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Parla Giuliano da Empoli, [...] in un pamphlet le colpe dei quarantenni [...] che si diverto-no a fare i maledetti, [...] che arrabbiato lo è per davvero e [...] libro esplosivo. Dosando quasi alla perfezione [...] fatta di veleno, sì, ma an-che di [...] capacità argomentativa. Il giova-ne in questione [...] Giuliano da Empoli, ha 23 anni, [...] vissuta tra Parigi e Bruxelles, [...] di Sabino Cassese e laurean-do con una [...] alla Sapienza di Roma. Il suo la-voro, un [...] pochi giorni uscito presso [...] Marsilio, si intitola Un [...] di noi [...]. Cominciamo dalla fine, dalle [...] aprono con una citazione da [...] X, il ritratto di [...] e precisamente dallo sfogo di [...] «Credi davvero che ci [...] la tua nuova casa da un milione [...] siamo appena in condizione di permetterci panini [...] nostre micro-scopiche bettole? (. In questo passo [...] già lo spirito e [...] vista radicale di Giuliano da Empoli, il [...] di sinistra, accusando la sinistra di proteggere [...] garantiti senza preoccuparsi che i giovani restino [...] qualsiasi prospettiva, e inoltre lasciando loro in [...] a pezzi di cui i ventenni di [...] a sostenere gli oneri senza avere goduto [...]. Gli esempi non mancano: [...] del lavoro è vietato da una muraglia [...] è non solo drammaticamente [...] per gli adulti, ma è anche meno [...] i giovani usufruire degli ammortizzatori so-ciali di [...] lavoratori [...] di oggi godono; un [...] penalizza chi oggi si affaccia nel mondo [...] un sistema scolastico che sforna disoccupati senza [...] preparazione profes-sionale, massa di persone la cui [...] attual-mente quella di giustificare [...] di tanti insegnanti in [...]. Risultato: «Margi-nalizzati dal sistema [...] dalle dinamiche del [...] State, sepolti da un [...] che non hanno mai contratto, i giovani [...] la fascia più debole della nostra società». Ce ne sareb-be abbastanza [...] nuovo [...] se non fosse che Giuliano [...] Empoli non rispar-mia critiche neanche ai suoi coe-tanei, [...] stru-mentalizzare e di pensare poco la propria [...]. Allora, Giuliano da Empoli, [...] è uno di quelli che non pos-sono [...] perfino nelle parti più apertamen-te provocatorie, che [...] sente un fondo di verità ur-gente e [...]. Ma [...] perché hai pensato di [...]. [...] di scrivere questo libro [...] dopo le elezioni del 1994, quelle vinte [...] Polo, [...] cui sorpre-se appunto il fatto che i [...] la prima volta dal dopoguerra, avevano dato [...] a destra. I partiti progressisti, nelle [...] imme-diatamente le elezioni, si affrettaro-no a giustificare [...] la colpa alla televisione, [...] che i canali di Berlusconi [...] cultura giovanile, eccetera eccetera. Tutti discorsi in parte [...] in parte, anzi direi solo in minima [...] servivano so-prattutto alla sinistra per evitare [...] più profonda dello scon-tento [...] non sarebbe stata in grado di dare [...]. Da allora qual-che passo [...] fatto, ma ci sono ancora molte difficoltà [...] difficile situazione in cui si tro-vano i [...] Italia. Nel tuo libro ci sono [...] anche un [...] ingrate, sinceramente. In-nanzi tutto perché non [...] chi ha strillato «Vo-gliamo tutto! Ma chi è venuto [...] anda-to così bene: ci sono tanti quaran-tenni [...]. /// [...] /// Infatti è contro quella [...] il mio libro si scaglia. E non pensi di [...] anche nei confronti del Movi-mento del [...] che accusi di avere [...] con i lavora-tori e gli insegnanti? Io [...] che il movimento studentesco continui nel vecchio [...] strumentalizzare, di creare alleanze con categorie dagli [...] contrasto con i giovani e con i [...]