Gli abitanti: «Napoli è [...] abitata quasi esclusivamente da napoletani, cosa che [...] avviene più in nessuna altra metropoli». [...] è di Martone e coglie [...] decisiva contraddizione [...] di Napoli a un modello [...] sviluppo europeo. Ancora più drastico il [...] che rifiuta [...] di Napoli come città [...] in riferimento ai soli anni cinquanta: «vedevo [...] intelligenti, però chiuse verso il mondo esterno, [...]. Il carattere dei napoletani [...] di chiusura verso [...] in maniera per cosi [...]. [...] la pigrizia, la mancanza [...] costituiscono i tratti comuni del napoletano, esprimono [...] adattamento a situazioni nuove ma anche una [...] cambiamento confermata dalla tenuta di vincoli e [...] parentale. Come ricorda Francesco Venezia, «Napoli [...] intrusi, le novità nel modo più accomodante [...] le rotture di continuità: il mondo romano [...] il bizantino sul romano, e cosi via [...]. Dal punto di vista [...] napoletano medio corrisponde la scarsa capacità di [...] ceti professionali. [...] attitudine al compromesso e [...] da parte dei professionisti si [...] mutata nel corso del tempo in una reazione di [...] dalle proprie responsabilità civili. Nel loro rapporto con [...] si deduce anche dagli interventi presentati in [...] presenza di un ambivalente sentimento di [...] (congeniale ad esponenti del [...] che rinunciano ad emigrare) tende ormai a [...] del cambiamento e ad interrogare la memoria [...] nostalgica. È appunto «la mancanza [...] di prospettiva», secondo [...] «il tratto più caratteristico [...] tipo di Napoli». Ancor più esplicitamente, Francesco Venezia [...] la città non ha più un ceto, [...] gruppo, un individuo di riferimento. Nel ricordo dei testimoni [...] ha quasi sempre un termine di [...]. [...] lo esplicita: «La Napoli di [...] è un [...] più prospera di quella del [...] è migliorata sul piano economico, ma molte caratteristiche di [...] Napoli degli anni [...] non ci sono più». E in effetti chiunque [...] alla cultura napoletana del dopoguerra noterà nei [...] consapevolezza che il decennio più intenso sia [...] anni cinquanta. Le motivazioni, al di [...] dato indubbiamente generazionale, sono legate a un [...] della vita culturale napoletana. Estendendo [...] temporale dalla fine degli [...] inizi degli anni sessanta, si possono ricordare [...] che vedono la luce in questo periodo: «Nord [...] Sud» e «Cronache meridionali» in ambito politico, «Le [...] ambito letterario, «Sud» in quello artistico. ///
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Estendendo [...] temporale dalla fine degli [...] inizi degli anni sessanta, si possono ricordare [...] che vedono la luce in questo periodo: «Nord [...] Sud» e «Cronache meridionali» in ambito politico, «Le [...] ambito letterario, «Sud» in quello artistico.