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PAGINA I [...] DICEMBRE [...] richiesta generale decise di scrivere [...] una volta la stessa cosa». ELIAS [...] tra giallo e fantascienza, tre [...] Nuto Revelli. Jacques [...] Europa e società liberali. Settimanale di cultura e libri [...] cura [...] Rivada. Redazione: Antonella Fiori, Mario Patti. Grafica: Ramo [...] VITTORIO [...] pipa bastone, gli spenti [...] di un ricordo. Ma ié li vidi animati [...] a uno [...] in [...] di macerie e di polvere. Sempre di sé parlava [...] nessuno ho conosciuto [...] sé parlando e ad [...] nel parlare [...] e tanta pia ne [...] i stava ad [...]. E un giorno, un [...] o due dopo il 18 [...] errare da [...] Milano inseguito dalla [...] -porca». Lo guardava stupefatta la [...]. Lo diceva [...]. [...] schianto, come a una donna [...] ignara o no a [...] ci ha ferito. /// [...] /// [...] poco [...] da noi e comunque [...] per Azzurro [...] rosso [...] e/o), svolge una [...] colori tipi, strade deserte, case [...] casermoni di periferia [...] brulicano di gente che [...] pochi [...] che circolano sui quali si [...] essere vittima di [...] scarpe e di altri Indumenti, [...] cabine telefoniche [...] e i telefoni strappati (ma [...] sono immagini da nostra [...] periferia 7). E pi la terra nera, [...] la [...] un cunicolo che si stringe [...] in giorno conduce [...] altro mondo, che [...] tratti di vita normali, una Ice che parrebbe 11 sole, mene fuori la nebbia grigia [...] II cielo, una specie di Morante dove si [...] bere, un magazzino dove il [...] può acquistare [...]. Due mandi, sopra e [...] si comunica per quello stretto budello che [...] e persino le carni di chi vuol [...]. Anche le notizie filtrano [...] «Viviamo in un unico paese, ma le circostanze [...] da quella metà», dicono i giornalisti del [...]. Al bar si discute [...] vera natura della società contemporanea: [...] o un [...] Nel primo caso, le radici [...] lontano nel tempo, nel secondo, è già una torma [...]. [...] che è un intellettuale [...] il berretto da [...] che porta in forma [...] di difesa), si appassiona, ma deve lasciare II [...]. Deve procurarsi gli arnesi [...] progetto, deve risalire, vuole tornare alla barbarie [...]. In questo breve racconto [...] tante metafore: quella di una società repressiva, [...] solo sovietica: quella di un futuro orwel-liano; [...] che ancora non comunicano (capitalismi e residui [...] e povertà, conflitti [...]. In questo caso [...] ci ricorderebbe [...] dei suol simili, ci [...] il sotto sono sempre [...] luce potrebbe essere quella dei proiettori delia [...] consumi e che la violenza potrebbe non [...] un golpe moscovita. Che ci si perde [...] buio. Vladimir [...] cunicolo», e/o,, [...]. Rushdie, [...] è un ben noto [...] di [...]. [...] più volte sradico ed emigrante. [...] un [...] non credente, [...] fino alla recente [...]. [...] libro, «The Company [...] Critica», viene presentato ora in Italia dal Mulino con 11 titolo [...] militante. Critica sociale e impegno [...] Novecento» [...]. Di Walzer Feltrinelli ha [...] «Esodo [...] rivoluzione» e «Sfere di ; -giustizia». Sebbene Michael Walzer mostri [...] molta simpatia e comprensione per il tipo [...] critico intransigente, si direbbe che il suo [...] dalla diffidenza che dalla fiducia. Che cosa può rendere moralmente [...] e socialmente utile una figura [...] quella del critico della società e [...] impegnato? Perché una società e [...] cultura dovrebbero solidarizzare con chi le mette continuamente sotto [...] In (ondo c'è [...] critico qualcosa di sospetto: una [...] diffidente di cui è naturale diffidare. Walzer, professore di Scienze [...] direttore con il crìtico [...] Irving Howe della rivista [...]. Ma per [...] più efficacemente comincia lui [...] in seria considerazione la diffidenza che si [...] loro [...]