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[...] era [...] la povera piccina malata [...] in [...] e luminosa che le [...] piccole mani esangui sulle coltri. Restava sola quasi tutta [...] madre la chiudeva in casa e sì [...] e [...] a tutte quelle paure, [...] immagini fantastiche e spaventose che affollano la [...] davanti agli occhi dei bambini che si [...]. [...] per quanto facesse, non [...] a quel silenzio perenne della camera vuota. Lassù in quella stanzuccia [...] ci dormivano la Malia, ch'era ballerina al Politeama, [...] Bettina e il marito. Quando qualcuno dei suoi [...] le regalava dei pasticcetti Mali se li [...] letto. A [...] fame: rovistava qua e [...] a [...] nulla, e si metteva [...] mezza oscurità, dicendo che quella non era [...] battezzata e che lei se ne sarebbe [...] bel giorno col primo venuto. Donna Bettina [...] E tu vattene! Una [...] di meno in casa. E la miserabile stanzuccia [...] silenzio profondo : [...] era sempre [...] a [...] sonno. Udiva il respiro forte [...] tornato. Denari niente, Nel novembre [...] lire, sparite via come il fumo. Màlia se ne era preso [...] per una cintura dorata che le doveva servire [...] Orfeo [...] al terzo quadro. La casa si sfasciava: [...] al Monte. Il Monte era pieno [...]. Ve ne starete assieme [...]. Un momento dopo entrò allegramente [...] stanzuccia la figlia di Nunzia, una bambina che poteva [...] cinque anni, Si recava tra le braccia una bambola [...] legno alla, quale aveva posto il suo [...] e in capo una cuffietta [...]. [...] la baciò [...] baciò e ribaciò la [...] Quanto sei bella! Vieni con mamma tua! [...] rimase sola. Dopo un po' scese [...] in un cantuccio della camera e trovò [...] cercava. Si trascinò lino al [...] risalì con uno sforzo che quasi la, [...]. Si guardò intorno: non [...] ella quasi temeva che la vedessero. Cavò dal petto una piccola [...] bianca tutta bucherellata [...] SALVATORE DI [...] sorella maggiore che al Politeama, [...] aveva ripetuto una piroetta e [...] era affaticata. A volte la coglieva [...]. Scendeva", a tentoni, cercava [...] il bicchiere e i piedini le si [...]. A prima ora, qualche mattina, [...] a [...] una buona vicina, Nunzia Spada, [...] dato il latte alla piccola [...] la Bettina non ne aveva più. Le portava frutta, qualche [...] la piccola mangiava avidamente, in silenzio. E che [...] detto il medico? E quale? E cosa credete voi, che [...] mandare [...] medico, Nunzia? Ah, che buon odore! Dunque guai, guai grandi! Voi non conoscete il [...]. Màlia ha bisogno di [...] Nunzia [...]. /// [...] /// Nella vigilia [...] Nunzia Spada entrò a [...]. Lo sai oggi che [...] Oggi è [...]. Stanotte si parte dal [...] Befana e va al letto di tutti i [...]. Bisogna appiccare una calza a [...] al letto. Se la piccina è [...] Befana vi mette un regaluccio: se è cattiva [...] carboni. Rimase lì un pezzetto [...]. Poi disse [...] in punta di labbra. La strinse fra le braccia [...] si mise a [...] fai la ninna nanna, [...]. Poi, a un tratto, [...] sulle coltri. /// [...] /// E tu che hai, [...] rina? Sei [...]. Chiarina rimase silenziosa. Cristina cominciava ad annoiarsi. Aperse la bocca per [...] sbadigliò e si stese di fianco sulle [...]. E si mise a [...]. Ma gli occhi subito [...]. Allora, dopo [...] asciugati, riprese la bambola e [...] dal letto. Questa figlia mia è [...]. La Bettina, quel giorno, [...] due volte. Poi riuscì ancora sul [...] Màlia, che rappresentava Venere [...]. Si [...] una voce maschile, su per [...] scale, e la voce di Màlia. E grazie ancora di [...]. /// [...] /// La notte della Befana [...] limpida e stellata. [...] fatto nella Vìa sottostante il [...] e nulla [...] pur nella stanzuccia ove le [...] donne dormivano. A capo al letto della [...] pendeva una delle sue calze di seta rosea. Ella stessa vi aveva [...] un piccolo anello d'oro e di diamantini. Tutta la notte sognò [...] e adoratori in teatro e fuori. [...] sognò della pupattola di Cristina. [...] Màlia si levò, vuotò la [...] e si mise a fregare [...] con una cocca della (pezzuola. Ma che bellezza! E donna Bettina, di su [...] della figliuola. [...] stese la mano spiccò la [...] piccola calza e, col cuore che le batteva forte, [...] guardò dentro. /// [...] /// Nella piccola calza non [...] nulla. Malia si lavava e [...] finestra. Le sue bianche spalle nude [...] al freddo. Il bacile di latta [...] di spuma di sapone: fiocchi [...] neve cascavano intorno sui pavimento. E Màlia canticchiava. Ancora il sole non [...] stanzuccia, ma per le vetrate appariva il [...] bel giorno invernale. Sui tetti la Befana [...] la [...] granata di penne di [...]. La piccola calza bucherellata [...] coltri del lettuccio di Chiarina, Da presso [...] abbandonate, due manine bianche e magre. E tra tanta infantile minutezza [...] cose più grandi [...] due [...] le quali venivano giù, lentamente, [...] quelle pallide gote. Per Aristotele le Idee, [...] modella la realtà di questo mondo, non [...] parte del mondo stesso; esse sono nelle [...] uno stampo è nella materia che esso [...]. Ecco perché, per conoscere [...] cose, non può bastare, come Platone affermava, [...] ma occorre anche [...] sensi. Si parte anzi dalla [...] da essa si giunge alla, elaborazione del [...]