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Domenica 11 novembre [...] E [...]. [...] un paradosso giustificato [...] (che si avvista crescere [...] « riflessioni » sulla fine e il [...] Anni Set-tanta. Se si pensa, poi, che [...] tradizioni già [...] come quella risorgimentale e quella [...] si è aggiunta e sussunta da noi quella, tipicamente [...] di ragionare [...] per [...] si capisce il malumore di [...] si accorge di passare la vita a cele-brare qualche [...] o qualche « decade » (inglese). Che le misure fisse [...] notava bene Carlo Marx in una lettera [...] Engels [...] 9 aprile 1863, laddove gli scriveva che [...] quali « misurano la storia mondiale a [...] metro della ogni volta interessante notizia di [...] in testa che in certi grandi momenti [...] che un giorno, quantunque poi possano venire [...] si condensano vent'anni ». Diciamo la verità: chi [...] in un certo giorno del decennio che [...] che lì si [...] proprio tutto il passato [...] si cambiava pagina: il giorno della vittoria [...] Vietnam, oppure il giorno che moriva Franco, o [...] della « rivoluzione culturale » cinese scatenata, [...] alle cose nostre, quelli [...] caldo del [...] o delle primavere dei [...] e del [...] la lettura prevalente [...] lettura assai strumentale [...] è quella (li un [...] fanno a tempo a nascere, a svilupparsi, [...] cadere rumorosamente tutti i gran-di miti, e [...] i « miti » della sinistra. Proviamo a smontare una [...] guardarci dentro, intanto [...] se si può parlare [...] come di un tempo concluso, poi per [...] di miti e quale sorta di realtà [...] Anni Settanta ci hanno messo sotto gli occhi oltreché [...] nel cuore. Si richiedono tante risposte [...] molto diverse. Si dovrà parlare, più [...] lustri che di un decennio, anche. Forse il discorso può cominciare [...] una costatazione, quasi pacifica, adesso. Vi è stato certamente, [...] un elemento di nuovo [...] nutriva della convinzione di un arrovescia-mento immediato [...] di tutti gli equilibri esistenti dalla fine [...] mondiale, su scala internazionale, che puntava su [...] della situazione. [...] difficile negare che di [...] data e di [...] si alimenta, la prospettiva illusoria [...] « nuova sinistra ». Oggi rimbalzano invece in [...] quei dati, che erano e restano permanenti, [...] ottica si rifiutava di considerare nella loro [...] in [...] di blocchi militari contrapposti [...] era ed è un [...] terrore » e la cui rottura poteva [...] allo stesso tempo che soltanto un processo [...] degli arsenali della distruzione termonucleare, poteva consentire [...] diversa, sostanzialmente nuova. Le forze politiche che non [...] mai perso di vista tale realtà sono state quelle [...] oggi appaiono [...] e classe operaia [...] caldo» del [...] ad oggi Come giudichiamo questi IO anni Il « caso italiano» nella [...] degli Anni 70 Letture strumentali [...] « riscoperta delle contraddizioni [...] degli avvenimenti che hanno segnato [...] mutamenti nella nostra [...] dotate del maggiore realismo. E credo che tra [...] essere annoverato il PCI, con la [...] politica internazionale e interna, [...] insistere sulla presa [...] sul riconoscimento delle alleanze [...] con il suo appello alla necessità e [...] distensione. Senonché gli Anni Settanta [...] mentre il sovrastante dilemma [...] si ricarica di una drammaticità [...] le masse popolari avvertivano soltanto [...] pieno della guerra fredda degli Anni Cinquanta. Mentre ora si stenta [...] coscienza della posta in gioco, che è [...] civiltà umana minacciata da una catastrofe spaventosa. Crisi energetica, crisi economica, [...] paesi industriali e paesi arretrati non fanno [...] fosco [...] ma dovrebbero concorrere a [...] compiti [...] di una nuova grande [...] pace nel mondo. Alla ribalta le nuove [...] Si [...] di un mito che può [...]