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PAGINA [...] e Michele UN RACCONTO DI GINO E MICHELE ILLUSTRATO DA [...] PIANTERRENO Un signore distinto, parrebbe. Roba da farci un [...]. Non che rincorra [li [...] sto bene anche da sola,io. Per lo più sono [...]. Con [...] loro mezze frasi, quel [...] toccarti sempre quando ti parlano. E giù un colpetto [...] un impercettibile sfioramento con le dita, nel [...]. Sui quaranta, giacca e [...] volta, ma con la piega: un casual [...]. Insomma, uno da lavorare [...] puntare con discrezione. E aspettare [...]. /// [...] /// Le avventure non mi sono [...] interessate, a me, Le [...] occasioni le ho avute, se [...] per quello. [...] al corso sui computer. Anche adesso, in mensa, [...] che mi vado a sedere al tavolo [...]. Come si chiama quello [...]. /// [...] /// Con [...] si 6 ringalluzzito. Bella forza, dico io, [...] moglie è via. Una volta mi ha [...] cinema; Ma io niente, non ne voglio [...]. Degli uomini sposati. Niente fede al dito, [...]. Si capisce al volo se [...] è una persona perbene. Noi donne guardiamo subito [...]. Poi gli occhi, poi [...]. A dire il vero di [...] ne ho avute fin troppe per [...] stessa strada [...] stesso palazzo, Piani diversi, va [...] ma stessi orari. Strano che non ci siamo [...] parlati. Nean-che un sorriso, neanche [...] da parte [...]. Non è che mi [...] sguardi indagatori. Certo che una che [...] sue belle cosine a posto come me; [...] attira, Mica si può pretendere che questi [...] ne stiano sempre stille loro. Anche [...] vuole la [...] parte, [...] niente. /// [...] /// Davvero strano, anche perché [...] mai saputo dire molto su di lui. Una girandola di «dev'essere», [...]. È che nessuno sa [...]. E dire che lui è [...] resti in mente [...] cer"to. Ha un modo particolarissimo [...]. Niente di sconvolgente, beninteso. Però una ròba che colpisce, [...] modo di comunicare, forse. Dev'essere cosi solo! Non [...] tutto, ovvio: sputa sugli [...] Ce [...] sono tre, nel palazzo: uno di fianco [...]. [...] unico bottone di chiamata, [...] arriva giù, tutti dentro. Lui non ha un [...] lo fa [...] su tutti e tre. Sono anni che lo [...] lo conosco. Lui lo fa sempre, [...]. Per burla, 0 forse [...] senso [...] che si porta dentro. Sempre quando c'è gente. Le por te si chiudono: [...]. Tic, [...] tac ognuno si prenota. [...] parte lento. [...] quello è. Poe, parte preciso, prima [...] altrì se ne rendano conto. Non c'è mai tanto spazio, [...] quegli ascensori. È richiesto sempre un [...] in quegli ascensori, Sono uno spaccato di [...]. Tutti 1 passeggeri [...] estranei e nello stesso [...] fare la strada insieme. Una volta lo stavo [...] Giovanni, del settore vendite, [...] mi ha risposto, E [...] ha detto che se volevo mi faceva [...] Volgari, gli uomini, e soprattutto sposati. Negli ascensori del palazzo [...] con [...] cosa in comune: [...]. Tutti incazzati dentro ma [...] disponibile. [...] basta un piccolo sforzo [...] tutti: pochi attimi e è finito. È [...] che li fa resistere. Lui no, lui deve [...]. Sputa ovunque gli capiti: [...] cappelli, sulle mani, nelle tasche. Sempre impassibile, impenetrabile. Gli altri, tutti concentrati [...] di secondi che li separa dalla liberti, [...] sottecchi. Fingono di distrarsi, fanno [...]. Tossiscono, Si mettono a [...] si grattano un orecchio. I più agitati sospirano. Ma nessuno dice. E intanto guardano impazienti [...]. /// [...] /// Lo sputo non [...] catalogato. /// [...] /// Una volta, quando [...] un solo ascensore nel [...] era automatico, lo sputo partiva subito, appéna [...] a vetri, [...] sulla maniglia. /// [...] /// Ancora nessuna reazione. La gente arrossiva [...] guardava la plafoniera per [...] gli ultimi secondi che la divideva [...]. Poi, quando [...] si fermava, apriva garbatamente [...]. Un cenno di saluto [...] girandosi appena a guardare la fonte del [...] É stata [...] lenta, inesorabile. Negli ultimi tempi era [...] al volo, appena entrato. Sputi fulminei che andavano a [...] sui tasti [...] dei piani. La gente saliva, guardava [...] «spettava. [...] sempre un primo, dopo qualche [...] che si faceva coraggio. Prendeva un fazzoletto o una [...] e schiacciava il suo nume-ro. Gli altri, tranquilli, ad [...] «Mi schiaccia anche il terzo?»;. Oggi [...] visto, che era [...] verso. È salito con uno [...] volto. Mi ha guardata con [...] la primi volta, ho pensato, E mentre [...] gli dava un aspetto insolitamente tranquillo ho [...] amo davvero. Un [...] preciso, cosi metodico, cosi carismatico. Mi ha guardata, ci [...]. E con lenta metodicità [...] in bocca, silenzioso. Questa volta ci [...] voluto un po' prima che [...] muovesse. Bra la prima volta [...]. La gente questa volti si [...] ii raggomitola, stupisce. [...] fa un passò verso lo [...] allunga una mano e incomincia a disegnare [...] dito. Un omino, un altro omino, [...] casetta, un comignolo, del fumo, una strada, un albero. [...] si ferma. [...] le porte si aprono. La gente non esce. Ferma a guardare, muta. /// [...] /// Si fa [...] una donna: [...] mano leggermente tremante disegna una rondine. Poi un ragazzo: fa una [...] e un cane. Un vecchio disegna il sole, [...] altro ci aggiunge una nuvola. Poi un carretto, un [...] un laghetto, un aereo, uno steccato. /// [...] /// Non so perché racconto [...] si è richiuso, del [...] che qualche umida traccia. /// [...] /// Qualcuno schiacci il pianterreno, [...]. /// [...] /// Adesso che lo amo so [...] perduto per sempre. /// [...] /// Peccato perché ci ero [...]. /// [...] /// Peccato perché ci ero [...]. (0) (0) ![]()
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