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TELECOMUNICAZIONI Nessun cedimento a [...] È solo [...] della riforma VINCENZO VITA SOTTOSEGRETARIO ALLE POSTE E TELECOMUNICAZIONI NON SONO [...] (e ritengo di dover chiarire [...] modo netto le ragioni del dissenso, senza tatticismi o [...] forte», proposta nella Commissione bi-camerale. Tale soluzione mi sembra infatti [...] per la «forza» dei poteri che si vorrebbero attribuire [...] oltre [...] molto [...] premierato israe-liano: che ha esasperato [...] contraddizio-ni, rendendo molto più aggrovigliati i problemi che avrebbe [...] aiutare a risolvere. In effetti, escogitata per [...] la for-mula del premierato israeliano ha raggiunto [...] su un terreno puramente formale: nella sostanza [...] paese molto più ingovernabile perché una reale [...] quando le scelte da compiere sono ardue [...] base di con-senso [...] estesa. Mi domando quali [...]. So bene che per [...] la pro-posta del «premierato forte» si usa [...] rischierebbe di passare la soluzio-ne ancor più [...] a questo punto sarebbe più pericolosa?) del [...]. Obietto che non ho mai [...] convincente [...] del-la scelta tra la padella [...] la brace. /// [...] /// Mi pare che ci si [...] chiedere, invece, se il [...] di fronte a questa pseudo [...] non sia la conseguenza [...] rinunciato a so-stenere con forza [...] con rigore una soluzione cor-rettamente [...] ossia una soluzio-ne che con [...] opportuni meccanismi elettorali chiami i cittadini a scegliere una [...] parlamentare (e non, direttamente, il premier, che della maggioranza [...] invece essere [...] che [...] eliminando innanzitutto [...] ita-liana del bicameralismo perfetto e [...] a una larghissima [...] stabilità [...] il governo di legislatura e [...] sfiducia costruttiva. Perché questa linea non [...] Do per scontato, ovviamente, che la mia posizione [...] «conservatorismo». Non mi [...] di questa critica. Vorrei però che qualcuno mi [...] perché sarebbe meno innovativo pro-porre una riforma nel senso [...] sistema tedesco, che è quello che tutto sommato ha [...] in que-sti 50 anni, [...] risultati [...] stabilità ed efficienza: e perché [...] dovrebbe [...] per non sembrare conservatori, un [...] di [...] parte, tranne che [...] anno in Israele, [...]. OPPURE VORREI che mi [...] si dovrebbe considerare più adatto [...] anziché il sistema tede-sco, [...] -a parte gli in-convenienti delle frequenti coabitazioni [...] dalla forte impronta lasciata da una personalità [...]. Quanto infine [...] pre-vedibile, che tesi come quella [...] sostenute [...] mi è sufficiente una risposta: [...] vi sono mo-menti e situazioni nei quali rinunciare al [...] di minoranza critica, che richiama [...] su problemi e pericoli che [...] presentarsi, non solo sarebbe una diserzione ma alla lunga [...] pericoloso per il complesso della vita democratica. IN DIVERSI commenti (tra [...] del [...] il disegno di legge [...] fa dal Senato è stato giudicato un [...] un cedimen-to a [...]. Non ci sarebbero tempi [...] della normativa antitrust, e perciò il duopolio [...]. [...] commissario europeo Van [...] ha avuto paro-le assai critiche [...] ritardi italiani nella liberalizzazione del sistema, forse con [...] rivolto al passa-to. È bene chiarire che [...] e continuare a porre in tali termini [...] comunicazione è sbagliato e ingenera pericolosi equivoci. Innanzitutto, la riforma è [...] in corso. Il testo varato dal Senato [...] ancora legge, essen-doci ora [...] passaggio nella Camera dei [...]. Inoltre, il disegno di legge [...] il primo tem-po di una sequenza unitaria, di cui [...] secondo atto è il [...] 1138, stret-tamente connesso [...] approvato. Per esempio, non è [...] punti cardinali delle misure antitrust senza consi-derare [...] affolla-menti pubblicitari, rigorosamente contenuti proprio per la [...] televisivi naziona-li [...]