. E, a proposito di [...] chi può negare che nella stessa impetuosa [...] comunisti e della sinistra fosse presente, noi [...] 1976, quella attesa, che non si . Senonché, appena arriviamo a [...] accorgiamo che una lettura unilaterale di un [...] lettura che assuma persino forme di rampogna [...] è ingannevole. Chi scrive sarebbe tentato [...] considerazioni, anche [...] sugli Anni Settanta, alla [...] contraddizioni ». E non sarebbe [...] del mestiere. Sarebbe essa stessa, forse, [...] non fidarsi di un giudizio perentorio, ché [...] memoria storica ci può fare dei brutti [...] la commisuriamo sulla novità e sulla [...]. Tanto per faro alcuni [...] tipici: abbiamo avuto un processo di intellettualizza-zione, [...] di ideologizzazione di massa, inauditi rispetto al [...] anche avuto il segno di un imbarbarimento, [...] esplode nella cronaca quotidiana. Abbiamo realtà istituzionali nuove [...] basti pensare alla dimensione regionale, [...] di forme di governo che rappresentano una novità storica [...] allo stesso lungo monopolio politico democristiano [...] ma non possiamo neppure dire [...] coscienza regionalistica e radicamento di queste esperienze in una [...] articolata, diffusa, siano già una conquista consolidata. Si potrebbe continuare per [...] del vivere della gente. C'è, ad esempio, da [...] possa definire [...] decennio come caratterizzato da [...] culturale ma meno dubbi solleva la scoperta [...] nel costume, e in senso positivo, c'è [...] ritrova nella famiglia, nel ruolo della donna [...] moto di liberazione, nel posto che hanno [...] L [...] i loro problemi, i loro drammi. Il linguaggio [...] è specchio di tante contraddizioni. Esso presenta [...] e rudezze (compreso il [...] e della «cenciata») ma chi esamina il [...] sindacale attuale vi scopre appunto il riflesso [...] intensa circolazione di cultura, di un accrescersi [...] funzioni di mediazione, di compromesso, di rappresentanza [...] e complessi. Al di là delle [...] astrusità, non significa, questo linguaggio, che la [...] assai [...] associata », fittamen-te rappresentata, [...] vari gruppi dirigenti un continuo sforzo di [...] unitaria, ma non è in grado di [...] netti, univoci? Anzi, le contraddizioni in mezzo [...] sono via via evidenziate. Chi parla soltanto di [...] Ma [...] un terreno che sembra di sabbie mobili [...] di solido, qualcosa da cui si può [...] punto di vista del movimento operaio organizzato. In questo senso, gli Anni Settanta [...] esistiti davvero e non passano come passa [...] lascia sulla spiaggia detriti e melma. Citeremo due fenomeni significativi, che [...] in [...] anche se [...] per riprendere [...] di Marx [...] sono stati preparati in una [...] in una accumulazione precedente. Essi sono: la lotta [...] e la espansione della democrazia politica; il [...] il valore propulsivo, dei lavoratori nella nostra [...]. Veniamo da lontano, anche in [...] caso? Bisogna risalire alla grande lezione ed educazione [...] di antifascismo e di [...] per [...] le radici? [...] vero. Ma nella più ricca, [...] programmatica, nella affermazione e nella pratica del [...] terreno stesso di ogni trasformazione sociale, nelle [...] nei costi pagati scientemente [...] e sono stati e [...] gli anni Settanta segnano una tappa decisiva, [...] qualità. La lotta è tutt'altro [...] pericoli, autoritari o trasformistici, non fugati. Eppure, anche se c'è [...] volontà di logorarci da parte di gruppi [...] politici, da parte della stessa Democrazia [...] appena si guarda a [...] storico, diventa meno incerto il nostro giudizio. Non tanto la « [...] positivo del movimento operaio [...] del partito comunista, appaiono oggi a molte [...] intellettuali che pure ci [...] avversato, come indispensabile per [...] li-bertà costituzionali, dello Stato di diritto, della [...]