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Nessuno aveva notato che [...] precedente angosciante no-tizia se [...] uscito; così come nes-suno [...] fatto che la maledet-ta, anzi benedetta, radiolina [...] e non trasmette più; nessuno vuole recepire [...] la partita [...] continuare almeno un altro [...]. A nessuno interessa che [...] concluso il suo volo proprio sulla lavagna [...] Osvaldo [...] ritagliato per il derby [...] massima: «Chi vale vola [...] -chi non vola è un vile». Nessuno vuole sapere che il [...] del pareggio patavino è stato un colpo di [...] pretese. Ognuno vuole solo esse-re [...] è tutto fi-nito, che la partita che [...] fatto tremare ha preso la piega spe-rata; [...] non è finita, non [...]. Il caos e [...] invadono di nuovo lo spogliatoio. Come tutte le emozioni [...] in terra promessa. An-zi, in una baraonda [...] stanchezza e le emozioni, sono più alti, [...] più robusti dei precedenti. Ogni frazione di se-condo [...] aggiungersi o inserirsi nel [...] non ci contiene più. Ogni volta che si scioglie [...] circolo, [...] chi mi [...]. Ad essere alzato in [...] è toccato a Osvaldo che, autore [...] di altri a suo [...]. Ma, privo ormai [...] di voce, raccomanda a [...]. [...] di Glauco, del medico, del [...] del segretario, del [...] qualche merito oche soltanto [...] a circolare nello stanzone o [...] i corridoi. Qualcuno propone di an-dare [...] campo ma la cosa è bocciata per [...]. Non è più il [...] associa-zioni mentali, né di lasciarsi andare ai [...]. Ora regnano una felicità irrefrenabile [...] una fratellanza indi-scriminata. Mai come nei momenti di [...] obiettivo sportivo raggiunto [...] avvertono una vicinanza che ha [...] di straordinario. Siamo matematicamente salvi e [...] ha dato una gioia [...]. Benedetta zona Cesarini, anzi [...] Renato Cesarini. O, ancora meglio, benedetto [...] che ha appena pareggiato. A pensarci bene, questa [...] e così voluta, [...] ottenuta con il concorso [...] accaduto altrove. Un altrove temuto, spiato, [...]. Di questa giornata drammatica [...] Pasolini sarebbe piaciuto tutto: [...] agonistico alla tensione del [...] secco del vantaggio [...] finale [...]. A Pasolini avevo pensato [...] durante il campiona-to. Avevo ripensato a lui [...] di Pippo e Danilo, soprat-tutto quando erano [...] loro maglie sulla bara. Un gesto di omaggio, [...] calciato-ri, ma dirompente, nel novembre del 1975, [...] di un intel-lettuale scomodo come lui. Con la [...] maglia rossa aveva chiesto [...] Pasolini, e la cosa colpì tanto la [...] indebolì le certezze del [...] di [...]. A Pasolini avevo pensato [...] derby, ogni volta che da qualche tifoso [...] come il sale buttato sul tunnel mobile [...] gioca-tori [...] e [...] dal cam-po o come [...] posto tra vicini per avere chissà quali [...] affidarsi agli auspici di gatti e pappagalli. Del derby avreb-be apprezzato [...] che caratterizza tali incontri, e che egli [...] fuori il [...]. Del Castello gli sarebbero [...] la mancanza di [...] aveva sempre [...] e altipiani, lui che [...] friulane se la porta-va nella fisionomia; il [...] operare in un collettivo che non [...]. Avrebbe sicuramente fatto il [...] non come tifa [...] en-tusiasta del piccolo che [...] grande conqui-stando la prima pagina; ma come [...] capace di costruire gior-no per giorno la [...] le unghie e con i denti. Penso a Pietro, a Claudio [...] Tonino che sembrano usciti dritti dritti da [...]. Pasolini [...] conosciuto, qualche tempo prima [...] a [...] dove aveva vis-suto molti [...] aveva lascia-to molti compagni che ancora si [...] giocato con lui o [...] le quali o erano [...] Ostia a fare il bagno o a Via Veneto [...] battevano le mignotte che abitava-no a San Lorenzo [...] case [...]. [...] Claudio [...] conoscevo bene: [...] e altre borgate romane [...] ancora agli inizi dei nostri anni [...]