[...] religioso nelle scuole italiane [...] stato [...] ideale del positivismo, [...] idealistica e il conservatorismo politico [...] impedito una soluzione positiva del problema [...] religioso, aprendo la via alla [...] spiritualistica. Angiulli e [...] pedagogia dominante in Italia [...] cui si ispirarono alcuni ministri e dirigenti [...] che determinò [...] delle scuole normali attraverso [...] pedagogia, e delle scuole elementari attraverso i [...] quella del positivismo. Della concezione filosofica e [...] stata pronunciata una condanna radicale dalle correnti [...] ed anche il giudizio dei marxisti è [...]. Diverso era [...] visuale da cui muovevano [...] Labriola e Gramsci rivendicavano per la classe operaia, [...] politica che doveva [...] nella lotta per [...] e la rivoluzione, anche [...] ideale, che non poteva [...] nelle differenti dottrine che [...] pensiero dei dirigenti socialisti, ma in una [...] mondo che ispirasse il movimento nella [...] lotta ed evitasse sbandamenti [...]. Per gli idealisti, invece, [...] per quanto motivata dalla constatazione della povertà [...] dei suoi esponenti, e in pedagogia da [...] schematismo didattico, era anche e [...] una reazione contro la [...] nel positivismo si esprimeva. È vero che si [...] mentalità per molti aspetti dogmatica, [...] atteggiamento di esaltazione acritica [...] quale in realtà non sempre si comprendeva [...] culturale, ma non mancava nei migliori pensatori [...] in Italia, la capacità [...] che cosa davvero significasse [...] un modo scientifico di atteggiarsi verso i [...] della società, oltre che della natura e [...]. In fatto di educazione, [...] esprimere, nel campo delle impostazioni generali, la [...] critica (Gabelli insisteva suL bisogno di insegnare [...] pensare con la loro testa e a [...] dei fatti), lottando contro il dogmatismo e [...] confessionale, promuovendo il miglioramento [...] sociale e culturale per [...] educative, e introducendo nella pratica scolastica metodi [...] naturali e dalla psicologia, che dovevano servire [...] conoscere il fanciullo. Sul piano didattico si [...] principio [...] delle conoscenze contro la [...] astratte, del verbalismo e [...]. Infine i positivisti erano [...] della scuola, della lotta contro [...] e per [...] culturale delle masse. Tutto ciò spesso non [...] buone intenzioni, ma [...] nei positivisti la consapevolezza [...] della [...] nazionale erano in gran parte [...] che occorreva procedere a radicali rinnovamenti nei [...] didattici. Le posizioni dei positivisti [...] religioso non furono però omogenee, come appare [...] fra le convinzioni di Andrea Angiulli e [...] Aristide Gabelli. Alla concezione [...] era intrinseco un radicale laicismo. La pedagogia, dottrina al [...] e [...] sociale, doveva contribuire in [...] soluzione dei problemi sociali ispirando [...] politica e, per un [...] costruzione del proprio destino, proiettandosi risolutamente verso [...]. Alla direzione di questo [...] doveva essere preposto lo Stato, organismo insieme [...] sotto la cui direzione e il cui [...] posta ogni attività, comprese in primo luogo [...] degli studi [...] scuola. [...] unitaria del [...] italiano, [...] Stato, doveva assumere carattere scientifico e critico, [...] inceppo dogmatico e in particolare da quelli [...] cattolica immancabilmente avrebbe posto. Quindi la religione doveva [...] tenuta fuori della scuola. Chiunque dopo una tale [...] il bisogno della norma di una determinata [...] diritto di [...] a quella setta religiosa [...] ma non avrà il diritto di pretendere [...] civile faccia le spese di questo suo [...] (La pedagogia, lo Stato e la famiglia). Angiulli esprimeva una delle [...] democratico, che ritroveremo più [...] che non [...] lotta antireligiosa ma soltanto [...] dei dogmi, di tutti [...] scuola come condizione per lo sviluppo dello [...] razionale fra i giovani. Gabelli esprimeva una concezione assai [...] che anch'essa ricomparve in seguito. Nel 1890, lamentando la [...] della scuola, egli metteva a confronto la [...] sociale italiana con quella dei paesi di [...] di religione riformata, ai quali andava la [...]. In Germania, diceva, era [...] a rendere la scuola educativa, raccomandando il [...] ragioni più alte e più nobili di [...] possono [...] sulla terra, vale a [...] », che perciò « diventa una guarantigia [...] di pace, di convivenza tranquilla e operosa [...] civile ». ///
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In Germania, diceva, era [...] a rendere la scuola educativa, raccomandando il [...] ragioni più alte e più nobili di [...] possono [...] sulla terra, vale a [...] », che perciò « diventa una guarantigia [...] di pace, di convivenza tranquilla e operosa [...] civile ».