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[...] 22 AGOSTO [...] parole d'agosto Abbiamo scelto [...] che più di [...] abbiamo ritrovato tra i [...] le pagine dei libri pubblicati durante un [...] libri che molto spesso hanno proposto temi [...] e di costume. Attorno ad ogni parola [...] costruire un percorso di letture e di [...]. Una sorta insomma di [...] e arbitrario) per chi voglia ancora leggere [...]. GIALLO NE RO PETROLIO INDIVIDUO VIAGGIO STRANIERO [...] dire «ospite» e «straniero», [...] parole differenti, che, nella loro dialettica, indicano [...] o meno alto di una determinata civiltà: [...] tratta in modo ospitale lo straniero è [...] più evoluta di quella che lo respinge [...] lo condanna in nome di un giudizio [...] pregiudizio) razziale. Ma è sempre stato [...] In [...] lo straniero è indicato con lo stesso [...] serviva anche per designare [...]. Mentre, come ci informa Emile [...] la parola «ospite» deriva dal [...] che più tardi porterà al [...] classico di «nemico». Qual è la ragione [...] lingue indoeuropee uno stesso concetto, quello di [...] con termini che sfociavano in esiti semantici [...] quello di ospite (per il greco) e [...] (perii latino)? [...] il diverso, il differente, [...] concepito come un potenziale nemico per la [...] esistente, costringendo [...] a mettere in discussione [...] Identità e 1 riti grazie ai quali [...] Istituisce come soggetto sociale. Ma mentre nel mondo greco [...] viene conquistata [...] anche un altro termine, in [...] per designare lo straniero: [...] di [...] razza, forestiero, sconosciuto e incomprensibile. Questa parola verrà usata dalle [...] gnostiche presenti fin [...] nel continente [...] per indicare [...]. In un mondo diverso [...] e «storico». Come hanno mostrato numerosi [...] gnosi non è unica, né patrimonio esclusivo [...] ma si configura piuttosto come una sensibilità, [...] di fronte al mondo che entra fin [...] nostra civiltà moderna e caratterizza numerosi atteggiamenti [...]. Da più parti sono [...] autori come Leopardi, Baudelaire, [...] Kafka, o, più recentemente, Camus [...]. Chi é lo straniero per [...] gnostico? Tracciando [...] volto [...]. Le scoperte geografiche, le [...] «metafisica» che oppone [...] al [...] altro, in quello latino, [...] il diverso si compie entro parametri di [...] «Lo straniero che diventa [...] si trova pari iure [...] Romano, pari al cittadino romano di fronte al [...] . In ogni caso, lo [...] che viene da fuori, da lontano, colui [...] cose meravigliose viste altrove. Se, come ci spiega [...] Artemide rappresenta ciò che [...] Greci [...] loro immaginario, respingono lontano dalla Grecia», essendo [...] fuori, da terra straniera», essa -proprio come [...] -rappresenta il modo di confrontarsi con [...] «facendo posto anche ai [...] scambi con lo «straniero», di cui nessuna [...] a meno» [...] La morte negli occhi. Figure [...] Grecia, Bologna, Il Mulino, 1987, [...]. [...] Invece [...] altro, ciò che è infinitamente [...] che non può ricondursi in alcun modo [...] essa rappresenta il caos, il [...] essere che -al [...] raffigurato da Artemide -appare [...] con il mondo dei vivi. Se il mondo appare straniero [...] gnostico, è perché egli stesso [...] sente straniero a tutto ciò [...] lo circonda. [...] diventa cosi il Male, [...] «conosce» (gnosi vuol dire appunto «conoscenza»), diviene [...] Bene. [...] di Artemide, «dea dei [...] confini», colei che guarda [...] nella [...] alterità per [...] la differenza, è inconcepibile [...]. Straniero non è [...] ma è [...] stesso a sentirsi tale: [...] che la vera vita è in un [...] mondo, assoluto male. Ciò che diviene Importante [...] dello straniero, perché in [...] una carta geografica, si possono ordinare in [...] i segni del caos c Dietro la [...] chi ci è estraneo si alimentano intolleranze [...] il regionalismo Se oggi il diverso è [...] può diventare ospite sgradito [...] compatriota Nemico carissimo Marino [...] antropologo, Insegna [...] Universitario Orientale di Napoli. SI occupa di antropologa [...] studio di alcune figure degli Immaginari. Da alcuni anni a [...] lavorando suòli Immaginari metropolitani, In particolare sulla [...] simultaneità tra passato e presente, tra (rammenti [...] fanno della citta un corpo discontinuo e [...]