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Pagina da Preview Biblioteca Digitale--Pagina de «l'Unità-Unità 2-Nazionale del 1997»--Id 437506685.

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Viene ripetuta tre volte. ///
[...] ///
[...] due note uguali. [...] vicino un al-tro uccello rilancia. In lontananza giunge una risposta. In breve tempo sento [...] note che sembrano avviare un dialogo. Ma un [...] fischia le sue tre dolenti [...] un altro gli ri-sponde, quasi fosse [...]. Poi è un ibis [...] danza con il suo grido bizzarro, simile [...] una fata cattiva. E tutto il Ruanda [...] al canto degli uccelli. Sembra una strana conferenza [...] parlano in-sieme e tuttavia riescono a capirsi [...]. Meglio degli uomini, gli uccelli [...] mentre dialogano. Nel loro canto non [...] né collera. Ma io credo di [...] gli uccelli, perché mi impediscono di sentire [...] che si avvicinano. Un cane abbaia in [...]. Poi un gallo annuncia [...] uomini. Ma coloro che stanno [...] non gli obbediscono. È [...] del riposo, dopo il lavoro [...] di notte. La porta del mio [...] con forza, quasi brutalmente. Debbo chiudere gli occhi [...] abbagliata. Una donna parla. Lo affermo nel nome [...]. Riconosco la voce di [...] Hilde. Faccio uno sforzo, apro [...]. Hilde è ormai uno [...]. Ma sorride con dolcezza. Re-gneremo sul Ruanda. Saremo ri-spettati da tutti». Batte i piedi, in una [...] di danza nervosa. Fi-nirai col farci scoprire. Ci uccide-ranno». Le [...] parole la immobi-lizzano. Volge lentamente il suo [...] me. Ha gli occhi spa-lancati, [...] lo sguar-do stravolto. Hilde mi spiega che [...] sanno che mi sto [...] è per que-sto che è venuta da [...]. Deve [...] che tutti i [...] uccisi resusciteranno, il Signore glielo [...] rivelato durante la notte. Tutto è semplice ora. Ogni [...] ucciso resusciterà al più presto. Me lo ha detto [...] Signore». Le pa-role di Hilde [...]. Ri-mango a bocca aperta, [...] mi martellano. Ho voglia di piangere [...] riesco. ///
[...] ///
Forse tremo un [...]. ///
[...] ///
Cerca di calmare Hilde [...] messa a battere i pie-di [...]. Con un cenno cerco [...] che Hilde è uscita di senno. ///
[...] ///
Emmanuelle ha già capito, [...] i polsi. Li hai visti morire? ///
[...] ///
Dio li protegge». Nella casa di Deo si [...] sbattere una porta. ///
[...] ///
Deo urla che una [...] è nei paraggi, che deve [...] al posto di blocco. È entrata in giardino [...] ad urlare. Cerco di [...]. La condurrò al posto [...]. Hilde interviene con gentilezza: «Non [...]. Sto proprio an-dando al [...] per [...] che il [...] eletto [...] Dio [...] quello [...]. La ringrazio in-finitamente». Non sento più niente. Si sono al-lontanati insieme. Penso ai miei bambini. Sono forse morti? Oppu-re Hilde [...] più quello che di-ce? Emmanuelle ritorna dopo [...] suo braciere davanti alla mia porta e [...] mi sembra di capire che devo ancora [...] negli uomini e pregare molto. Dovrò vi-vere ancora dieci [...] condizione. Il primo giorno vengo [...] mia sorella Hilde è stata giusti-ziata al [...]. Sorrideva sotto i colpi [...]. Ed Emma-nuelle mi racconta [...] continuava a sorridere. Sento un piccolo bozzo [...] co-me [...]. La notte Emmanuelle viene [...] mio nascon-diglio. [...] distinguo al-cune lamiere accatastate. Formava-no il tetto della [...] dove si trovavano i [...]. ///
[...] ///
Dove sono i miei [...] Il [...] giorno vengo a sapere che mia cugina [...] è stata uccisa al [...]. E stessa sorte è [...] religiosi a [...]. Qualcosa mi punge il [...]. Cerco di capire che [...]. È una penna rimasta aggan-ciata [...] tasca della mia camicia. Una penna? Guarda un [...]. E se scrivessi le [...] av-venimenti? Ma su che cosa potrei scrivere? Dove [...] miei bambi-ni? Il terzo giorno vengo a [...] fratello [...] è stato giu-stiziato al [...] lui che aveva predetto, usando la farina, [...] sola. La sera arri-va una [...] Em-manuelle ha visto un militare al volante [...] mio fratel-lo. La notte riesco a [...]. Dove sono i miei [...] Il [...] giorno vengo a sapere che degli amici [...] sono stati giustiziati ad [...] blocco. E, in via accessoria [...] quella specie di ho-stess [...] i seni, è stata vista sulla collina [...] delle Forze armate [...]