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È il primo slo-gan [...]. La parola og-gi non [...] eversiva di allora, ma scuole e università [...] fine anni Ses-santa dei luoghi sacri dove [...] avevano diritto di parola e dove il [...] negli atenei, erano una sorta di parlamentini [...] la forma-zione dei quadri di partito. Il movimento voleva parlare, [...] luogo proprio, senza mediazioni. E allora uscì la [...]. Dopo mesi di lotte, [...] governo riconobbe il diritto degli studenti a [...]. Ma ormai la contestazione [...] strade. /// [...] /// Radicali, estremisti, orgogliosi: il [...] fi-glio di Malcolm X più che di [...] King era molto amato [...]. Perchè era nel cuore [...] detto [...] e perché appariva irriduci-bile [...] tradizio-nali, introducendo accanto a quelle di classe [...] sistema, come quella del colore della pelle. /// [...] /// Non [...] inventato il Sessantotto, eppure [...] che abbiamo oggi del cor-teo [...] in quegli anni. Ce ne furono a [...]. Dai cortei interni, che [...] delle scuole e delle università, a quelli [...] nelle piazze di [...]. Allegri, rumorosi, senza molte bandiere, [...] i cortei erano così. Poi cominciarono ad arrivare [...] le bandie-re rosse. E, in qualche caso, [...] i bastoni. Ma più tardi. /// [...] /// Ovvero la canzone di [...]. Contro la guer-ra, contro [...]. Bob Dylan era già [...] Sessantotto lo consacrò voce di una generazio-ne. E, più del beat [...] la canzone politica fu il segno del Sessantotto. Comin-ciando da Contessa , [...] Guccini e i [...] cantautori. /// [...] /// Color verde milita-re, imbottito, [...] era la divisa del Sessantotto. Non era obbligato-rio ma [...] tutti anche perché il movimento vive-va in [...] abolito [...] tradizionale, sepolto cravatte e [...]. /// [...] /// Scuole e univer-sità andavano [...] Ses-santotto: si pose subito il problema di prendere [...] operai, anzi con le fab-briche. Non fu semplice [...] eppure [...] è il paese do-ve [...] studenti si me-scolò con quella dei lavoratori, [...] Francia. E infatti da noi [...] diventò [...]. /// [...] /// È la prima genera-zione [...] stessa come non transito-ria. Sino ad allora si [...] di diventare adulti. Ma negli anni Sessanta [...] rottura generazionale inattesa, padri e figli non [...] stessa lingua, non han-no più le stesse [...]. E proprio in quegli [...] giovani rappresentano numericamente un pezzo grande [...] del dopoguerra e del [...]. /// [...] /// Zio Ho era il [...] in quegli anni in cui il Viet-nam [...] del mondo. Il Sessantotto scese in piazza [...] volte [...] del [...] e [...] della guerra americana. E [...] col kap-pa era il bersaglio [...] proteste e cortei. Ma [...] anche [...] America». /// [...] /// Il Ses-santotto è uno [...] internazionali, un feno-meno che attraversava il mondo [...] di volta in vol-ta caratteri diversi con [...] la presenza dei gio-vani come protagonisti della [...] della protesta, la percezione di essere parte [...] più grande rispetto ai confini nazionali. Che fosse la contestazione [...] Convenzio-ne [...] Chicago, il Maggio france-se, la [...] di Rudy il rosso [...] Ger-mania, [...] le guardie rosse in Ci-na. /// [...] /// Non ce ne fu [...]. Ma il movimento studentesco produsse [...] al carattere [...] e assembleare anche [...]. [...] Capanna e Toscano a Milano, Piperno [...] Scalzone a Roma, [...] a Pisa, Viale a Torino. /// [...] /// Parola chia-ve, [...]. È una parola che [...] sempre esistita, ma che assume ora un [...] per la [...] non staticità si oppo-ne [...] partito, di organiz-zazione, di struttura bloccata e [...]. Peccato che poi partiti, [...] se non quelle tradizionali) torneranno. Resta da decidere se [...] per vizio. Era la prima parola [...]. Troppi no? Può darsi, ma [...] quei no [...] anche la scoperta di una [...] propositiva totalmente al-ternativa la sistema. /// [...] /// No, non parliamo di [...] ma di occupazione di suo-lo ed edifici [...] forma di lotta più usata dagli studenti. A partire [...] del 1967 (Palazzo Campana [...] Torino) [...] occupate tutte le univer-sità e le facoltà [...]. Poi ven-ne il momento [...]