. Quando io ci giocavo [...] Pasolini [...] tuonava contro quel processo che avrebbe reso [...] borgate luoghi come altri [...] prole-tarie o sottoproletarie un reperto ar-cheologico come [...] Circo Massimo [...]. Di questo processo ebbi [...] Rossa. Avevo il compito di [...] rigore avversaria sui calci [...] a nostro favore e [...] a incrociare così bene che il portiere [...] non provò neppure a [...]. Tornando a centrocampo col [...] salutare una tribuna [...] le squadre ospiti, specie [...] quartiere limitrofo, venivo abbrac-ciato e congratulato dai [...]. Compreso il mio stopper, [...] Bombarda [...] strapotenza fisica [...] alla [...] preoccupazione tecnica, che mi disse, «okay amico, [...]. Quando mai a [...] si era parlato così stranie-ro? Neppure [...] gli alleati erano entrati a Roma nel 1944. [...] troppo difficili; per non [...] lo stile di gioco e il linguag-gio [...] fatto meritare il soprannome di «signorina Vero-nica». Bombarda con quella frase [...] quello che Pasolini andava denunciando a [...]. Forse per la [...] libertà di pensie-ro, forse per [...] spregiudicatezza di vita, certo per [...] identità di adolescente inconcluso, [...] la [...] determinazione a praticare fino [...] anche quel-lo delle «partitelle», Pasolini [...] compreso prima di tutti il calcio e le sue [...]. [...] e la capacità di rifare [...]. Altro che marxismo, idealismo [...] con le loro tiepidezze. O le religioni con [...] per la paura del corpo. O la cecità orgogliosa, [...] un Borges che decide [...] conferenza [...] nella stessa ora esatta [...] Buenos Aires la nazio-nale argentina inaugurava il [...]. Anche Robespierre, che pure ave-va [...] a cuore i destini fisici delle classi sociali francesi, [...] festeg-giato [...] ne-gli stessi giorni [...] a Parigi [...] inneggiava alla ragione e al-la [...]. A imboccare [...] 20 giugno 1789, nella Sala [...] Pal-lacorda. [...] quel giorno del giu-ramento, [...] Incorrutti-bile, ma i giochi e le competizioni [...] interessavano in [...]. Non poteva immaginare, Robe-spierre, che [...] feste, più che [...] sarebbero ri-tornate a vertere [...] dei primati. Più che con le [...] già tempo di fare i [...] e la crisi dei [...]. Come avevano capito bene [...] fecero fuori, compreso il ser-gente [...]. I miei primi dubbi [...] Su-premo [...] con i primi, tardi-vi pantaloni lunghi. Ero passato, in quel [...] quinta ginnasiale al primo liceo e final-mente [...] riuscita a cu-cirmi su misura una tela [...] accoppiavo con una camicia di seta color [...] da mio zio. Andavo tutti i giorni, [...] seguire le Olimpiadi che si svolge-vano a Roma [...] più, come in quella stagione giovanile, ho [...] e inutile di contrapporre alle esibizioni fisi-che [...] metafisiche, [...] sportivo il sentimento religioso. Ero passato proprio [...] -finalmente -dal 7 [...] in condotta e non so [...] vi aveva [...] visto che ero stato chiamato [...] far [...]. Nel bailamme seguito [...] avvenuto lancio [...] an-che il signor Biondi aveva [...] a gioire con lacrime di dolore. E così, con uno stato [...] lacerato, [...] «Lui non [...]. [...] che tanto mi impressionò [...] e [...] mente per contrasto quando regi-stro [...] rabbia la mistica delle espe-rienze tanto di moda nel [...] tempo. Questo padre, così provato da [...] evento luttuoso, ci insegnava [...] che cosa prova o avrebbe [...] da sé, figlio o [...]. Luciano Russi In un [...] abruzzese [...] vince e attende a [...] Milan, il Castel di Sangro vince e [...] B a dispetto di tutti i santi. Anche nel calcio, a [...] bello. Castel di Sangro, paesino [...] in serie B lo scorso campionato. Tutti avevano pronosticato un [...]. Invece si erano salvati, [...] (due giocatori del club, Danilo Di Vincenzo [...] Filippo Biondi, morirono in un incidente [...] il 10 dicembre del [...]. Uno scrittore americano, Joe [...] doveva addirittura scrivere un [...] storia, ma la faccenda è finita in [...]. Ora, invece, esce il [...] del club, Luciano Russi. Che di professione fa [...]. In questa pagina ne [...]