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[...] / [...] AGOSTO [...] sempre la mattina del 23 [...] 1960. Mi trovavo [...] del redattore capo del [...] e la palla di [...] verso il cestino era il mio primo [...] di [...] il nuovo film di Alfred Hitchcock. Bisogna [...] queste cose al pubblico! Più o meno quello [...]. Mi bloccai rendendomi finalmente [...] svelato [...]. E [...] di peggio: il mio [...] ancora visto il film. Mi convinsi che sarebbe [...] prima che la firma Phil Ballard comparisse [...] di piombo. Avrei dovuto continuare coi Telegrammi [...] Hollywood, [...] rubrichetta di pettegolezzi e [...] da [...]. Ma qualche giorno più [...] di Gu-thrie chiuse i [...]. Sarebbe diventata una moderna e [...] sala cinematografica. [...] materia per un servizio [...] sembrai [...] giusto dato che quel [...] del mio amato Lon [...]. A quanto pareva, [...] aveva creato il personaggio del Fantasma [...] proprio [...] vent'anni prima. [...] sconosciuta star [...] sosteneva il direttore del teatro [...] Gu-thrie in una pomposa intervista, usava spaventare attrezzisti, guardarobiere [...] ballerine sbucando [...] delle quinte con spaventose truccature [...] scheletro. /// [...] /// [...] aveva dunque profetizzato al teatro [...] suo destino? Si trattava di una lettera [...] replica dello stesso [...]. Tra il risentito e [...] dai Mille volti rivelava [...] stato assunto [...] di vent'anni in qualità di [...] clown, fantasista, comparsa e sostituto. II tutto per la [...] tre dollari la settimana più il diritto [...] un divano scassato nel retropalco. Come se non bastasse, [...] venivano cosi amabilmente rievocati. Dunque era meglio che [...] dei teatro evitassero di farsi pubblicità col [...] non volevano guai. In calce alla lettera, [...] Fantasma: «Seguite il mio consiglio e [...] avvisati per tempo». Il materiale era più [...] ma non per me. Dovevo aggiungervi qualcosa di [...] far notare il mio acume. Cercai di mettermi in [...] Lon [...] jr. Quanto alla prima moglie [...] Lon, [...] cantante deva Creighton, ammesso che fosse ancora [...] potuto [...] granché: si era bruciata [...] inghiottendo [...] nel corso di un [...] palcoscenico. Roba di mezzo secolo [...]. Mi restava una sola possibilità: [...] Browning. Dagli anni 40 non [...] sé. Se riuscivo a [...] forse avrei potuto scrivere [...] qualche quotidiano nazionale. /// [...] /// Diceva mia nonna che [...] come i salmoni: quando si avvicinano alla [...] li ri-porta dove sono [...]. Cos presi il treno [...] Kentucky. Gli indigeni non sapevano [...] era nato un genio del cinema. Ma [...] trovai un [...] che assomigliava a Jimmy Stewart, [...] della [...] cinematografica del club studentesco. Era un vero fanatico: [...] invano di ottenere [...] per proiettare [...] in aula magna. Telefonò lui stesso a Browning [...]. Dieci minuti dopo ero sulla [...] di una villetta prefabbricata. Dietro la zanzariera, un [...]. Vedevo i capelli bianchi [...] i baffetti sottili, ma non riuscivo a [...]. Browning? Sono Phil Ballard [...]. Sono morto». /// [...] /// Ma non ho alcuna [...] con domande del tipo: perché ha lasciato [...] cosa ne pensa di Anthony [...] mi sto occupando del [...] Alonzo [...]. Non so se fu [...] o di Perkins, ma [...]. Era un vecchietto sorridente, [...] qual modo elegante con quella [...] camicia immacolata e il [...]. Pensavo che mi sarei [...] mausoleo di ninnoli, locandine e quadretti di [...] cinema che fu. Invece mi fece strada [...] molto semplice, col pavimento di linoleum, dove [...] poltrone moderne e due bicchieri. Spiegai il motivo della [...] troppa enfasi imbarcandomi in [...] interpretazione della «missione profetica» [...]. Cambiare sempre, perché tutto [...] diventa [...] teatro cinema, il muto [...]. È così?». Cercavo solo di ricavare [...]. Sii costrinsi al silenzio [...] di whisky. Browning fissava il vuoto. Forse era solo la sottile, [...] piegatura [...] dei baffi a [...] quel [...] stampigliato. Si gira: le labbra gli [...] da un orecchio [...] violacee, dischiuse su [...] di denti sghembi. Si è rasato le [...] nascosto dei cerchietti di filo di ferro [...] così che gli occhi sembrano le orbite [...]. Fa una risata o forse [...] uno sbadiglio. Cerca di [...] qualcosa, ma il messaggio esce [...] confuso. Finalmente sì [...] la protesi da [...] "Hai visto? Io lo avrei [...] così". Si riferisce [...] che ride, un ruolo [...] e passato a Conrad Veidt dopo un [...]. Grandi critiche, botteghino fiacco. Intendiamoci: Lon non disprezza [...] misurato di Veidt, ma lui è dì-verso; [...] celato il sorriso sotto il mantello. [...] la sfumatura, vuole [...]. Un uomo che ride [...] Jolly delle carte può essere oggetto di scherno [...] ma un uomo che ride come una [...] è semplicemente osceno lui [...] da esposizione, quello che la gente paghera [...]. Che ne pensi?". /// [...] /// Si toglie i cerchietti [...] comincia a [...]. Attualmente vive e lavora [...] Milano. Studi filosofici (ha pubblicato [...] egli amori di [...]