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[...] nella [...]. Forse se avesse avuto una [...] per sé e un letto in cui [...] la luce accesa, un giornale, Ila finestra aperta ai rumori vicini Te lontani, e la [...] di [...]. [...] lo sentiva arrotondarsi, [divenire smania [...] sangue che bat-[teva sempre più svelto e profondo, [...] calmanti efficaci costavano troppo le [...] doveva pensare al Cadetto. Ho fatto [...] sonno ». Cosi doveva [...] immobile fra le due che [...] ; frenando il tremito fino " [...]. Quando si assopiva era [...] di prendere un treno. Quando [...] [sulla scena si [...] le [...] luci (grandi, e gli operai [...] il [...] [posto degli attori che si [...] [senza nemmeno struccarsi al piccolo albergo. Erano giovani, avevano [...] sempre qualcosa di [...] [qualcosa di cui bisticciare e ritornare in [...]. Un giorno scoprirono [...] usava i sonniferi, non dissero I nulla, ma [...] lei capi che la [...] lasciavano da parte. Avevano [...] pito che stava invecchiando e [...] apparteneva più a loro. La notte [non riesco [...]. Il giorno [...]. I sonniferi non mi [...]. Entro nel primo locale [...] se qualcuno ha voglia S di chiacchierare [...]. Tra poco ; è [...]. /// [...] /// [...] lasciata dopo un [...] confronto con alcuni camerieri, . Udiva dei tram, lontani, [...] e qualche traballante autotreno. [...] illividiva [...] pozzanghere. Un fornaio le indicò [...] in fondo al quale avrebbe [trovato l'albergo. La compagnia era [...] già in piedi, odorosa di [...] coi tavoli lungo le pareti. Le sor-; ! Poi sotto la [...] lucè notarono la [...] faccia. Vuoi una [...] aveva molto da mettere insieme. La grossa [...] valigia era già . Si sarebbe data una [...]. Gilda [...] la ragazza [...] del direttore, per poco [...] scale. Anche lei cantava. Poi si toglieva i [...] a con-. Giù udiva la voce [...] fine danzatrice». Certamente ce [...] col solito cantante argentino. Non era difficile [...] lui che le dirigeva tutte, [...] al pubblico con quello charm [...] voga trent'anni fa. Tutto sommato era quello [...] il [...] tono » alla compagnia [...] [tanghi bissati, le serenate gorgheggiate in falsetto [...] che costituivano il piatto forte del repertorio. Di sopra [...] con la stella [...] compagnia dal viso immobile e [...] i capelli rossi già pieni di bigodini durante i [...] Era [...] che disponesse di una camera [...] sé, [...] che viaggiava in [...] col ballerino II suo numero [...] i seni che sgusciavano fuori, delirante il cancan, dai [...]. In lei non [...] niente di [...] ma era giovane, ci sapeva [...] [re e dava [...]. /// [...] /// Vivevano sempre appartati, [...] coi camerieri in albergo [...] soldatini fuori. Il loro compito consìsteva [...] città ogni nuova orchestrina, insieme al maestro. Se il treno era [...] stavano [...] cupi e nervosi nel [...] il paesaggio, o seduti sulle [...] di Ugo [...] valige col volto piombato [...] Ti ho trovato un posto, Sandra, vieni, [...] le disse il maestro, [...] altre non udissero. Aveva [...] anni e li mostrava [...] ridendo gli accartocciavano il volto lungo e [...]. Nessuno sapeva niente di [...] veniva di buona famiglia e si capiva [...]. Era [...] che non alzasse mai [...] durante le prove. Strada facendo trovò ancora il [...] di [...] i! Temeva di non superare la [...] Le avevano concesso una settimana per mei tersi al [...] con la [...] e la [...] per [...] :1 trio, e occupare il [...] vacante rii [...] nel corpo di bailo Se [...] maestro avesse dato parere sfavorevole si [...] trovata ancora [...] lavoro. II Carletto stava male, aveva [...] di cure, e [...] retta [...] era piuttosto salata. Fingere di pensare di [...]. [...] sorrise senza [...] un sorriso vuoto, slavato che [...] stese ie piccole rughe attorno alla bocca. Non era più tanto [...]. Era an-zi vecchia, per [...]. /// [...] /// Non sfaceva neppure del [...]. In ogni città si [...] giorno. Era una tournée sfortunata, dicevano. In realtà erano periodi [...] Quella sera, durante lo spettacolo, Gilda [...] le raccontava di [...] Conosceva già quella stona, [...] stesso, perché le faceva compassione Erano sedute [...] dietro le quinte, la Gilda truccata e [...] suo numero Ogni tanto doveva interrompere per [...] quelli che erano d: scena e si [...] perdere [...] eccitati e nervosi. I pensieri della Gilda [...] complicati, si trattava solo dei [...] che non bastavano. Del panino in luogo [...] camera in due. Anche lei dunque invecchiava, [...] 