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In realtà [...] sta conoscendo oggi quel-lo [...] europei hanno conosciuto nei decenni passati. La Francia ha oltre [...] cittadini extracomuni-tari. La Germania sette milioni [...] cui un milione e settecentomila turchi e [...] curdi. [...] il nostro era un [...] si emigrava: verso [...] Latina, verso gli Stati Uniti, [...] Sud Africa, verso [...]. Ma nel nostro paese [...] sta-ta anche per molti decenni [...] storia di emigrazione interna. Da Palermo a Milano, [...] Bari [...] Torino. Da qualche anno [...] non è più terra [...] di immigrazione. Perché siamo il quinto [...] mondo. Perché abbiamo uno dei [...] più alti del pianeta. Perché siamo una società agiata. Perché sia-mo attraenti dal [...] della vita, del lavoro, dei con-sumi. Ed è naturale che chi [...] nella periferia del mondo guar-di [...] come [...] come a un paese ricco. [...] un fe-nomeno nuovo che ci [...] nei decenni. Questa è la prima [...] fare seriamente i conti. Credere che ci sia un [...] miracoloso ca-pace di far cessare [...] il flusso migratorio dalla pe-riferia [...] mondo verso i paesi ricchi come [...] è pura illu-sione. Noi dobbiamo abituarci a vivere [...] una società che sarà sempre più multi-etnica, multi-culturale, [...]. Dob-biamo capire come si [...] fra paesi ricchi e paesi poveri. Non serve suscita-re ogni [...] di pa-nico e di allarmismo che non [...] il fenomeno e a [...]. Perché i cittadini hanno [...] «Beh, intanto perché viene [...] a te gente molta diversa da te. Gente che ha un [...] pelle, che ha [...] religione, che ha altre [...] ha altri modi di vivere quoti-diano. [...] atteggia-mento istintivo di ogni [...] al non conosciu-to è il rifiuto. E [...] a me pa-re, una prima [...] da fa-re, [...] di tipo cultu-rale prima ancora [...] di tipo legislativo o politico. Dobbia-mo far crescere nella società [...] una cultura della con-vivenza tra storia, lingua, reli-gioni, etnie [...]. Questa cul-tura non nasce [...]. Io sono di Torino. Io ho vis-suto in [...] anni del-la grande immigrazione del Sud al Nord, [...] era assai me-no dirompente di quanto non [...] comu-nitaria. Negli anni Sessanta è [...] Torino gente che par-lava la stessa lingua dello [...] della stessa nazio-ne. Ma nonostante questo, io [...] difficoltà enor-me di integrare i meridionali che [...] Torino. [...] stata una grande diffi-denza, ci [...] state manifesta-zioni di rifiuto e di repulsione. Ricordo i cartelli [...] si affitta ai [...]. Non sono mol-to diversi, [...] che oggi si leggono qua e la: [...] agli [...]. La logica è la [...]. Noi abbiamo bisogno di far [...] una cultura non solo di tolleranza, ma di convivenza, [...] accettazione. [...] il solo modo vivere [...] persone con i tuoi stessi diritti, con [...] aspirazioni, con le [...] stesse condizioni di vita, [...] da storie mol-to diverse della tua. Io dico sempre che [...] è come [...]. Se [...] è la-sciata alla [...] dinamica sponta-nea, allaga e distrugge. Se [...] è incanalata, produce ener-gia, [...] risorsa dello sviluppo». Ci sono, per gli italiani, [...] di altri paesi a cui ispirarsi, [...] difficile, su questo tema, individuare [...] modelli. Se guardiamo le cronache [...] che episodi di xenofobia, di intolleranza si [...]. In Fran-cia nei confronti [...] Germania o in Svizzera in confronto dei [...] tur-chi, in Spagna nei confronti dei marocchini. Quindi il proble-ma della [...] e della loro integrazio-ne è un problema [...] ogni paese. Io credo che la [...] deve ispirare qualsiasi politica è di favorire [...]. Occor-rono degli strumenti per [...]. Quali? Intanto bisogna preoccuparsi [...]. Quando un cittadino immigra-to [...] Italia, deve incon-trare immediatamente struttu-re che insegnano la [...]. La lingua è lo [...]. Un immigrato che non [...] ha di fron-te a se un primo, [...] gli impedisce di in-tegrarsi, una barriera insor-montabile. Il cittadino italiano non [...] non può conoscere e accettare. Poi bisogna darsi delle [...] del mercato del lavoro che consentono un [...] lavoro a parità dei diritti. Bisogna darsi delle strutture [...] nuclei familiari dei immigrati di [...] vivere tenendo conto delle [...] di vita, cultura. Bisogna comin-ciare a pensare [...] orari vanno resi flessibili anche per tenere [...] e di donne che sono portatori di [...]. Io trovo signi-ficativo che [...] abbiano sottoscritto accordi contrattuali per cui i [...] religione Mussulmana che lavorano in quelle fabbriche [...] come giorno di festa e la-vorino il [...]. Lo trovo mol-to civile. Significa rispettare la religione [...] im-migrati. Questo esempio do-vrebbe valere per [...] scolastico italiano. Dobbia-mo affrontare il problema [...] gli spazi del tempo, dei luoghi adattati [...] immigrati. Ho fatto soltanto alcuni [...]. Ma se si vuole [...] bisogna porsi il problema [...] cittadini rispettando la loro identità, la loro [...]