. I giovani sono una categoria [...] senza prospetti-ve, e visto che per lo più le [...] ca-tegorie sono infinitamente più ga-rantite, son sempre queste ultime [...] vantaggio [...] di mo-vimento. È già successo nel [...] nel [...]. Inoltre è sbagliato adagiarsi [...] facili. Prendi le re-centi manifestazioni contro [...] delle tasse universitarie. Io trovo più giusto [...] sia chi frequenta [...] e ne gode i [...] scadenti, piut-tosto che, come avviene adesso, [...] pagare attraverso il fisco [...] economicamente più deboli, quelle che magari i [...] non ce li possono mandare. Sembrerebbe un attacco al [...] e invece non lo è, perché sarebbe [...] utilizzare gli introiti fiscali per fa-re delle [...] che in Italia non esistono. Siamo tra i paesi [...] meno ri-sorse al diritto allo studio. Viceversa in Francia dove [...] stato a gestire le borse per studenti [...] abbienti, le risorse sono molto maggiori. E dunque se uno [...] approfondire i suoi stu-di, anche se la [...] può [...]. E la scuola? La scuola [...] non serve a niente, a [...] dare lo stipendio agli insegnanti. O meglio, serve a [...] una famiglia che si può permettere di [...] buon liceo classico o linguistico. Tutti gli altri sono [...] fuori. Escono dequalificati, impreparati, senza [...]. E col mercato del lavoro [...] oggi, sono guai. Bisogna che la scuola [...] dei percorsi forma-tivi più vari, che dia [...] formazione professionale e che glielo dia seriamente, [...] vera formazione, non fit-tizia come avviene nella [...] casi oggi. Ma bisogna cambiare musica. Non sarà mai possibile nessuna [...] fin-ché la maggior parte delle risorse viene assorbita per [...] gli sti-pendi ai professori. Verso la fine del [...] rico-nosci anche una qualità della tua generazione, [...] miglio-re rispetto a quelle precedenti Il volontariato [...] importante della mia generazione, molto diffu-so. Rappresenta sicuramente un salto [...] partecipazio-ne giovanile, perchè ti dà una co-noscenza [...] e dun-que ti avvicina al mondo in [...]. In questo senso [...] un atteggiamento più maturo [...] e i fatti della vita naziona-le, perchè [...] senza fardelli [...] con più realismo, più [...] pratico. Que-sto per me rappresenta [...]. Ma pensi sia possibile [...] giovanile? Noi adulti ci siamo già sbrigati [...] etichette, che servono a [...] «la generazione del sabato [...] dello stadio» Pietro Maso. La potreste avere la [...] Sai, io penso che la famosa frase [...] Woody Allen, per cui «Dio è morto, Marx pure, [...] è che mi senta molto bene», è [...] oggi. Certo, siamo una generazione apatica, [...]. Non [...] nulla che ci tenga [...] dia degli sti-moli. Ci vuole tanta buona [...] motivazioni. Per questo bisogna che [...] la sini-stra soprattutto, si decidano a guar-darci. Sullo sfondo della storia, [...] Giovane [...] stagliarsi come un soggetto a pieno titolo. [...] una costruzione sociale e culturale, [...] del resto le altre età, che delimi-ta un periodo [...] di passaggio. E che noi, da [...] a que-sta parte, abbiamo romantizzato». Giovanni Levi, professore di Storia [...] preside della facoltà di Lettere e Filosofia [...] di Venezia, insieme a [...] Schmitt, direttore [...] des [...] en [...] Sociales di Pa-rigi, ha curato [...] Laterza una ponderosa e ponderata «Storia dei giovani». Due volumi [...]