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Personalmente, mi sto sempre [...] che stanno vedendo la luce di re-cente [...] -compaiono laddove uno meno si [...] aree geograficamente marginali, periferi-che, [...] di spregiudica-ti funzionari editoria-li, dai miti giovanili-stici, [...]. Li-bri fieramente provinciali, che per-lopiù [...] una diffusione ridot-ta, e poco risalto sui giornali. In questo senso, il caso [...]. Ma altrettanto esemplari, per [...] sono il garfa-gnino Pardini, il cui mondo [...] contadi-na, è molto vicino a quello di Conti; [...] Calaciura; i ca-sertani Piccolo e Pa-scale; i [...] Piersanti [...] Ferracuti; il [...]. Par-lavo di aree geografi-camente [...] molto spesso [...] della mo-dernità riesce a [...] tra-dizione. Ed è proprio [...] uno dei caratteri più [...] di Conti. Nei suoi racconti parecchie sono [...] dei racconti più intensi della [...] «Morte sul Po», storia di un partigiano assassinato da [...] banda di repubblichini, al primo Bevilacqua, da Chiara a Comis-so. Conti passa con disinvoltura da [...] patetismo [...] a [...] violente e crude, segnate da [...] dolente fisicità. Il realismo magico, [...] la cifra do-minante di questi [...] padani, sfora spesso nel leggendario, nel [...] (tuttavia senza mai [...] di [...] troppo). Frequente è [...] di metafore, quasi sempre [...] «Al [...] fresco che gli colava dalla bocca stavano [...] come le mosche [...] dei susini». Raramente si regi-stra qualche cedimento [...] poetici-smo: «Nella [...] anima si piantò [...]. Numerose sono le storie [...] che restano vivamente impres-se a lettura ultimata: [...] a guerra finita a un traditore fascista: [...] albe-ro dopo [...] procurato una [...] pasto alle fameliche zanzare [...] Bassa [...] tutta una notte; un coc-codrillo incatenato sopra [...] Santuario delle Grazie a Man-tova; la processione [...] Po [...] di due vecchi sposi [...] stalla; la morte della mangiatrice di spade [...] di fuoco che si [...] in fiamme; il gesto estremo e [...] delle forbici da viti [...] padrone per scongiurare lo sfratto che questi [...] splen-dide immagini notturne di caccia al cinghiale [...] foresta popolata di suoni magici, quasi ir-reali. Insomma, questo di Conti [...] bel libro, cui è davvero oppor-tuno augurare [...] e il [...]. NARRATIVA Dalla grande tradizione [...] del racconto italiano ANDREA CARRARO Il [...] Guido Conti Guanda pagine 204, lire 26. Questo volume rac-coglie i [...] importanti di Serra, «Esame di coscienza» e «Le Lettere», [...] cerca di mettere in relazione la tradizione [...] modernità, due elementi considerati conflittuali [...]. [...] alla scuola di Car-ducci, Serra [...] si diffonde so-prattutto su [...] e sul primo Croce. Il volume è arric-chito [...] di Anto-nio Franchini, uno fra i più [...] genera-zione di mezzo. Non [...] solo qualche marito uscito a [...] le sigarette, che vorreb-be [...] vita. Né qualche solita-rio avventuriero che [...] con [...] di plastiche facciali. Chi di noi non ha [...] desiderato farla finita per [...]. Di sparire nel nulla [...] più buoni di prima, senza scomodi testimoni [...]. Bene: è proprio sul [...] trasformazione -se volete [...] -che si fonda Altra [...]. Un racconto del mistero, [...] Martin [...] (è [...] ora riproposto in Italia [...] Einaudi. È una bella marcia [...] i campi [...] su cui si sarebbe [...] analitico [...] la satira di Denaro [...] storica della Freccia del tempo con cui [...] è fatto conoscere anche da noi, for-se [...] successo che gli spetterebbe. [...] lo scrittore in-glese (di Oxford, [...] nel [...] scruta se stesso in un [...] di [...] un se stesso che ha [...] nome e le sembianze di una gio-vane donna. Mary ha perso tutto: [...] perfino le scarpe: «Le guardavano i piedi; [...] tutti abituati alle loro protesi -e le [...] essere andate a finire?». Una ro-baccia terribile deve [...]. Ma lei non lo [...]. E noi neanche. Non è una bella [...] È così che con Mary la smemo-rata [...] periferia di una Londra che tor-nerà come [...] nei romanzi successivi: i condomini neri infestati [...] mogi villini a schiera, il cielo grigio [...] a ripeti-zione. Sono gli stessi sobborghi [...] anni più tardi avremmo visto nei film [...] Frears [...] la stessa desolazione totale. [...] esasperan-te della [...] forse è meglio fare [...] Mary, [...] la me-moria. Prendere fischi per fiaschi, [...] per «creature grasse», dirigersi fiduciosi fra le [...]. Guardiamo il mondo con [...] che non riconoscono niente: la gente per [...] strana, «i più bi-sognosi di [...] in fretta e di [...] i carrelli, ce [...] tantissimi, di fogge di-verse, [...] ad affollare gli ampi sentieri centrali forman-do [...]. Mary non è sola. Qualcuno -un [...] pigmalione, un [...] Dio, un [...] coscienza -la osserva da lontano [...] un distacco che non riesce a mantenere, come un [...] che stia prendendo nota di una [...] invenzione ottenuta in vitro: ne [...] i progressi, la in-cita segretamente mentre lei pas-sa da [...] luogo [...] prima co-me figlia adottiva, poi [...] inquilina di una casa occupata, amante. La protegge mentre ri-trova [...] emozioni e riannoda i fili ottenendo inediti [...]