. Marino [...] già noto per un [...] sul sistemi politici primitivi («La parabola del [...] Torino, Loescher, [...] ora scrivendo un libro [...] Napoli [...] esemplo del tragico metropolitano. [...] è [...] che dello «straniero» hanno le [...] cosiddette [...] società primitive, tutti coloro che [...] appartengono al gruppo, gli stranieri, sono dei nemici. Spesso, non sono considerati [...] stesso titolo dei membri del gruppo. Il nome di molte [...] antropologi in italiano significano semplicemente «gli uomini», [...] che gli estranei, i [...] uomini non sono. Fuori dai confini del [...] la [...] (la natura contrapposta alla [...] incognita» popolata dalle figure della differenza e [...]. Cosa c'è dunque di [...] «romantica» [...] ospitalità del «buon selvaggio» [...] altri, da Rousseau? Direi innanzitutto che non [...]. Esistono delle convenzioni culturali [...] variabili. Il concetto stesso di [...] non è neutro, ma nasce in un [...] estremamente specifico. [...] del «buon selvaggio», come [...] «feroce selvaggio» sono [...] di un uso allegorico [...] In una certa misura, inattendibili. Esse la dicono assai [...] nostro modo di pensare il diverso che [...] diverse culture. Non c'è dunque nulla di [...] Impostazione [...] del [...] si deve [...] via il [...] con l'acqua sporca. Rousseau ha una grandissima importanza [...] alcuni cammini delle scienze umane. Penso in particolare al secondo Discorso (quello [...] della [...] dove Rousseau sostiene [...] di un investimento economico e [...] nelle nuove terre per indagare sulla realtà umana di [...] viaggiatori, missionari, [...] e filosofi variamente favoleggiavano. [...] avrebbe condotto, secondo Rousseau, [...] in realtà una riscoperta ad oltre due [...] Colombo) di una [...] comune a noi ed [...] Indie». Questo segna però anche [...] verso la riduzione della differenza attraverso un [...]. Primo gradino della " distruzione [...]. Esistono del simboli [...] comuni a culture lontane [...] nel tempo, come possono essere la nostra [...] primitive? Esiste qualcosa di [...] alla greca Artemide, dea [...] Tutte le culture posseggono simboli di questo tipo. Esseri che custodiscono il [...] Dioniso, ma anche come [...] divinità di origine africana [...] gli schiavi [...] parte [...] e giunge sulle coste [...] Brasile [...] diventa la figura centrale del [...] rito sindetico fondato sulla [...] possessione diffuso nella regione di Bahia: nel [...] Brasile nero. Ma [...] allungarsi [...]. Di fatto tutte le [...] pongono un simbolo a mediare [...] Sé, [...] con I [...]. MI pare estremamente importante, per [...] comprensione essenziale del termine «strani [...] questo collegamento, che è anche [...] tra [...] e la «stranezza». Cerio, anche perché in [...] Strano rivela lo Straniero al cuore stesso [...]. [...] per antonomasia, lo Strano [...] la morte, [...]. Non c'è dunque da [...] le culture abbiano elaborato delle simboliche per [...] Immagini -vere e proprie maschere -di differenza, di [...] di [...] radicale. Non a caso il [...] maschera è la morte. Perfino le nostre maschere. E che altro se [...]. Il fenomeno nostrano delle [...] essere messo sullo stesso piano dei nazionalismi [...] a loro volta sono altra cosa dai [...] quegli stranieri che con orribile neutralità vengono [...]. Per non parlare del [...] tutela di minoranze linguistiche ed etniche, vere [...]. Direi comunque che in [...] nostra segnata da una serie di rivolgimenti [...] si rimescola, le comunità reagiscono al timore [...] stesse, di diventare altre, col rinforzare i [...] identità. La paura [...] -che fa comunque il suo [...] e del conseguente disordine, determina [...] mitizzazione ed una ritualiz-zazione di un ordine sentito come [...] autentico: argine contro il pericolo straniero. Riprendiamo [...] del «leghismo»: in fenomeni [...]