Non vorrei dimenticare Barbarico, [...] tempo e nello spazio, tanto che poco [...] sola generazione) a che egli fosse mio [...] del termine. Di lui conservo un ricordo [...] e quindi articolato e complesso, non « [...] » come quello degli altri [...] personaggi che ho ricordati. A Barbarico si addice [...] stiracchiata similitudine ! Aveva studiato medicina ed [...] buon medico, ma non gli piaceva il [...]. Gli piacevano cioè gli [...] le donne, i prati, il [...] il cielo: ma non [...] fracasso dei carri, le mene per la [...] per il [...] gli impegni, gli orari [...] nulla insomma di quello che caratterizzava la [...] città di Casale Monferrato nel 1890. Avrebbe voluto evadere, ma [...] per [...]. Gli amici ed una [...] che lui sopportava con distratta benevolenza, lo [...] per il posto di medico a bordo [...] di linea; vinse agevolmente [...] concorso, fece un solo [...] Genova a Nuova York, ed al ritorno a Genova [...] dimissioni, perché in America « a fera [...]. Dopo di allora prese [...] Torino. Ebbe diverse donne, che [...] redimere e sposare, ma lui riteneva troppo [...] matrimonio, sia uno studio attrezzato e [...] regolare della professione. Verso il 1930 era un [...] timido, rattrappito e trasandato, paurosamente miope; conviveva con una [...] volgare, da cui tentava saltuariamente [...] debolmente di liberarsi, e che lui definiva volta a [...] come « [...] », « [...] », « [...] gran [...] » (una matta, [...] una gran belva), ma senza [...] acrimonia, ed anzi con una striatura di inesplicabile tenerezza. Questa [...] « a [...] fina [...] », voleva perfino [...] battezzare (letteralmente: distruggere); cosa che [...] aveva sempre rifiutato, non per convinzione religiosa, ma per [...] e per indifferenza. Barbarico aveva non meno [...] e sorelle, e questi designavano la [...] compagna col nome ironico [...] «Magna Morfina »: ironico perché la donna, [...] ed in quanto priva [...] poteva essere una magna se non in [...] e da intendersi anzi come il suo [...] », di esclusa e [...] crudele, perché conteneva [...] assai probabilmente falsa, e [...] un certo suo sfruttamento del ricettario di Barbarico. [...] vivevano in una soffitta in [...] sudicia e caotica. Lo zio era un [...] di umana saggezza e [...] diagnostico, ma stava tutto [...] sulla [...] cuccia a leggere libri [...] era un lettore attento, memore, eclettico ed [...] miopia lo costringesse a tenere gli stampati [...] dagli occhiali, che aveva spessi come fondi [...]. Si alzava solo quando [...] mandava a cercare, il che accadeva spesso, [...] si faceva pagare quasi mai; i suoi [...] gente della borgata, da cui accettava come [...] o insalata [...] o magari un paio [...]. Dai clienti andava a [...] aveva i soldi per il tram; quando [...] nella nebbia della miopia, una ragazza, le [...] con [...] sorpresa la esaminava accuratamente, [...] un palmo di distanza. Non mangiava quasi niente, [...] generale non aveva bisogni; mori più che [...] e dignità. Simile a Barbarico nel [...] mondo era Nona Fina, una di quattro [...] si chiamavano Fina: questa singolarità anagrafica era [...] che le quattro bambine erano state mandate [...] Bra dalla stessa balia, che si chiamava Delfina, [...] cosi tutti i suoi « [...] ». ///
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Simile a Barbarico nel [...] mondo era Nona Fina, una di quattro [...] si chiamavano Fina: questa singolarità anagrafica era [...] che le quattro bambine erano state mandate [...] Bra dalla stessa balia, che si chiamava Delfina, [...] cosi tutti i suoi « [...] ».