. Raramente le società umane [...] cosi ineccepibili da non richiedere la critica. Ma a quale distanza [...] critici sociali rispetto alla società critica-ta? Il libro di Walzer [...] merito: pone con chiarezza una serie di [...] con obiettività una serie di autori tra [...] (Benda, [...] Gramsci, Silone, Orwell, Camus, Beauvoir, Marcuse, [...] . E infine, con decisione [...] forzature polemiche, sostiene la propria idea di [...] che sia un critico sociale politicamente impegnato. Messi da parte i [...] Ortega [...] (ma anche la scuola [...] Francoforte, [...] giudicare dal capitolo dedicato a Marcuse, viene [...] Walzer si occupa di [...] si sono mantenuti [...] della corrente centrale» e [...] sprezzantemente le spalle al pubblico. Il maggiore rischio del critico [...] per Walzer allontanarsi dal linguaggio e [...] comuni ed elaborare «una [...] sorta di codice settario» o [...] «gergo esoterico». Chi fa questo diventa nello [...] tempo [...] e Inefficace, cade facilmente [...] malafede. Nascono cosi i [...] In [...] dal proprio pubblico». Nella corrente centrale» restano [...] che Walzer considera positivi. La loro storia è [...] Socrate, che porta la filosofia nelle strade, [...] che sono ispirati da Dio ma parlano [...] ai Puritani inglesi e ai [...] illuministi. Esempi negativi sono invece [...] gnostiche, dei movimenti eretici medievali e delle [...]. Nel Novecento queste [...] tendono a ripetersi. Pur partendo da esigenze [...] i marxisti sono molto spesso caduti in [...]. La loro teoria generale [...] doveva essere criticata per essenza, la più [...] ha anche impedito [...] circostanziato della critica, mentre [...] Partito [...] uno spirito di distacco settario, militante e [...] comune. Dove i vincoli di [...] per essere sostituiti da scelte ideologiche, i [...] della critica sociale (delusione, Ira, [...] sdegno) slumano e si volatilizzano. Secondo Walzer, i migliori [...] meno ideologici e universali: coloro la cui [...] per un certo luogo e 1 tempo. Hanno una storia personale [...] nei loro scrìtti, e hanno una «famiglia» [...] detestare, ma anche da difen-dere, migliorare e [...]. I critici a cui [...] Walzer sono tipi come Silone, Orwell, Camus, [...]. Più che di una [...] fare ricorso e di una posizione politica [...] difeso da Walzer ha bisogno di essere [...] propria comunità, non deve recidere i legami [...] origini e con il suo pubblico. La lingua della tribù [...]. Gli altri sono pericolosamente [...] concreti: «crìtici in grande» che [...] al di sopra della [...] dalla maggioranza. Di Gramsci, per esempio, Walzer [...] apprezzare soprattutto [...] personale e autobiografico, anche [...] del suo progetto di pedagogia politica: ciò [...] lega alla [...] esperienza giovanile, al processo [...] «dalla remota e arretrata provincia della Sardegna [...] Torino». L'opera di Simone de Beauvoir [...] da Walzer in due parti. Quella cattiva e astratta appartiene [...] filosofico derivato passivamente da Sartre. La parte buona e [...] sulla [...] autobiografia, sulla «dettagliata descrizione [...] delle donne», sulle analisi del Secondo sesso [...] Terza età. La [...] originalità critica è [...]. Questa tradizione, aggiungerei, è [...] e varia di quanto lo stesso Walzer [...]. Ogni lettore potrà individuare [...] preferiti, che Walzer trascura o sottovaluta. La [...] scelta gli ha permesso di [...] un libro spesso [...] acuto, brillante e non fazioso. Sul piano polemico ho [...] le critiche rivolte a Marcuse e soprattut-to [...] alla genericità e astrattezza [...]. Ma forse è proprio [...] Marcuse che Walzer mostra maggiormente, oltre che [...] anche i suoi limiti. La [...] scelta in favore della democrazia [...] del legame [...] rende la posizione di Walzer [...] pragmatica e pragmatista. Non è detto che [...] società debba anche contenere delle proposte politiche [...]. Lo squilibrio fra globalità [...] politica in Marcuse è particolarmente accentuato, e [...] linguaggio utopistico grandiosamente esoterico nonostante la [...] apparente chiarezza. Ma dopo [...] accusato Marcuse di astrattezza, Walzer [...] in che cosa la [...] descrizione della società americana [...]. Non sempre Walzer arriva [...] critici di cui parìa la domanda cruciale [...] «Ma allora che cosa proponi?». Non lo fa con Orwell, [...] fa con Marcuse. Non ho niente da obiettare [...] sue simpatie, tutt'altro. Quasi sempre le condivido. Ma temo che ogni [...] di Walzer sul rapporto democratico del critico [...] faccia dimenticare che [...] di un critico è [...] capacità di illuminare aspetti reali e rilevanti [...]