. Che, già tradotti in spagnolo [...] portoghese, torna-no alla ribalta [...] con [...] in libreria [...] francese, stampata da [...] mentre si annuncia a breve [...] traduzione tedesca e, in un futuro non lontano, anche [...] giapponese. Non il tentativo «di [...] precisa il professor Levi, ma quello di [...] voluto dire essere giovani in una società». Da [...] carrellata attraverso i secoli, che [...] il pregio di mettere a fuoco alcune coordinate essenziali. La [...] della società greca, che privilegia [...] momento [...] che deve rendere il cittadino [...] alla città. La giovinezza tra-cotante e [...] Romolo e Remo, che fondano con i [...] nuova città dopo che Numitore li ha [...] Alba. La minuziosa classificazione di [...] Medioevo. La rappre-sentazione «del mondo [...] cui, nelle follie del carnevale, i gio-vani [...]. Per arrivare agli «imberbi consacrati» [...] Ga-briele [...] e ad una retorica guerriera [...] ha i suoi prodromi nel Romanticismo. La lunga re-staurazione seguita [...] fissa [...] di chi non capisce [...] mondo, la responsabilità verso le istituzioni; il [...] come trasgressori. E i giovani, frattanto, hanno [...] la capacità di metter-si insieme; [...] una crisi [...] una disintegrazione della politica giovanile. Anche il diffondersi della droga [...] incapacità di affrontare problemi drammatici, [...] tra tutti quello [...]. I saggi di Longhi [...] Usa [...]. Un convegno e una [...] figura del grande scrittore Sciascia e le [...] Racalmuto DALLA PRIMA PAGINA Tante isole senza [...] propria cancellazione è una brutta fatica. E con-tro questa cancellazione, [...] si trattava di un tentativo estremo, oltre [...] narrativa nata dal femminismo anni 60 e [...] autobiografica dove la biografia [...] ricerca di identità. Infatti per una donna [...] prima del-le difficoltà da affrontare. Negli anni 50, gli [...] generazione, si credeva che la ricerca «di [...] da noi stessi, poiché le donne del [...] totale di essere «persone», [...] tutto che non aveva contraddi-zione tra il [...] maschile. /// [...] /// Le donne, prima del [...] dalle componenti al di là della separatezza, [...] che venivano [...] e [...]. [...] e Joyce, Hemingway, Woolf, Camus, Faulkner, Dos Passos senza distinguere tra misoginia e specificità [...]. Il passato italiano ancora una [...] si an-nebbiava e cancellava. Ma una differenza [...] tra i tempi di allora [...] quelli di oggi: si cercavano apparte-nenze, [...] si assorbivano necessarie co-noscenze per [...] propria emozionalità. Ciò che per me [...] per me contava era da un lato [...] italiana non della letteratura ma di un [...] sociale che risorgeva, strappato o mancante, [...] credere che tagliate le [...] sarebbe esistito una specie di naturale scambio [...] la letteratura non poteva ave-re né sesso [...]. Dos Passos rappresentava, più [...] Joyce, il nuovo romanzo «aperto», come un taccuino [...] infarcito dalla cronaca, inzeppato [...] del crimine e [...]. Sembrano definizioni rubate dai [...] è difficile che qualcuno si accorga che [...] Dos Passos. Sì, le sparizioni non riguardano [...] riguardano tutto il mondo. Però [...] una tradizio-ne che ha la [...] di [...] insomma che va [...]. Mentre noi abbiamo continuato [...] gi-ro sempre più stretto di rifiuti, di [...] stretto è diventato il ricambio generazionale. Que-sto riguarda uomini e [...]. Il volume, che [...] curato da David [...] ed edito da Stanley [...] -Sheep [...] verrà presentato giovedì 7 [...] Italiano di Cultura di New York. Ne discuteranno, alla presenza [...] Gioacchino Lanza Tommasi, lo stesso [...] Mina Gregori e Keith [...]