. Nel Sessantotto fu occu-pato [...] Duomo di Parma da comunità cattoliche di base. Le occupazioni mettevano nelle [...] i luoghi della didattica e li obbligavano [...] ad un insegnamento alternativo fatto di seminari [...] studio e di letture: co-sì gli studenti [...] Marx [...] i [...] e anche il libretto [...] Mao. /// [...] /// Parola [...] tra le prime e tra [...] più precocemente abbando-nate. Ricalcava il «Potere nero» [...] Black [...] ma apparve presto come [...] stretto, troppo corporativo. QUADERNI (rossi e piacen-tini). Sono anni di riviste [...]. Tra queste i Qua-derni Rossi [...] Raniero [...] voce [...] italiano, e i Quaderni Piacentini [...] Bellocchio, Fofi e Grazia Cherchi. Luoghi di elaborazione teorica, [...] an-che letteraria ed estetica. /// [...] /// La polizia ci andò [...] gli studenti. Cariche, arresti, pestaggi erano [...] del giorno. Si parlava anche della [...] che inchiodava il movi-mento. Lo Stato mostrò agli [...] faccia peggiore: ret-tori reazionari, questori sempre pronti [...] la forza, governi incapaci persino di comprendere [...] scontro che si consumava. /// [...] /// Parola nuova per [...] indicava i mec-canismi attraverso [...] figli degli operai restavano fuori dalla scuola [...] ricchi riuscivano a laurearsi. La selezione di classe [...] nera del movimento che soste-neva però [...] di una selezione di [...] avesse mascherati contenuti so-ciali. /// [...] /// Ma da [...] nasce anche un senti-mento egualitario [...] malin-teso. Non [...] il 6 politico, ma presto [...] arrivato. /// [...] /// La più «periferica» delle [...] uno dei centri della protesta. Il cuore [...] è la facoltà di sociologia [...] a [...] personaggi come Curcio, Rostagno, Boato) [...] una intellettualità giovanile spes-so di formazione cattolica scelse la [...] eretica [...]. /// [...] /// Non era una delle [...] che sembrava nato più per dividere che [...]. Ed è an-che il [...] giornale, allora rigidamente organo del Pci: [...] seguì il movimento studentesco [...] con una sorta di stupore, ma anche [...]. Più di quanto non [...] Pci, diviso tra Longo che incontrava gli studenti [...] Amendola [...] su [...] parlava del movimento come di [...] infantili-smo estremista». /// [...] /// Davanti ad Architettura a Roma [...] marzo [...] uno scontro du-rissimo tra [...] per la prima volta gli studenti hanno [...] le camio-nette e la Celere. Diverrà un luo-go simbolico [...] quegli scontri Pasolini scrive-rà una poesia per [...] dei poliziotti «figli del proletariato», contro i [...]. Come sempre [...] Pasolini coglieva il rove-scio della [...]. Ma [...] anche il dritto. /// [...] /// Giornalino scola-stico milanese. Col 68 ap-parentemente [...] poco, visto che lo scandalo [...] la chiu-sura del giornale avviene nel [...] tre studenti finiscono sotto pro-cesso [...] fatto [...] sui comportamenti sessuali degli studenti [...] liceo Parini. [...] un «Forum della sini-stra» nella [...] via dei Frentani. Un luogo storico per [...] capitale: in quel palazzo, in quelle sale [...] un nuovo aspet-to, è stata ospitata la [...]. Ora è un centro congressi [...] anche Forza Italia [...] scelta per la [...] assemblea naziona-le del dicembre scorso. Bruno Trentin sta ascoltando [...] per qualche ora la sede della [...] di Corso Italia da [...] perso di vista le ultime frenetiche ore [...] metalmeccani-ci. Ma con uno dei [...] movimento sindacale non parliamo di questa estenuante [...] suoi risultati. Torniamo al passa-to, al [...] Bruno Trentin gui-dava proprio i «meccanici». [...] ha criticato la generazio-ne [...] rea di [...] dato agli studenti di oggi [...] cattivo esempio di dire sempre no ai pro-getti di [...] della scuola. /// [...] /// Prima di [...] cosa ne pensi, volevo invitarti [...] ri-cordare [...] per te il [...]. /// [...] /// Il mio ricordo sono [...] fertili di stabilire un rapporto tra il [...] i lavoratori. I meccanici so-no sicuramente [...] più ha sollecitato e forzato un dia-logo, [...] degli incontri, come dire, naturali che avvenivano [...] delle fabbriche. Se è mancata la [...] fecondi è per-ché il [...] avuto il tempo di darsi un minimo [...]