. Il che non significa [...] spinte del fenomeno -cioè il sacrosanto disagio [...] dilagante a tutti i livelli della società [...] inefficienza oltre che della contaminazione del sistema [...] da condividere, Ho [...] però che queste istanze [...] rappresentate da un separatismo che, nè culturalmente, [...] ragione di essere. Se è vero che [...] diceva Marx, si presenta la seconda volta [...] caricatura il bottegaio comasco, travestito da scudiero [...] Alberto [...] Giussano, è [...] esemplare di tale caricatura. Mi sembri molto critico [...] relativismo culturale, che si accompagna spesso ai [...] tipo, e che è talvolta stranamente condiviso [...] di certa «cultura progressista». La stranezza è solo [...]. Fra [...] distinguerei il relativismo culturale [...] cioè la teoria antropologica di origine anglosassone, [...] di relativismo diffuso che caratterizza certo «senso [...]. Tutti i [...] tacciono che lo sviluppo [...] da qualche secolo è pesantemente condizionato [...] colonialista e [...]. Relativisti, bisognava [...] prima: a questo punto, è [...] lardi per avere atteggiamenti [...] e [...]. [...] deve lare i conti con [...] stessa [...] di fronte non abbiamo più [...] altri», ma ciò che noi abbiamo fatto di loro. A questo punto il [...] autorizzare la deregulation più totale e di [...] al suo destino. Un destino di mero consumatore [...] ciò che la tecnica [...] produce e di lavoratore [...] sottopagato e non garantito. Un relativista ingenuo direbbe [...] agli africani di deformarsi le labbra e [...] di operare in modi più o meno [...] identificando questa sedicente tolleranza con il rispetto [...] cosi vuole la loro cultura. Si è mai accorto, [...] che per compiere queste operazioni oggi vengono [...] carne e lattine di [...] È con questi monili [...] dèi sconfitti, con questo «immondezzaio» che [...] ma, vorrei dire, il [...] deve oggi misurarsi, anche per contribuire ad [...] responsabile le «politiche». Essere responsabili dello Straniero, [...] della tragedia di cui oggi lo Straniero [...]. Ciò che bisogna evitare [...] e i suoi corollari, arroganza e presunzione [...]. Voglio dire che quando [...] lattina di [...] come metafora di un [...] teoria che elaboro deve rendere conto della [...] essere al tempo stesso in grado di [...]. /// [...] /// Scienza ormai scomparsa, ma che [...] . [...] le teorie fisiognomiche hanno in [...] che [...] possa essere letto a partire [...] visibile: che, in altri termini, [...] in [...] tale, non esista, essendo già [...] in tulio il visibile a portata di sguardo, ma [...] n [...] solo per [...] che vi può giungere grazie [...]. Clio questo «nascosi d» sia [...] «palazzo celeste», o [...] i n modo [...] la «psicologia», è ciò che [...] il misticismo antico dalla fisiognomica e [...] moderna. [...] un recente articolo. Sergio Quinzio ha affermato che [...] c'è un "altrove" nel nostro mondo, sebbene i viaggi [...] sviluppino a ritmi [...] (Sergio Quinzio, Dov'è [...] in «L'Espresso», 16 giugno 1991) Ma (ino a pochi decenni or sono [...] ha avuto [...] essenziale per i contestatori [...] e capitalistico. Baudelaire, con i suo. Con la merci [...] della vita attuata dalla [...] di produzione capitalistici, ii [...] stesso a divenire «straniero», [...] Di questo [...] Marx traccia [...] fenomenologia nel Capitale, con [...] come feticcio. Lo straniero [...] ultima figura del moderno è [...] culturale del 900. La crisi dei fondamenti, mette [...] discussione [...] nelle sue determinazio-ni fondamentali. Lo straniero appare sempre più [...] prossimità [...] anziché nella [...] lontananza. La psicoanalisi mostra che [...] straniero a sé e [...] di [...] va oltre. Dal lontano al vicino La [...] fondamenti e del soggetto pone il problema [...] sia [...] per noi, ma chiama [...] ad un tempo [...] la nostra a. Se [...] è straniero a se [...] e accogliere l adro? Se [...] accomuna [...] e il Tu, e [...] volta è [...] in quanto poscia sul [...] esito non porterà più a un d [...] dalla comunità, ma -al [...] dello straniero come colui [...] nulla che ci accomuna. La [...] che deve essere mantenuto nella [...] ontologica differenza, nella [...] radicale alterità, [...] il pensiero contemporaneo. [...] ebraico, in particolare, si fa [...] di questa «fenomenologia del volto» che [...] la voce dello straniero, del «Tu», per [...] nella [...] irriducibile differenza: [...] a [...] «segreta» invisibilità. Non a caso le [...] di Edmond [...] sono dedicate rispettivamente allo Straniero [...] Ospitalità (Edmond [...] Uno straniero con, sotto [...] di piccolo formato, Milano, SE, 1991, (rad. Ma accanto a [...] dobbiamo ricordare: Emmanuel [...] Maurice [...]