. Il libro si può [...] Italia, presso la Libreria internazionale Messaggerie [...] di Firenze. /// [...] /// Il Co-mune e [...] di Palermo hanno organizzato [...] vivace convegno sulla dimensione europea della [...] opera, [...] nei giorni scorsi nel [...] la casa editrice Longanesi manda in libreria [...] i suoi [...] con una mostra dedicata [...] fondatore [...] Vita di Leonardo Sciascia [...] Matteo Collura e intitolata Il maestro di [...]. Non che non si [...] lui; anzi, è già piut-tosto vasto il [...] opera e nella giornata [...] è stato annunciata, a cura [...] amici di Leonardo Sciascia, [...] Luisa Adorno, [...] di un sito in-ternet: [...]. È vero, però, che [...] italiana, la moralità eterodossa di Sciascia ha [...]. Ecco perché dico che ripar-lare [...] della [...] vita e della [...] opera è -so-pratutto oggi -un [...]. Sciascia è stato uno [...]. Natale Te-desco, uno degli [...] queste giornate di studi, ricordando [...] vocazione europea non solo [...] Sciascia [...] anche del meglio della cultu-ra siciliana, a [...] citato la massima di Tolstoj: «Descrivi il [...] sarai universale». In-fatti, se Sciascia è [...] i tanti studiosi stranieri hanno evidenziato, di [...] e mirabile ragnatela di rapporti culturali sopratutto [...] Francia e con la Spagna, ma anche, come [...] Massimo Onofri, tramite la lezione di Emilio Cec-chi, [...] Sciascia è stato capace di ciò -importante [...] -la [...] immaginazione, però è stata [...] pre-cisissima terra del mondo: Racalmuto, il suo [...]. Qualsiasi cosa egli leggesse [...] un lettore prodigioso -subiva un processo [...] at-traverso il quale poteva [...] radici primarie della [...] immaginazione. E davvero si ha [...] su libro, nero su nero, da Le [...] aUna storia semplice, Scia-scia [...] fino al centro più profondo [...] in cui era nato [...] abbia trovato le radici comuni di noi [...]. Ecco perché da Racal-muto, [...] specola immaginativa, la sto-ria [...] si vede meglio, e [...] della storia siciliana che è la mafia» [...] Vincenzo Consolo -diventa un segnale di disagio [...]. Racalmuto, come [...] la vicina Girgenti di Pirandello, [...] luogo di zolfare. Mi chiedo se, visi-tando [...] di Sciascia, anche ai [...] in mente che nel suo scavo an-tropologico [...] idealmente quello che praticamente era toccato a [...] compresi il padre e il fratello, come [...] la biografia di Collura: estrarre da luoghi [...] della terra una gialla sostanza chimica che [...] a far luce. È azzardato dire che [...] Sciascia, come un zolfanello acceso nel buio, [...] ombrosa? Deriva forse da [...] il mistero e la [...] scrittura ci trasmettono? «Mistero [...] aggiunto Consolo -che sono della Sicilia, della [...] irrisolta». Questa luminosità ombrosa, il [...] un illuminismo che non teme le ombre, [...] risultato di una tradizione letteraria del Novecento [...] la [...] continuità. Quanti scrittori del-la generazione [...] Sciascia [...] generazione che è nata qualche anno dopo [...] mondiale e che è di sicuro tra [...] del secolo: Pasolini, Calvino, Parise. La continuità della letteratura [...] in Sicilia credo sia un risultato dalla [...]. Si può infatti dire [...] scrittori siciliani il nostro novecento letterario sarebbe [...] povero. E se una cosa [...] oggi così lampante lo si de-ve soprattutto [...] Leonardo Sciascia. /// [...] /// [...] italiana, invece, è della [...] Le Lettere ed è in li-breria dal [...]. Petrocchi è invece il [...] «Commedia secondo [...] vulgata», pubblica-ta sempre da Le Lettere. Ci scusiamo per lo [...]. /// [...] /// Ci scusiamo per lo [...]. (0) (0) ![]()
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