. Per il sindacato quelli [...] di rivoluzione. Si riduce-va [...] di lavoro, si costituivano [...] delegati, si facevano le prime assemblee in [...] il diritto di informazio-ne nei luoghi di [...] di contrattare la catena. Ma poi mol-te cose [...] con il movimento studentesco e con il [...] scosso dal movimento studentesco. Per que-sto io ritengo [...] del [...] siano stati poi smarriti [...] del tutto sottovalutati. [...] sta-to molto fumo nelle [...] alternativa, [...] stato molto fu-mo negli [...] nelle for-me di autogoverno che poi produ-cevano [...]. Non sei quindi [...] con [...] quando dice che quella ge-nerazione [...] insegnato ai giovani a dire soltanto [...]. Questo era molto [...] del [...] del movi-mento degli studenti [...] universitaria e risente appun-to di questa assenza [...] in cui stabilire un confronto [...] delle varie componenti. Questa in-capacità ha portato [...] nei singoli luoghi tra loro scollegati, [...] dei gruppi minoritari. Sono questi gruppi minoritari [...] il [...] Soprattutto. Il rifiuto veniva anche [...] un certo momen-to, del movimento studentesco a [...] rivendicativa sugli aspetti della riforma universita-ria e [...]. Ma [...] stato un altro [...] che è stato produ-zione [...] campi che interes-sano molto il mondo del [...] hanno interessato troppo poco la sinistra partitica. Nella medicina del lavoro, [...] lavoro, su tutta la tematica [...] del lavoro, abbiamo avuto [...] delle esperienze straordinarie in cui sono stati [...] docenti universitari e il sin-dacato. Sono gli anni delle [...] massa nelle fabbriche sul-le condizioni di lavoro [...] lavoro. Tutto questo è inimmaginabile [...] pensa [...] che ha avuto la [...] del movimento studente-sco per introdurre un ripensamento [...] e pluralista del mondo della scuola e [...]. Dunque nel [...] ci sono stati dei germi [...] dispersi. Ci sono stati molti [...]. Una di-sorganizzazione, un falso [...] ha portato semplice-mente a un movimento acefalo [...] incapace di produr-re una proposta politica unitaria. An-che se [...] le responsabilità della si-nistra politica [...] enormi. Al di là [...] qualche volta ricorda-to di Longo [...] alcuni esponenti del movimento studente-sco, il dialogo [...] ufficiale, diciamo così, e il movimento è [...]. Ma il [...] malgrado questi limiti enormi [...] prevalere di gruppi minoritari, ha coinvolto a [...] di ateneo non soltanto studenti, ma anche [...]. Questa faccia creativa che [...] in Italia e negli al-tri paesi, penso [...] a Berlino che non [...] era anche un tentativo vero di produrre [...] e libera da vecchi dogmi. Non [...] stata soltanto la vulgata [...] portato in molti casi a risultati ridicoli. Ci sono stati tentativi [...] che avrebbe-ro dovuto essere raccolti. Le forze politiche della [...] Pci in primo luogo, non ha assolutamente saputo [...]. Data per scontata [...] fatta ricordando que-gli anni, cosa [...] del dire [...]. Figuriamoci, io vengo da [...] in cui non si può dire [...]. [...] di qualsia-si movimento che [...] reale è quello di arrivare un compromesso [...] possibile alle [...] convin-zioni. La pura resistenza è [...] sconfitta. Dovevamo imparare a dire [...]. Ma vorrei ricorda-re che [...] Pci [...] è astenuto sullo Statuto dei Lavoratori. Perché? Era frutto di [...] centro-sinistra da cui era escluso il partito [...] non si poteva dire sì. Hanno prevalso logiche di [...] dal merito dei problemi, a prescindere dal [...] Statuto era stato il frutto di grandi [...]. Una rivalutazione del [...] Ho litigato tanto, mi sono [...] scot-tato. Ma senza mai fare [...] del nuovismo che [...] nel movi-mento, non ho mai [...] di avver-tire quella tensione di ricerca di [...] cultura possibile, della rottu-ra di [...] schemi, di spazi di liber-tà. [...] non [...] Cristo che valga, an-che se [...] risultati sono stati altri in fab-brica rispetto [...] io credo che senza il [...] studentesco non ci sarebbe stato [...] caldo, quella ventata libertaria che [...] en-trata nelle lotte sindacali, quelle assemblee che discutevano degli [...]. Non ci sarebbe stata la [...] di una vecchia burocrazia sin-dacale. Bruno Trentin commenta la [...] ha fatto a se [...] una generazione che ha insegnato ai giovani [...] «no». Ma il Pci non [...] il testimone di quei germi di grande [...] movimento studentesco aveva sparso». /// [...] /// Ma il Pci non [...] il testimone di quei germi di grande [...] movimento studentesco aveva sparso». (0) (0) ![]()
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