. /// [...] /// ANTOLOGIA: TUTTE LE VOCI [...] viene da fuori La [...] non si definisce nelle antiche civiltà con [...] nelle società moderne. Qualcuno che è nato [...] di essere legati a lui da certe [...] diritti specifici, che non possono essere riconosciuti [...] stesso paese: è quello che dimostra il [...]. Altre definizioni sono disponibili: [...] -colui che viene dal di [...]. Non esistono quindi «stranieri» [...]. Nella diversità di queste [...] è sempre uno straniero particolare, colui che [...] uno statuto distinto. Insomma, le nozioni di nemico, [...] straniero, di ospite, che per [...] formano tre entità distinte [...] semantiche e giuridiche [...] presentano strette connessioni nelle lingue [...] antiche. [...] vocabolario delle istituzioni Indoeuropee», voi. I, Einaudi, 1976, [...]. In molti casi è [...] quel che è anche percepito come «strano». La sfumatura è inseparabile [...] termine inteso nella [...] piena espressività. Taluni usi della parola indicano [...] confermano come lo gnostico dovette cominciare con lo stupirsi [...] vivere, con il [...] strano. La [...] esistenza gli è apparsa come [...] di singolare, di insolito, qualcosa che da principio sorprende [...] colpisce senza che si riesca mai ad [...] del tutto. [...] dei rapporti fra lo [...] «mondo» si manifesta cosi un senso di [...] inadattabilità. Il [...] del resto, è chiamato [...] Estratti [...] (33, 3) lo [...]. [...] parte, la manifestazione al mondo [...] qualcuno degli Esseri che gli sono per natura estranei [...] come tali sono definiti (il «Dio Straniero» dei [...] la «Vita Straniera» dei [...] il Salvatore) , la rivelazione [...] gnosi, della [...] (Clemente Alessandrino. /// [...] /// A tale riguardo, quello [...] gnostici intendono per «Altro» o [...] «Estraneo» si avvicina a quel che Rudolf Otto chiama, [...] parte [...] ganz Andere»: è ciò che [...] o cosa -è radicalmente trascendente. [...] Puech« Sulle tracce della [...] Adelphi. La leggibilità del volto Ora, [...] ci dice [...] in generale, riguardo alla [...] il volto umano? Ci dice innanzitutto che [...] uomini sono altrettanto differenti dei loro caratteri. Ci dice che ogni cosa [...] questo mondo, di qualunque cosa si tratti, ha una [...] fisionomia specifica e individuale, che ogni pera, ogni mela, [...] grappolo [...] ogni foglia ha una fisionomia [...] in base alla quale [...] la [...] intima costituzione individuale. Ci dice che [...] la creatura più ricca [...] terra, il capolavoro del Creatore, possiede la [...] e varia, e che quindi a ciascun [...] corrisponde una fisionomia altrettanto specifica. Ci dice che [...] che sappiamo essere violento e [...] appare completamente diverso [...] che sappiamo essere mite e [...] diverso a tal punto che r ella maggior parte [...] casi ciascuno è in grado di [...] la [...] alla collera [...] cosi come [...] più mansueta [...] al primo sguardo, senza [...] fatto precedentemente la conoscenza. [...] Fisiognomica», ( [...]. /// [...] /// [...] specchia [...] a cura di Giovanni [...]. PAGINA A CURA DI ALBERTO [...] lontano di quiA UNA PASS ANTE La via assordante strepitava intorno a me. Una donna alla, [...] a lutto, in un [...] sollevando e agitando con mano fastosa il [...] della [...] e nobile con la [...] statua. Ed io, proteso come [...] dolcezza affascinante e il piacere che uccide [...] livido cielo dove cova [...]. /// [...] /// Tropi» lardi! /// [...] /// Perché ignoro dove fuggi, né [...] sai dove vado, [...] avrei amata, [...] lo sapevi! [...] del male», [...]. /// [...] /// Il «lucido sapere» La [...] Trakl canta il canto [...] che. Fantasticheria romantica, [...]. Di noi, come multiforme [...] Me. In una lettera scriveva: «Pensando [...] penso [...] come straniero, [...] come straniero dello straniero; [...] solo, [...] solo». Ed aggiungeva: «Dobbiamo ormai [...] cittadinanza alla nuova denominazione dello straniero: lo [...]. Edmond [...] straniero con, sotto il [...] di piccolo [...]. /// [...] /// Edmond [...] straniero con, sotto il [...] di piccolo [...]. (0) (0) ![]()
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