. Nella tasca del mio [...] pacchetto di sigarette vuoto. Lo apro con cura. E annoto: 6 aprile: [...] della R. I miei bambini vengono [...]. La mia vocazione di [...]. Ma so che un [...]. Se riuscirò a scampare [...]. Dove sono i miei [...] Il [...] giorno vengo a sapere che il mio [...] è stato giustiziato al [...]. Quel giorno è [...] a porre il braciere [...] Emmanuelle [...] alla mia porta. [...] è il boy di Emmanuelle. Da quel giorno so [...] dove Emmanuelle na-sconde una [...]. E so anche che, benché [...] egli mi protegge-rà perché la [...] padrona mi pro-tegge. Magia della servitù nera. Come se i legami [...] forti di quelli di sangue. Il mio piccolo bozzo [...]. Dove sono i miei [...] Il [...] giorno vengo a sapere che dei miei [...] so-no stati uccisi ad [...] bloc-co. La donna sembrava impazzita. ///
[...] ///
Un colpo di machete [...] conversazio-ne. E vengo a sapere che [...] si è scusato davanti alle Na-zioni Unite per non [...] colto [...] del dramma ruandese. Mi sono guardata in [...]. Brandelli di pelle pendono [...] simili ad orecchie di cane. Dove sono i miei [...] Il [...] giorno vengo a sapere che [...] di [...] è stata uc-cisa ad [...] blocco. E che i cristiani [...] cardina-le di cui non ricordo il nome [...] messa in memoria delle vit-time dei massacri [...]. E per-ché non invece [...] Non [...] più, dico ad Emma-nuelle [...] più pratico. Dove sono i miei [...] giorno vengo a sapere [...] ad un posto di [...] uccisi una deci-na di giovani che fuggivano [...] Burundi. La notte mi peso [...] Emmanuelle. Ormai peso solo [...] chili. ///
[...] ///
Dove sono i miei [...] Il [...] giorno vengo a sapere che le forze [...] Fronte [...] ruandese hanno iniziato [...] della collina di [...]. Poco dopo la notizia [...] riconfermata, poi ancora smentita. Continua a non sapere [...] bambini sono ancora vivi. Perdo la vista per [...]. Poi la luce ritorna. Dove sono i miei [...] Nove [...] durante i quali ho cominciato a conoscere Emma-nuelle, [...] benefattrice. Non so ancora se [...] Emmanuelle [...] se [...]. Forse non lo saprò [...]. [...] e la disprezzo allo stesso [...]. Cerco di [...] dei difet-ti. Non amo il modo come [...] trascinando i piedi. Non amo quei suoi vestiti [...] che na-scondono tutto. Una notte arriva e [...] mangiare qualcosa nella [...] cuci-na. [...] ricevuta in dono da un [...] americano». Avevo già visto quella [...]. Guarda il fondo della [...] tazza di tè. ///
[...] ///
Immagino la maglietta indossata [...] Immacolata, [...] figlia di Deo che ho curato per [...]. Mi mancano le parole. Emmanuelle si volta verso [...] mi guarda con tristezza. È la prima volta, [...] che mi guarda negli occhi, con fran-chezza. Non voglio capire il [...]. I miei bambini non [...]. Non voglio credere che [...]. Lei non sa niente. ///
[...] ///
Se ne vedono dovunque delle [...] con su scritto [...]. Comincio ad amare Emmanuelle. Ho cessato di [...] rancore per il solo [...] da me, non corre il ri-schio di [...]. Credo che abbia rischiato [...] di nascondermi. Ma lo ha fat-to [...] o per amore di Cristo? Nel suo [...] volte la fede cristiana ha ac-centi disumani. Mi sento come un [...] coltello di un ve-getariano fanatico. Ammiro il co-raggio di Emmanuelle [...] la propria vita per sottrarmi alla morte. E odio i motivi [...] a [...]. Sento nascere dentro di [...] oscuri. Sto forse per-dendo la [...] accaduto ad Hilde? È forse la fame [...] girare la testa? Incomincio a pro-vare una [...] per coloro che stanno compiendo il genoci-dio. O è forse pietà? Sento [...] nei loro confronti. Forse andrò al posto [...]. ///
[...] ///
