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Ma ritiene che si [...] alla politica che [...]. Si [...] scrivere una sto-ria vera, [...] chiara», [...] del Novecento, fuori dagli [...] fredda, in cui ognuno, con la propria [...] proprie appartenenze, si possa rico-noscere? [...] foriero di divisioni ma Per Luciano Violante non [...] dubbio che questa storia [...] di [...] natu-ralmente non confondendo le [...] sarebbe il contrario della verità, ma accettando [...] una memoria divisa, come dicono molti storici [...] ca-pitolo della guerra e della Resistenza. Così, intervenuto a braccio al [...] di Roma su iden-tità e [...] della repubblica, il presi-dente della [...] degli storici intervenuti [...] tedeschi) per [...] a tutto campo, e ha [...] di costituire [...] «per la memoria della repubblica», [...] vorrebbe essere la traduzione operativa di un convegno così [...] afferma Violante, questa associazione, purchè [...] «ve-ramente pluralista, con la partecipa-zione di studiosi di tutte [...] matrici ideali», perchè scavare sulle pagine da cui è [...] repubblicana, «accettando tutti i luoghi [...] me-moria», è [...] modo per [...]. Le parole del presidente [...] alla fine della prima mattinata di un [...] già salito agli onori delle cronache, con [...] qualcuno [...] bollato come la risposta [...] gli organizzatori (tra gli altri Franco De Felice [...] Leonardo Paggi) hanno osservato che quella era [...] delle loro intenzioni. Ieri un do-cente [...] ha anche chie-sto e [...] per manife-stare il suo sdegno contro il [...] stato un insulto alla memoria di Renzo De Felice, [...] della cosiddetta «storiografia revisionista» nonchè ai combattenti [...] Salò. La platea, a [...] ex repubblichino, non ha battuto [...]. E peraltro, subito dopo, [...] scomodi. A co-minciare da quello, [...] con-vegno, sul significato dei massacri nazisti. La scelta non è [...] di queste stragi com-piute dai nazisti non [...] solo le caratteristiche della violenza nazista, (su [...] studiosi si dividono) [...] ruolo [...] e soprattutto il rapporto [...] popolazioni locali, che, come dimostrano molte analisi, [...] casi [...] che idilliaco. Proprio i sindaci di [...] di massacri nazisti, Civitella in Val di Chiana [...] Guardistallo, hanno [...] come per moltissimi anni [...] sentimento di ostilità non solo della violenza [...] dei parti-giani, che con le loro azioni [...] scatenato la rappresaglia tedesca. Quando tentarono di far saltare [...] aria un giudice e la [...] scor-ta (Carlo Palermo [...] dei mafiosi finirono uccisi una [...] disse che [...]. La mafia come il [...] potenza: di spostare la responsabilità su altri [...]. Que-sto accade quando non è [...] la [...]. Gli storici tedeschi [...] hanno in parte dissentito [...] relazione introduttiva di Michael [...] segnalando la necessità che [...] nazisti [...] da [...] altrettanto rigorosa dei massacri [...] ita-liani nelle terre occupate. Secondo [...] del comportamento militare tedesco [...] della ideologizzazione della [...] secolari, in cui i [...] in funzione [...] sono sem-pre stati praticati. Lo studioso [...] essere assimilato alla scuola [...] Nolte, critica però la storio-grafia italiana colpevole di [...] percezione sbilan-ciata» della memoria collettiva italia-na, che [...] brutalità fasci-sta [...]. In osse-quio, pare di capire, [...] tipica-mente italiana di assumere sempre il ruolo delle vittime, [...] quello degli attori. Un invito, [...] scavare nei massacri di [...] è ve-nuta anche dallo storico Wolfgang [...] ed è stato peraltro [...]. [...] così, anche grazie alle [...] Franco De Felice di Tristano Matta e Gloria Chianese, [...] due re-lazioni dedicate alla tragedia delle [...] la ricerca di una [...] campo, anche nei luoghi più aspri della [...] forza alla le-zione [...]. Oggi, dopo gli interventi [...] Contini, Paggi, Scop-pola, Vacca, De Luna e moltissimi al-tri [...] forum con [...]. Bruno Miserendino Tempi di [...] ri-forme istituzionali. Ma anche tempi di [...] sfidu-cia dei cittadini [...] di quel-le facce concrete [...] cui si trovano a interagire nella vita [...] i servizi sociali, i [...]