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La lettera censurata: «I [...] che io muoia» «Avevo paura di morire» La [...] «Non mi avete abbandonato» PARLA LA SOCCORRITRICE «Era sporco nessuno si fermava» [...] 2. È bastata una telefonata [...] «Sono libero, sto be-ne, venite a prendermi. Ero sicu-ro che non [...] ma ho avuto paura di mo-rire». È stato lasciato a Firenze, Giuseppe [...] rapito otto mesi fa [...] è stato rilasciato dopo giorni e giorni [...] attesa, proprio quando familiari e poliziotti co-minciavano [...] «pa-rola [...] dei sequestratori, che avevano [...] in cambio del pagamento degli ultimi 5 [...]. Martedì era stata versata [...] rata. /// [...] /// E un timore: che [...] accaduto qualcosa; o che gli uomini [...] avessero deciso di sfrut-tare [...] il dramma del-la famiglia [...] bre-sciano e volessero [...] di qualche altro miliardo. Le ore sembravano interminabi-li, [...] toscane venivano pattugliate da decine di poliziotti, [...] un even-to che sembrava non dovesse manifestarsi [...]. Ieri pomeriggio, da Manerbio, [...] dei figli [...] «Abbiamo pa-gato, ora voi [...]. Parole che erano sembrate la [...] di una nuova lunga notte. E invece ieri sera [...] la liberazione di [...]. Po-che ore prima, [...] era stato prelevato dai carcerieri [...] nascondiglio nella macchia to-scana dove era tenuto. Un viag-gio nel portabagagli [...] poi la liberazione lungo la Cas-sia, dalle [...] Tavarnuzze, vi-cino Firenze, poco lontano [...] autostradale della Certo-sa. [...] diso-rientato, ha cercato prima di [...] inutilmente alcune auto, poi si è avvicinato ad una [...] di benzina [...] della [...] nella quale era ferma una [...]. /// [...] /// E poi: «Mi creda, [...] Giuseppe [...] quel-lo rapito. Ho chiamato casa da [...] favore mi accom-pagni a Firenze Nord, [...]. Lì mi vengono a [...]. Per favore, mi presti [...] mi faccia telefonare a mio figlio». Pochi istanti dopo [...] bresciano ha potuto riparlare [...] familiari: «Pronto, sono io, mi hanno libe-rato. /// [...] /// Dicono che sto dalle parti [...] chia-mate qualcuno». Era tutto finito. La telefonata, ovviamente, è [...] uomini della polizia che tenevano sotto controllo [...] casa [...]. E poi -negli ultimi [...] chilometro quadra-to di gran parte del territorio [...] ci fosse una pat-tuglia pronta per intervenire. E così è stato. Dopo una decina di minuti [...] il tempo di capire che [...] non si trovava [...] ma qualche chilo-metro distante -e [...] di Manerbio è stato trovato da una macchina del [...] centrale operativo della polizia, che aveva «bruciato» sul tempo [...] dei carabinieri [...] avver-titi da Brescia. Solo a quel punto [...] ha compreso davvero che [...] era finito. Commosso, ha abbracciato i [...] «Grazie, [...]. Ero sicu-ro che non sarei [...] stato abban-donato». Poi tutti di corsa, [...] la questura, nel pieno centro di Firenze. Pochi minuti dopo, [...] era nella stanza del [...] France-sco Forleo, dove è stato visitato da un cardiologo. Tutto somma-to, [...] era in buone condi-zioni. Anche il suo cuore malan-dato [...] aveva mostrato di [...] resistito bene. Piuttosto sporco, pantaloni blu, [...] da montagna e barba un [...] lunga, non più tagliata [...] di giorni, capelli corti che non nascondevano [...] subite alla cartilagine del-le orecchie. Piccole ferite, quasi completamente [...]