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Sì, è vero, ma la [...] resta: in un certo senso pensare [...] senza frontiere evoca il territorio [...] paese che ha dato vita [...] un immagi-nario [...] e scorribande traeste ovest, [...] mentale, fatto di spazi inconta-minati [...] conoscere, di limiti da in-frangere, di [...]. Detto questo, [...] (ampiamen-te esportato [...] da noi) è una cosa, [...] stato delle cose [...]. Del qua-le, stato delle cose, [...] la storia insieme [...] San-dro Portelli, docente di letteratura [...] La [...]. Cominciamo, allora, [...]. /// [...] /// Quando gli Stati Uniti [...] di frontiere interne, cioè il fatto che [...] liberamente dovun-que, non costituiva infatti una par-ticolare [...]. Fino al momento [...] gli americani erano stati comunque [...] ingle-si che [...] non ci voleva il passapor-to [...]. Sta di fatto che [...] è uno dei suoi [...]. Lo dice bene James [...] Cooper, [...] de [...] dei Mohicani, in un libro [...] quale racconta di avere condotto un turista euro-peo in [...] per [...] proprio notare come negli Stati Uniti, a differenza [...] non ci fossero confini interni. Questo è un dato [...] che in alcuni momenti storici en-tra immediatamente [...]. Ad esempio durante la [...] sa chiunque abbia letto Furore o ascoltato Woody Guthrie, [...] istituiti bloc-chi precisi che impediscono, o li-mitano, [...] in California». La libertà di movimento [...] Stati Uniti è sempre stata un dato di [...] avuto altre crisi? «Ci sono stati dei [...]. Gli Stati Uniti non [...] ave-vano la schiavitù. E gli schiavi non [...] piantagione. In secondo luogo, [...] tanto di confine tra Nord [...] Sud -basta legge-re Amatissima di Toni Morrison -una [...] parti del paese concretizzata da un confi-ne [...]. Tanto è vero che [...] gli schiavi che dal Sud fug-givano verso [...] Nord [...] liberi e in quella data vie-ne promulgata [...] obbliga an-che gli stati del Nord a [...] fuggiaschi. [...] quin-di un confine inter-no, [...] è quello denota-to dalla schiavitù. Ne parla molto dram-maticamente, per [...] Frederick Douglass nella [...] autobiografia. Ma quello dettato dalla [...] stato il solo limite alla li-bertà di [...]. Con la ri-voluzione industriale [...] le company [...] che sono città private [...] di un vero e proprio campo di [...]. O che, comunque, sono [...] castello feudale. In alcu-ni casi, ad [...] mi-nerarie, sono previsti sia il filo spinato [...] le guardie armate a presidio del-le porte. Queste città impongono grossi [...] dalla proprie-tà, alla mobilità delle persone. Per fare un esempio, [...] i mezzadri neri che volevano emigra-re al [...] di nascosto per-ché la polizia poteva impedire [...] il treno alla stazione. Nella storia americana, insomma, [...] di confini politici interni viene [...] da una presenza fortissima di [...] da [...]. Il fatto-re economico crea [...] dai quali i dipen-denti non possono uscire [...]. Ricor-diamoci anche che le [...] esistite fino alla se-conda guerra mondiale». E oggi, quali sono le [...] «Oggi succede [...]. Ci sono migliaia di [...] comunità recintate o comunità col cancello, che [...] quello di proteggere chi ci abita dentro [...]. Dalla criminalità, dai poveri, [...] così via. Accanto alla grande idea di America come spazio aperto -la [...] dei confini. Mi pare, questo, un [...] di un tipo di [...] presenza di confini di un altro tipo. E che confini! Questa è la grande [...] che tu, in quanto cit-tadino, possa andare [...] ma in quanto individuo economicamente soggetto invece [...]