. [...] aspettare che le riforme [...] delle istituzioni che condizionano la [...] individuale e colletti-va? [...] politica riesca a miglio-rare la [...] delle [...] chi crede nelle riforme istituzionali [...] interessi di bottega di molti improvvisati [...] una politica capace di esprimere [...] por mano efficacemente al riasset-to [...] strutture amministrative, al [...]. /// [...] /// [...] via che [...] si fa più calda e [...] ma anche sempre più ristretta alla forma di go-verno. [...] il rischio che il [...] -sulle forme di rappre-sentanza e sui poteri [...] dello [...] avviti su stesso e [...] da quello sulle politi-che, dai problemi di [...]. E che quindi possa essere [...] di un [...] di [...] porre le pre-messe di una [...] qualità delle istituzioni. Questo rischio è illu-strato [...] e con passione ci-vile nel volume [...] Carlo [...] delle isti-tuzioni (Feltrinelli, [...]. Non si tratta di [...] caldo sulle traversie della Bicame-rale, ma di [...] e impegna-to che tiene insieme elaborazione teorica [...] singole politi-che [...] tecnologica, [...] alla sicurezza del traffico). Al centro vi sono [...] loro genesi e i meccanismi del cambiamento. Non è dunque un [...] consumare in poche boccate, come sempre più [...]. È un libro per [...]. [...] prosegue un viaggio iniziato ormai [...] anni fa. Un percorso nel quale, [...] ricordato in una precedente tappa (Il sogno [...] Anabasi, 1992), si è allon-tanato [...] da una visione forte [...] come capacità di determinare ex ante il [...]. Dal potere al sapere Secondo [...] il momento machiavelliano in [...] esau-rito storicamente e questo richiede uno spostamento [...] al sapere. Richiede istituzioni intelligenti, cioè [...]. Di fronte alla complessità [...] alla crescita di interdipendenza tra i problemi [...] in campo, [...] facili e [...]. La possibi-lità di affrontare [...] pro-blemi dipende meno dalla potenza decisionale della [...] più dalla intelligenza delle istituzioni. [...] parte, istituzioni poco intel-ligenti provocano [...] corsa cre-scente a liberarsi dalle istituzioni piuttosto che a [...] funzionare me-glio [...] di tutti. È questa la «tragedia [...] i sog-getti si illudono sempre di [...] fare da soli, ma [...] e il funzionamento stesso del mercato, finiscono [...] penalizzati dalla carenza di beni collettivi che [...]. Ma cosa sono e [...] le istituzioni intelligenti? [...] si preoccupa anzitutto di [...] come costruzioni sociali. Si tratta di una serie [...] regole, varia-mente sostenute da sanzioni (non necessariamente giuridiche), che [...] una determinata mate-ria. Questi complessi normativi emergono [...] i soggetti (pubblici e privati) e condi-zionano [...] tra i soggetti stessi [...] in cui sono coinvolti. Le istituzioni sono importanti perché [...] di affrontare problemi collettivi [...] che questi non sono in [...] di af-frontare da soli (per esempio la [...] e tanti altri). [...] insiste op-portunamente sul radicamento so-ciale [...] istituzioni. Vuole cioè sottolineare che [...] collettivi, attraverso la produzione di «beni comuni» [...] è un processo di coope-razione sociale, e [...] limita-re solo alla sfera [...]. Tante leggi e tanti [...] carta o funzio-nano male proprio perché non [...] reazioni dei sog-getti che sono coinvolti nella [...]. Istituzioni intelligenti sono dun-que [...] favorire una cooperazione sociale tale da rende-re [...] più efficace la produzione di beni comuni. Ciò può avvenire non [...] ante i problemi di attuazione at-traverso una [...] saperi nelle politiche, ma so-prattutto scontando che [...] alla progettazione delle istitu-zioni che derivano proprio [...] sociale. È allora neces-sario potenziare [...] ap-prendimento, attivare meccanismi di correzione, [...] degli addetti, ma anche [...] preferenze degli attori coin-volti. La [...] del traffico, sono «effetti [...] sottoprodotto di interventi regolativi ma anche di [...] e di azioni per modificare le preferenze, [...]