. /// [...] /// In tal modo non [...] condizione di stranieri in una situazione di [...] diversità insormontabile». Samuel [...] dice, nel suo ultimo [...] inevitabile una guerra di culture, e che [...]. E forse dia per inevitabile [...] che può essere evitato. Cer-tamente [...] di culture diverse non si [...] facil-mente. Non si risolve con [...]. Non [...] dubbio che quando culture [...] entrano in con-tatto possono sorgere motivi di [...] può facil-mente creare conflitto. Anche il conflitto più [...] la guerra. Per questo io di-co [...] percorso cul-turale, prima ancora che politi-co per [...]. Perché si tratta di [...] di opportuni-tà e di diritti che in [...] tutti accettano ma che in concreto non [...]. Per cui deve intervenire [...] dei poteri pubblici che favoriscono [...] non conflittuale. E favoriscono un integrazione [...] per la società italiana, anche per i [...] occasione di ricchezza non un occasione di [...]. Tutti gli economisti, anche [...] sostengono che [...]. Lo è da un [...] struttu-rale. Basta andare nelle fabbri-che [...] Nordest, [...] in certe zone della Lombardia e del Piemonte. O nelle campa-gne della Puglia [...] Salernita-no, per vedere come oggi la for-za [...] un segmento importante del mercato del lavoro. Garantisce mano [...] là dove mano [...] italiana non [...]. O se [...] non è disponibile. Quando vi sono ondate emotive [...] pa-nico contro [...] non [...] mai nessuno che ricor-di che [...] parte di questi citta-dini extracomunitari contribui-scono alla nostra ricchezza. Na-turalmente questo non signifi-ca [...] del mondo si risolvano con la forzata [...] poveri verso i paesi ricchi. Il primo dovere è [...] sottosviluppati a crescere, ad avere un futuro [...]. Anche questo è un [...] solito si trascura nella di-scussione [...]. Perché un uomo o [...] Perché cercano in un altro paese la [...] trovano nel proprio. Biso-gna che i paesi [...] devono trasferire una quo-ta della loro ricchezza [...] poveri per favorire la cre-scita di uno [...]. Solo così si possono [...] migratori. [...] ha un tasso di natalità [...] tre per cento [...]. Nei prossi-mi [...] avrà il doppio della popolazione [...] oggi. E non si spiega [...] sta vivendo se non [...] a questa radice strutturale. Il fanatismo islami-co trova [...] di mano-vra spesso in giovani generazio-ni prive [...]. Anche [...] è un paese che nei [...] raddop-pierà la propria popolazione. Tutto questo non si può [...] fin-ta di non [...]. Io dico sem-pre brutalmente [...] si vuole che vengono tutti nella nostra [...] stare meglio nella loro casa. [...] cosa che non si [...] un uomo che ha fame è che [...] avere fame. Quello che [...] teme, cioè un conflitto [...] di religioni, può essere evitato re-golando i [...] paesi ricchi, attuando una poli-tica di sostegno [...] da parte di quei paesi ricchi». [...] Il trattato di [...] cam-bierà [...] come la cambierà la moneta [...]. [...] si-gnifica la libera circolazione [...] cittadini europei senza più frontiere, senza barriere [...] unico grande spa-zio economico, sociale, cultura-le. Rappresenta un salto enor-me [...]. [...] liberamente cir-colare è un [...] chi sei e dove vivi. In fondo un cittadino [...] che è italiano? Perché sa che vive [...] che da Torino a Paler-mo è unito, [...]. Li-bera circolazione significa que-sto, [...] Europa. Significa vivere in uno [...] la tua nuova identità. Perché [...] sarà sempre di più lo [...] il luogo, la dimensione del nostro futuro. Così come è uno [...] parteci-pare alla moneta unica. Spesso si guarda la [...] a uno strumento economico. [...] evidente che è uno strumento [...]. Ma non è solo [...]. Quando Kohl ha voluto rendere [...] e irreversibile [...] tedesca, ha volu-to una sola [...]. Quando Bossi vuole dividere [...] pro-pone due monete diverse. La moneta è un [...]. [...] Nato a Avigliana, in [...] Torino, il 7 ottobre 1949, ha conseguito la [...]. A venti anni si [...] Partito co-munista italiano, e dal 1971 inizia a [...] di Torino del Pci, di cui dal [...] è stato segretario. Nella Di-rezione nazionale del [...] nel 1987 entra nella segreteria nazionale, [...] coordinatore nel 1988, e [...]. Tra i princi-pali protagonisti [...] da Achille Occhetto che porta nel 1991 [...] Partito democratico della si-nistra, entra dopo il [...] Rimini nella segreteria del nuovo partito e assume [...] politica internazio-nale e guida [...] del Pds [...] socialista e nel Partito [...]. È copresidente del Comitato [...] socialista per [...] centrale e orientale e membro [...] Bureau del partito socialista europeo. Deputato nella X II Legi-slatura, [...] successiva è sottosegreta-rio agli Esteri nel governo Prodi. /// [...] /// Deputato nella X II Legi-slatura, [...] successiva è sottosegreta-rio agli Esteri nel governo Prodi. (0) (0) ![]()
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