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Storia di [...] mancata e di un arresto [...]. Di un commissario gentile [...] con [...] di cattura e di [...] risponde «si immagini». Storia [...] di Adriano [...] del suo viaggio dal [...] Firenze dove vive, al carcere Don Bosco di Pisa. Storia di lacrime trattenute [...] sotto pelle, di saluti e di abbracci, [...] raffica, di fotografi e cameraman affannati a [...] di libertà [...] leader di Lotta Continua [...] che per la giustizia italiana è il [...] Luigi Calabresi. Dopo la grande fatica mediati-ca [...] ieri, la non stop tra reti tv e interviste, [...] registratori e luci accecanti, il ping pong tra una [...] e [...] un tg e uno speciale, [...] Adriano [...] aveva deciso di prendersi un [...] di calma: aspettando [...] che doveva partire dalla procura [...] Milano. Un giorno a ca-sa, [...] impossibile, con la valigia già pronta. Un borsone nero piazzato [...] con dentro qualche ve-stito, pochi libri scelti, [...] scrivere. In un giorno co-sì [...] di quelle «di respiro», [...] rispondere alle domande inevitabili, ai «cosa provi?», [...] senti?». [...] bru-ciati con rabbia, [...] seguite alla sentenza della Cassazione, in due [...] e in un giorno sen-za fine. [...] fissata con [...] avvertenza: «Ci vediamo in mattinata, [...] ancora non so-no venuti a prendermi». Ma sem-brava quasi una battuta, [...] che qualche segnale faceva sup-porre che [...] avrebbe tardato ancora qualche giorno. Tempo scaduto E invece [...]. Facciamo appena in tempo [...] il telefo-no manda le cattive notizie: la [...] firmato, ora è questione di ore, forse [...]. Il dubbio che resta [...] quale carcere lo aspetta? [...] Gentili al tele-fono dispensa [...]. Si parla di [...] il tetro penitenziario alle [...] Firenze. In linea [...] è [...] a Ta-varnuzze, là dietro alle [...] in direzione di Scandicci. Bruna Stai-no, la moglie [...] Sergio, [...] nel salot-to [...] Adriano e commen-ta: «È [...] da casa mia, terribile e grigio». [...] poco da sce-gliere, poco [...] questi minu-ti di attesa. Il telefono non smette [...] stavolta non sono i giornalisti, è il [...] Gianni [...] chiama da Bologna. Stava per mettersi in [...] quando è stato fermato, il viaggio sarebbe [...] di sapere quale sarà la destinazio-ne definitiva. Dal telefono arriva [...] che si possa trattare [...] Pisa. Davanti a lui Lu-ca, [...] guarda con aria pa-terna, a ruoli invertiti: [...] suo tramite col mondo e nella genera-zione [...] e del Sessantotto erano [...] accompagnare i figli fuori dai cancelli delle [...]. Luca e Adriano si [...] i capelli neri e folti. A questo ragazzo tocca [...] girare per processi, di parlare con giornalisti [...] questa separazio-ne così secca. Ci sono in casa [...] stanchezza e di tensio-ne, qualche soffiata di [...] emozioni che si voglio-no [...] «basse». Qualcuno ha parlato di [...] è qualcosa di diverso: una miscela [...] di orgo-glio e di [...] per la retorica. Il [...] «antipatico» di cui hanno parlato [...] giornali e per-sino qualche passo di sentenza, se [...] se [...] andato. Restano ruvi-dezze di carattere e [...] cau-stica che spesso finisce contro se stesso, come quando [...] detto una battuta per allontanare [...] nervosismo [...] si guarda in giro e [...] «Non me ne fate pas-sare una, vogliamo [...] con [...] di cordoglio». Ci rac-conta di una [...] da Mosca, [...] chiac-chierata con un amico [...] diviso la recente avventura cece-na, [...]. Volevo [...] e cercare di [...] cosa mi sta succedendo. E poi volevo noti-zie [...] slovacchi ra-piti dalle bande. Mi ha detto che [...] liberare e poi mi [...] che mi aspettavo: [...] chiedere uno scam-bio, una [...] e degli [...]. Ma in Italia le [...] così, ho cercato di [...]. Passano i minuti tra [...] fuori a una ventina di [...] dal cancello davanti al quale [...] reporter e cronisti, una mac-china [...] carabinieri staziona im-mobile ormai da [...]