. In Italia è indispensabile [...] rispetto [...] di spot e delimitare [...] forme di pub-blicità (come le [...] in ragione della difficoltà [...] dopo anni di «duopolio» in confini accettabili [...] canali classici diffusi attraverso le onde hertziane [...] un flusso troppo penalizzante per le emittenti [...] la carta stampata. Così, è anche importan-te [...] «quote» obbli-gatorie di produzione e diffusione di [...] italiani ed europei, tassello decisivo del mosaico [...]. I due progetti di [...] 1138, insieme al [...] di recepimento di alcune [...] si salda-no in un unico processo, di [...] essenziali sono la piena liberalizzazione del sistema [...] per la co-municazione. Lo stesso antitrust televisivo [...] diversamente se è letto come la conclusione [...] e faticosa guerra [...] che permette [...] tecnologica, blocca-ta proprio dal [...] conflitto sfasato rispetto al tempo storico e [...] gli attori aziendali sia per i consuma-tori. Con la normativa in [...] esclusa [...] alla multi-medialità e alle [...] e televisioni digitali, intrec-cio tra telefono, computer [...] rimane un unicum: debole come sistema complessivo [...] concentrazioni abnormi nei singoli segmenti separati. Non e un caso [...] produttiva del siste-ma è [...] e se nelle allean-ze [...] «trust» -prepotenti in casa -sono anelli as-sai [...] nella grande ristrutturazione in corso a livello [...]. [...] rischiava e rischia di non [...] in Europa. Così, [...] locale -le tantissime radio [...] nel territorio -non regge più come più [...] è storicamente determinato. Serve una specifica riforma [...] locale di «servizio pubbli-co» (legata a realtà [...] che possono arricchire la vi-ta democratica, il [...] porti al coordinamento di quelle interessate a [...] tutti gli effetti. I limiti antitrust radiotelevisivi [...] -deboli, ma pensati in un processo che [...] prossimi mesi alcune tappe cruciali: il nuovo [...] frequenze e il nuovo siste-ma delle concessioni, [...] garantita la pari copertura del ter-ritorio fra [...] con una qualità più elevata del segnale. [...] sarà dotata di grandi poteri, [...] ultima [...] della data del definitivo passaggio [...] satellite delle rete «eccedente» di [...] che dopo [...] del [...] non sarà più concessionaria e [...] stregua delle altre. Il servizio pubblico radiotelevisi-vo [...] così [...]. /// [...] /// Diventerà, pur mantenendo un [...] holding composta di società operative au-tonome, aperte [...] dei privati. Lo stesso cri-terio di nomina [...] consiglio di amministrazione dovrà sempre più rappresentare una struttura [...] multimediale, differenzian-do una volta per tutte [...] dalla gestione. Servono ora coraggio e [...]. Piuttosto che recrimi-nare su [...] resto improbabili per come si è formata [...] consolidata la struttura italia-na, è necessario che [...] movimento riformatore, che eviti al paese la [...] fa, di cui la vicenda Berlu-sconi è [...]. La nostra riforma nel settore [...] sarà pure limitata, ma un [...] di autocritica è salutare. Quan-do negli anni passati [...] le-giferare per tempo non vi furono [...] indispensabile. Si la-sciò correre, in [...] di mercato, peraltro giusta e sa-crosanta quando [...] ri-spettosa del pluralismo. Si è fatto ciò [...] sul «vecchio» e, per ottenere un lim-pido [...] si è dovuto superare un ostruzioni-smo durato [...]