. [...] quello che ha ali-mentato [...] di americani e non, è [...] la [...] frontiera in espan-sione. /// [...] /// [...] sta una differenza fon-damentale con [...] per la qua-le invece è sempre stato ben chiaro [...] ad esempio, al confine italiano cominciava la Francia. Alla frontie-ra degli Stati Uniti, [...] cominciava nulla. Da due parti [...] il mare, da [...] il con-tinente [...] e disabitato. Di fatto, però, questa [...] ha significato una se-quenza di guerre durata [...]. Contro gli spagnoli, contro [...] gli indiani. /// [...] /// Ora invece [...] è un paese molto [...] degli altri. Quando questo altro da [...] ben presente, allora cominciano le con-tromisure. Parallelamente alla ma-niera in cui [...] costruiscono, [...] del [...] stato, per quanto riguarda il [...] con [...] un capo-volgimento [...] ri-spetto alla frontiera. Che non è più un [...] dove ci si espande perché non [...] un luogo che ci protegge [...] e dalle invasioni del resto del mon-do. [...] senso molto preciso. Basta pensare al muro [...] tra Stati Uniti e Messico. Impressionante non solo perché [...] muro. [...] perché, [...] confini, questo muro deve essere [...] stesso tempo invalicabile e ami-chevole. Ho letto un articolo [...] Tribune in cui si descrivevano le caratteristiche che [...] frontiera blindata: colori tenui e plastica gradevole, [...] il passaggio agli altri. Deve dare un messaggio di [...] e, [...] di nega-zione, attraverso il suo [...] ar-chitettonico, della [...] funzione politica e materiale. E questo per-ché la funzione [...] entra in contraddizione con [...] americana [...]. Questa della chiusura è una [...]. Ma se guardia-mo alla loro [...] come esem-pio, possiamo dire che [...] dei confini interni [...] può avere [...] maniera più radicale il confine [...] e [...] ad esempio. Se-condo questo atteggiamento, la [...] dalle frontiere italiane possano entrare immigrati dal [...] fa sì [...] e Italia renda necessario [...] fra Italia e Africa. [...] aboliscono, si sposta-no. E credo che [...] stia correndo il ri-schio di [...] la contraddizione ideolo-gica americana: gli Sta-ti Uniti [...] il paese degli immigrati, il [...] e invece si trovano a [...] e a non [...] più espandere. Una contraddizione simbo-lizzata da [...] al confine col Messico. Nel nostro caso, mi viene [...] mente che nel momento in cui [...] della Comunità europea, stava-mo pattugliando [...] Canale [...] e contribuendo [...] delle navi degli immigrati. Perso-nalmente ho trovato [...] i confini europei senza [...] ma al tempo stesso mi rendo conto [...] per questo spazio che noi conqui-stiamo è [...] escludere da [...]. Stefania Scateni confini Senza [...] La [...] tra Stati Uniti e Messico In basso, [...] i cartelli alla frontiera con [...] Europa e America I [...] frontiera Mentre abbattevamo le barriere con la Francia, [...] Canale [...] contro gli albanesi [...] 2. Via Bettola 18 -20092 Cinisello Balsamo (MI) Tariffe pubblicitarie A [...]. /// [...] /// Direzione Generale: Milano 20124 -Via Giosuè Carducci, 29 -Tel. /// [...] /// Sede Legale: 20123 MILANO -Via Tucidide, [...] bis -Tel. /// [...] /// Roma -Via Carlo Pesenti 130 [...] Industria Poligrafica, Paderno Dugnano (Mi) -S. Statale dei Giovi, 137 [...] S. È quasi naturale, visto [...] frontiera è diventata un luogo della mente [...] esistenziale, proprio grazie [...] che è riuscito a [...] dalla [...] sanguinosa storia. Pronti a [...] e il governo non mancarono [...] qualsiasi frontiera [...] (la questione indiana ne è [...] tragico esempio) o a creare frontiere [...] molto concrete, [...] che, durante la Grande Depressione, [...] a molti braccianti agri-coli di entrare nella terra