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Sabato 17 dicembre [...] pagina [...] dei vecchi «blocchi ideologici» è [...] quella [...] diffusa» Sulle rovine della prima [...] soffia un vento nuovo: [...] di tutti contro tutti. Che succede in Italia? Rispondono Franco Fer-rarotti, Umberto Galimberti, Danilo Zolo, Gian Enrico Rusconi; Silvio Lanaro. Ministri che tacciano di [...]. Gente che chiede ai procuratori [...] «farla sognare». E manipoli di signori [...] in piazza, trascinati da psichiatri che invocano [...] Masaniello. [...] poi (ci avete fatto [...] giornali diventa occasione di feroci sguardi reciproci. Per non parlare dei [...] nuovo divampano in autobus, in treno, in [...] Tv. Insomma che succede? Che [...] si è diffuso in Italia? A sentire [...] (come quelle del Cardinal Sodano, di Barbara Spinelli, [...] Lucio Colletti) ad accendere gli animi non [...] caro, vecchio «scontro frontale» (politico) . E nemmeno la «demagogia» [...] figli gemelli di tangentopoli. No, c'è qualcosa dinuovo sotto [...] sole. Si chiama «inimicizia totale». Voglia di resa dei [...] diffusa. [...] mobile dello scontro. Senza centro, bersagli e [...]. Dentro e fuori le [...]. Arma chiave: la comunicazione. In grande o in [...]. Insomma siamo diventati tutti [...] e duellanti. Protagonisti di «piccole guerre [...]. Per fortuna soltanto simboliche, [...]. Come quelle descritte da Hans Magnus [...] e Manuel [...] in due saggi recenti [...]. Prospettive sulla guerra civile. Einaudi; Confini labili in Guerre [...]. Vi si parla di [...] e di aggressività «molecolare», che minacciano di [...] tra «violenza metaforica» e «violenza lesiva» (laddove [...] valori non riesca ad arginare complessità e [...]. Del resto, che il [...] possa oggi «via media» [...] è tesi che ha visto [...] due personaggi diversissimi tra [...] Oliver Stone e Karl [...]. E allora? E allora cerchiamo [...] di più. Provando a intrecciare una diagnosi [...] che non [...]. Dice ad esempio Franco Ferra-rotti: «Considero [...] normale la bellicosità diffusa. Cadute interpretazioni, valori e [...]. Cioè [...] animale. In fondo, prosegue il [...] il carattere primitivo degli italiani, passionale, ferino. Un dato che ha [...] Stendhal e Machiavelli. Siamo il paese della [...] e del Galateo di Della Casa. Ma quando salta la [...]. E [...] Ferrarotti salta da un secolo [...] «ferocia e gaglioffe-ria italica si riversarono perfettamente nel fascismo. Già a partire da Papini, Prezzolini, Soffici, da certe avanguardie letterarie e artistiche. Quindi Bobbio sbaglia quando [...] comunismo il fascismo. [...] 6 una malattia molto più [...] e terragna. Nasce [...] radicata delle classi dirigenti [...] e la democrazia. Oggi purtroppo rischia di ridivenire [...] in [...]. Umberto Galimberti, psicologo e [...] a Venezia, punta invece lo sguardo sul [...] «A [...] dagli anni [...] all'insegna della politica spettacolo, [...] dinamica [...]. Si è affermata una logica [...] e [...] ostile a tutto quello che [...]. Sia nella vita pubblica [...] privata». In altri termini, «a [...] mediazioni affaristiche e paralizzanti del passato, s'è [...] la mediazione tout court». Più in generale però, [...] Galimberti, [...] italica dì questi tempi [...] particolare del «trionfo della tecnica, dei suoi [...] impoveriscono la vita emotiva e nevrotizzano gli [...]. [...] a trovare compensazioni illusorie». Compensazioni nei consumi e [...]. Oppure in ritrovate appartenenze [...]. [...] cosi, diventa un ostacolo intollerabile. Da espellere o assimilare, [...] primitivi. Risultato: «siamo tutti più [...] insofferenti». Danilo Zolo, studioso di [...] getta invece acqua sul [...] un vero e proprio aumento della violenza. Piuttosto c'è un bisogno [...] piccolo schermo, [...] al dominio informatico. Tanto nelle manifestazioni sindacali [...] studentesche». E [...] «Esiste -per Zolo -ma [...] metaforico. Per ora è ancora [...] del simbolico. Semmai c'è un imbarbarimento [...] contenuti programmatici della lotta politica. Contenuti sempre più poveri». In questo quadro, secondo Zolo. Per le attese carismatiche [...] che potrebbero sprigionarsi». Sul livello ancora «metaforico» [...] centro» concorda anche Gian Enrico Rusconi: «le [...] teorizzate da Hans Magnus [...] nelle società complesse sono [...] simbolico. Concreto, ma solo verbale. Indicano una degenerazione, un inselvatichimento. Che in Italia nascono [...] status della politica, dalla difficoltà di distinguere: [...] e fra alleati e avversari». Anche il fallimento del [...] Berlusconi, per Rusconi, ha rafforzato questa tendenza [...]