. Passata [...] iniziale, [...] bresciano è riuscito a riordinare [...] le idee e ha cominciato [...] parlare della [...] avventura. Il ri-ferimento era alla [...] nella quale [...] di Manerbio aveva usato [...] confronti della fa-miglia. [...] ha poi bre-vemente parlato [...] anche se la direttiva impartita dal procuratore Tarquini [...] di tacere, in attesa [...]. Sono un [...] stanco e provato, ma sto [...]. Avevo fatto il conto, [...] un [...] stordito e non ricordo [...] e quanti minuti ho trascorso di prigionia. Tutte queste ore e que-sti [...] sono stati tragici, ave-vo sempre il pensiero di [...] morire o essere ammazzato da [...] momento [...]. Poi, final-mente, [...] con i familiari che [...] a Firen-ze. Un abbraccio lunghissimo, senza pronunciare [...] sola paro-la. Pochi istanti di intimità [...] è arrivato il giudice Alessandro Crini, per [...]. [...] ha rac-contato di [...] cambiato diverse prigioni e di [...] stato segrega-to, ultimamente, in campagna. Sulla Cassia è stato [...] bordo di una macchina che a lui [...] piccole di-mensioni. E poi: «Non nutro [...] di nessuno, ma per favore adesso voglio [...]. [...] tornare a ca-sa, manco da [...] tanto tem-po. E a tarda notte [...] è stato finalmente accontentato. /// [...] /// Non ero convinta che [...] chiesto altre spiegazioni e poi ho visto [...] delle orecchie taglia-ti». Questo il racconto della [...] anni, residente a Greve, che per prima [...] nella stazione di servizio [...] di Tavarnuzze, dove la [...] fermata a far benzina mentre rientrava a [...]. Quando [...] con addosso un mon-tgomery sporco, [...] berretto in te-sta, pantaloni scuri e scarponi da montagna, [...] si è avvicinato, le ha [...] tante persone ma che non [...]. [...] apparso spa-ventato e impaurito, avrebbe [...] di [...] già avvertito a casa con [...] scheda telefonica che gli sarebbe stata consegnata dagli stessi [...]. Poi le ha dato [...] telefono dei propri fa-miliari perché fossero composti [...]. Vari i tentativi e [...] dicendo di stare bene, [...] ha lasciato il numero del cellulare della [...]. Per paura dei suoi rapitori, [...] spiegato alla donna, non ha [...]. [...] ha quindi chiesto di [...] Firenze nord dove era fissato un appunta-mento [...] la donna gli avrebbe spiegato che comunque [...]. [...] sul telefono della donna che [...] chiesto aiuto anche al [...] da polizia e carabinieri. Dopo 15 minuti è [...] stazione [...] della Digos, così è [...] due giovani a bordo, uno dei quali [...] chiamato per nome [...] poi lo ha ab-bracciato [...] sulla vettu-ra. La donna per precauzione [...] che [...]. Il [...] quanto aveva fatto. Alla stazione [...] di Impruneta, avvertiti dai [...] Brescia, che [...] la donna alla stazione [...]. Il distributore [...] stato ritrovato [...] Rai [...] Intervista con Carlo [...] mentre in auto corre [...] padre «Volevano altri soldi» Il figlio: «Ha [...] stato costretto a scrivere quelle accuse» [...] BRESCIA. Domenica sera, alla vi-gilia [...] suo pa-dre, Carlo [...] sembrava un uomo senza [...]. Aveva deciso: «domani faremo [...] appello ai rapitori». Lo diceva con il [...] chi pensa di [...] perso la [...] ul-tima battaglia, di chi [...] di fronte a un avver-sario che non [...]. Ed era ancora in [...] quando il capo della squadra mobile di Brescia, Marco Mari-conda gli ha telefonato: [...] di mangiare -mi ha [...] andare a riabbrac-ciare tuo padre». Un tuffo al cuore, [...] verso Firen-ze. Raggiunto in auto, sul [...] «Adesso non vogliamo porci problemi perché qualunque [...] padre è libero e questa è la [...]