. Il decennio, su questi [...] molte cose. Le parole che sono [...] frequenza nel vocabolario non solo politico ma" [...] sfascio, logoramento, degrado, scollamento, [...] emarginazione [...] riflettono una verità inconfutabile: [...] sociale delle vecchie classi dirigenti, dinanzi al [...] è stata fallimentare. La discriminazione anticomunista ha [...]. Il neoliberismo è già [...] Non [...] può risanare la macchina dello Stato, ripristinare [...] battere il terrorismo, salvare il potere d'acquisto [...] lavoratori ma delle classi intermedie, senza [...] costruttivo della sinistra, della [...]. Forse che negli Anni Sessanta [...] Anni Cinquanta tale coscienza era [...] diffusa? Allora, il mito [...] sviluppo ininterrotto, del benessere crescente, un ottimismo [...] che passavano per [...] del comunisti, erano diffusissimi, [...] di massa. E la crisi lo [...] ha infranto. Il neo-liberismo di oggi [...] di fronte alla gravità della crisi Certo, [...] più possiamo parlare di contraddizioni. La fine [...] ottimismo democratico » ha [...] in [...] della violenza, una sfiducia crescente [...] di risanare e riformare. Gramsci notava che dinanzi [...] nella vita quotidiana, cioè alla « troppa [...] insorge un bisogno di sicurezza a qualsiasi [...] di « certezza di vita » che [...] reazionarie. Eppure, non solo [...] ci mostra che la [...] la democrazia era necessaria, è la strada [...] essa ha dato risultati. Un fronte reazionario aperto [...] che il terrorismo e la strategia della [...] di [...] non è nato. Il tema della solidarietà [...] come scelta generale, nazionale, alla vigilia degli [...] Ottanta. Se applichiamo [...] delle contraddizioni al movimento [...] a iosa, e infatti se ne adducono [...]. Possiamo però ignorare che [...] grandi lotte rivendicative per i rinnovi contrattuali [...] fa si è aperta una fase nuova, [...] politico della classe operaia, la [...] presa su tutta la [...] in modo da costituire il grande dato [...] situazione? Nessuno può fare bilanci trionfali, né [...] negativi. Un processo unitario che pareva, [...] base dei Consigli, destinato a una rapida realizzazione, si [...] assai più travagliato, a volte [...] a volte sottoposto a rischi di nuova [...] diplomatica. Ma il processo non [...] coscienza unitaria non si è spenta. Il bisogno di uguaglianza può [...] in egualitarismo esasperato ma ha anche una grande carica [...]. In fondo, anche il [...] corporativismo [...] ha due facce, la [...] tutti contro lo Stato », della giungla, [...] dei redditi, ma anche la faccia di [...] di una presenza, di una acquisizione di [...] si possono considerare del tutto sotto il [...] la ricerca di una democrazia industriale efficiente [...] degli Ottanta. In una società che è [...] una società capitalistica, con tutte le sue ingiustizie e [...] i suoi squilibri clamorosi, il movimento operaio non si [...] vergognare di avere ottenuto una diversa, [...] ripartizione dei redditi, di essere [...] nonostante la crisi, a garantire un progresso nelle retribuzioni [...] del lavoro salariato [...] e questo è successo nel [...] prima [...] balzo, poi lentamente [...] una quota crescente di reddito [...] al lavoro dipendente. La democrazia politica si [...]. [...] facciamo punto. Ottimismo e pessimismo hanno poco [...] (tra [...] non è mai detto che [...] esalta il pessimismo [...] sappia o possa [...] davvero, e chi conta [...] della volontà abbia sempre a [...] una volontà sufficiente). Ma il richiamo alla realtà, [...] cultura, alla necessità e alla [...] di una trasformazione, sono pure una prima, fondamentale, lezione [...] trascorsa. Paolo [...] mostri proliferano: alla televisione, [...]. La rappresentazione del [...] occupa uno spazio sempre [...] servendosi principalmente del cinema, [...] prediletto dai produttori [...] dal dottor [...] a [...]