. Rousseau» nel [...] cantautore negli anni dei [...] musica leggera e autore dì saggi su Battisti, [...] Mina, Milva, Ornella Vanoni, [...] Gianfranco Manfredi è approdato alla narrativa con «Magìa Rossa», [...] Feltrinelli [...] ha fatto seguito [...] sempre presso Feltrinelli. /// [...] /// E i miei mostri [...] a [...]. Eh? Che ne pensi?". Stavolta risponde: [...] me come truccatore?". Stavamo scherzando? No, non [...]. Il trucco è relativamente [...] indossato una specie di cuscino piumato e [...] al ventre, sopra avrebbe portato una marsina [...] code corte, la braccia sarebbero state inguainate [...] gialli arabeschi a mò di zampe e [...] in un paio di scarpe clownesche. La [...] avrebbe dovuto recitare restando [...] vita in una vasca di segatura, così [...] alta settanta centimetri e di camminare sulle [...]. A miglior riprova [...] finale, Lon si offre [...] cavia. A quanto pare non vede [...] di [...] nei panni [...] la condizione più grottesca e [...] possibile, il punto più basso e dunque più alto [...] raggiunto nella [...] carriera di fabbricante di mostri». Browning fece una pausa, forse [...] che chiedessi qualcosa. Ma mi era già chiaro [...] le [...] teorie sul significato delle metamorfosi [...] di fronte alla trasformazione in cappone [...] qualche ridefinizione. Cerco Alonzo alla [...] e mi dicono che [...] fatto a pugni con [...]. Da parecchio tempo gliel'hanno [...] da solo toglie lavoro a visagisti, parrucchieri [...]. Figuriamoci se possono digerire [...] a curare il [...] degli altri, per di [...] stile rischioso per [...] degli attori. Già: le hanno persino [...] e appese in bacheca. Alonzo si fa vivo [...]. Mi tira giù dal Ietto [...] costringe a [...] dietro mentre vagola di [...] mezzo ubriaco. Non saranno pochi cretini [...] cose". Ma non lo vedi [...] Non lo sai? Già adesso, gli attori non [...] come riescono ad essere, ma per come [...]. Amico mio, il cinema [...] animali, molto più del circo". Stai avendo dei fastidi [...] film. Che facciamo? Rimandiamo il E [...] Lo [...] tu. Prendo il telefono e [...] di segatura, i due sacchi di piume. Abbiamo scherzato! Non vuoi dei mostri [...]. Allora avviso la [...] che la ridurremo a [...]. Sono riuscito a [...] al genere tragico, ma [...] perché comincia a farfugliare inseguendo chissà quali [...] "La [...] a [...]. Sarebbe una grande idea. Purtroppo bisognerà pensare a [...]. Deve sembrare tutto vero. /// [...] /// Però quella povera ragazza [...]. Non vogliono che soffra. È una precisa condizione, un [...] della Protezione Animali"». C'è una strana aria di [...]. Silenziosamente, uno alla volta, sono [...] ai loro set e sono arrivati [...] tutti, dal sonoro e dal [...] Keaton, Norma [...] Greta Garbo e John Gilbert; [...] ne stanno [...] pattati nel buio, gli [...] a una vasca piena di [...]. [...] supervisore alla produzione, guarda [...] preoccu-pato. Louis Mayer, il direttore [...] continua a pulirsi gli occhiali, ma non [...] vedere. [...] dai Mille volti è [...] camerino, non accenna minimamente a uscire. Oh cristo, è ubriaco. Ride, si trascina fino [...]. Sta per uscire? Mi [...] Niente [...]. Vuole dare ordini, "si cambia [...]. La vasca di segatura [...] necessaria. Farà la [...] camminata da gallina sul normale [...]. Devo puntare le luci [...] e seguire la [...] sfilata tra gli ospiti, [...] razzola-. Ora la [...] voce è ferma: "Non [...] cui preoccuparti [...] scandisce sicuro [...] ma tieni la luce [...] non voglio che mi si legga la [...]. Questa è la cosa più [...] difficile che abbia mai fat--to". Finalmente siamo pronti. Mando [...] ad avvertire Alonzo e mi [...] asciugo il sudore. /// [...] /// Non; succede niente. /// [...] /// Non resisto più, porto il [...] alla [...] ca. Dove cristo ha messo le [...] Temo stia soffrendo [...] mente. Alle urla di raccapriccio è [...] un silenzio totale, [...]. [...] fermo sotto la [...] caccia un ver-so stridulo, [...]. Poi si gira ballonzo-. Restiamo [...] tutti senza fiato a [...] che si richiude. Dimentico persino di dare lo [...]. Parte un applauso frenetico, [...] macchinisti che scagliano il cappello per terra, [...] i riflettori proiettando danze di ombre, concerto [...] acclamazioni, orda di gente nota e ignota [...] intorno soffocandomi di congratulazioni, [...] Lon. /// [...] /// [...] mi precipito verso il camerino [...] al volo una frase di Garbo a Gilbert: "E [...] le fai scenate se ti chiedono di tagliarti i [...]. /// [...] /// Sì aggiusta la cravatta. [...] la [...] uscita trionfale. Non ve-do traccia di [...] di ferro. Non mi è stato [...] sono contento. Sono riuscito [...] più difficile per un [...] esserci"». Questo fu il mio [...] contro con [...] Browning. Cosa aveva voluto [...] care? Non lo so. Lo lasciai che guardava [...]. Era sera ormai, e [...] di un lampione stradale proiettava sulla parete [...]. Non scrissi alcun articolo. /// [...] /// Non scrissi alcun articolo. (0) (0) ![]()
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