. Per telefono arrivano notizie [...] Bompressi: [...] lasciato la [...] casa di Massa per [...] in carcere a Pisa. Pronto per la prima notte Ma per [...] non [...] neppure il tempo di pensare [...] una simile soluzione. [...] occhiata al borsone già [...] aggiungere [...] momento, qualche aspirina effervescente, [...] che mancano i tappi per le orecchie. [...] si pre-para alla prima [...] dice: «Dopo cinque notti che non chiudo [...] è quel-lo che mi serve». Non [...] più tem-po. Una macchina grigia [...] al cancello. Una [...] berlina, qualcosa di [...] dalle vecchie auto «civette» [...] cui escono tre signori in borghese. Fanno il vialetto e [...] di vetro. Gentili, forse anche un [...] notorietà del caso che gli è capita-to [...] chiedono del pa-drone di casa. Se ha biso-gno di [...] preparar-si. E poi se vuole [...] giornalisti». [...] non chiede tempo ma [...] «Dove mi porterete? In quale carcere?». I poliziotti non sanno [...] per loro è solo la questura, lì [...] destinato: «Non sappiamo altro, [...]. [...] prende la borsa, abbraccia [...] Randi, stringe la mano a tutti e va [...] i giorna-listi. Non è solo una scelta [...] o [...] di buoni rap-porti con una [...] che qualcu-no accusa [...] oggi troppo amica e qualcun [...] di [...] sta-ta ieri troppo nemica. È un fatto di [...] con quanti hanno diviso con lui [...]. È paziente anche coi [...] un sorriso, una stretta di mano, uno [...] i finestrini [...] che lo porterà via. [...] ab-braccio è per Luca [...] davanti al carcere, qualun-que sia. /// [...] /// E le domande [...] restano sul taccuino desolatamente. In casa, per chi [...] tele-visore acceso che comincia a spu-tare i [...]. Si cerca una conferma, [...] non ce ne sono sal-vo il solito [...] im-magine del giorno prima con quel salotto [...] troviamo trasfor-mato in un palcoscenico pubblico dalle [...]. Le noti-zie arrivano per [...] limiti di un possibili molto avaro -danno [...] non negativa: il carcere di desti-nazione è [...] Pisa. Luca si prepara a [...] Randi [...] almeno fin quando le [...] chiarite e cerca di informarsi: «Chi deve [...] per le visite in carcere?» ottenendo solo [...]. Non sanno cosa aspettarsi dal [...] sui giornali si parla di grazia, di un indulto [...] della possibilità di una revisione del processo, ma è [...] lontana nel tempo. In questura [...] rimarrà qual-che ora, poi [...] della polizia senza insegne, comincia il viaggio [...] Pisa, [...] carcere Don Bo-sco. Davanti ai cancelli è [...] Luca, ci sono diversi amici e qualche giornalista. [...] domanda al volo. [...] dal finestrino replica: «È [...] cosa che ho in mente [...] questo momento». In carcere è arrivato [...] Ovidio Bompres-si. Sono passate da poco [...]. Per loro due comincia [...] le sbarre. Anche da Fazio su [...] un pensiero per Adriano Un [...] è giunto ieri sera [...] anche da Fabio Fazio, nel finale della [...] varietà di [...] «Anima mia». Chiudendo la trasmissione, che [...] modo lieve e brillante personaggi, miti, mode [...] dello spettacolo degli anni Settanta dei primi [...] Ottanta, Fazio ha detto: «Stasera ci siamo divertiti in [...] memoria. Abbiamo scherzato sugli anni Settanta [...] Ottanta. Ci spiace solo che [...] noi su questi anni, che hanno avuto [...] non ci sono certe persone che avrebbero [...] noi. Un nome per tutti: Adriano [...]. Fazio ha aggiunto, sempre [...] riferendosi al saluto a [...] «Abbiamo parlato molto di [...] la rete. Sentivamo la voglia di [...]. [...] Ansa «Ci spiace, ma la [...] in che carcere andiamo?» Doveva [...] una mattina tranquilla, dopo la valanga di interviste del [...] prima per [...] restava [...] in casa, tra amici, e [...] chiacchierata che aveva promesso [...]. È stata la mattina [...]