. Molti, naturalmente, i livelli [...] chi sta al gioco (e più si [...] sente [...] chi si ingegna di [...] (e irride al mostro), chi non apprezza [...] beato lui, non necessita di mostri, o [...] altrove). Un rapido excursus di [...] se non altro a dimostrare come il [...] dei mostri vada sempre di pari passo [...] mostruosità del cinema: nel senso che, nella [...] si. Due esempi: Giovanni Giudici [...] Roberto [...] (due poeti, e non [...]. Ilo ricordi vaghi: ii [...]. [...] fatto è che sono una [...] con scarsa [...] se penso al mostruoso, [...] al fantastico, non mi viene [...] mente [...] ma i [...] oppure il [...] gigantesco dei Viaggi di [...] la letteratura, la parola, per [...] mi riguarda, sono molto più evocative [...]. Per questo ho sempre [...] con [...] regina di [...]. Posso fare, però, un [...] tuo: ricordo un [...] Dick cisto tanti anni [...]. Cera una [...] di cartone fasulla, inverosimile, che [...] quanto di più [...] e ridicolo potesse esistere. Mi ripugnava non perché [...] perché mi faceva sorridere. /// [...] /// E invece un mostro [...] quello, dovrebbe essere mostruoso nella [...] totalità. Questo per dire che [...] Dick letto e [...] c'è un abisso. E poi il mostruoso [...] io. Non tutti i « lavoratori [...] parola », però, proclamano, con Giudici e Roversi, [...] primato [...] scritto nei confronti [...]. Per Vittorio Spinazzola. Ma non è un [...]. [...] la citazione di Long, [...] degli espressionisti tedeschi: i [...] del nazismo, dicendo alla [...] bestia era tra loro, dentro di loro, [...] nascere. Le forze rappresentate erano [...] e come tali venivano proposte alla riflessione [...]. Come rovescio della medaglia, [...] modo nel quale [...] il superumano, è stato [...] mitologico italiano, dove il " non normale [...] segno positivo. La mia simpatia va [...] di Cottafavi, come Ercole alla conquista di Atlantide, [...] primo film di Duccio [...] Arrivano i Titani. [...] rimandi [...] tutt'altro che reazionari, e non [...] accenti ironici. Certo, la vittoria dei [...]. Ma c'è un aspetto [...] una sorta di presa di posizione contro [...] rifiuto del " male " inteso come [...] che mi fa essere indulgente verso quei [...]. Se Spinazzola si sente [...] mostri buoni, Mario Spinella intercede per quelli [...] Mi è particolarmente caro Mister Hyde, quello del [...] Ruben [...] e [...] quello del Testamento del [...] Renoir. Il mostro è la [...] vitale di una personalità banale, noiosa, antipatica. /// [...] /// Mi sembra interessante notare, a [...] che il nome Hyde ha la stessa [...] nascosto ». Lo Hyde di Renoir [...] straordinario [...] Barrault) ha incantato anche [...] spettacolo, Jannacci, che ne mette in rilievo [...] umoristico » e uno « tecnico ». /// [...] /// Come mi ha spiegato [...] occasione di un nostro incontro, si limitava [...] batuffoli di cotone sotto il labbro; e [...] resto lo faceva con [...] con [...]. ET una cosa [...] se vuoi un giorno ti [...] vedere. La notazione di Jannacci sulla [...] naturalità » di [...]. Perchè stabilisce un piccolo [...] nei confronti del [...] offrendo anche ai non [...] di rivincita nei confronti delle tante [...] Dick fasulle che turbano [...] loro sacrosanto diritto di [...] mostri in santa pace. Michele [...] a quattro [...] Mira, fu RAI e dintorni, [...] il centro culturale « [...] »: hanno duellato Fabio Mussi (PCI), Claudio Martelli (PSI), Mauro [...] e Piero Ottone, [...] cervello editoriale » del gruppo Mondadori, [...] arbitro imparziale. [...] data la pubblicazione degli [...] che il PSI tenne giusto un anno [...] « informazione e potere » Un « [...] lo definirà [...] che riverserà su Martelli, [...] serata, stoccatine e ammiccamenti (più i secondi [...] il primo tentativo [...] dirà invece Ottone [...] di trovare soluzioni coerenti [...] comunicazione di massa richiamandosi a una filosofia [...]