28 anni e il direttore che [...] Stava a lei II [...]. E soggiunse: [...] Tu sei ancora [...] ne [...]. Forse voleva [...] « Tu non hai [...] Carletto [...] a un istituto, fra gente estranea. Quella sera uscì dalla [...]. Le girava la testa, [...] andava. Il cantante argentino era già [...] sul proscenio e si sentiva la [...] voce forte e un po' [...] limonerò! Si buttò sulla prima [...] serviva per il numero dopo, col viso [...]. Il pubblico applaudiva sguaiatamente [...] chiedeva un bis. Si alzò, portando i [...] tra le braccia e prese a salire [...] chiocciola. Aveva la sensazione che [...] ondulata e che i gradini cedessero mollemente [...] peso. II cantante intonava [...] Laggiù [...] », ma il pubblico che [...] voleva ancora [...] limonerò » o qualcos'altro di [...] e di moderno, batteva i piedi [...] e fischiava. La scala terminava su [...] di sconnesse tavole, tutto invaso di corde [...] i contrappesi sospesi a mezz'aria. Non sembrava possibile che [...] centinaia di persone fissassero un palcoscenico festoso [...]. La [...] usci [...] sbattendo [...] con parole pesanti contro la [...] che dal camerino continuava a [...] Dalla luce al buio, per poco non le venne [...] fece [...] sei [...] Presto, [...] a cambiarti [...]. Le vide la faccia nel [...] di luce: [...] Che hai?; [...] niente Ora mi cambio. Ah, che vita cara [...] passava la stella allacciandosi [...] su un fianco, frettolosa [...]. Il [...] andava dietro saltellando a piccoli [...] doppi. Cercò di [...] ma la stella che [...] Io trattò malamente. Di giù con gesti sgomenti [...] scocciati il direttore li attendeva, [...] Volete mancare [...] gridava sottovoce. Il pubblico applaudiva e [...] sulla nota finale del cantante argentino che [...] non calare Sbucò dalle quinte e subito [...] cadde Mostrava una faccia stanca, triste e [...]. Quella sera, recandosi [...] si sentì presa da una [...] pietà per tutti loro. La piccola città era [...]. Sola nella notte udiva [...] battere le mani, gridare, fischiare nel teatro. Che tristezza dover giocare [...] ogni sera per incantare centinaia di persone! Invece non aveva mai avuto [...] periodo di successo. Aveva cominciato nelle [...] piccole compagnie e ancora si [...]. Le amicizie e gli [...] serviti: erano rimasti pezzi di vita senza [...]. Gli stessi come i [...] i volti della compagnia, legati ad altri [...] costumi e a altri volti. Come le camere [...] come i treni. Non ricordava quella bocca [...] né il momento. Ricordava soltanto che poi [...] piangere e poi a ridere: «Co-me vi [...] istinto materno! La compagnia cambiava città. Lo ascoltava che raccontava [...]. Anche lui dunque ne [...]. La stazione era lontana [...] poteva arrivare solo a piedi. La neve marcia, durante [...] gelata e le orme formavano tante piccole [...] le caviglie. Ma non riusciva a [...]. Ricordava che aveva un [...] stomaco e molto freddo. Lui continuava a raccontare. Poi aveva buttato per [...]. Si era accorta che [...] un pezzo spingendo a mano la bicicletta. Crede che sia cieco? Perché [...] a bere qualcosa? Conosco un locale, non [...]. /// [...] /// Non voleva nemmeno voltarsi [...]. Che cosa poteva [...] uno con la bicicletta? Il Carletto [...] malato, aveva bisogno di cure e di [...] vero istituto. Tutto ciò era schifoso, ma [...] in ballo e doveva ballare. Ma non era entrata [...]. In camera avrebbe trovato [...] in vena di chiacchierare, [...] si era" lasciata agganciare. In realtà aveva anche [...] problemi che non erano misteri neppure negli [...]. Fra una settimana, due al [...] la compagnia si sarebbe sciolta. Tutti parlavano di nuove [...] progetti. Per il momento, solo [...] erano stati ingaggiati e neppure senza migliorare [...] il fantasista e la stella che sarebbero [...] grande compagnia quantunque come numeri di secondo [...]. Non voleva pensarci. Sapeva che non avrebbe ricevuto [...] da [...] sbandierare. Ma [...] e la voglia dei [...] . Ora aveva soltanto bisogno [...]