. Alle 12,21 [...] presenta-ta la polizia: è [...] tempo per qualche abbrac-cio. Poi [...] aperta la porta del [...] Pisa, dove si è consegnato anche Bompressi. Lo ha dichiarato in [...] in esclusiva a «Cronaca in diretta» su [...] spiegando di [...] già dato mandato ai [...] definiscano ogni dettaglio del suo rientro in Italia. Condannato a 22 anni di [...] assieme ad Adriano [...] e Ovidio Bompressi, [...] che a Parigi dirige [...] una comunità per il recupero [...] ha precisato che avreb-be [...] evitare legalmente il carcere, dato [...] in Francia il reato è ca-duto in prescrizione da [...] anni. A [...] per nessuno di noi è [...] ac-cettare [...] di un futuro in carcere, [...] la mia decisione deriva da una questione di dignità, [...] rispetto per la famiglia. Non ho nessuna inten-zione [...] rifugiato politico, nè di chiedere la grazia». A Parigi [...] non vive certamente in [...] nel terzo [...] a due passi dal Beaubourg, [...] ampio cortile che porta [...]. Sul citofono e [...] del telefo-no [...] il suo nome e [...] non è difficile. Ieri alcuni giornali davano [...] suoi tentennamenti: «Sistemo le [...] cose e poi vedremo», [...] alla Rai ha smentito categoricamente queste ipotesi. Andrà in cella da [...] ha aggiunto, di compiere un gesto per [...] la dignità per-sonali. IN PRIMO PIANO [...] di [...] al carcere di Pisa «Paura? No, non ne ho» Poi il cancello si chiude [...] 2. /// [...] /// Alle 15,15 la [...] grigia metalliz-zata proveniente dalla [...] Firenze si è arrestata di fronte [...] principale del carcere Don Bosco [...] Pisa. Ma da lì le [...]. Le vetture di scorta [...] del traffico. Poi, appunto come un [...] tornata indietro di qualche metro. Un nuovo singhiozzo ed era [...] davanti al can-cello laterale che [...] inghiottita su-bito: dentro [...] Adriano [...]. È finita così, per [...] giudiziaria [...] che fu il leader [...] Lotta Continua. In modo analogo, anche [...] è andata an-che per Ovidio Bompressi, che [...] si era costituito nello stesso carcere pisano. Forse [...] è ancora furibondo, come [...] giorni scorsi, ma certo non si vede. Solo il volto contratto [...]. E ancora: «Vado a [...] poi vi raccon-to», ironizza. Intorno, gli amici, i [...] compagni di Lotta continua che non hanno [...]. [...] anche il figlio Luca, [...] suo padre in questi nove an-ni difficili, [...] le «confessioni» di Marino. Natural-mente non manca la [...] di fotografi e cronisti per coglie-re [...] in cui si aprono [...] carcere per Adriano [...]. Non [...] stato il tempo per [...] per un commiato degno di questo nome. Tutto è stato rapido. Qualcuno ha fatto in [...] «Ti voglio bene, Adriano». Da dentro la vettura, [...] risponde: «Credo niente», con [...] sorriso. Con sé aveva solo una [...] e un pacco di giornali. Dentro il carcere, le [...] matricola, la consegna delle coperte e delle [...]. Poi si è aperto [...] immette nel-lo stretto cortile interno che porta [...] del carcere. Il Don Bosco di Pisa [...] ospita dete-nuti in attesa di giudizio o [...] pene detentive. Però è dotato di [...] medi-co, dove vengono ricoverati detenuti provenienti da [...]. [...] sono stati ricoverati Pietro [...] e anche alcuni mafiosi [...] di Pianosa. Una sezione è destinata [...] di Cosa nostra sottoposti al regime di [...]. Fuori, tra quelli che [...] salutare [...] si ascoltano più imprecazioni [...]. [...] a parlare più diffusamente [...] pisano Ezio Menzione, difensore [...] Ovidio Bom-pressi: «Un processo pieno di ano-malie, di sentenze [...] arrivare a una sentenza delle sezioni unite [...] assol-veva gli imputati, per poi arrivare alle [...] hanno ri-baltato il risultato e di cui [...] che siano state manovra-te. [...] una denuncia in tal senso. Siamo quindi al massimo [...] della giustizia, se questa è giustizia. Per [...] la mattinata era comin-ciata [...] Tavarnuzze, [...] casa, e si era [...] questura di Firenze , dove era stato [...] che lo avevano prelevato dalla [...] casa alle 12,20. Solo pochi minuti ci [...] eseguire [...] di arresto impartito dal [...] Milano. Un abbraccio ai fa-miliari [...] la questura fioren-tina. Stretto nel suo maglioncino blu, [...] una giacca in spalla e una pic-cola borsa in [...]. Circa [...] è ri-masto in questura, [...] il suo vecchio amico e parlamentare verde Marco Boato, [...] cercare di accontentare almeno il suo piccolo [...] la pena a Pisa. Per ora è stato [...]. /// [...] /// Per ora è stato [...]. (0) (0) ![]()
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