. Meno regole stupide [...] senza cittadini competenti e [...] civiche, e viceversa. [...] miserie delle nostre istituzioni, ma [...] dai temi accesamente di-scussi delle riforme istituzionali. Il fine esplicito di [...] pro-prio quello di mettere in guardia dai [...] sulle istituzio-ni che rischiano di generare effetti [...]. Secondo [...] trop-pa attenzione alla politica [...] politiche e [...]. E [...] fatto una visione restrittiva delle [...] che le veda solo come vincoli da cui liberarsi [...] non anche come risorse per produrre beni co-muni. Il suggerimento che ne [...] quello di sfruttare meglio [...] in cor-so per porre [...] migliori premesse normative che aiutino a valle [...] me-glio le istituzioni [...] dei cittadini, e non [...]. Meno stato, su cui quasi [...] concordano, non deve [...] dire [...]. [...] invece bisogno di regole nuove, [...] standard per [...]. [...] Carlo [...] Archivio [...] delle istituzioni di Carlo [...] Feltrinelli [...]. Per un fortunato equivoco [...] anni di [...] ostinato e rischioso, a [...] nazista [...] di opere [...] che erano state desti-nate, [...] più di venti-mila altre -pitture, acquerelli, [...] -a prendere la via [...] Reich [...] esse-re «salvaguardate» in Germania. [...] zelo dello [...] il servizio tedesco incaricato delle [...] fece sì che tra il [...] e il [...] avesse luogo in Europa il [...] enorme saccheggio di tesori [...] mai avvenuto. E il diario [...] ci viene ora proposto, a [...] dalla morte [...] (Le front de [...] 120 franchi). Fin dal giugno del [...] dei Musei nazionali aveva fatto trasferire le [...] in diversi castelli e abbazie del paese [...] di [...] dai bombardamenti; la pro-tezione [...] delle opere [...] era [...] previ-sta dagli accordi [...] fatto questo che «dimenticò» [...] tedesco Otto [...] appassionato di pittura. Su suo ordine le opere [...] perciò far ritorno nei loro musei [...] e si premurò immediatamen-te di [...] a Berlino una [...] documentazione su ciascuna di esse. Il 30 ottobre del [...] Rose [...] assistette al [...] de [...] di centinaia di casse tra-sportate [...] soldati della Luftwaf-fe, ed ebbe inizio la [...] avventu-ra. Era incaricata di inventariare [...] entrava nel suo mu-seo, insieme a un [...]. Se il primo giorno [...] nessuno, e Rose [...] sperò di [...] portare [...] da sola [...]. Illusione di breve durata, [...] che, ricor-da: [...] visita era pre-vista. Quella di [...] in perso-na: sarebbero stati [...] lui i quadri sequestrati agli ebrei». Fin [...] le fu ordinato di non [...] più del catalogo. Diede allora il via [...] definisce [...] routine» destinata a du-rare [...] Liberazione. Deter-minata a non abbandonare [...] ma impotente, non le re-stava che far [...] museo da lei diretto. Con lo scopo di [...] deposito tede-sco veniva inviato il bottino. Quotidianamente, prendeva nota dei [...] e del nome [...] proprietario ebreo. Durante la notte, un [...] i negativi delle fotografie fatte dai nazisti, [...] tor-nava tutto a posto. Il materiale clandestino veniva [...] in una cellula della Resistenza nei pressi [...]. A più riprese, accusata [...] di furto, fu scacciata, in-terrogata: «Non ho [...] interrogatori, anche se era-no [...] che gradevoli» ; e [...] nel «suo» mu-seo, per «verificare che il [...] che «le donne delle pulizie lucidassero a [...] o ancora che «le finestre si chiudessero [...]. Riuscì anche, [...] del [...] a dirottare un treno di [...] vagoni carico di oggetti [...]. Sì, Rose [...] la fece realmente in [...]. E non si fermò [...] Liberazio-ne [...] responsabile negli anni cinquanta dei servizi france-si [...] opere [...] in Germania, a lei [...] fra gli altri, del «Gilles» di [...] che [...] si era [...]. /// [...] /// E non si fermò [...] Liberazio-ne [...] responsabile negli anni cinquanta dei servizi france-si [...] opere [...] in Germania, a lei [...] fra gli altri, del «Gilles» di [...] che [...] si era [...]. (0) (0) ![]()
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