. [...] va per le spìcce [...] pur salvaguardando il garbo anglosassone [...] e [...] i partiti: per favore non [...] più [...] rinunciate alla politica che ha [...] la riforma R [...] e la lottizzazione. E al PSI chiede [...] teoriche e comportamenti concreti. [...] pochino troppo per tutti ed [...] se non la sola questione [...] c'è accordo: I [...] non possono chiamarsi [...] ori da un problema così [...] e non sono gli unici colpevoli di un sistema [...] mostra crepe vistose e pericolose: anche editori ed operatori [...] le loro responsabilità; bisogna [...] fissare i modi e i [...] rigorosi oltre i quali si lascia poi ai professionisti, [...] responsabili dei vari settori piena autonomia e libertà [...]. Riforma e lottizzazione evocano, [...] e c'è chi comincia a commettere peccatucci [...] falsa testimonianza. [...] lascia diRAI e dintorni Attenzione [...] nostra [...] la sala quando afferma che [...] riforma della RAI la volle, [...] volle, la [...]. E parla di giorni [...] confondendo le lotte per la riforma combattute [...] con le notti, meno eroiche certamente. Si passa al canone RAI: [...] « sic et [...] » per finanziare il piano [...] investimenti o esperire [...] come ha [...] il compagno Mussi [...] anche [...] strade per garantire maggiori [...] criteri di [...] Martelli smentisce di [...] mai parlato di [...] licenziamenti in tronco » per [...] i direttori. [...] momento, in cui la polemica [...] lui e il compagno [...] si anima. Martelli rivendica reiteratamente al PSI [...] di [...] affrontato per primo, [...] i problemi delle comunicazioni [...] duole per le crìtiche (« distruttive ». Mussi gli ricorda [...] della polemica che ancora [...] correva tra i due [...] per responsabilità precipua del PSI; [...] del PSI sorvola sul [...] ultimativo di certe sue affermazioni in quel [...] ogni elemento autocritico per le responsabilità [...] anche il PSI ha [...] della RAI. Comunque Martelli affer-ma ora [...] deve essere la professionalità, che deve decidere [...] amministrazione, [...] aggiunge: deve valere anche [...] in America si licenzia chi perde telespettatori; [...] può essere [...] così, ma insomma. Quarta rete: Martelli difende [...] rete nazionale da affidare a un consorzio [...]. Per evitare il [...] sostiene [...] non si lascia [...] e ricorda di [...] sempre con attenzione a questa [...]. Martelli ripropone anche [...] di una [...] che dovrebbe governare [...] de) sistema, estranea al Parlamento [...] inarca le [...] oppure di emanazione parlamentare (e [...] annuisce pensando che forse la [...] gli [...] dì diritto). [...] proposta lascia intatti i [...] bisogno, dice Mussi. Il compagno Mussi replica [...] situazione reale del sistema nel nostro paese: [...] per emettere sentenze [...] ogni settore (Io aveva [...] anche [...]. [...] presenta una situazione peculiare e [...] soluzioni [...] per rispondere al nodo fondamentale: [...] in presenza delle spinte alle concentrazioni [...] il sistema italiano delle comunicazioni [...] a dare una [...] che esalti i valori e [...] risorse della nostra [...] Fero [...] ci vuole subito una buona [...] per [...] una regolamentazione delle primate che [...] il predominio degli oligopoli: il ; rilancio [...] riforma RAI. /// [...] /// [...] presenta una situazione peculiare e [...] soluzioni [...] per rispondere al nodo fondamentale: [...] in presenza delle spinte alle concentrazioni [...] il sistema italiano delle comunicazioni [...] a dare una [...] che esalti i valori e [...] risorse della nostra [...] Fero [...] ci vuole subito una buona [...] per [...] una regolamentazione delle primate che [...] il predominio degli oligopoli: il ; rilancio [...] riforma RAI. (0) (0) ![]()
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