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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1996»--Id 567117416.

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Parla Francis [...] il teorico [...] della «fine della storia» [...] in libreria [...] libro di Francis [...] Fiducia, pubbli-cato da Rizzoli. [...] classe 1952, è un [...] 1992 movimentò la scena intellettuale americana (ed [...] libro dal titolo significativo, La fine della [...]. Le [...] che avevano attraversato il [...] disse allora [...] erano or-mai un ricordo [...]. Le isti-tuzioni [...] ave-vano vinto, e ormai [...] mondo occidentale si muovevano verso economie capitalistiche [...]. Con Fiducia [...] fa un passo [...]. La «fine della storia» [...] fine dei conflitti economi-ci, politici, sociali. [...] di uno stesso sistema istituzionale [...] società può essere ricca o più povera, può avere [...] vita sociale e spirituale più o meno soddisfa-cente. La competizione sarà nei [...] economi-ca, e i paesi vincenti saranno quel-li [...] «virtù sociali», di una vera società civile, [...] associazioni, scuole, club, sin-dacati, mezzi di informazione, [...] ha un nome per [...] sociale», cioè [...] dei singo-li ad associarsi, [...] un fu-turo comune, ad avere insomma «fiducia» [...] nella fonda-mentale giustizia del sistema. Dal suo ufficio di Washington Francis [...] ha risposto ad alcune [...]. Signor [...] esatta-mente questa «fiducia»? La fiducia [...] di un com-portamento corretto, condiviso, [...] tra tutti i membri di una società. La fiducia è quella [...] nutrono nei confronti dei loro governanti e [...] la fiducia dei lavoratori nei confronti delle [...] aziende nei confronti dei lavoratori. Perché ritiene la «fiducia» [...] processi politici ed economici delle società contem-poranee? La [...] una questione di valori. Significa che esistono valori [...] qualcosa che va al di là del [...]. Certo, per colla-borare nel [...] basta la molla [...] individuale. Ma le forme di [...] meglio sono quelle che si basano sui [...]. Le orga-nizzazioni più efficienti [...] di contratti, o di essere rego-lamentate per [...]. È il consenso morale [...] membri la ragione della reciproca fiducia. Per questo insiste tanto [...] aspetti culturali e vita eco-nomica? Certo, ho [...] «spiritualizzazione della vita econo-mica». Gli uomini non si [...] far soldi, o per il potere. Ci possono essere altre [...] il bisogno di riconoscimen-to sociale, di sentirsi [...] co-munità, sia essa una piccola comu-nità, come [...] una più grande, la comunità etnica, quella [...] paese. Le società che hanno [...] pro-gressi economici sono quelle carat-terizzate da un [...] di so-cialità, e così sarà anche nel [...]. Del resto basta dare [...] a quanto sta avvenendo nei [...] europeo. Quelli che danno se-gni [...] vitalità politica ed economica, la Repubblica ceca, [...] Polonia, sono anche i paesi che durante i [...] mantenuto una parvenza di società civile. Non ci vuole molto [...] lei è piuttosto scettico sulla possibili-tà per [...] di guidare questi processi. ///
[...] ///
È del tutto illusorio [...] società postindustriali pos-sano essere realizzati miglioramenti grazie [...] «ingegneria socia-le» guidate [...] di pianificazio-ne economica centralizzata. Nel mio libro ho [...] abbiamo più realistiche speranze di creare una [...] a vasti programmi governativi». Lo provano il fallimento [...] di Clinton e quanto sta avvenendo in Europa [...] state. La forza delle istituzioni [...] sta nella rete delle istitu-zioni intermedie. Le società con una [...] associarsi sono anche quelle più liberali. Ci stava dicendo del [...] sta-te. Sì, il [...] state [...] stato con-cepito per decenni in Europa è oramai al capolinea. Le ragioni so-no diverse. Anzitutto demografi-che: [...] della popo-lazione mette a [...] te-nuta dei sistemi pensionistici. [...] poi il problema della [...] economici, che rende sempre più difficile sostene-re [...] altre aree del mondo. Si potrebbe ribattere che [...] in questi anni hanno dimo-strato una maggiore [...] economica non sono quelli con una più [...] bensì quelli capaci di mante-nere bassi costi [...] garanzie sociali. Non nutre ecces-siva fiducia [...] garante dei processi sociali e politici della [...] Guardi, [...] mio libro appare chiaro che io credo [...] e capitalismo. La pro-sperità creata dal [...] incubatrice ai regimi liberali garanti di pari [...]