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Nella foto grande una delle [...] In quella più piccola un particolare [...] dei vagoni. CAPARBIA, scontrosa, a volte [...] cui non piacciono le mezze misure. Fiona May è così: [...]. Vince medaglie [...] e [...] nel salto in lun-go, [...] mondo, si ripete successo dopo successo, si [...] e dolci sorrisi e poi im-provvisamente si [...] potente rincorsa e in un rabbioso stacco [...] di salti che assomigliano a fughe in [...] di protesta. Il primo salto lo [...] era nata e cresciuta da geni-tori giamaicani [...] riteneva trascurata sportiva-mente. Fiona May spicca il [...] a Firenze per raggiungere Gianni [...] astista e [...] che di-venta suo marito. [...] che continua anno dopo [...] com-petizione, incontrandosi alla fine di ogni gara [...] mezza Europa in un continuo intreccio di [...] vita da campionessa, di vita di chi [...] quelle che le sem-brano ingiustizie. Fiona May è inarrestabile [...] suo carattere, forse impulsivo ma sicura-mente deciso [...] ancora. Questa volta il balzo [...] Fi-renze e il suo è uno scatto [...] de-cide di pagare sulla [...] pelle. Lascia una casa in [...] lascia una città stupen-da dotata dei modesti [...] tra le colline del piazzale Mi-chelangelo e [...] una desolata perife-ria, ricca di fab-briche e [...] dove [...] però le strut-ture sportive. Un salto ac-compagnato da [...] con il rifiuto di ricevere dalle mani [...] una cerimonia che si tiene annualmente in Palazzo Vecchio, [...] Fiorino [...] un riconoscimento per chi [...] fiorentinità nel mondo. Fio-na May annuncia che [...] lo avrebbe mai ritirato e si attira [...] tan-ti ma non degli sportivi. Il suo è un [...] es-sere una protesta clamorosa per le disattenzioni [...] confronti [...] legge-ra, dei ritardi nella [...] stadio di atletica leggera che Firenze non [...] che preferito far posto ai campi di [...]. Anche gli im-pianti del [...] federazione di atletica leg-gera le avevano concesso [...] duran-te [...] vengono abban-donati dalla campionessa. Fiona May non vuole [...] portare [...] tra la gente. Allenarsi in quella struttura, [...] faceva comodo, le serviva per la preparazione [...] solo per lei, non per tutti quei [...] in [...] nei suoi salti ma [...] sognare di di-ventare campioni sotto la pioggia, [...] piste impraticabili. Quella di Fiona May [...] è stata una dimo-strazione di carattere e [...] ha trovato tanti oppositori. Forse la campio-nessa credeva [...] sal-ti, le sue vittorie, le sue me-daglie [...] cambiare un mondo e le re-gole di [...] lascia poco spa-zio a chi esce fuori [...]. E la voce di Fiona May è pro-prio una di queste. Il suo ca-rattere scontroso non [...] di certo. Sono davvero po-che le [...] la campionessa si è offerta co-me testimonial [...] iniziative collaterali allo sport. E anche al momento [...] premi per le sue vittorie Fiona May [...] intenta a schivare cerimoniali e complimenti. Forse proprio per questo suo [...] di fare, per una riser-vatezza che interrompe solo [...] sportivo, è una delle atlete [...] seguite con attenzione. Fiona May non sa vendere [...] immagine e la rabbia che [...] esplosa dopo il salto annullato ad Atene e che [...] le è costato la [...] non è stata altro che [...] che [...] stava per compie-re un balzo [...]. Quel-lo che nelle sue [...] portare lontano da Formia, dal centro sporti-vo [...] e la do-vrebbe far arrivare a una [...] lontano dalla luce dei riflettori, dalle pres-sioni [...] le chie-devano solo e sempre vitto-rie. Quelle vittorie ottenute a [...] tanti sacri-fici, con i lunghi ritiri trascor-si [...] nelle stanzet-te disadorne dei centri spor-tivi dove Fiona May [...] voleva la televisione per concentrarsi me-glio, dove [...] nes-suna delle com-pagne di [...] dove alla larga doveva [...] marito. In quei giorni prima [...] quelle meno importanti ai grandi eventi in-ternazionali, Fio-na May [...] allena-va e saltava, sal-tava e si allena-va. Una solitudi-ne che non sem-brava [...] anche se più di una volta la giovane [...] si è ritrovata a chiedere [...] marito di monta-re in macchina con i due ca-ni [...] cui è [...] e di [...] nella sede del ritiro per [...] precipitoso quanto breve incontro, qua-si a bordo pista. UN AMORE quello con Gianni [...] for-se trascurato e reso [...] discussioni che si veri-ficano prima delle gare [...] presa di co-mune accordo di stare lonta-ni. Una in pista [...] a casa alla televisione. Un rapporto nato nel [...] che ora la May sembra vo-glia recuperare [...] del suo futuro di [...]