. Non voleva pensarci, ma [...] il vuoto e di questo aveva paura. Tante volte aveva cominciato la [...] lettera: [...] Cara mamma ». Poi era già accaduto che [...] si facessero [...] momento [...] con contratti sempre più esosi. Forse si sarebbe ritrovata in [...] compagnia anche più piccola con un lavoro doppio tuttofare [...] una paga dimezzata. Un giorno sarebbe finita [...] a aggiustare gli abiti alle nuove attrici, [...] i camerini dopo il passaggio delle compagnie, [...] i teatri. Quando, dopo gli spettacoli, [...] seguita neppure uno che spingesse a mano [...]. Stanca di camminare fece [...]. La compagnia stava riunita [...] ristorante. Dovevano prendere un treno [...] non valeva la pena di occupare la [...] poche ore. Le valige stavano ammassate [...] coi cappotti sopra alla rinfusa. Dal mucchio sbucavano le [...] e del violoncello, gli ombrelli e la [...] della stella che nessuno aveva mai visto [...]. Al tavolo allungato gli [...] stesso aspetto del mucchio, davanti alle birre, [...] caffè e latte, alle [...] dei panini. Qualche risata volgare scoppiava [...] -quale il cantante argentino raccontava barzellette. I due generici giocavano [...]. Il macchiettista il maestro [...] Gilda dormivano col capo ingolfato nelle braccia conserte [...]. Le altre ragazze con [...] chiacchieravano e fumavano stancamente; indossavano tutti ampie [...] collo dai colori sgargianti. Mancava la stella dai [...]. Il ballerino continuava a [...] nero di gelosia. Paura che te la [...] sollevando il capo dalle braccia conserte prese [...] stella nel suo cavallo di [...] mio cuor, c'è un [...]. Il direttore venne infreddolito [...] biglietto cumulativo. Tutti si lamentarono in [...] le ferrovie. La [...] venne a sedersi accanto [...] Sandra. Ora ti faccio portare [...] caffè e latte con due briosce. /// [...] /// Ora salgo un momento [...] riuscirò a dormire: mi basta un pochino. /// [...] /// Mi sdraie-rò un momento [...]. Senza nemmeno accendere la luce [...] afflosciò [...] poltrona a dondolo. /// [...] /// Non si sentiva neppure [...] lavabo a attingere acqua per buttare giù [...]. Avvertiva soltanto un gran [...] sola a [...] e ridirsi sempre le [...] mai concentrare [...] su un pensiero qualsiasi. Le cose, miste ai [...] progetti, le arrivavano da lontano come i [...] nella notte che si facevano sempre più [...] dileguare, con intervalli fra uno e [...] durante 1 quali rimaneva [...] una strada deserta. A tratti udiva anche [...] risa i rumori dei compagni rimasti giù. La voce [...] le metteva davanti il [...] ballerino che arieggiava il disordine [...]. La risata a singhiozzo, [...]. Quello che si accalorava [...] e sempre per niente starnazzava e diceva [...] comiziante era il fantasista. Il cantante argentino aveva [...] logoro dentro e fuori: anche la [...] voce era logora. Il grido apparteneva invece alla [...] fine danzatrice [...] che si vantava di [...] rifiutato di sposare un vecchio [...] e altri partiti vantaggiosi per amore della scena. Poveretta, tirava [...] anche [...] come del resto la [...] e la [...] che però lo facevano [...] non passare da « vecchie ». Dopo mesi " e [...] quali erano vissuti condensati in quella piccola [...] conoscevano più come numeri che come persone. Ancora una settimana, forse due [...] quella vita sarebbe finita. Non perché lo volesse, [...] che sarebbe finita. Di nuovo si sarebbero [...] sorriso logoro c un ciao che non [...] di essere un addio. Altri teatri, altri treni, [...]. Dalla valigia [...] delle due mele le [...] il suo paese e un chiaro mattino [...]. E subito pensò al Carletto [...] potuto [...] lungo il fiume. Fra non molto [...] avrebbe illanguidito i cristalli. I bagliori [...] le davano [...] di [...] sulla scena puntata dal riflettore [...]. Ecco che battevano le [...]. [...] le voci e le risate [...] compagni [...] andavano e venivano lungo la [...] delle scale. Macchinalmente si alzò aggrappandosi [...] tenda per non perdere [...]. O così le parve [...]. Sola in camera per [...] da quando aveva avuto il Carletto, sentiva [...] si srotolava adagio come un sipario fra [...] altri. Avrebbe dunque dormito in [...]. Un tram cigolava in una [...] in barriera. Si [...] perse con la mente [...] che la portava via, lontano dalla scena [...] e dai progetti. [...] va dimenticato: non le capitava [...] tanti anni. /// [...] /// [...] va dimenticato: non le capitava [...] tanti anni. (0) (0) ![]()
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