...] La spiega-zione ufficiale è che quella della Sala della Regina rischia-va di essere una «passarella», e «noi invece vogliamo [...] veramente». Polemici [...] polemico è anche il vicepresidente [...] gruppo di Montecitorio Mauro Zani, che sui giornali viene [...] definito «vicino a [...]. Polemica personale, però, non [...]. Tutto nasce da una bat-tuta [...] Massimo [...] buvet-te della Camera, pronunciata di [...] ad alcuni giornalisti. I quali stavano appunto [...] vicepresidente del gruppo quando [...] a Zani, spalla a [...] «Ora potete scrivere [...] è vicino a [...] ma ora che mi [...] di un passo, «non potete più [...]. Zani non ap-prezza. E poco dopo con [...] poco «che il presi-dente del Consiglio [...] modo di ironizzare» sulla [...] persona, quasi a sottolineare [...] mil-lantato credito da parte mia. Non sono aduso ad [...] a cercare notorietà ai mar-gini del leader». Come dire: caro [...]. /// [...] /// Come dire: caro [...]. (0) (0) ![]()
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