dorata [...] California. [...] in questa pagina, Alessandro Portelli [...] del [...] Woody Guthrie, Questa terra [...] terra, che la testimonianza resa da John Steinbeck [...] dopo la [...] esperienza di la-voratore agricolo [...] Oklahoma, [...] La battaglia (1936), storia di uno sciopero [...] frutta, e Furore (1939), epopea di una [...] in viag-gio verso la California. Tornando al tema della frontie-ra, Portelli cita anche James [...] Cooper (1789-1851), [...] del famoso [...] dei mohicani. Cooper crebbe nel paesaggio [...] alla [...] esperienza in-fantile ha forse [...] il ciclo di cinque libri che racconta [...] guida Natty [...]. Con I pionieri (1823), [...] dei mohicani (1826), La prateria [...] La guida (1840) e [...] di cervi (1841), creò in [...] americano che evade dalle restrizioni [...] tran tran quotidiano e cerca un rapporto au-tentico con [...] natura. Cooper, seb-bene velato da [...] era un tenace assertore delle quali-tà e [...] democrazia americana. Chi, invece, lucida-mente mise [...] le con-traddizioni di [...] che sta-va dimenticando velocemente [...] fondanti fu Mark Twain (1835-1910): già nel [...] Gli innocenti [...] forniva uno spaccato dei [...] alcuni dei qua-li ancora in auge, come [...] e la ricchezza come uni-co valore fondante. Twain cono-sceva bene la [...] ma anche minatore e cerca-tore [...] prima di girare il [...] e della frontiera usò e manipolò la [...]. Gli esempi più mirabili [...] suoi due romanzi più famosi, La capanna [...] Tom (1876) e Le avventure di [...] Finn (1884). Senza nulla togliere al [...] due libri hanno an-che fornito un importante [...] sensibilizzazione nei confronti della schiavitù nera. E se di schiavitù [...] bene che ne parlino gli stessi schiavi. La storia e la [...] Frede-rick Douglass (1818-1895), soprat-tutto con [...] Memorie di uno schiavo [...] discorso sulla schiavitù e [...] alternativo alla Capanna dello [...] Tom. Douglass, che si defi-niva [...] racconta la [...] esperienza atroce e umiliante [...] battaglia per «diventare» un essere umano e, [...] accolto nel consor-zio civile. Sul versante, invece, de-la [...] alla finzione del romanzo, mirabile e altissimo [...] di Toni Morri-son, che alla storia del [...] alla condizione delle donne nere in America [...] la [...] produzione letteraria (dal folgo-rante Amatissima [...] Jazz e al nuovo [...] non ancora uscito in Italia), [...] ribalta la cultura matrilineare che ha ali-mentato [...] far soprav-vivere un [...] disumanizzato e spersonalizzato [...]. Un altro [...] della frontiera, è stato schiacciato [...] di confini là do-ve non ce [...]. Parliamo degli indiani, reclusi [...] sempre più pic-cole, esclusi [...] spogliati della loro lingua e della loro [...]. Alcuni scrittori [...] fuori dagli [...] di un certo cinema [...] ci hanno mostrato [...] West, la frontiera vista dagli [...] di chi ha perso. Padre di tutti gli [...] N. Scott [...] che con Casa fatta [...] ha vinto il [...]. [...] del West è uno [...] James Welch, famoso per Inverno nel san-gue, [...] la fine del suo [...] nel romanzo La [...] foglie cadenti. Di confine parla anche [...] più famoso, [...] Alexie. Il confine sottile ma [...] divide la riserva e [...] descritto in Lo-ne Ranger [...] in paradiso e [...] blues, e il sanguinoso [...] bianco [...] indiano nel suo ultimo [...] killer. /// [...] /// Il confine sottile ma [...] divide la riserva e [...] descritto in Lo-ne Ranger [...] in paradiso e [...] blues, e il sanguinoso [...] bianco [...] indiano nel suo ultimo [...] killer. (0) (0) ![]()
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