. Noi siamo sicuri di [...] migliore dei modi e lo dimostreremo am-piamente». In questi mesi ha [...] questo se-questro si sono addensate om-bre, ma [...] mani [...] «Pur di ritrovare nostro padre [...] parti che non ci spettano, però ve-drete [...] chiarito e che le cose sono state [...] dei modi». Come è ar-rivata la [...] «Le [...] pa-role che ha detto a mia madre [...] credere a quel-lo che era scritto sulle [...] ho mandato. Mi hanno costretto a [...] quelli che mi [...]. Carlo continua la [...] corsa verso Impruneta, durante [...] dicono che il padre sta bene, che [...] nella questura di Firenze. La [...] prima preoccupazione è per la [...] salute: nella [...] ulti-ma lettera aveva detto che [...] dicembre i rapitori non gli som-ministravano la pillola salvavita [...] deve prendere. [...] ha già imboccato il [...] comuni-cazione è difficile, la linea cade, ma [...] e [...] la conversazione frammentaria continua: «Anche [...] mio pa-dre ha ripetuto che non è [...] era scritto sulle lette-re che ci ha [...] mese. Per lui è un incubo [...] possiamo [...] pensato male di lui. Continua a ripetere di [...] sentirsi bene anche se da due mesi [...] la pillola. Comunque ha detto che [...] mezza e che per questa sera dovrebbe [...]. Mi ha detto con [...] tornare a casa e farsi curare dai [...]. Il vec-chio Giuseppe ha parlato [...] ra-pitori, ha detto qualcosa della [...] prigionia? «Ci sarà tempo per [...]. Adesso il suo unico [...] noi». E Carlo an-nuncia che [...] è partita e si sta precipitando a Fi-renze: «Da Brescia sono già par-titi mia madre e i [...] ero già a Bologna. Non so se ci [...] notte o se rientreremo subito a Brescia. [...] cosa certa è che [...] di tornare a casa». Carlo non nasconde il [...] ultime ore: «Secondo i nostri calcoli questa [...] utile per sperare nella liberazione e infatti [...] telefonata del dottor Maricon-da, mio carissimo amico, [...] mi è stata più vicina in tutta [...]. Per le spiegazioni [...] tempo, quelle verranno dopo». Susanna Ripamonti LA RICOSTRUZIONE Dal [...] giugno [...] alla liberazione. [...] Donatoni e la morte di Mario Moro Due morti e 7 mesi di paura e [...] Un do di petto di Pavarotti è forse [...] ricordo sereno che Giuseppe [...] ha portato con sè, nei [...] mesi della [...] prigionia. Sono passati quasi otto [...] 17 giugno del [...] quando tre uomini armati [...] Mario Moro, Giorgio Sergio e Osvaldo Broccoli entra-rono [...] di Manerbio. Erano le 22,30, lui, [...] era seduto in salotto con la moglie Adelina, [...] in tivù il concerto dei tre tenori, Pavarotti, Carreras [...] Do-mingo. I rapitori cercavano suo [...] Paolo, [...] basista Piero Rai-mondi aveva assicurato che a [...] ancora in casa, ma [...] era sba-gliata. E non trovarono neppure [...] contanti, i soldi destinati ai dipendenti [...] di famiglia, le [...] che avrebbero dovuto essere [...]. A [...] dissero di infilarsi le [...] moglie assicurarono: «Dopo te lo facciamo ritrovare». Poi la chiu-sero in [...] e pie-di e lì la trovò la [...] dopo. Quando Carlo, il più grande [...] suoi tre figli, diede [...] i rapitori avevano già avuto [...] ore di vantaggio per fuggire. Due giorni dopo una Croma [...] Giuseppe [...] al bivio del Passo [...] Lume Spento, a 5 chilometri da Montalcino. Per cinque mesi la [...] stata una tenda nel-la boscaglia, lungo le [...]. Il primo contatto coi [...] 