Una corretta [...] le trasmissioni del venerdì, [...] negli ultimi tempi, Un nemico del [...] Ibsen [...] corretta interpretazione del protagonista, dovuta a Carlo D'Angelo: [...] già Renzo Ricci ebbe, a suo tempo, [...] mettere in onore. Un nemico del [...] dopo lo scandalo provocato nella borghesia dagli Spettri [...] la risposta violenta di Ibsen ai suoi [...] ne venne fuori un lavoro più polemico [...] non un capolavoro, una decisa presa di [...]. [...] è noto: il [...]. [...] medico delle terme in [...] (considerato una testa matta del benpensante fratello, [...] e presidente della Società delle Terme) scopre [...] sono inquinate e ritiene sia doveroso per [...] noto a mezzo della stampa cittadina. Egli è sicuro, così, [...] della cittadinanza e non tiene conto degli [...] i quali va ad urtare la [...] azione: da quello della Società [...] Terme, costretta a rifare la conduttura da sostituire. Anche suo suocero sarà [...] perché proprietario di una conceria di pelli [...] appunto concorrono ad inquinare le condutture. Tutta questa gente che [...] compatta maggioranza » cercherà di sopraffare [...] e di [...] di rendere pubblica la [...]. [...] si convince che sono [...] le condutture ma anche le coscienze dei [...] che non si tratta solo « dell'acqua [...] no. [...] tutta la, società che bisogna [...] e disinfettare ». Beffe, invettive e pietre [...] immediata della folla: seguiranno il licenziamento dalle [...] rovina [...] e della [...] famiglia. Orbene, non [...] chi, a proposito di Un [...] non citi Nietzsche, riassumendo tutto il [...] frase finale: « [...] più potente del mondo [...] solo ». [...] afferma i diritti della minoranza [...] la maggioranza. Or bisogna ricordare la [...] sociale della Norvegia nel tempo in cui Ibsen [...]. Dopo una lotta che [...] e che si era [...] la destra, rappresentata dai conservatori, era stata, [...] 1882, sconfitta dalla sinistra, rappresentata, questa, dai [...] e dai contadini (arretrati e gretti, questi, [...] coi liberali). Non solo i conservatori [...] « sinistra » rappresentavano per Ibsen la [...] contro cui si scagliava [...]. Innanzi a queste forze [...] Norvegia, il proletariato (che si organizzerà in [...] 1887) era inesistente. Nel 1882 la borghesia [...] ». Essa ha campioni « [...] alla scala sociale », come il sindaco [...] Presidente [...] Terme, « un volgare plebeo », questi, [...] sempre le stesse idee dei suoi superiori». E [...] afferma: « [...] imperdonabile proclamare tutti i [...] massa, la maggioranza della Nazione, sia la [...] dei princìpi liberali ed una moralità, mentre [...] la corruzione intellettuale e le cattiverie vengono [...] ». Se essa, la maggioranza, [...] massa amorfa [...] il vero [...] è [...] che nel "1882 non ha ancora voce [...] Norvegia [...] non può ancora parlare in favore degli [...] povertà. Sulle rovine della vecchia [...] « compatta maggioranza » si ergerà domani [...] che [...] (1882) è minoranza: la [...]. Se Ibsen, aristocraticissimo, che [...] eletto, dalla prima giovinezza [...] grande simpatia per gli operai, era perchè [...] le nuove forze sane ed aristocratiche della [...]. Sono parole di Scipio [...] nel suo fondamentale studio [...]. E il medico [...] al quinto atto, nel [...] nemica che lo diffama e minaccia di [...] clientela, affermerà: « Mi rimarranno i poveri, [...] pregano, e, mio Dio, sono proprio [...] che hanno bisogno di [...]. Non c'è nulla di [...] questo orizzonte di solidarietà. Né basta: [...] affronterà una missione educativa: aprirà [...] scuola in cui farà dei ragazzi « uomini Uberi [...] nobili », che « scacceranno via tutti i lupi [...]. Cioè i veri nemici [...]. ///
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Cioè i veri nemici [...].