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La donna che rac-conta questa [...] normale, sobria e libera dalla [...] da almeno 15 anni, ma conti-nua a testimoniare la [...] discesa [...] davanti alle telecamere del-la «Recovery Network». La rete della guarigione [...] che dedica la [...] intera programmazione al pub-blico [...] o semplicemente dei depressi, [...] figli e parenti. [...] di [...] negli Usa, viene vista in [...]. La donna che racconta la [...] di «redenzione» è una delle «pazien-ti» del programma Full [...] si parla di alcolismo, droga, [...] dietetici, fumo, e questioni familiari. [...] è impor-tante il gruppo, e [...] sono attori o comparse che parlano, ma perso-ne che [...] attraversando una crisi o [...] appena risolta e pensano di [...] contribuire alla guarigione degli altri. La signora di mezza [...] il proprio alcolismo davanti alla telecamera lo [...] primo piano drammatico, con un monologo apparente [...] il sapiente montaggio di una intervista nella [...] vede [...]. La rete intende seguire [...] «cinéma [...] ed essere il più [...] concretez-za dei suoi soggetti, ma è [...] televisiva che prevale. E questa è fatta [...] eventi, di accurato studio di qual-siasi dettaglio, [...] e degli ambienti. Il risultato è la for-za [...] del piccolo schermo. Nella serie [...] (Vite ru-bate), al centro [...] di per-sone che la dipendenza ha distrut-to. La telecamera cattura la [...] bambina di 9 anni, figlia di una [...] a scuo-la e gioca nel parco, apparente-mente [...] dramma per-sonale. Ma [...] che segue, volta a [...] danni provocati dalla dipendenza, è scioccante. Sento molto la pressione [...] che vuole che mi occupi dei fratel-li, [...] piatti. Sembri mol-to matura, le [...]. E lei, «non sono mai [...] una bambina, non ne ho avuto il tem-po». Alla «Recovery Network» è [...] un nuovo show che si chiama Bottoms (Il [...] quale gli ospiti discu-tono quando, appunto, hanno [...]. Di trasmissioni dedicate alla [...] racconto di vite [...] dalla dipendenza che affligge [...] sono a iosa su tutte le reti. Ma la «Recovery Network» [...] ma offre vere e proprie terapie. Gli ospiti non vanno [...] per gridare [...] contro [...] davanti a un pubblico [...] quello del Colosseo. I toni sono pacati, [...] i programmi sono persone che vogliono guarire [...] la testimonianza. Le inten-zioni sono serie, [...] è enorme. Stiamo parlando di 88 [...] che sono di-pendenti da sostanze chimiche o [...] con qualcuno che lo è. Ogni anno 1 milione [...] questi entrano in qualche forma di terapia. E 20 milioni sono [...] bambini sono stati molesta-ti. Il proprietario della «Recovery Network», Bill Moses, è un uomo [...] intelligente, e vuole quota-re in [...] la [...] rete. Per [...] ha elaborato un documento [...] esplicitamente il suo progetto miliardario: entrare nelle [...] attraverso i mercati locali della rete via [...] inserirsi nel più lucrativo mon-do delle organizzazioni [...] di «recovery», grazie alla trovata della televisione [...]. Dopo un accordo con [...] di Bill Gates, Moses [...] relazio-ne diretta con il suo pubblico, per [...] numero di pro-dotti e servizi legati alla [...]. È già in piedi [...] organizzazioni, sponso-rizzata dalla «Recovery Network», che include [...] alla [...]. La tv via cavo [...] nicchie nelle quali si collo-cano a ritmo [...] più curiose. Oltre alla «Recovery Network», tra [...] più nuove [...] il [...] la Gay Entertain-ment [...] e My [...] TV. Per ora il [...] trasmette solo due ore [...] California, ma nelle intenzioni del fondatore deve [...] solo di programmi sul crimine. Uno degli show di [...] 800, un programma in [...] riceve telefo-nate dal pubblico per aiutare dete-nuti [...] le pro-ve che li discolpino. My [...] TV è completamente dedicata [...] con show su cani e gatti dei [...] ma anche sulla cura e [...] dei propri canini o [...]