10 luglio, una lettera re-capitata in canonica, [...] Maner-bio, monsignor Gen-naro [...]. Parte la trattativa, avviata [...] tra gli annunci economici del Corriere della Se-ra. I rapitori chiedo-no 20 [...] ne offrono due, poi [...] a dieci. Alla fine, la legge [...] beni e [...] impossibilità di di-sporre di [...] una mediazione: 5 miliardi in dollari, pagati [...] 2 febbraio e altri due promessi, dopo [...]. Si comincia a parlare [...] 25 settembre, quando i ra-pitori fissano un [...] la strada che da Sa-vona porta ad [...] Terme. Poi un secondo incontro, [...] nella zona di Avezzano. I [...] e invece di man-dare [...] emissario della famiglia, accettano che un agente [...] Samuele Donatoni, prenda in [...] posto nella trattativa. Inizia una diffici-le partita [...] cui [...] gioca da professionista la [...] capisce di avere di fronte un avversario [...] manda messaggi sarcasti-ci: «Venite pure con la [...] divertiamo». Arriviamo al 17 ottobre, [...] blitz al bi-vio di Riofreddo, in cui Donatoni [...]. Era il terzo appun-tamento, [...] aveva ca-pito che era estrema-mente pericoloso ac-cettare [...] banditi: era una trappola. Per giunta, gli inquirenti [...] tutto [...] della banda, dai car-cerieri Attilio Cubed-du [...] Giovanni Farina, al basista, Piero Rai-mondi, il [...] Giampiero Serra, gli esecutori materiali, Sergio, Broccoli e Mo-ro, [...] Francesco [...] Agostino Mastio. In pro-cura a Brescia [...] del blitz, la polizia è contraria, i [...] ma il procuratore Tarquini decide di procedere. Usa [...] fatale per stroncare le [...] se loro rinunciano, ci so-no i carabinieri [...] in azione e a quel punto, la [...] le forze [...] ha la meglio e [...] di intervenire. Da quel momento [...] prosegue in un clima di [...] conflittualità: [...] della procura di Brescia, tra [...] forze [...] tra la famiglia e gli [...] e forse anche [...] della famiglia [...] divisa dal dilemma: pagare o [...] pagare. Dopo il fallimento del [...] Riofreddo partono gli arresti, la sera del 20 [...] manette per tutti, ma la task for-ce [...] tappeto tutta la maremma toscana non riesce [...] prigione di [...] e i suoi carcerieri: Cubed-du [...] Farina. Agostino Mastio è il [...] di collaborare, grazie a lui vengono presi Moro, Broccoli [...] Sergio dopo un conflit-to a fuoco [...] Roma [...]. Mastio però propone [...] forse è in grado [...] inquirenti molto vi-cino al luogo in cui [...]. La [...] proposta non viene accettata, [...] degli arresti, e solo cinque giorni dopo, [...] giorno e notte dagli elicotteri, presidiate da [...] poli-ziotti e carabinieri, si decide di fa-re [...] le indicazioni di «Gola profonda». Si arriva così a [...] appena abbandonato, a sud est della stazione [...] Salceta, [...] e Fosso del Lupo, [...]. [...] stava sotto a una tenda [...] trenta metri di di-stanza, ma la tenda, il sacco [...] pe-lo e una catena a cui era legato [...] erano state portate via. Si muove anche Mario Moro [...] bandito chiede scusa al rapito e alla [...] un appello per la liberazio-ne del rapito. Moro morirà il 13 [...] trasporto dalla prigione [...]. [...] drammatico episodio risale al 25 [...]. Una lettera autografa, scritta [...] Giuseppe [...] accompagna [...] macabro frammento, un lembo [...] destro. /// [...] /// Una lettera autografa, scritta [...] Giuseppe [...] accompagna [...] macabro frammento, un lembo [...] destro. (0) (0) ![]()
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