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Dieci anni fa, il 31 [...] moriva Goffredo Parise Parise, istantanee [...] 2. Ma insieme a [...] muore anche un mondo che [...] scrivendo una parola, [...] dopo quelle già scritte. Il mondo non ancora [...] potrebbero passare dei secoli perché un altro [...] cura di lui e se ne ramma-rica. Quando, il 31 agosto [...] anni fa -Goffredo Parise morì il rammarico [...] mini-mo. Tra tanti scrittori col [...] in un mondo già scritto, Parise fu [...] che amarono consumarsi gli occhi guardando il [...]. La storia di Parise, a [...] raccontare, ha un potere [...]. È la storia prima [...] geniale che fa poca diffe-renza tra i [...] vivi e poi di un uomo non [...] morì aveva [...] anni -che in ogni [...] riesce a vedere [...] ricapitolazione [...] umana. Tra Il ragazzo morto [...] (1951) e i due Sillabari (1972-82) avviene [...] tra le più belle della no-stra lingua. Parise, che era vicentino, aveva [...] la [...] lingua e la [...] im-maginazione di vari umori veneti. Conosceva il territorio veneto, [...] sia quello uma-no, e, come avviene ai [...] presto forgiato un suo pae-saggio, del quale [...] le metamorfosi meteoro-logiche e psichiche. Nel 1954, il suo [...] Il prete bello, fu un vero successo editoriale. Da buon individualista, Parise [...] le ragioni di quel successo e scrisse [...] -Fidanzamento (1956) e Atti impuri (1959) (o Amore [...] -che non furo-no in molti a seguire. Il suo ami-co Carlo Emilio Gadda [...] a dif-ferenza di altri, che in quei [...] secondo, Parise dava vita a un italiano [...]. Con questo italiano, Parise [...] Il [...] (1965), un li-bro pieno di forza e [...] attraversato da esplosioni di colori «pop». [...] degli anni Sessanta era stato [...] America, [...] un vero e proprio trauma [...]. In America, Parise aveva [...] pri-ma vera società di massa del mondo, [...] il pas-sato sembra non esistere. Scri-vendo Il padrone intuì [...] se ne allontanò. Fu [...] esperienza pubblica con il romanzo. Vennero, dopo il Parise [...] Parise dei Sillabari: due facce della stessa [...]. Raccontare quel che successe [...] Parise [...] quegli anni è difficile ma ha una [...]. Per esempio, alla fine [...] morì Giovanni Comis-so, lo [...] del quale più avvertirà [...]. Fu sempre in quel [...] la casetta di Salgareda, in prossimità del [...] Piave [...] ci si trasferì. Da [...] umido, in quel Veneto muschioso [...] nebbio-so e «barbaro», Parise lanciò le sue voci; di [...] in volta una vo-ce semplificata, ritmicamente inusuale. Il narratore si trasformò [...] in prosa: tutto il tempo coincideva per [...] la forma non esclu-deva più dal mondo; [...] potevano avere lo stes-so ritmo. Prende così rilievo una diversa [...] di scrittore, che si può sin-tetizzare in questa [...] frase: la cultura non è [...] letto libri, ma [...] lavorato per capire. Questo scrittore è in [...] mondo secondario; dai poeti ha impara-to [...]. È, insomma, uno scrittore [...]. È [...] che Parise trasmette a chi [...] e legge oggi [...] che sarebbe un delitto non [...] propria. Nei dieci anni trascorsi dalla [...] morte si è fatta sempre più pressante [...] di ancorare la vita a [...] realtà. Se [...] potuto leggere, credo che Parise [...] la rabbia di George Steiner in Vere [...] di chi fa a pugni con la [...] seconda-rio, in letteratura e altrove. Parise non mi pare credesse [...] morte [...] aveva fondati timori, però, per [...] sopravvivenza [...] della scrittura. [...] individuale, poverissima e molto umana. La [...] domanda era: co-me fare a [...] Inseguendo il suono battente di questo interrogativo Parise fa [...] sue scelte di scrittore e di uomo. Innanzitutto persegue strenua-mente la [...]. Obbiettivo arduo, certo, ma [...]. Chiunque, anche in as-senza [...] co-muni, deve essere messo in grado di [...]