. [...] una foto che entra e [...] dalle sue mani, che mostra i lineamenti di una [...] che le somiglia, «però era più vecchia di Mary. Quel viso lo squadrava [...] sfida, forse addirittura con un principio di [...] del lato sini-stro delle [...]. Sembra Ma-ry, ma non [...]. E accanto alla fo-to [...] nome e un cognome: Amy Hide, quasi Hyde, [...] vecchio mister che ci fa tanta paura. Mary imparerà a guardare [...] Amy senza vertigini, una tappa alla volta, co-sì [...] capitoli: «Parolacce», «Guadagnare terre-no», «Battuta [...] «Fatina buona». Come in ogni favola [...] come in ogni cre-scita che si rispetti. [...] un gran caldo, alla [...] tempaccio londine-se, nelle pagine di Altra gente. [...] passione, attesa. Forse [...] la donna che vive [...] è solo un esperimento di laboratorio o [...] di un poliziotto. Esprime la solida certezza [...] cam-biamento nonostante i traumi e nonostante la [...]. Con gli anni Martin [...] scrittore più consolidato, quel [...] in feroce sarcasmo. Ma chi dice che [...] arido? Roberta Chiti Altra gente Un racconto [...] Martin [...] traduzione Susanna Basso Einaudi Letteratura [...] di Renato Serra Gallone Editore pagine 206, [...]. E fin [...] siamo [...]. Meno noto -almeno per [...]. Questa passione culminò nel [...] «La teoria dei colori», un testo fondamentale per [...] re-cente ripubblicato. I 22 saggi rac-colti [...] Einaudi nascono dalle discussioni di un gruppo [...] nel 1994 per un convegno. Di [...] il carattere molto interdiscipli-nare [...] che mescola ap-procci letterari, filosofici [...] più strettamente scientifici. Goethe scienziato a cura [...] Giulio [...] e Agnese Grieco Einaudi [...] 54. A Roma, soprattutto, era [...] della sinistra, e anche molti letto-ri [...] lo ricorderanno bene. In mezzo secolo di [...] «Paese [...] ha fatto giornalismo al tempo stesso militante [...]. Questo agile libretto di Edo Parpaglioni [...] ha lavorato in quel giornale dal [...] e oggi lavora a «Repubblica») [...] la storia nel rapido giro di 100 [...] alcu-ne vignette. In chiusura [...] un elenco di tutti [...] scritto per il giornale: [...] di tutto, da Noam [...] ad Aldo [...]. /// [...] /// [...] una volta «Paese sera» di Edo Parpaglioni [...]. Si parte da alcune [...] William Carlos Wil-liams: «Lo scrivere non è nulla, [...] di scrivere è nove decimi della difficoltà». [...] predispone ad iniziare a scrivere [...] romanzo? Forse la [...] tra le rivolte e i [...] di una sfuggente vocazione poetica. Anche il ricordo [...] la sensazione [...] odori persi nella me-moria, dei [...] strappati agli sconosciuti, [...]. Nel romanzo di [...] le radici della fan-ciullezza [...] di una villa antica [...]. [...] avviene il passaggio, come si [...] grandi? E chi o [...] messo a tacere perché noi [...] iniziare a parlare? Le risposte si perdono nei [...]. Questo far riemergere i ricordi [...] modo per riuscire a vivere [...] presente e [...] scrivere o leggere: «Io credo [...] noi leggiamo perché siamo avidi di vita; i migliori [...] sempre di [...]. Se [...]. /// [...] /// [...] ha uno stile essenziale, posato, [...] tanto fa emergere qualche frammento [...]. [...] disabituato [...] fuori città. Poi ho capito che [...] sveglio [...]. /// [...] /// Perché vi era [...] ani-mali e della natura [...] la terribile esperienza fatta con gli altri [...]. Più che un diario, [...] è un insieme di racconti pensieri osservazioni, [...] suo stile punteggiato di «guizzi e sfagli», [...] gioia anzitutto di turisti e amanti della [...]. De-scrive infatti con viva [...] e valli, con [...] flora, e aspetti e [...]. Poi degli animalisti, perché racconta [...] animali [...] di [...] a intuizioni sconosciute [...]. Può infine appassionare gli [...] e filosofia per i racconti, gli schiribizzi, [...] i rife-rimenti letterari e filosofici e soprattutto [...] gli aforismi che vi sono disseminati. Que-sti si concludono con [...] quattro Demiurghi: il Bene, il Male, la Saggezza [...] Pazzia, in lotta tra loro per il [...]. Verrecchia dà la palma [...] Pazzia, [...]. Gli autori di Verrecchia [...] Bruno, Vanini, Cervantes, Leopardi, [...] suo vero maestro è [...] cui sembra talvolta la [...]. Pubblicò nel 1978 da Einaudi [...] su Nietzsche filologicamente prezioso, oltre che di [...] ristampato da Bompiani), in cui diceva peste [...] «discepolo traditore». Ma da Nietzsche il pessimista Verrec-chia avrebbe potuto imparare che gioia e dolore sono strumenti [...] non fini della vita e [...]. Specialmente quando si tratta [...] prelibate, le [...]. Tradotto nel linguaggio di [...] sarebbe: perché ci sono paesi poveri e [...] Anto-nio Mutti, insegnante di Sociolo-gia economica [...] di Pavia (dove dirige [...] studi politici e sociali), indi-vidua nel «capitale [...] fattore di questa diffe-renza. Dove per «capitale socia-le» [...] struttura di re-lazioni fiduciarie tra persone, re-lativamente [...] atta a favorire la cooperazione e perciò [...] materia-li e simbolici». Capitale sociale e sviluppo [...] Antonio Mutti Il Mulino pagine 147 lire 25. /// [...] /// Capitale sociale e sviluppo [...] Antonio Mutti Il Mulino pagine 147 lire 25. (0) (0) ![]()
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