. [...] era, infatti, non fare nulla [...] questa volta. In verità, il compromesso [...] terre-stre» è stato un prezzo [...] non per barattare qualcosa, ma per [...] dare [...] un futuro nelle co-municazioni, uno [...] che la rimettesse in gioco. /// [...] /// La partita vera si [...] le numerose e urgenti scadenze della liberalizzazione, [...] in moto di [...] scoordinata e deficitaria, con [...] dei proble-mi di cui stiamo trattando. Una politica adeguata può [...] del conflitto di inte-ressi, ridare slancio e [...] i soggetti (imprese e utenti), cam-biare marcia. Il tempo dei media [...] di quello della politica. /// [...] /// Un momento [...] delle ex Ferriere Fiat di Torino. La vecchia fabbrica viene [...] nel prossimo futuro un parco tecnologico. IL NOSTRO paese agli [...] Settanta vantava due pri-mati, se non assoluti [...] punto di vista [...] nei confronti delle gio-vani [...] scar-sità di attrezzature sportive, verde e spazi [...] e quello dei bam-bini vittime di incidenti [...] che nelle grandi città, soprattutto del sud, [...] luogo in cui [...] poteva giocare. Ora, [...] dopo, la situazio-ne è [...] non so dire quanto in meglio. Per-ché certo la pratica [...] di massa e precoce (fin troppo se [...] inizia già a 7/8 [...] ragazzini un [...] gracili sono scomparsi, fago-citati [...] che a 10 anni portano già il [...]. Ma se i bambini, [...] non finiscono più sotto le macchine è [...] so-no rimaste assolute padrone delle strade e [...] ha smesso di giocare [...] fatti assieme e libera-mente con i propri [...] aperti e non codificati). Sino agli anni Settanta, [...] in espansione lasciavano ancora spazi di campagna [...] cortili e campetti chiamavano a raccolta nei [...] nelle sere [...] (una volta finite le [...] e i ragazzi della via, della zona, [...]. Non [...] il tempo pieno scola-stico [...] scuole di calcio, il corso di danza [...] di nuoto o di lingua. E soprattutto non [...] gli «animatori» e le [...] scivolo, altalena e altri attrezzi per il [...]. E dunque i ragazzi, [...] sino [...] i loro giochi se [...] soli e senza che nessuno li vigilasse. Loro stabi-livano le regole [...] loro capi, liberi di fare e disfare, [...]. Esistevano i pericoli di farsi [...] così come scontri e sassaiole fra gruppi erano [...] del giorno, ma anche se [...] si picchiava e talvol-ta anche con grande vigoria seria-mente [...] si è mai fatto male nes-suno. Perché il rischio lo [...] per giorno, con i più piccoli che [...] più grandi, e la libertà nel gioco [...] migliore scuola per im-parare ruoli, regole e [...]. Giocando ci si allenava [...] assieme agli amici se ne scopriva il [...] gusto. La «solitudine» era parola [...] soli non si era mai, anche se [...] «branco» era semplicemen-te inimmaginabile. Al pari delle pulsioni [...] tendenze suicide che, come indica-no le cronache [...] sembrano invece [...] diventate ossessione tragica di [...]. Ora dai 6 anni [...] bambini vivono la loro giornata a scuola [...] lì [...] solo modo di guardare [...] di [...] in casa, ma da [...] il tempo che separa dal riporre la [...] ri-tornare fuori con lo zainetto (in realtà [...] che è la perfetta metafora del peso [...] incombe sulle loro tene-re esistenze). E questo peso e [...] che [...] e pri-ma giovinezza ha [...] ragguardevoli, e che è ca-talogato sotto il [...] «disagio», credo che in gran parte risalga [...] as-senza, a questa espropriazione del diritto al [...]. Perché appunto il gioco [...] gruppo sviluppava destrezza fisi-ca e abilità motorie, [...] abitudine a rapportarsi agli altri e soprattutto [...]. TUTTE QUALITÀ queste che [...] ai ragazzi [...]. Se è vero che [...] fratture sono assai frequenti fra i giovanissimi [...] noia adolescenziale colpisce più duro della prima [...] vigliacca del cinque contro uno è [...] pre-ferito delle giovani bande [...] da stadio, che le morti del «sabato [...] di altre trage-die generazionali, scaturiscono da una [...] ha coscien-za dei rischi e dei pericoli [...]. In questo senso trovo [...] «La città in gioco». Anche se la perdita [...] e di libertà del gioco in-fantile, che [...] a 25 anni fa, è forse irreparabile. Perché tor-nare indietro non [...]