. Dopo [...] battuto la conterranea squadra [...] Pescara, [...] calciatori e tifosi [...] in serie B, via [...] spogliatoi del Castel di Sangro una notizia [...] nel più to-tale sconforto. A Padova, dove la [...] in corso, il Cosenza, di-retta rivale nella [...] retro-cedere, ha segnato un goal a pochi [...] raggiungendo così [...] abruzzese. Sempre via radio giunge una [...] inspera-ta: [...] minuto [...] condannando il Cosenza a scendere [...] serie C e salvando in tal modo il Castel [...] Sangro. Lilliput è salvo: la [...] piccolissi-mo paese abruzzese, senza grandi realtà economiche [...] con giocatori di grido da annove-rare tra [...] è riuscita non solo [...] di passare in pochi [...] dilettantisti-co alla serie B, ma anche in [...] difficile di non farsi ri-gettare subito fuori [...]. In sei minuti i [...] i tifosi di Castello sono pas-sati dal Paradiso [...] vice-versa. A chi ancora oggi [...] il gioco del calcio susciti tanto interesse [...] consi-gliamo di leggere questo agile li-bretto dallo [...] Lilliput è salvo. Il Castel di Sangro [...] professionistico del pallone [...]. Se il Castel di Sangro [...] una vistosa eccezione nel panora-ma [...] anche il suo presidente e [...] del libro non appare meno anomalo e sin-golare. Non ci troviamo di [...] un imprenditore arricchi-to e malato di protagonismo [...] incapace di co-niugare i verbi al congiuntivo, [...] di vedere in tele-visione. Né a un freddo [...] volare da un continente [...] per concludere affari e [...] cui calare anche la propria squadra di [...]. Russi (come si evince [...] colte e dalle note a piè di [...] libro, nonché dai ri-tratti [...] di Osvaldo So-riano o Pier Paolo Pasolini o di al-tri uomini di cultura rimasti [...] fascino del football) è un intellettuale a [...] studioso di Carlo Pisacane, au-tore di saggi [...] Marsilio [...] Padova e Giovanni [...] o sul federali-smo, ordinario [...] e dal 1994 rettore [...] di Teramo. Che, coltivando da tempo [...] passione per il calcio (ha gioca-to nelle [...] Lazio), ma anche la passione per la cultu-ra [...] rivi-sta da lui fondata ne-gli anni ottanta [...] attiva, Lancillotto e [...] reca come sottotitolo appunto: [...] dello [...] e avendo isti-tuito nella [...] primo corso [...] in Diritto ed eco-nomia [...] è visto offrire dalla società calcistica del [...] approda-ta sul proscenio del calcio maggio-re, la [...] oneri che mettere ancor [...] prova le proprie coronarie. Un atto fortemente simbolico, [...] da Russi, già innamorato [...] storia calcistica di Castello, [...] ben si cala in un contesto che [...] probabilmente unici: [...] spet-tatori per ogni partita [...] amiche, in un paese di [...] abi-tanti; la mobilitazione di [...] che prestano la pro-pria opera gratuitamente, la [...] necessaria per gli incontri [...] di calciatori che ha giocato gli ultimi [...] il cuore oltre [...] dando tutto e spesso [...] impresa ormai esausti; una economia ridottissima ma [...] mai fare il passo più lungo della [...] di club di tifosi anche lassù, nel [...] Nord, [...] gli emigrati abruzzesi ma non solo, un [...] forse, per dire di no alla Lega [...] Bossi. Si discute oggi di [...] calcio italiano ed europeo, [...] del ba-sket nordamericano. Se il calcio è [...] dice, anche [...] bisogna farla finita con [...] occorre garan-tire che le dieci o venti [...] di assicurare gli in-cassi maggiori, siano sempre [...] vita al calcio ai massimi livelli. Insomma, si vuole eliminare Lilli-put. Ma sarebbe un peccato. Per-ché il calcio non [...]. È una lotta [...] aperto, incer-to, non sempre uguale [...] se stesso, come lo sono i finali di un [...] o di una commedia. È per questo che [...] e pro-cessi di identificazione che riscon-triamo al [...] tutte le frontiere e, immutati, lungo i [...]. Co-me anche la piccola, [...] Castel di Sangro sta a dimostra-re. Guido Liguori [...] 1. /// [...] /// Guido Liguori [...] 1. (0) (0) ![]()
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