. I due si erano [...] festa in discoteca a con-clusione dei campionati [...] e il loro affiatamento [...] mai in [...] toccan-do dei momenti struggenti [...] la genui-nità di questa fuoriclasse. Tutti si ricordano [...] quando a [...] appena scesa dal podio [...] ri-trova in collegamento diret-to tv con il [...]. Dagli oc-chi scuri e [...] atleta alta quasi un metro e ottanta [...] di gioia e commozione. Non sorprende che Fiona May [...] mente di chiu-dere con un mondo [...] che le ha tirato [...] che aveva den-tro. Non sorprende che la [...] a saltare conciliando la [...] vi-ta di atleta, fino [...] quasi da asceta, con una un futuro [...] normalità. Forse è il salto [...] ancora una volta Fiona may è lì [...] e Gianni [...] più vicino ad [...]. Si parte pun-tualissimi: alle [...]. E la capitale è lontana [...] 7 fusi orari e quasi [...] chilometri. Il treno si è messo [...] moto alle note di una vecchia canzone russa, [...]. La musica non è [...] suggerisce nessun ad-dio. Piuttosto lascia intuire [...] parte del mondo, fa pensare [...] fine del viaggio. A Mosca, insomma. Ci staremo fra sette giorni, [...] ore 6. Ci fermeremo in 64 [...] totale di 748 mi-nuti, la sosta più [...] 2 minuti, la più lunga di 32. Perché stiamo a bordo [...] mitico treno che mette in comunicazione le [...] e [...]. Diciamo su-bito che il [...] occiden-tale. I russi non sentono [...] richiamo di questo treno che sventra in [...] loro territorio: quelli che sono saliti con [...] volentieri [...] se non costasse un [...]. Inutile guardare fuori dal [...] nebbia avvolge completamente [...] è frequente nei periodi [...]. Ci concentriamo così [...] bisogna pur prendere confidenza [...] dentro al quale sta-remo rinchiusi per 156 [...]. Co-minciamo dal treno, dalla [...] carta di identità. Si chiama [...] Russia. Da [...] porta il nu-mero 1, da Mosca il numero 2. Se-condo la dizione russa è [...] un treno di qua-lità. Si tratta di sedici [...] i passeggeri, uno per i capi e [...]. Tutti i vagoni sono [...] a quattro posti o a due. Al di là del [...] e 600 mila rubli per quel-lo a [...] un milione e [...] lire circa, poco più [...] di rubli per quello a quat-tro posti, [...] i due tipi è che [...] condizionata funziona solo nei [...]. Per il resto stesse [...] finestra, stessi fiori di plastica nel vasetto, [...] a bordi gialli sul ta-volino aperto, stesse [...] giallo e bianco. Il bagno è comune [...] e si trova alla [...] come [...]. [...] com-plessiva è che siamo [...] un buon un prodotto [...] modesto nella bellezza delle [...] privo delle comodità essenziali. Una di esse, la [...] mai lasciato a desiderare per tutto il [...]. Il gusto [...] ha già acqui-stato il [...] un tempo che non tornerà più ed [...] sarà rimpianto il giorno in cui questo [...] la stessa faccia dei mezzi occidentali. Le nostre conduttrici, personaggi [...] russi perché da esse dipende il benessere [...] entrambe gio-vani, entrambe bionde e si chia-mano [...] Olga. Sono ac-compagnate da due [...] giorno non si vedono mai per-ché a [...] turno di guar-dia notturno. La prima notte non [...]. Trascorria-mo così il tempo [...] po-sto le impressioni sulla città dalla quale [...] come dice il suo [...]. La prima cosa che [...] capitale russa del Pa-cifico, una città di [...] è che i giovani vanno tutti svestiti. Le ragazze in calzoncini [...] le natiche e cami-cette scollate fino [...] i ragazzi in canotta [...]. Dopo le nudità, o [...] ti sorprendono le automo-bili. Su dieci macchine nove [...] giapponese. Da cinque anni, da quando [...] la città è stata [...] al mondo esterno (nel senso [...] non era più proibi-to [...] o [...] come era ai tempi [...] il Giappone ri-versa [...] quasi tutto il suo merca-to [...] automobili usate. I russi le comprano [...] meno delle loro [...] nuove e sono più [...]. Quanto alla città, tutta [...] che si affacciano su due belle baie, [...] Mosca per il nu-mero di cantieri aperti. Quasi ogni palazzo è [...] per esse-re ristrutturato. /// [...] /// [...] la prima fer-mata, seria, [...] a [...] ultima cittadina del [...] la cui capitale è [...] appunto, il treno è [...] minuti. Siamo già nel [...] di [...] uno dei più gran-di della Russia, [...] chilome-tri quadrati, dove vivono però [...] 