. Ma nem-meno continuare così, [...] e ludoteche, scuole di sport e campi [...] con-trollati dai vigili di quartiere. Perché in realtà bambini [...] e hanno, solo biso-gno di essere lasciati [...] pa-ce, tranquilli e liberi di giocare a [...] amici. Essi solo si-gnori assoluti [...] e sen-za avere fra i piedi maestri, [...]. INFANZIA E SUICIDI Gli [...] gioco libero GIORGIO TR I A NI [...]. La Lega fuori dal [...]. A [...] dai seguaci della [...] libera, è [...] più sentito dai lettori de [...]. Due le sensazioni che [...]. Al Nord, nel pieno [...] Bossi, le reazioni sono più indignate che preoccupate. Al Sud invece la [...]. Quel che la tv [...] hanno raccontato («con ec-cesso di dovizia», su [...] non può essere li-quidato con una battuta [...] di spalle. A Remo Rossi, anziano lettore [...] militante di Padova ad esempio, non va giù il [...] di [...]. Che gliela conti tutta [...] della Lega che parla e non sa [...]. Con i giornali invece [...] la si-gnora Lucia. Chiama dalla Valle Camonica, [...] Ponte di Legno, il quartier gene-rale estivo [...]. E allora? «Allora i giornali [...] seria, tutti, compreso [...]. Spieghino quanto assurde siano [...] Lega». A dire il vero [...] Lucia non fa sconti neppure ai politici. E sì che se [...] bisogno. [...] spesso si riesce ad ascoltare [...] voce sola. Ed è la voce [...] Lega». Chiama dal Sud, invece, Irene Calarco. Prova «tanta amarezza e [...]. Solidarizza con Enzo Biagi [...] la reazione paciosa del ministro Napolitano alle [...] giorna-lista qualche sera fa dal piccolo schermo [...]. [...] ogni giorno è peggio, [...] il timore che tornino quegli al-tri. Senza [...] intendere se «quegli altri» [...] Berlusconi, Fini e i lo-ro amici appena andati via [...] più lontano nel tem-po. A proposito di Sud, [...] riportare la voce del signor Lo Bruno, [...] Vibo Valen-tia, da molti anni «emigrato» a Varese. Ha notato che in [...] Bossi e compagnia se la prendono con gli [...]. Con gli insegnanti meridionali [...] so-no la stragrande maggioranza, [...] Bossi, a usurpare il ruolo di educatori del [...] colleghi con il pedigree in re-gola. È che al nord [...] vuol fare [...] ce [...] pochissima, preferiscono con le [...] impieghi più remunerativi. E così chiamano noi. Lei non conosce la [...] che non ci sono terze vie tra [...] possibili. O La Lega facciano [...] esiste, oppure, se dob-biamo [...] allora la si attacchi [...] perdere nulla-». Molte altre (quasi tutte [...] vero) gli interventi contro Bos-si e la Lega. Per non far torto [...] il dovere di cro-naca impone però di [...] di cui è fatto oggetto un altro [...] i più popolari tra i lettori che [...] telefona-to. È il caso di Marco Pannella, [...] ribalta per [...] questio-ne [...] di cassazio-ne ma artefice, [...] prima, di una ennesima trovata. [...] apparso in televisione av-volto in [...] bianco lenzuolo da fantasma. /// [...] /// Quello di Pannella era [...] della de-mocrazia, della legalità, dei refe-rendum». [...] mise ha pro-vocato, come [...] rifiuto del giornalista Mario Petrini, a partecipare [...] fac-cia a faccia (che sarebbe diventa-to faccia [...]. Grande sdegno di radio Radicale [...] di Pannella alla Com-missione di Vigilanza per [...] comunque di usufruire dei sette minuti e [...] spettavano (la trasmis-sione doveva durare un quarto [...]. Né la signora Elena Otto-lenghi, [...] Tuoro di Trasimeno, né il signor Giuseppe [...] da Genova si sono [...]. La si-gnora Elena [...] presa con filoso-fia e [...] definita «una brutta pul-cinellata». /// [...] /// La si-gnora Elena [...] presa con filoso-fia e [...] definita «una brutta pul-cinellata». (0) (0) ![]()
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