Hanno ragione a [...] uccidere. Ho appena capito il [...]. Mi sottomet-to con gioia [...]. Non merito di vivere. Devo pagare per le [...] antiche colpe. I miliziani hanno ragione a [...] ripulire que-sto paese. Se mi amano un [...]. Rivedo il ma-chete di André, [...] scorto nella savana. Ho voglia di quel [...]. Desidero che mi tronchi [...]. Ho voglia di farla finita [...] volta per sempre. Se qualcuno mi ama allora [...] uccida! [...] es-sere [...] mi sembra una colpa im-perdonabile, [...] colpa che devo espiare. Ho un nemico in [...]. Yolande [...] Traduzione di Silvana Mazzoni Ruanda [...] 1. Accadde così che uno [...] paesi del mondo, oltre che uno dei [...] nel cuore [...] fu teatro di una [...]. Popolato da otto mi-lioni [...] di un decimo della [...] popolazione è stata uccisa. Oggi, tre anni dopo quegli [...] i [...] non possono dimenticare, frastornati come [...] da ciò che è loro capitato. La testimonianza di Yolande [...] infermiera [...] sfuggita al genocidio, ci [...] come un orrore di que-sto genere sia [...]. A prezzo di indicibili [...] marito, [...] ha attraversato [...] e ci consegna la [...] questa pagina oscu-ra della storia [...]. Una testimo-nianza sconvolgente, dolorosa, [...] priva di ogni forma di rancore. Con uno stile narrativo [...] a volte divertente, malgrado la durezza [...] nello scorrere del libro Yolan-de [...] la storia del suo paese, il paese [...]. Il popolamento [...] cristiana, ad opera di flussi [...] bantù. La gerarchizzazione della so-cietà ruandese, [...] tra ricchi (i [...] con un massimo del [...] della popolazione), poveri (gli [...] e gli svantaggiati (i [...] con meno [...]. La colonizzazione e il [...] cristianizzazione, che fanno entrambe leva sulle strutture [...] bianco domina i [...] che, a loro volta, [...]. I bianchi fossilizzeran-no le [...] categorie etniche. La rivoluzione che gli [...] metteranno a se-gno nel 1959 [...] il conseguente rovescia-mento delle alleanze: da quel momento [...] e la Chiesa si appoggeranno [...] per dominare. E infine le due [...] del 1962 con Grégoi-re [...] e quella del 1973 [...] Juvénal [...]. Queste due repubbliche saranno corrotte [...] quanto [...]. La Francia le sosterrà [...]. Ed è [...] che il dramma si annida. [...] prepara il genocidio [...] sen-za mai osare [...]. Numericamente maggioritari ma da [...] sbef-feggiati nei diritti più elementari, gli [...] intendono sbarazzarsi dei [...] i capri espiatori, presunti [...] ruandese (la povertà), attribuendo a questa scelta [...] solo di una vendetta, ma anche quello [...] nazionale, per non dire morale. Così come la Francia [...] a darsi una spiegazione per il suo [...]. [...] la storia precipita in una [...] quelle accelerazioni di cui ha il segreto. Il 6 aprile 1994, verso [...] 21, [...] presiden-te [...] viene assassinato e nella [...] seguente iniziano i massacri. Il racconto di Yolande [...] notte. Ed è subito sconvolgente. Racconta come Yolande tenti [...] i suoi nel vicino Burundi. Le strade sono bloccate. Co-me Yolande si nasconda [...] dalle pallottole e dalle granate. Come finisca sotto un [...] per undici lunghi giorni. Come riesca a rag-giungere [...] viene rim-proverata di non pregare, di non [...] durante le messe frettolose cele-brate sotto le [...]. Come si sia trasferita, contro [...] volontà, presso la casa di [...] colonnello [...] sieropositivo, sensibile al suo fascino. Come riesca a sfuggire [...] ricattando il colonnello. Ma anche come Yolande [...] della morte dei suoi tre figli, di [...] tredici anni. Al di là [...] racconto di questa caccia [...] che vi viene posta è quella della [...] tra mostruosità e onorabilità, tra crudel-tà e [...] bene e male. E, an-cor più sottilmente, Yolande [...] ci fa scoppiare sotto [...] contraddizio-ni dei suoi persecutori, incapaci del male [...] dei suoi protettori, in-capaci del bene assoluto. È tutta la dolorosa [...] che ci è dato contemplare. Così, [...] ci possiamo solo inchi-nare di [...] alla grandezza [...] di madame [...]. Yolande [...] non cerca di esercita-re una [...] sommaria. Si accontenta di dire [...] come le ha viste. Si accon-tenta di [...] la morte dei suoi tre [...] così come le è stata raccontata da una te-stimone [...]. Un racconto che nessuna [...]. Il libro finisce [...] abbiamo le lacrime agli [...] stesso tempo in noi è nata una [...] verità è possibile! È questa frase che Yo-lande [...] ama utilizzare quando firma [...] suo libro. Una grande le-zione di [...] speranza. Un dolore in-sopportabile ma anche [...] speranza. Come un sorriso raggelato [...]. Da legge-re immediatamente. ///
[...] ///
Da legge-re immediatamente.

