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Frequentavo la terza superiore [...] tecnico ed ero una studentes-sa preparata e [...]. Avevo molti amici con [...] ed un ragazzo a cui volevo molto [...]. In realtà ho sempre [...] manifestare i miei sentimenti nei suoi confronti, [...] abitua-ta dalla famiglia e frenata dalla mia [...]. Un giorno decisi di [...] quindi eliminai dalla mia dieta alimentare pesce, [...] latticini. I miei genitori non [...] mia inizia-tiva, tuttavia durante [...] trascor-sa da sola in Inghilterra [...] il mio «piano». Al ritorno mi accorsi [...] sei chili in venti gior-ni, e fui [...] che an-che i miei familiari ed amici [...]. Senza [...] premeditato avevo ottenuto un [...] di attenzione. Ovviamente allora non ero [...] che inducono a diventare anoressici. Ciononostante continuai la dieta [...] di mangiare anche pane e pa-sta. In pochi mesi raggiunsi il [...] di [...] chilogrammi. Attesi con ansia il [...] partire [...] volta da sola e [...] indisturbate a Malta. I miei genitori però [...] per la mia salute e decisero di [...] internisti e, con-sigliati, dagli psicologi per la [...]. Io però non ero [...] farmi aiutare e non misi molto a [...] stare bene. In-cominciò il periodo degli [...] bugie, sia nei confronti dei pa-renti ed [...] miei. Lenta-mente diventai sempre più [...] allontanai le [...] ami-cizie prima, e poi [...] ragaz-zo. Negavo i miei affetti [...] persone perché avevo paura, para-dossalmente, di soffrire. Non uscivo più, trascorrevo [...] a stu-diare, ed anche in casa ero [...]. Quindi decisi di [...] da me per non soffrire. Mi abituai a non [...] cenare solo con frutta e verdura; ma [...] facevo credere di alimentarmi normalmen-te. Attendevo che loro finissero [...] poi andavo, sola, in cuci-na. Aprivo il frigorifero, prendevo [...] che [...] mangiata; la aprivo, la [...] o tre tovaglioli di carta e la [...] a [...] be-ne e a fare [...] i miei [...] al loro rientro in [...] carta della mozzarella e cre-dessero che avessi [...]. A quel punto [...] pensavo di essermi ci-bata. Lo stesso accadeva con [...] e spinaci. Ero orgo-gliosa di me [...] dima-grita, avevo il controllo della mia vita [...] dei miei genitori, che mi dedicavano sempre [...]. [...] per il cibo però [...] trascor-reva minuto nel quale non pensassi a [...] mangiare. La notte non dormivo [...] giorno mi faceva paura. Nonostante i miei [...] chili i rendimenti scolastici erano [...] ottimi. [...] del 1994 chiesi ai miei [...] di [...] andare in vacanza in Inghilterra, [...] sola. Mio padre non era [...] sorella e mia madre lo con-vinsero che [...] trovare la mia tranquillità. Partii sola con lo [...]. /// [...] /// Rimasi una settimana, ma vidi [...] ciò che mi fu possibile. Non mi fer-mavo mai. Un giorno ero seduta [...] quando mi si avvici-no [...] che attrat-ta dalla mia [...] rivol-germi la parola. Anche lei soffriva di [...] quaranta chili. La rassicurai subito e [...] non es-sere malata. Trascorremmo tutti i giorni [...] acqua e caffè, io non toccai mai [...]. Per una settimana non mangiai, [...] bevvi. Al ritorno in Italia [...] mia sorella mi attendevano [...]. Ero fiera di mostrare [...] stata brava. Quando mi videro ri-masero [...]. Pesavo ventisei chili e [...]