. Ma, tra choc e [...] tra disillusione e aggressività. Oggi tutto è possibile». La colpa? [...] delle [...] del [...] comunicativo, e poi [...]. Naturalmente un ruolo decisivo [...] precarietà [...] degli equilibri attuali. Aggravata dalla soppressione dei [...]. /// [...] /// Anche la «piazza» per Lanaro, [...] di educazione politica è saltata», . E c'è oggi una «responsabilità [...] per questo generale imbarbarimento, per [...] attacco alle regole che segna ormai la fine del [...] weberiano, [...]. Ciò che accade però [...] dal forte conflitto [...] che s'è aperto nel [...] crisi della prima repubblica? Lanaro risponde cosi: «Senza [...]. Oggi tuttavia è proprio [...] incoraggiare [...] sociale. Esaltando il liberismo, che [...] di conflitti distributivi sregolati». Ma allora, se [...] dei conflitti a raggiera [...] questa maggioranza. Parla lo storico Isnenghi: «La [...] è riuscita a sostituire la partecipazione»« Piazza [...] virtuale, effetto [...] «No, la piazza, non [...]. Nemmeno [...] della tv, che continua a [...] la realtà. Rimane un momento cruciale [...] dello spirito civico». Parola di Mario Isnenghi, [...]. Del libro [...] aveva [...] intervista allo storico di Bruno [...] (9-5-1994). Stavolta [...] parliamo con Isnenghi del clima [...] e politico attuale. Ovviamente sempre con [...] puntato sulla «piazza». Professor Isnenghi, c'è una [...] piazza» nel paese, nonostante ; [...] delle «piazze virtuali» e [...] Contro ogni previsione [...] piazza «reale» e «virtuale» [...] in una vera sovrapposizione. Fino al 25 Aprile [...] la tv avesse ormai vinto la partita. Invece c'è ormai una mescolanza [...]. Prevale in altri termini [...] visivo. E lo si è [...] volta con lo sciopero generale. La situazione politica, per [...] ancora cosi chiusa, al punto da sopprimere [...]. Ma nel futuro alla [...] sottratta questa facoltà «moltiplicatrice». Non teme gli effetti [...] Ad esemplo, il ministro Ferrara e II [...] Borrelli [...] sulla proibizione del «tifo» sotto le finestre [...]. Capisco e apprezzo questa [...] da parte del giudice Borrelli. Quanto a Ferrara, è [...] inventori della situazione attuale. È grottesco il suo [...] linguaggi moderati. Entra ogni giorno nelle [...] grazie alla cultura spettacolare e piazzaiola. Temo comunque più la [...] del circuito [...]. Dopodiché, come storico, sono [...] qualità della piazza reale rispetto alla piazza [...]. Non sono affatto un [...] Samarcanda, né della ex terza rete, intrisa a [...] (altro che [...]. Insomma non mi sfugge [...] introdotto nei cortei dalla cultura pubblicitaria della [...]. So bene che anche [...] quelle che vanno nelle piazze vere, sono [...] certo linguaggio esibizionista e fittizio. Oltre alla piazza di [...] campo una nuova, composita piazza di destra. Che poi scimmiotta la [...]. Come giudica il fenomeno? Non [...] nel [...]. Non c'è da meravigliarsi [...]. Hanno bisogno di quelli [...] dimestichezza con tale dimensione. Quindi di An e [...]. È vero che la [...] la sinistra, ma ci sono anche i [...] piazza di destra. Si tratta di vedere quale [...] il linguaggio egemone: quello reale di Fini o quello [...] di Berlusconi? O (orse ci sara una sintesi, certo [...]. E se il [...] riuscisse le cose sarebbero [...] la sinistra e per i democratici. Che tipo di atmosfera [...] sul [...] cultura diffusa e del [...] E [...] dalle incertezze e dalle tensioni odierne potrebbero [...] Tutti gridano e [...] a cominciare dai giornali [...]