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Il sistema condivide già oltre settecentomila Entità Multimediali, di cui gran parte afferenti alla Biblioteca digitale.

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La digitalizzazione/elaborazione dal cartaceo alla Biblioteca Digitale, relativamente all'emeroteca riguarda (in parentesi quadra consistenza detenuta ed altre annotazioni; * ove lavorazione tuttora in corso):

Periodicità non quotidiana


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Cinema Nuovo [serie quindicinale 1952-1958]

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Città & Regione [1975-1976*]

(259)

Civiltà cattolica [1850-2000*]

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(270)

Interstampa [1981-1984*]

(269)

Marxismo Oggi [1988-1991*]

(263)

Nuovi Argomenti [1953-1965]

(253)

L'Orto [1937]

(227)

Paragone. Arte [le serie dirette da Roberto Longhi, 1950-1970]

(263)


(237)


(257)

Rinascita [1944-1962 mensile, 1962-1989* settimanale, marzo 1989 numero 0 direttore Franco Ottolenghi, 1990-1991* Nuova serie direttore Asor Rosa]

(146)

Teatro in Europa [1987-1997*]

(237)

Vita cecoslovacca [1978-1984*]


(239)

Quotidiani

Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano [1943-1990* edizioni di Milano e Roma]

(236)

Brescia Libera [1943-1945]

(193)

Granma. Organo oficial del Comite Central del Partido Comunista de Cuba [1965-1971*, 1966-1992 riduzione del Resumen Semanal]

(225)


(238)

Ordine Nuovo [1919-1925]

(97)

Corriere della Sera [1948* annata completa «Nuovo Corriere della Sera»]

(227)

Umanità Nova [1919-1945]

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Eventuali segnalazioni dei propri interessi potranno influire sulle priorità di lavorazione. Per un elenco di tipologie differenti (monografie, enciclopedie, materiale discografico e non book material) o delle consistenze minori, oppure per informazioni sul prestito bibliotecario/interbibliotecario: .