. Per me fu fa-cile [...] solo stanchezza. Non sono mai riuscita [...] che in realtà ero in uno stato [...] addirittura sbagliato aereo e che a causa [...] dovuto modificare il piano di volo. A settembre iniziai [...] a Reggio Emilia. Ero felice di [...] trascorrere la maggior parte [...] di casa. [...] era, infatti, oramai insostenibile; [...] mia madre era perdu-to, non ci parlavamo [...] mi disprezzava. Mia sorella aveva or-mai capito [...] in realtà buttavo via il cibo, quindi ebbi [...] di [...] in tasca e poi di [...] in ca-mera mia, per [...] la mattina se-guente. I miei genitori si [...] psicologi, ma io non volevo [...]. Finché arrivò il maggio [...]. Una domenica mattina seppi [...] era andato a visitare alcune case di [...] voleva «rin-chiudermi»; corsi in garage per [...] di casa con la [...] nel panico. /// [...] /// Il martedì successivo mi [...] prima da Reggio per andare con mio [...] psicologo. Ero tranquilla perché avevo [...] la mattina stessa con un ottimo risultato: [...]. Ap-pena mi vide il [...] «o ti ricoveri volontariamente, o faccio appello [...] ob-bligatorio». In casa di cura Ero [...] a piangere a dirotto. Mi portarono subito in [...] dove trascorsi i tre mesi peg-giori della [...]. Facevo flebo tutti i [...] fare le scale, né uscire in giardino. Mio padre rimase con [...] due settimane di ri-covero giorno e notte. Temevano che potessi farmi [...] aveva-no ragione: ne avevo tutta [...]. Avevo giurato a me [...] che ingrassare, sarei uscita morta [...]. In un secondo momento [...] ai miei genitori di farmi visita durante [...] i miei [...] si assunsero [...] impegno di [...]. Tra-scorrevo molto tempo con [...] riavvicinavamo. Dopo cir-ca un mese [...] di nuovo perché sapevo che con il [...] avrei potuto uscire dalla casa di cura [...] sostenere gli esami. Stavo impazzendo, litigavo sem-pre [...] che mi aveva in cura, detestavo sentirmi [...] continuazione. La forza di lottare [...] da una dottoressa alla quale devo molto. Non è né psicologa né [...] è [...] internista, ma soprattutto è una [...] eccezionale. Sapeva sempre cosa pensavo, [...] dura ed arrogante. Sono uscita [...] scorso e ora sto me-glio, [...] fisicamente. Ancora oggi sono in [...] che mi ha aiutato, e dallo psicologo [...] ricoverare. Sembra stra-no ma sono [...]. Solo con loro riesco [...] nuovo e a raccontare le [...] esperienze. Ho ripreso a frequentare [...] e ciò mi è molto [...] stare fuori casa mi dà maggiore sicurezza. In realtà i miei [...] tran-quilli oramai, sono convinti che io sia [...]. Ma non è così. Ora devo cercare di [...] che quasi inevitabilmente segue [...]. Tuttavia sono convinta di [...] strada, e di potere riuscire. Certo ora non mi [...] sono più me stessa. Ho per-sino paura di [...]. Credo che per me [...] nuovo percorso. Lei ha vinto sei [...] al Lotto ma non ha detto nulla [...] divorzio non è stato dichiarato ufficialmente. Lui, con pochi anni [...] per gravi problemi cardiaci, ha fatto causa [...] quattro figli avuti da unioni prece-denti: «Voglio [...] è giusto». Il premio è sta-to [...] che la corte di Tyler, Texas, decida. RICCARDO STAGLIANÒ DALLAS La [...] è davvero cortissima se basta accennare al [...] per incendiare una reazione esplosiva: «Quella strega, [...]. Eppure Gifford [...] non è un tipo [...] cuore estraneo e i by-pass che lo [...] gli suggeriscono, quotidia-namente, la calma. Ma non [...] extrasistole che tenga. Basta [...] di raccontare [...] moglie e della vicenda [...] miliardi e mezzo vinti alla lotteria e [...] «Voglio soltanto quello che è giusto. Credo che lei mi [...] brutto scherzo, ma non posso dire molto [...] il momento». Alla carta legale sono già [...] affi-date circostanziate dichiarazioni e una corte texana sarà chiamata [...] pronunciarsi sul caso il 24 febbraio. Tre milioni [...] 