. Più lento è il [...] ecologico, che produce solo quattro ore di [...] ma la tele-visione Gay, che pensa di [...] un vasto pubblico e dai redditi alti, [...] partire in tutte le maggiori città americane [...]. Se [...] un mercato insomma, [...] anche una televisio-ne. E la più grande [...] al momento, è quella degli americani che [...] o mangiano troppo, con-sumano illimitate quantità di [...] droghe e soprav-vivono a questi abusi per [...] tv. /// [...] /// Ve-loce e silenziosa, quasi [...] tornanti dolci delle colline e si lascia [...]. Frazioni di paesag-gio rubate [...] i tosca-ni. Chissà perché, poi: alla [...] basta [...] fug-gente, suggerire altre vite, [...] continua a consumare, in fretta, il suo [...]. Tanto meglio per chi [...] ha modo di [...] bella, ma anche cantiere [...]. Un ribollire di spunti e [...] come quelli che accendono [...] i tanti piccoli teatri della Val [...]. Spettacoli compiuti o spettacoli promessi, [...] fa Claudio Morganti con una [...] avvincente e rimaneg-giata lettura del Giulio Cesare di Sha-kespeare. E apparendo sul palco, [...] com-pagnia di un leggio, un piccolo tamburo [...] Morganti rammenta la premessa [...]. Dà il via al [...] qualche fremito nervoso, attacca a leggere. Dopo i trascorsi di Riccardo III, Amleto, Re Lear, Otello, le «tempe-ste» del [...] è ancora Shakespeare a [...]. Un progetto che è [...] una passione, di quelle che ti entrano [...] rovi-stano [...] da trasformarsi in quotidianità [...] di pensiero. O [...] come Morganti si offre [...] gli spettatori di Montalcino. Non tanto, cioè, una [...] uno spartito di essenze ri-cavate [...]. Orchestrazio-ne minima, ridotta ai [...] Bruto, Cassio, Cesare, Marcantonio e qualche voce di [...]. Tragedia [...] medi-tazione del delitto, delitto, castigo [...]. E stop finale sul [...] Marcantonio, perché quella è [...] svolta: il resto è [...]. Morganti procede in souplesse. Invita [...] abbassando i toni della [...] ma con partecipazione. E con quelle poche [...] di ge-sti accennati, di pause intercalate, ricostruisce [...] per-sonaggi. Bruto, che per voglia [...] si lascia frantumare dalle passioni. [...] Cassio -si-mile a uno Jago [...] grezzo e super-ficiale. Marcantonio, cauto e astu-tamente [...]. E infine Cesa-re, appena [...] suo istintivo riconoscere gli uomini per le [...]. Arri-vato troppo in alto [...] stessa autorità per fermarsi [...] premonizione e su-perstizione. O forse stanco di [...] dettagli meschini, troppo in volo verso i [...]. Già nelle parole shakespeariane [...] Marcantonio, [...] conflitto tra ra-gione politica (la presunta necessi-tà [...] invocano di uc-cidere Cesare per ridare la [...] Roma) si stempera nelle ragioni umane (la grandezza [...] Ce-sare [...] da offuscare la personalità dei congiurati e [...] contro di loro il delitto). Ferman-dosi al suo monologo, Morganti, [...] qual modo, ne asseconda [...]. Ricomponendo una parti-tura di pulsioni [...] circo-scritta [...] di [...] scarsa. E ricca di emozioni [...]. Ad ec-cezione di un [...] forse per [...] stanchezza o per qualche Brunello [...] ha se-gnalato qua e là la propria [...] ronfare sommesso e rit-mico. A suo modo, discreto. Rossella Battisti Enrico Giuseppe Moneta [...] miliardi per i [...] di «Star [...] NEW YORK. Sarebbe di un miliardo [...] 1800 miliardi di lire) [...] che la [...] il più grande produttore [...] avrebbe fatto alla [...] in cambio dei diritti [...] che saranno ricavati dalla [...] «Guerre stellari», il cui primo film dovrebbe [...] nel 1999. I diritti sulla prima [...] detenuti dalla [...]. La mossa della [...] spiazza i due concorrenti, [...] sfilare sotto il naso [...]. Ma la licenza che [...] prima trilogia della saga realizzata da George Lucas [...] prossimo anno, e il produttore ha già [...] intende chiedere un aumento dei diritti dal [...] attuale al 20 per cento ed oltre. Lucas dovrebbe far conoscere le [...] intenzioni tra qualche settimana. Depressi o alcolisti Gli americani [...] curano via cavo [...] 