1 milione e [...] persone. La differenza fra una [...] un [...] e una [...] è amministrativa ed è regola-ta [...] Costituzione. Ovviamen-te [...] della regolamentazio-ne è il [...] centro che è più o meno stretto [...] si tratti di regione, territorio o re-pubblica. [...] è famosa soprattutto per le [...] miniere di carbone, anche esse in crisi come nel [...] della Russia. Gli [...] del treno sono ancora molto [...] con [...]. Ci faccia-mo grandi sorrisi [...] ma [...] per i contatti sembra [...] partiti da troppo poco tempo, i legami [...] sono ancora soli-di. A [...] però contattia-mo il mondo [...] in [...] dietro al [...]. Il treno in ogni [...] da decine e decine di persone che [...] i prodotti del loro orto o i [...] loro cucina. Stavolta si tratta di [...] bacche; e poi polli fritti e [...] i [...] siberiani. Contiamo 60 ban-chetti di [...] da donne più o meno giovani. Qual-cuna offre anche pane [...] i buonissimi [...] alla panna. A [...] capitale del [...] arriveremo di notte. Il treno si fermerà [...]. [...] volta che vediamo scen-dere dal [...] molte persone, [...] in poi saliranno solamente per-ché [...] meta della transiberiana è Mosca. /// [...] /// [...] la capitale [...] della Russia, la re-gione autonoma [...] chilometri quadrati, [...] abi-tanti. Fu voluta da Stalin [...] agli inizi furono in migliaia gli ebrei [...] per recarsi in questo posto dove non [...] la stazione. Ma ad un certo [...] fermò: le purghe di Stalin ave-vano decimato [...] a popolare la regione. Oggi solo meno del [...] della popolazione è ebrea. Alla stazione tuttavia le [...] doppia lingua, rus-so e ebraica. A [...] altra fermata ebraica, notiamo [...]. Vediamo anche delle torrette [...] a guardia di fiumi. Sono gli affluenti [...] il confine con la Cina. I soldati so-no [...] per impedire [...] pacifica dei cinesi, [...]. Dopo [...] facciamo la nostra prima [...] Liudmila [...] personaggio fondamenta-le per tutto [...]. Tie-ne il vagone ristorante e [...] ver-bo fu tanto appropriato. Liudmi-la, detta [...] sembra la donna di [...] il vagone ristorante della transiberiana è questo, [...] una città del west americano. Durante tutto il viaggio [...] volta esso si trasformerà in luogo di [...] clandestina, in centro di affari, in ritrovo [...]. [...] una quarantina anni, piccola, bionda, [...] sguar-do [...] viene da [...] il prestigioso centro di ricerca [...] Mosca, dove lavorava insieme al marito. Poi ha deciso che [...] sulla transiberiana era molto più vantaggioso e [...] e istituto di ricerca. Il boss del commercio [...] di no-me armeno ma [...] direttore del vagone ristoran-te dal 1975. Egli racconta che i [...] anche allora, in piena palude [...]. [...] acquista merci a Mosca per [...] di rubli e le riven-de tutte. Si tratta di bibite, [...] caffé, zucchero, sale, alcool. Vanno a ruba soprat-tutto [...] Siberia dove gli [...] sono più diffi-cili. Non dico che resta [...] che faccio la vi-ta del [...]. [...] si è scelto un buon [...] i servizi segreti, [...]. Degli affari del georgiano [...] altri della compagnia. [...] per esempio, guadagna tre [...] Stato, come lavapiatti e co-me cameriera. /// [...] /// Abbiamo superato la regio-ne [...] con appena un milione [...] ci dirigiamo verso la [...] un pezzo di Mongolia [...] confini russi. A Ci-ta ci fermiamo [...]. La sta-zione è militarizzata. Pare siano scappati dei [...] e che li cerchino attorno alla ferrovia. Le facce dei soldati [...] tutto il resto della gente sembra russa. Anche la regione di Cita [...] enorme, più grande ancora [...] e vi vivono 1 milione [...] abitanti. Fuori dal fine-strino scorre [...] Russia [...] vacche, fiumi, pastori, da sfondo fa la [...]. Facciamo cono [...] con Vera [...] emi-grata da 40 anni a [...] città chiusa del [...] e ora diretta a salutare [...] i suoi parenti a [...] in [...] del nord appunto. /// [...] /// Facciamo cono [...] con Vera [...] emi-grata da 40 anni a [...] città chiusa del [...] e ora diretta a salutare [...] i suoi parenti a [...] in [...] del nord appunto. (0) (0) ![]()
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