. La scrittura diventa così [...] sedimentazione storica, ma affonda le sue sonde [...] un sostrato comune ad ogni uomo. Ecco [...] dei sensi e dei sentimenti. Parise [...] dai fenomeni di [...] del mondo comuni alla nostra [...] e ridà al corpo [...] funzione di primo stru-mento conoscitivo. I suoi scritti si [...] se-riali, cioè sono facilmente [...] e seguono un andamen-to [...] a come prende avvio [...] Sillabari -; e la serialità credo abbia [...] una funzio-ne simile a quella della rima [...]. Questo bisogno primario di [...] con i sensi desti, lottando contro la [...] negli ultimi anni si è fatta una [...] pressante; una necessità contigua a quella di [...] delle regole sociali e co-municative. Parise fu per una semplificazio-ne [...] non una semplifi-cazione che impoverisce la cono-scenza; non, per [...] una resa [...] ma una ri-cerca rigorosa degli [...] pri-mi. In questo gli furono [...] Tolstoj [...] Darwin. Il primo -il qua-le [...] dei sillabari -gli fece capire che è [...] carcere formale della letteratura con i suoi [...] secondo gli ricordò la lotta spietata per [...] necessità di farvi fronte inventan-do nuove funzioni [...] passato destinati ad altro. [...] oggi in giro molta [...] lontana [...] dalla ricerca di Parise. Fa quin-di rabbia vedere [...] sé di-gnitosi, ma senza la forza espres-siva [...] un nu-mero di lettori tanto maggiore. Li-bri, intendo dire, scritti [...] senza dubbio intuito le cose che ho [...] per il mo-mento resta in superficie. Ci sarebbe bisogno che [...] gli italiani provassero a confrontarsi con chi [...] e non edulcorava la pil-lola. Parise, in quanto italiano, [...] scrittore colo-niale, una specie in via di [...]. Questo non gli impediva [...] viaggiare, a vivere e a scrivere dentro [...] nonostante tutto, è ancora una delle più [...] e tragi-che colonie del mondo». Gli importava poco delle [...] il suo cor-po: se aveva voglia di [...] continua ricerca di un sesamo di conoscenza [...]. A distanza di dieci anni [...] morte [...] una tale man-canza di scrittori [...] lui da far venire un vuoto allo stomaco. Una ragione in più per [...] a leggere e a rileggere davvero le sue [...] opere. A dieci anni dalla [...] Goffredo Parise cosa resta della [...] lezione? [...] universo «barbaro», umido e [...] Veneto, [...] americana dello [...]. Una voce semplificata, ritmicamente [...]. Non una resa [...] ma una ricerca rigorosa degli [...] primi alla maniera di Tolstoj. [...] oggi una retori-ca della semplicità [...] anni luce dalla [...] ricerca: per-chè non ha incontrato [...] pubblico? SILVIO PERRELLA POESIE INEDITE [...] non fu solo un poeta [...] prosa, ma scrisse direttamente dei versi. A riprova di ciò, pubblichiamo [...] tre sue poesie, scritte in due periodi diversissimi della [...] vita. La prima, infatti, fa [...] andata in buona parte perduta, I movimenti [...] e in versi, scritta nel 1948. Le altre due sono invece [...] anno di vita dello scrittore, anno particolare, [...] di versi. Ringraziamo [...] Fioroni per [...] permesso la pubblicazione. Esce da Einaudi il [...] scrittore Joseph [...] Con la bella Nives [...] romanzo NICOLA FANO [...] notte della grande tarta-ruga [...] Santa Cruz cuci-nano una zuppa ciclopica in [...] si mescola agli spari, le voci suadenti [...] si sovrappongono a quelle urlate nei megafoni [...] onde [...] si sporcano di sangue [...] blindati [...] si macchia-no di fango. Di lì a poco [...] elezioni: una buona occa-sione per spegnere sogni [...]. Traffici I traffici sono [...] boss locali, i sogni sono quelli di Lo-ris, [...] de La notte della grande tartaruga, appunto, [...] Joseph [...] (Ei-naudi, traduzione di Giovanna Agabio, [...]. Lo scrittore sudtirolese («Parlo [...] un passaporto ita-liano») ha lasciato il sentiero [...] (è il caso del [...] Il [...] sotto il ghiac-cio, uscito [...] Einaudi), per tornare sulla strada del rac-conto nel [...] del ter-mine. Infatti questa [...] nuova, in-nanzi tutto, è una [...] nella quale [...] favorisce lo slittamento della passione [...]. Loris, dunque, attraversa il Messico [...] di una luogo dove sia pos-sibile coniugare [...] la penetrazione della natura; un tempo si [...] tale in effetti è quella dei deserti [...] delle spiag-ge infinte [...]