. Non so se tale [...] davvero radici nella società civile. Siamo abituati a [...] gridare i «pupi» sul proscenio, [...] a [...] Quello [...] in diretta è anche un [...] di società, dagli effetti mimetici. Con le famiglie che [...] televisivo. Forse è solo una recita. Dobbiamo solo sperare che [...] si riversi nella vita reale. Quanto alle tentazioni carismatiche, [...] non ce ne sono. Berlusconi sta rivelando troppe [...]. E Di Pietro mi pare [...] «umile» per [...] certe attese. Semmai si diffonde una voglia [...] della provvidenza. [...] di un vero uomo [...] capace di dirimere i nodi. Se però le parole evocano [...] cose, non [...] a [...] tanto. E torniamo allora alla [...]. Alla piazza reale Per [...] uno spazio simbolico essenziale per la formazione [...] Identità? É uno spazio [...] collettivo, punteggiato da un [...]. La piazza viene persa [...] sinistra e dalla destra. Appare intrisa di memoria [...]. Poi c'è la piazza [...] giorni. [...] in quanto luogo della sociabilità [...]. Oggi [...] è profondamente malata. Purtroppo per anni architetti [...] sostenuto che era reazionario [...] la memoria e la [...] col valorizzare la metropoli come [...] e territorio dello spaesamento. /// [...] /// Machiavelli Principato e lotte [...] Non [...] un Principato nobiliare quello teorizzato da Machiavelli [...]. Dietro di esso si [...] lotte civili. Quelle di cui si [...] Discorsi sopra la prima Deca di Tito livio: [...] patrizi e plebei a Roma. È il conflitto civile [...] Machiavelli [...] impedire la decadenza dello stato. Quindi Principati e Repubbliche [...] consenso. Sugli interessi diffusi, associando [...] stato. Con una milizia popolare, e [...] mercenaria, innanzitutto. Certo in quegli anni [...] Machiavelli batteva [...] di uno stato italiano [...]. Ma [...] delle lotte popolari è [...] «Politica». Masaniello La rivolta riformatrice Però [...] popolari non ce ne furono [...] asservita. E nemmeno ci fu [...] da Machiavelli. Ci furono tumulti, assalti [...] quelli narrati [...] manzoniano dei Promessi Sposi. /// [...] /// Spesso interpretata come ribellione [...] né coda. Una pura resistenza spontanea [...]. Berlusconi e [...] ce [...] riproposta in chiave vittimista [...]. E invece Masaniello tentò [...] potere cittadino. /// [...] /// Ma vinsero le forze [...]. Sotto [...] del vicereame spagnolo. Risorgimento Barricate e [...] di una nazione sovrana italiana [...] un contraccolpo della rivoluzione francese. Come il -tricolore» del [...] alla repubblica cispadana. [...] unitaria degli italiani risale, [...] Mazzini, [...] a Filippo Buonarroti, che influenzò sia [...]. Poi dopo i moti [...] del 48. Stiamo parlando del Risorgimento, che [...] non tu soltanto una rivoluzione borghese. Sulle barricate delle [...] giornate» [...] intellettuali, operai e artigiani. E i «mille» di Garibaldi, [...] Calatafimi, trascinarono con sè anche i contadini. Poi venne Bronte, la [...]. La direzione del moto [...] borghese e moderata. Ma intanto [...] era nata. Anche se le masse [...] dalla porta. I socialisti Conquistano le [...] Sciopero: [...]. Quella «voce» non piaceva [...] Tommaseo, [...] pure, nel 1872, doveva [...] nel suo Dizionario. Il lessico si aggiorna, [...] squilibrata Italia [...] esplodono le associazioni operaie, [...] le agitazioni sociali. [...] e anarchici incalzano mazziniani e [...]. Ma saranno i socialisti [...] piazze e i comuni, a fondare cooperative. E a immettere le [...] grande movimento di riscatto, nazionale. Dal seno di quel [...] i «transfughi» che dopo la prima guerra [...] piazza alla sinistra. Il fascismo di Mussolini [...] sindacalismo rivoluzionario, il [...]. E tonde motivi di [...] vecchio nazionalismo. Prova generale: [...] interventista. [...] compromesso e gli scontri Nella Repubblica [...] dalla Resistenza lo scontro si [...]. Grazie ai partiti e [...] inclusi nella trama democratica. Non mancano i momenti [...]. Le repressioni [...]. Poi ci sono le [...] anni di piombo, [...] 1977. E infine la «rivoluzione [...]. In cui la legalità [...] politica, scalza [...]. [...] scena la piazza telematica. La politica, come «dramma» [...] affare di tutti. Vince chi persuade e [...]. In tempo reale. /// [...] /// In tempo reale. (0) (0) ![]()
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