928 dollari, per [...] in valuta pa-tria 4 miliardi [...] milioni di lire e spiccioli, per una riffa fortunata. Per il momento il [...] Diana De Vasto ha congelato qualsiasi ulteriore erogazione: [...] Hilda Stanley già [...] ha già intascato qualche [...] vedrà più il becco di un quattrino [...] corte non avrà deciso se il divorzio [...] questa circostanza sia valido oppure no. Nel caso negativo la [...] anche [...] marito e, per successione, [...] che questi ha avuto dai suoi pre-cedenti [...]. Tutto era iniziato con [...] un appuntamento al buio, quella pratica così [...] americane che trasloca a vol-te, con esiti [...] dal palcoscenico cinematografico a quello più prosastico [...]. Quindi Gifford incontrò Hilda [...] uffici di un amico di entram-bi. In pratica non si [...] prima, lui aveva già [...] e lei solo quattro [...] aveva-no quasi niente in comune se non [...] dote malinconica di due matrimoni falliti pro [...]. Ciono-nostante condividevano un testardo [...] riten-tare e fu così che da lì [...] 30 aprile 1990, dissero sì per la [...] con inalterata commozione davanti a un parroco [...] scettica di invitati. Lui, dopo [...] fatto molti e diversi [...] su una pensio-ne di invalidità da un [...] al mese. I medici gli avevano [...] più di sette anni da vivere: nel [...] dal 1993, un cuore trapiantato. Lei, più vispa e [...] acciacchi del consorte, lavorava in un salone [...] minuscola cittadina texana. Insieme abitavano in una [...] nella campagna desolata di [...] a cir-ca dodici miglia [...] piccolo centro. Non ci volle molto per [...] incandescenti le incomprensioni tra i due e le complicazioni [...] sa-lute del marito così poco ambizioso resero più rapida [...] maturazione di una decisione con la quale sia [...] che [...] avevano già una discreta familiarità. Il 15 dicembre del [...] e Gifford riempì i detta-gliati formulari per [...] 29 aprile [...] dopo. Senonché la relazione si [...] per motivi lentezze buro-cratiche e motivi di [...]. I due ri-masero marito [...] al 1995. [...] giorni dopo che il de-creto [...] divorzio era stato pronuncia-to, però, Hilda rivendicò, tremante per [...] il premio di 4,3 mi-lioni di dollari [...] provinciale della Texas [...]. La vincita era chiaramente [...] si-gnora [...] tenuta gelosamente nascosta al [...] quel mo-mento. La notizia, tuttavia, non [...] che si poteva pensare di cu-stodire a [...]. Gifford fu tempesti-vamente avvisato [...] rab-biosi consigli del fratello e di un [...] rivolgersi immediata-mente al tribunale. Se i giornalisti vo-gliono [...] scrivere, lo facciano pure. Ma non è affare [...] non ho alcuna intenzione di par-lare ancora» [...] ultima di-chiarazione. Autorizzazione super-flua: i cronisti [...] brusio nei bar e in certi capannelli [...] spontaneamente per stra-da è musica per le [...]. Ognuno ha un particolare più [...] per corroborare la tesi [...] della donna o [...] da anni non si ricordava [...] dibattito così partecipato. E la sagra del [...] a febbraio, prevede infi-nite repliche. Monica [...] «Ero fiera del mio [...] Anoressia [...] microscopio Manuela Sola, 21 anni, racconta in [...] anoressia. Da una semplice dieta [...] verso il rifiuto del cibo. Intrighi e bugie finché [...] ri-coverata. Sapeva sempre cosa mi [...] testa. Non sono ancora gua-rita [...] è iniziata una nuova vita. Ho ancora paura di [...] anche voglia di amare e di essere [...]. /// [...] /// Ho ancora paura di [...] anche voglia di amare e di essere [...]. (0) (0) ![]()
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