. [...] si vive con pochi [...] adeguare se stessi alla secolare tranquillità e [...]. Speranza vana, in realtà, co-struita [...] vetri obliqui di una co-munità di occidentali che restano [...] estranei alla comunità che li ospita. Fino alla retata finale, [...] dai confini come «in-desiderato». Preceduta dalla cat-tura e [...] di una enorme tartaruga marina [...] fatta a pez-zi, finirà a bollire in una grande [...] un atto di simbolico vio-lenza contro una natura altrimen-ti [...]. Senza radici Il viaggio [...] Loris [...] in pa-rallelo con una storia [...] tipi-camente «da romanzo», di [...] un tempo (più nei sogni che nella [...] ma questo libro parla [...] più di sogni che [...]. [...] che entra nelle viscere [...] Messico Loris in-contra Nives, ragazza bella e miste-riosa, metà [...] metà senza radici: nei suoi occhi ri-conoscerà [...] e sposando [...] di lei finirà per [...] di partenza. È difficile es-sere ambigui, [...] qualcosa che non si [...] ricondurre a un tema caro a [...] è difficile parlare tede-sco [...] italia-no. Perché dietro allo schermo [...] questo eterno disagio si cela. Lo stesso, per intenderci, [...] lo scrittore [...]. Ci sono pagine lucenti [...] paesaggi dominati [...] della natura, ci sono [...] incastri narrativi che tendono al noir (in [...] narrativo prin-cipale si sviluppa con discrezione una [...] della dro-ga, di servizi segreti e di [...] giovanile che divampa un [...] dovunque nel mondo), ci [...] relazione tra Loris e Nives che passano [...] più consolida-te dei figli dei fiori, [...] li-bero. Ma sono rischi calcolati, [...] un altro verso La notte della grande [...] libro che affettuosamente ri-pensa al genere «sulla [...] dopo. Allo stesso modo, fanno sorridere [...] di questi [...] che cercano la pa-ce [...] tra uno spinello e un [...]. Tutto si ri-scatta, comunque, nel [...] con-tinuo [...] dolorosa e mai risolta. Ambientato [...] delle grandi illusioni, questo [...] raccontare il risveglio suc-cessivo al loro svaporare; [...] amato, ballato, man-giato e fumato ci si [...] una stazione di autobus al confi-ne con [...] Grande Occidente e con la sensazione amara di non [...] si è vissuto o si è so-gnato. Dare [...] a se [...] grande scommessa di Loris: per-ché i contorni [...] sono tanto [...] Perché sen-tirsi sempre altrove? Perché [...] parlare tedesco e avere un passaporto italiano? [...] Croce Rossa venne infiltra-ta e [...] ai suoi livelli più [...] naziste durante la Seconda guerra mon-diale. [...] è contenuta in alcu-ni documenti [...] americana [...] venuti ora alla luce per [...] prima volta. Recu-perati da ricercatori del Congresso [...] i docu-menti [...] per i servizi strate-gici [...] il predecessore della Cia, [...] rappre-sentanti della Croce rossa lavoraro-no come agenti [...] in-formazioni militari a Berlino, anche attraverso la [...]. Le borse [...] umanitaria vennero anche usate per [...] arrivare beni tedeschi in Svizzera, mentre la stessa organiz-zazione [...] utilizzate per far passare agenti tedeschi attraverso i confini [...] vari stati europei. Un do-cumento [...] datato 11 gen-naio 1944, [...] «Una [...] di osservazioni iniziate dai francesi e continuate [...] indicano che il [...] è proba-bilmente controllato dai [...] tedeschi. È noto che il [...] di Ginevra è un [...] il capo del [...] è controllato dai tede-schi». Un altro documento, datato [...] dice: «informazioni so-no giunte da varie fonti [...] la Croce rossa internaziona-le potrebbe avere un [...] persone nel suo staff, anche a li-velli [...] agenti te-deschi, o sono associati ad agenti [...]. /// [...] /// Un altro documento, datato [...] dice: «informazioni so-no giunte da varie fonti [...] la Croce rossa internaziona-le potrebbe avere un [...] persone nel suo staff, anche a li-velli [...] agenti te-deschi, o sono associati ad agenti [...]. 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