. Certo, [...] bisogno di leggi, non si [...] tutto al gioco delle forze [...]. Ma proprio per questo [...] ai fattori culturali, alle dinamiche so-ciali, le [...] creare una so-cietà più ricca e articolata. Per que-sto ho dato [...] tanta im-portanza al lavoro, che ricrea il [...] le persone fuo-ri dalla loro sfera privata [...] di relazioni. Germania e Giappone sono [...] i paesi industriali con un più sofisticato [...]. Eppure proprio Germania e Giap-pone [...] forte tradizione di autoritarismo politico. Come esempi di lavoro [...] i casi della produzione snel-la della giapponese [...] e dei capisquadra di [...]. Ma questi casi, più [...] effetti-vo egualitarismo, rimandano a [...] più efficiente del lavoro. Non è questione di [...] organizzazione orientata alla produzione. [...] sociale ci dice che [...] solide e coese sono quelle che non [...] di autorità. Quanto ai rischi di [...] essere evitati attraverso fattori correttivi, co-me leggi [...] singolo, il lavoratore. Ma a bilanciare i [...] viene soprattutto una vivace vita sociale. Una rete di corpi [...] cooperativi di-minuisce i pericoli di autoritarismo e [...]. La [...] analisi sugli Stati Uniti non [...] così ottimistica. Sì, [...] americana di associarsi si sta [...] indebolendo. Non è esatto affermare [...] americana abbia sempre privilegia-to le tendenze [...]. È vero che la [...] in questo paese ha dato grande spazio [...] e che gli americani sono sempre stati [...]. Eppure, almeno sino alla [...] gli Stati Uniti furono una società con [...] socialità spontanea, eredi-tà delle tradizioni puritane. Questo punto di equilibrio [...] comunità si è ora rotto. La fa-miglia è sempre [...] in declino, le città [...]. È un processo che [...] particolare natura del capitalismo moderno, che indebolisce [...] con il trasferimento del lavoro. Un ruolo [...] avuto anche [...] dello stato sociale, con la [...] allo stato di funzioni prima svolte dalle comunità. Il dato più peculiare [...] è co-munque la particolare cultura dei di-ritti [...] in questi anni. Per gli americani i diritti [...] un carattere assoluto, e non sono [...] da una costituzione che preveda [...] doveri [...] verso la comunità. Per questo ho suonato [...] conse-guenze economiche del declino del capitale sociale [...]. [...] domanda riguarda [...] cui lei dedica un capitolo [...] suo libro. Come si sta da [...] capitale sociale e fiducia? Grazie alla lotta [...] ha recuperato molta della fiducia. È un capitale sociale [...] dila-pidato. Certo vedo ancora molti [...]. In primo luogo la [...] zone [...] che posso-no contare su [...] civi-le, e quelle del Mezzogiorno, dove la [...] grossi problemi a emergere, spesso schiacciata dalla [...]. Il rischio è che [...] il divario tra le due [...] tenda ad approfondirsi. ///
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Il rischio è che [...] il divario tra le due [...] tenda ad approfondirsi.

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Il progetto è senza scopo di lucro, ma purtroppo le spese sono ingenti. Da alcuni anni IdMiS - Istituto della Memoria in Scena (ONLUS) -, anche grazie al Comitato promotore Fondazione Giovanni Frediani ed all'Associazione Culturale Controtempo, ha investito molte risorse sia monetarie che umane nella progettazione del sistema, nella traduzione digitale del proprio patrimonio archivistico, bibliografico - specialmente dell'emeroteca -, biblioteconomico, e museale; in assenza di un contributo pubblico minimamente adeguato ci vediamo costretti a chiedere alle biblioteche che vorranno aderirvi ed indirettamente agli utenti la condivisione dei costi e/o la partecipazione attiva all'elaborazione delle unità bibliografiche che ciascun ente vorrà inserire per il prestito digitale interbibliotecario.
Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

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Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(274)

Interstampa [1981-1984*]

(271)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(266)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(255)

L'Orto [1937]

(230)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

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(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

(201)



(128)


Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .





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