. E questo può avvenire [...] movimenti della critica sono moralmente ambivalenti e [...] politicamente non chiari. La democrazia è certo [...] positivo, necessario. Non so però se [...] la cultura sociale delle democrazie industriali moderne [...] della civiltà umana da ogni punto di [...]. Per questo credo che [...] fra impegno politico, critica della società e [...] Il rapporto fra queste tre cose non [...] il libero mercato culturale produce molta idiozia, [...] innocua, credo, per la vita democratica. Il che non . Difendendo il patto democratico [...] Walzer sembra a volte [...] gli specifici, anche se [...]. Non solo Marcuse, anche Orwell [...] parlato. Quanto ai rimedi non [...] dopo le diagnosi. Non sempre i migliori [...] e della cultura sono stati degli intellettuali [...]. [...] CHERCHI Guerre passate mafie [...] Mentre [...] possibile trovare un amico che ci consigli [...] merita di essere visto o il buon [...] era sfuggito, è molto più difficile avere [...] di segnalarci un articolo stimolante apparso su [...]. Ce ne sono diverse [...] da noi, anche restando [...] librario, ma di lettori [...] assiduamente ne conosco pochi. Dato che invece io, [...] gioventù, mi ostino a [...] per amore o per [...] certa continuità, di tanto in tanto segnalerò [...] più articoli, interventi, recensioni che secondo me [...] di leggere. [...] numero ad esempio dell Indice [...] novembre, ancora reperibile in libreria) mi è [...] di Marco [...] «La scelta e la [...] anch'esso eccellente (e che spero diventi un [...] Claudio Pavone, «Una guerra civile-, (già [...] recensito il 18 novembre) [...] Bollati Boringhieri (è stata una stagione proficua per [...] di Giulio Bollati: ha azzeccato una serie [...] sono stati premiati anche dalle vendite: [...] riprova di quanto dico [...] un bel po' di tempo echeggiando Pavese: «I [...] intelligenti, dopotutto») . Il tema centrale del [...] Pavone («archivista per mestiere e storico per vocazione»). Provocatorio perché infrangi; un [...] difeso dalla pubblicistica antifascista, in particolare di [...] ad accreditare [...] legittimante dì una Resistenza [...] pura "lotta di liberazione nazionale". Coraggioso perché «delle "tre [...] nei venti mesi di lotta partigiana, la [...] "guerra civile" c la "guerra di classe", [...] seconda quella che con maggior nettezza impose [...] alle altre due, che ne influenzò metodi [...] situazioni di coscienza». Ecco il caso di [...] quasi obbliga il lettore alla lettura del [...] inoltre, questo di Pavone, appassionante anche (forse [...] sotto il profilo letterario. Passiamo ora a Linea [...] numero di novembre ancora presente in edicola; [...] blocco di sei opinioni attorno al tema «Mafia [...] che prendono spunto, nella maggioranza, dalla famosa [...] Samarcanda e del Maurizio Costanzo Show sulla mafia. Tra i sei interventi, [...] eco, segnalo il pezzo di Stefano Rulli [...] altre cose, ha scritto, insieme a Pe-traglia, «La [...] titolo «Tutto il brutto della diretta» dove [...] esempio il passaggio della persona invitata in [...] su una realtà ad «ospite» [...] recita la [...] parte: anche questo dimostra [...] il potere della televisione, tanto da cambiare [...] del "dare la parola alla gente", mentre [...] mai vista in tv una presenza cosi [...] di gente comune». [...] televisivo è oggi più [...] che viene rappresentata; è impossibile non essere [...] Rulli quando osserva, a proposito della predetta puntata [...] ha fatto «più clamore come costruzione di [...] di quanto abbia approfondito la conoscenza della [...] i temi della mafia e della criminalità [...]. E ancora: [...] il bravo Gianni Canova in «Nessun dorma! [...] -«la paura è [...] più vecchia e più [...] umano» -e [...] Fianco Moretti -«È una [...] si ha bisogno, il prezzo per adeguarsi [...] corpo sociale che si basa [...] e la minaccia. Altro che evasione». Per ognuno dei cinquanta [...] indicato da Canova un solo titolo. Con [...] eccezione. /// [...] /// Un caso destinato a [...] in una lingua che era [...] che ha conquistato e oppresso [...] suo paese, ma che gli permette una comunicazione ben [...] vasta della [...]