1. Cambia il film di Brad Pitt [...] nazista Il regista [...] Annaud ha modificato alcune [...] film «Sette anni in Tibet» interpretato da Brad Pitt [...] che il centro «Simon [...] di Los Angeles aveva [...] film è [...] di Heinrich [...] uno scalatore austriaco di [...]. Sono stati apportati alcuni cambiamenti [...] fase di [...] che servono a mettere in [...] al partito nazista di [...] e a distinguere le sue [...] dalla [...] ideologia, evitando di farne un [...] positivo. Il film uscirà nelle [...] prossimo 8 ottobre. [...] compie [...]. E alla [...] carriera di cineasta il festival [...] cinema di Mosca, appena concluso, ha dedi-cato il «San Giorgio [...]. Un im-portante riconoscimento per [...] i più odiati e i più amati [...]. A [...] fratello maggiore di Nikita [...] il festival moscovita ha [...] completa re-trospettiva che ha accompagnato gli spettatori [...] suoi lavori, spesso dimenticati an-che dai palinsesti [...]. Quelli [...] ma anche quelli realizza-ti nel [...] del suo lungo [...] quali [...]. Un premio, dunque, per cele-brare [...] (16 per [...] e di tante diffi-coltà. Anche se nella [...] famiglia [...] ha sempre [...]. Suo padre [...] scrittore, drammaturgo, poeta e tra [...] autore [...] sovieti-co e [...] madre Natalja [...] hanno favorito la formazio-ne e [...] interessi dei fratelli [...] e Nikita. [...] tiene a battesimo nel ci-nema [...] fratello Nikita, [...] ancora giovanissimo come attore nei [...] film: nel Nido dei nobili, del [...] Zio Vania, del [...] lo splendido [...] del [...] film girato in Unione Sovietica, [...] del volontario esilio americano. [...] diventa così [...] della fa-miglia. Aveva cominciato fre-quentando [...] della mu-sica, poi si [...] cine-ma iscrivendosi al [...] la scuo-la di cinema [...] Mosca. Là, era divenuto grande [...] con il qua-le condivise [...] lavoro (tra [...] collaborò alla sceneggiatura di [...] sommo capola-voro di [...]. Quando [...] -che tutti, pa-renti e amici, [...] con [...] sulla «o» -va [...] sceglie prima la Francia, poi [...]. Parlavo francese, una mia [...] e tutti gli aristocratici russi hanno sempre [...] per il paese patria dei di-ritti [...]. Andai via [...] senza diventare [...] un dissidente. Volevo semplicemente far cinema in Francia. Ma lì, mi presero [...] del [...] e non riuscii mai [...] soldi per finanziare un film. Andai così negli Usa. Dove sono rimasto disoccupato [...] di avere la possibili-tà di girare un [...]. A 42 anni, io [...] pro-fessore, tornavo studente. /// [...] /// Gli anni americani furono [...] a partire da [...] passando per [...] e [...] per arrivare fi-no a Tango [...] Cash, con Stallone. Poi, mentre [...] era in Ame-rica, iniziò [...] che certo permise il [...] a lui e a molti al-tri. Il primo film della [...] di [...] fu Il proiezionista, che [...] annunciava come un grande successo e che [...] un flop in tutto il mondo, Rus-sia [...]. Eppure, per [...] questo film fu [...] per raccontare una delle storie [...] forti di questo secolo, [...] di un paese per il [...] dittatore: Stalin. Comunque, al di là [...] suo più grande desiderio era quello di [...] a Mosca: «Tornare non è stata una [...] -. Erano passa-ti troppi anni, [...] me un enorme divario tra la Russia [...] e quel-la che avrei trovato, ma questo [...]. Le difficoltà non sono [...] realizza solo due film [...] raccogliendo [...] di critiche dagli in-tellettuali [...] spetta-tori che anni prima lo avevano tanto [...]. Viene accusato di fare [...]. Viene considerato un regista [...] che ha scelto [...] il cinema hollywoodiano. Forse è a causa [...] che [...] ha accettato la proposta [...] girare [...] per la rete tv [...] già andata in onda [...] America, [...] presentata in ante-prima europea a Mosca [...] della retrospettiva a lui [...]. Ma ora sta preparando [...] sulla carta inte-ressanti: [...] sulla ma-fia russa, e La [...] un film da girare in Asia. Rino Sciarretta [...] 1. /// [...] /// Rino Sciarretta [...] 1. (0) (0) ![]()
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