|
KosmosDOC: © 2006-2026 IdMiS; contenuti: © gestito da ciascun Ente.
I cookies di kosmosdoc non hanno funzione per terzi, ma soltanto tecnica e di sicurezza (Google Analytics, soltanto come complemento tecnico, è stato utilizzato come assimilato anonimo, ai sensi dei provvedimenti del Garante della Privacy). Abstract, sinossi, scomposizione nelle eterogenee dimensioni catalografiche, sono prevalentemente anonimi redatti o diretti dal curatore quando si è ritenuta condivisibile quale interpretazione univoca; altrimenti, esempio sul medesimo Elio Varriale, e.v., s. sinossi; i titoli con sviluppo significativo in sottocampi testuali terminano in asis, asis-, acsis, rsis, ssis Guida rapida: i link composti di + non necessitano il ricaricamento della pagina: ove colorati consentono l'esplorazione in sottofinestra Guida rapida: il sottoinsieme selezionato del corpus autorizzato può essere esplorato tramite i link +MAP (mappa di frequenza della trascrizione e della descrizione), e +KWPN(brani delle trascrizioni relative) Guida rapida: i link +BD forniscono i brani dell'intera indistinguibile documentazione di Biblioteca Digitale relativi al nome proprio scelto Per il canale video tutorial cliccare: https://www.youtube.com/channel/UClzGpMauhOImKxIwslRpinA/feed |
Videoguida per la navigazione in KosmosDOC.org
Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.
|
Salire di quota, inerpicarsi [...] un garbuglio di confini dove To-scana, Romagna, Emilia, Marche, [...] mischiano in uno stretto orizzonte. E raggiunto un borgo [...] e dal nome bambino -Pennabilli ap-punto -percorrere [...] Strada [...] meridiane, racco-gliersi nel Santuario dei pensieri, indugiare [...] dimenticati o presso il Rifugio delle Madon-ne [...]. E ogni tanto volgere [...] alla pianura coi suoi veleni, i suoi [...] di strade percorse da un viavai incessan-te. Curioso videogioco, a [...] febbri-le, insensato [...] incontro, o inseguirsi, o sfug-girsi; [...] verso tutti -o tutti contro tutti -senza mai fermarsi, [...] riconoscersi, mai guardarsi in faccia, mai toccare [...]. Abita quassù Tonino Guerra, [...] in una casa che sta così in [...] sente la tosse di dio. E mentre il formicaio [...] rito astioso della vacanza collettiva e grugni-sce [...] e ansima nelle sue armature di latta [...] verso i quattro punti cardinali, ecco che [...] alla porta di un vecchio poeta per [...] il senso di questa febbre, di questo [...] rabbia, di questa fuga. Non vale portarsi dietro [...] sociologia, né [...] e neppure della politica. I poeti non ne [...]. /// [...] /// Basta non vergognarsi di far [...] i campanelli del cancello [...] o di carezzare sul capo [...] gatti del giardino, o di osservare il prodigio di [...] nido, o di pronunciare le parole [...] tempo [...] sepolto. Le strade di Pennabilli, [...] poi, sono disseminate di [...] ricordi, favole, brevi massime dettate da Tonino Guerra. I suoi conterranei han-no voluto [...] sui muri, come farfalle, perché la memoria comune non [...] dispersa, ma anche per [...] sotto gli occhi le epitomi [...] una elemen-tare pedagogia [...]. In una [...] scritto: «Spesso [...] è alle nostre spalle». In [...] chi non sa dove andare [...] sta correndo per andarci subito». In [...] ancora: «Un vecchio che [...] un villaggio abbandonato, visto che ero in [...] mi ha gridato: ricordati che la solitudine [...]. Così, tra piante di [...] rosso, e sentenze di [...] singulti di pena metropolitana, e fotogrammi di [...] vista per in-tero, si giunge alla casa [...] dalla voce bambagina e gli abiti che [...] Ginzburg [...] pieni di nebbia. E lui, dal terrazzino, [...] sorriso mesto, lo stesso che accolse Antonioni, Fellini, [...] Ro-si, i Taviani, i [...] quali nella [...] vita quasi ottuagenaria ha [...] sogni. Ed è quasi [...] la prima domanda: come [...] luogo in cui vivere? Come si capisce [...] giusto per noi? [...] che qualcuno parte e [...] perennemente, in nessun luogo mai sentendosi in [...] Scuote [...] capo e sospira il vecchio poeta: «Non [...] possa riempire un vuoto, se il vuoto [...] noi. Il luogo può aiutare [...] vi-vere, i sentimenti a esprimersi, ma non [...] essi. Il viaggio vero che [...] è il viaggio per giungere fino a [...]