. Vive dov'era prima il [...] intellettuali sradicati e dentro conflitti di culture, [...] questo nei suoi romanzi: la condizione di [...] vede anche gli aspetti positivi, e vi [...] di gran parte [...] anzi sempre più planetaria. Vive nel villaggio globale [...] alto. Questo è il primo [...] e altre piccole [...] la voga della ricerca [...] attraversa pazzescamente il mondo e perfino la [...] sozza provincia, contro la rivolta dei [...] che cercano una ormai [...] dialetto onci campanile. In questi ultimi anni [...] vergogna del mio paese e della [...] gente; e avrei amato [...] sradicamento alla Rushdie, invece della pesantezza delle [...]. Ho vergogna in particolare [...] appartengo degli intellettuali. Dovrei quindi invidiare quei [...] Italiani che hanno avuto più possibilità o [...] e accettare una condizione [...]. Ma essi, i pochi [...] mi sembrano una parodia: giornalisti da [...] o da corti [...] che della loro condizione [...] negativi, snobismo, superficialità e cinismo; e il [...] poi solo una certa America). Negli articoli e recensioni [...] suo volume. Rushdie è quasi sempre [...] compassato, preoccupato -mi pare -di dimostrare agli [...] anche lui è un vero intellettuale e [...] In questo caso [...] sbarazzina e molto meno [...] di un [...] per esempio. E ravviso in Rushdie una [...] ad accettare sino in fondo ciò che sostiene, ravviso [...] bisogno di [...] accettato. Vedo in lui ancora [...] negativo: quello di una qualche aspirazione borghese, [...] e tanti altri della [...] non dimostrano di avere. Per costoro i discorsi [...] Rushdie [...] già realtà, non transizione. Viva dunque la condizione [...] sradicato, di cittadino del mondo; e dato [...] destino di tutti, che si cominci a [...] e dovunque, Doppia cittadina: [...] fuori, dentro e oltre [...]. E per cominciare: doppia [...]. Dato che la lingua [...] nel mondo è [...] lo si impari e [...] e si prenda atto che il sogno [...] è già in parte [...] crescente [...]. Dunque, nelle scuole, altro [...] latino (magari sponsorizzato da Pin-tor. Capanna, Natta, cioè dalla [...] si dice di sinistra) -, l'italiano e [...]. Mi interessa Rushdie anche [...] posizioni sulla letteratura, sul romanzo, per la [...] ad [...] letteratura e nel romanzo [...] contrapposta alla forza del potere. La vera letteratura, dice, non [...] mai essere [...] col potere. Con questo criterio, mi [...] 95 per cento della letteratura italiana contemporanea [...] della francese e il 75 della [...] è per il potere? Ebbene [...] è agnostica, che è ancora peggio. E dunque non è [...] letteratura del e dentro [...] con il potere, che è [...] cosa. In particolare il romanzo, [...] necessariamente progettuale, non può che cercare. Dobbiamo crearci le regole [...] man mano che procediamo». Nella [...] raccolta di scritti, quasi [...] stimolanti (ma non sempre alcuni giudizi mi [...] altri: per esempio, quando parla di America Latina [...] genere di area linguistica ispanica; che non [...] bene, come non sembra conoscere molto bene [...] la [...] cultura, ma [...] per lui è un [...] Rushdie ci propone anche [...] di temi e autori [...]. Nel mio piccolo, [...] provincia, posso permettermi un piccolissimo [...] in mezzo a tante vergogne, [...] questi autori Linea d'ombra ha cercato di [...] come ha potuto, e spesso [...] ha introdotti per prima in Italia. Ha cercato (vedi la [...] di dialogare con loro, e di imparare [...] dalle loro contraddizioni, più nel corso del [...] futuro che non le nostre. Anche questo è un [...] a questa società e allo stesso tempo [...]. Per finire mi ha [...] Rushdie faccia sue due celebri (ma non tra [...] e artisti) dichiarazioni di Beckett, che alcuni [...] fatto proprie da tempo: «Ho provato. /// [...] /// Fallirò meglio» e «Non [...]. /// [...] /// Fallirò meglio» e «Non [...]. (0) (0) ![]()
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