Aldo ritornò nello stanzone [...] rotta e rossa di sangue, io dissi [...] non ti vergogni di questo? Ma nessuno [...] lamenti. Allora viene un seniore [...] gli fa [...] lui credeva di essere [...] ingannare un branco di contadini. Aldo e Gelindo si [...] degli altri dicono che non sapevano niente. Finalmente viene la notte, [...] feriti, e io spero che si addormentino [...] male. Ma a mezzanotte i [...] chiamare [...] I Cervi fuori [...] e altro giro della [...] e pugni e schiaffi sulle ferite gonfie [...]. Poi uno per uno [...] una stanza, li interrogano e altre botte, [...] sviene, e allora i fascisti provano [...] carta. Li riuniscono insieme e [...] se entrano nella guardia repubblicana fascista gli [...] vita. Uno rispondè per tutti: [...] Crederemmo di sporcarci. Era il 25 novembre, una [...]. Ci avevano messo dentro [...] aveva mezzo metro di segatura. In otto, e appena [...] si alzavano nuvole di polvere pizzicante e [...] facevo fatica a respirare. Gelindo bussa alla porta, [...] e gli dice papà non può respirare. Allora mi fanno uscire [...] pieno di fumana, ma il cuore si [...]. La prima cosa che [...] portone, è accostato e [...]. Dietro c'è un orto [...] ma mi sembra già di essere a [...] le pianticelle. Sono coltivazioni fasciste, perchè [...] per [...] e mi fanno pena. E così divagando vedo [...] faccia, che in cima è spigoloso di [...]. I miei figli dicevano [...] fosse per papà saremmo già scappati. E allora io li [...] che mi lasciassero lì, io ero vecchio [...] sarei cavata. Ma se mi tirassero [...] muro, io mi [...] di là e addio [...] Servi. Così fantasticando rientro dal [...] sotto i muri, e penso a organizzare, [...] guardie. Do' calci ai sassi, [...] ne accorgo, così sento qualcosa di ferro [...]. Raccolgo il pezzo, è [...] cucchiaio con qualche punta di dente, lo [...] e corro dai figli. Ferdinando e Aldo se [...] provano a [...] la parete. Il manico sgraffigna bene [...] a raschiare tutta notte,/ finché la mattina [...] mattone grosso. Gelindo ci infila la [...] passa, [...] fuga è pronta e [...] il mattone per la notte appresso. Quando viene il secondino [...] ma gli occhi ridono e il cuore [...]. Alle 11 ci vengono [...] e fascisti, ci portano alle carceri giudiziarie [...] San Tomaso. Usciamo dal carcere per [...] altro carcere. Ci mettono al secondo [...] capoguardia Morini viene a saggiare le sbarre [...]. Allora il capoguardia si [...] e io gli racconto che il maresciallo Sidoli, [...] tenente Cagliari, delle Brigate Nere, sul ponte [...] mi ha rubato trentaduemila lire della vendita [...]. Erano diecimila lire di [...] cinquemila di biglietti da cinquecento e diecimila [...] cinquanta. ///
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Allora io ho gridato [...] il regalo di nozze del padre alla [...]. E i fascisti si [...] hanno rifatto le scale con la macchina. Hanno rubato persino i [...] dal cassetto del comò. E quando venne il Procuratore, [...]. Lui telefonò alla Brigata Nera [...] davanti a noi il tenente Cagliari. Ma lui nega e [...] pazzo. Allora il Procuratore dice [...] il Cervi ha più [...]. Oltre al capoguardia, anche [...] diventato amico nostro. Pedrini era più che [...] aveva tante bocche da sfamare a casa [...] al burro e alla farina che al [...]. Era un uomo sentenzioso [...]. Aldo e gli altri [...] affari per la fuga: già sapevano dov'era [...] staccare i fili, e dove le chiavi [...]. ///
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Così arrivarono alle strette [...] Aldo [...] un biglietto alle nostre donne, che portò [...] Pedrini, e dove [...] scritto: fidatevi di [...]. Massimo, il nipote, disse [...] Pedrini [...] stava preparando un piano per la fuga [...] avrebbe avvertiti. Così aspettavamo e venne [...] Natale. Alla vigilia entrò Don Stefano [...] confessione. Abbiamo pre [...] la giustizia contro i prepotenti [...] e ladri, contro i ricchi carnivori di fatica e [...]. Gesù le ha dette [...] fatte, così è diventato crocifisso. Noi pure le abbiamo fatte [...] apposta siamo [...] dentro. ///
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Noi pure le abbiamo fatte [...] apposta siamo [...] dentro.