. Io che ho vissuto [...] a Roma, go-dendo i [...] i difetti di una gran-de città, a [...] ho compiuto la scelta che sembrava più [...] età e ai miei bisogni: tornare in [...] ove fare gli incontri per me più [...] silenzio, con le foglie, con la pioggia, [...] di natura che mi tenesse compagnia. Sono [...] con la mia famiglia, [...] ventitré gatti e i miei pensieri. [...] un luogo che mi [...] le co-se che voglio, o almeno quelle [...] capa-ce». Quali cose, in questo [...] Risponde: «Scrivere, come sempre. /// [...] /// E fare qualco-sa per [...] la memoria comune. Sì, è importante la [...] come nostalgi-ca celebrazione del tempo che fu: [...] di sé, consapevolezza delle proprie radi-ci. Quindi una condizione per salvare [...] futuro». [...] piena di scritti la [...] Tonino Guerra: poe-sie, racconti, fiabe, sceneggiature per il [...]. E poi? «E poi [...]. Scrivo delle lapidi sui [...] Pennabilli per non dimenticare da dove veniamo, e [...] semplici che pe-rò hanno fatto dei grandi [...]. La storia, la vera [...] tutti, è impastata di questi gesti. E [...] una poesia nelle piccole cose [...] giorno che ci aiuterebbe a vivere, se solo sapessimo [...]. Prima dei grandi esodi, [...] dei trasferimenti a valle, questi erano luoghi [...]. Così vado su e [...] borghi e le cittadine della [...] scrivendo lapidi che tramandino [...] fontane intorno a cui la gente possa [...] obbligan-do artisti importanti a mettere [...] le loro opere: in [...] queste chiese, in queste strade». E infatti è dono [...] Arnaldo Pomodoro la porta del santuario di Saiano, luogo [...] qualche anno fa ma che ora torna [...] nuove presenze. E sono di [...] i ma-ri e i [...] aprono infiniti al di qua delle sbar-re [...] Bargello, [...] prigione pennese del Mon-tefeltro. Ed è di Ilario Fioravanti, [...] di [...] la Via Crucis carica [...] affollata di acrobati e clown, allestita co-me [...] nella chiesetta di San Filippo. E ancora Guerra: «Questi [...] borghi medievali deturpati, offesi, svuotati di suo-ni [...] sono invece la ricchezza [...] il suo grande museo [...]. /// [...] /// Basterebbe una piccola lettera. Forse una piccola lettera non [...]. Ci vor-rebbero atti concreti, [...] dice [...]. Ma neppure [...] Tonino Guerra si tira [...] mobilacci, o mobili non pratici, quelli che [...] insieme ai ragazzi di Pennabilli adoperando il [...] madie o di scansìe in disuso. E circa le porte, [...] dodici, bellissime, povere nel legno e su-blimi [...] porta dei pianeti, quella delle spighe, quella [...] porta Penelope, la porta del sogno. Mi pare abbiano un [...] in più e anche un suono di [...] con la magia di una certa innocenza [...]. Queste porte [...] insieme con quel-le disegnate [...] Aulenti, sono adesso allineate [...] della [...] la grande industria cooperativa [...] Longiano, [...] Forlì, che da [...] costruisce porte e finestre. E non [...]. Spinge la [...] o la [...] o la [...] del [...] e il vecchio poeta si [...] nel paese della [...] memoria. Dice sottovoce: «Mi capita [...] godimenti che mi dava la povertà. Ho voglia di strade [...] di neve che cade lentamente sulle sopracciglia, [...] rigano appena il silenzio. Mi rivedo bambino, correre [...] con sulla testa un fazzoletto a quattro [...]. A volte mi dispiace [...] a volte di meno, e mi consolo [...] segni che tento di lasciare prolun-gheranno la [...] memoria degli altri. Ma questo è il [...] della mia malinconia, una nostalgia crepuscolare. E mi scuoto pensando che [...] voglio vedere come in futuro [...] arriverà su un pianeta nuovo, [...] esplorato, mai scoperto». E domani? Domani una [...] Guerra: Mosca, per la versione definitiva del Lungo [...] un racconto, i disegni di Fellini animati [...]. Poi la messa in scena [...] balletto con Petrov, al Teatro del Cremlino: una [...] da allestirsi in una fabbri-ca [...]. Quindi, in autunno, il via [...] film di [...] e un giorno, di cui [...] scritto la sceneggiatura. E anche un nuo-vo [...] Piove [...] diluvio: «Una sorta di diario, con una [...] qua e là, come si trattasse di [...] di giapponese. Come se [...] mi avviassi ad essere un [...]. E di quelle poesie, ne [...] una ai lettori [...] Se vi viene il sospetto/ [...] state per morire/ mettetevi una scatola di fiammiferi in [...]. /// [...] /// E di quelle poesie, ne [...] una ai lettori [...] Se vi viene il sospetto/ [...] state per morire/ mettetevi una scatola di fiammiferi in [...]. (0) (0) ![]()
Nota sulla tutela della privacy. e Nota sulla tutela del copyright.
|
Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro? |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||