. È tutto un atteggiamento [...] di Platone, che viene [...] criticato dalle nuove posizioni [...] Aristotele, [...] esprimono [...] per la realtà del [...]. Tuttavia in Aristotele la [...] concezione di [...] e la [...] astrattezza non è completa. Anche per Aristotele persiste [...] che sta al di là del mondo [...]. Per lui infatti il fatto [...] tutto sia in movimento [...] qua, nel mondo [...] ci dice che qualche cosa [...] mosso e deve mettere sempre [...] moto le cose: esiste un Motore Immobile [...] che è il Dio di Aristotele [...] da cui tutte le cose [...] origine. Esiste [...] una specie di gerarchia immutabile [...] culmina col Motore Immobile e a cui [...] tra gli uomini [...] corrisponde una uguale, gerarchia, che [...] nel monarca. Fu precisamente questa [...] concezione gerarchica [...] una delle ragioni che spinse [...] tanti [...] il pensiero cattolico, a [...] su [...] questi capisaldi fondamentali del pensiero [...] si svolge tutto il suo pensiero. Un pensiero in cui [...] articola (per la prima volta in parti [...] poi col divenire, delle vere e proprie [...]. Abbiamo con Aristotele la [...] (la scienza del pensiero e delle sue [...] metafisica » (la scienza delle ragioni ultime [...] loro essenza, a cui si può giungere [...] pensiero), la « morale », la [...] fisica », la « [...] e delle passioni umane), [...] », ecc. Dopo Aristotele [...] col graduale decadere della civiltà [...] la filosofia ritorna a restringere [...] campo dei suoi interessi. Le correnti posteriori saranno [...] una società in cui i moti, le [...] spegnendosi; di una Grecia che ha perso [...] io cui [...] della vita democratica è [...]. [...] sarà visto chiuso in [...] preoccupato di ciò che lo le»ga alla [...] di ciò che lo apparta da esso; [...] agire ma di difendersi chiudendosi in se [...]. Cosi gli Stoici, con [...] che una Ragione eterna provvidenziale, regoli tutte [...]. Visto che tutto è [...] questa ragione per essa è inutile allietarsi [...] diverse vicende. Il saggio, secondo loro, [...] al di sopra [...]. Precisamente deve tenere un atteggiamento [...] noi oggi [...] dal loro nome [...] chiamiamo stoico. Cosi gli Epicurei, per [...] è la ricerca della [...] quale consiste nel piacere. Per essi il piacere [...] il [...] di ogni dolore, ed [...] si rivelano pessimisti e rinunciatari. Cosi ;gli Scettici, per [...] relativo, per cui non esiste verità sicura [...] di conseguenza, non vale la pena di [...] e convinzione in qualsiasi attività. La filosofia romana, per la [...] eminentemente pratica di quel [...] fu più una divulgazione [...] una [...] di quella greca, che non [...] originale elaborazione. Di, originalmente romano non [...] degli aspetti pratici di [...] le prime sistemazioni di quella cristiana, con [...] cristiane. Successivamente col diffondersi della [...] assistiamo ad un intrecciarsi, nella cultura antica, [...] della filosofia greca. Tali sistemi [...] quello di Plotino, ad esempio [...] Cristo), [...] non furono che la difesa [...] caste aristocratiche greche [...] interessate al mantenimento dello schiavismo [...] un pensiero cristiano che si manifestava, alla origine, come [...] di tutti gli oppressi. Ma quello che nel [...] reale potenza [...] dettata dà grandi e [...] quali confluivano interessi umani e culturali, negli [...] magniloquenza, virtuosismo di sonorità orchestrali. Chi reagì al tirannico [...] wagneriana, pur sfruttando tutte le conquiste [...] nel campo della libertà [...] armonica essa aveva realizzato, fu Claudio Debussy [...] la musica entro i limiti della [...] natura sonora. Il suo genio tipicamente [...] il culto della raffinatezza preziosa, [...] eleganza. Liberandosi [...] importante di quella di Wagner. La suggestività [...] raffinato sensualismo, era destinata a [...] breccia special-mente negli ambienti dì maggiori esigenze culturali. Le sue espe-\rienze passarono in [...] in tutta la musica moderna e ne determinarono anzi [...] carattere. Ma, come sempre avviene, [...] della musica impressionista degenerarono spesso in vizio, [...] da ogni regola formale [...] si sforza di esprimere [...] linguaggio immediato è aderentissimo, le sensazioni più [...] i riflessi, le vibrazioni, i profumi. Questo si risolve musicalmente [...] e mescolanza delle armonie più nuove ed [...] vari che si alternano e si sovrappongono [...] in un gioco vario [...] detta [...] Questo procedimento può paragonarsi [...] andavano attuando nella pittura i [...] "impressionisti" e per analogia [...] col nome di "impressionismo [...] La rivoluzione portata da Debussy [...] per certi [...] al pianoforte. Chi sfuggì a questo [...] Maurizio Ravel (nato il 7 marzo 1875, morto [...] quale partito [...] ritorna, in certo modo, [...] musica settecentesca; egli non si abbandona alla [...] cerca di organizzare e sviluppare la composizione [...] da [...] in evidenza là struttura [...] Nel [...] del particolare prezioso e raffinato, e gì: [...] evanescenze di suoni, ma una sonorità secca [...] ritmo agite e serrato. Si dimostra sensibile alla [...] celebre il suo Bolero, divenuto in breve [...] zigana e perfino al jazz. Ha scritto composizioni per [...] musica strumentale da camera, per orchestra e [...] (Dafni e Cloe). /// [...] /// A mezza strada fra [...] ebbe una produzione ampia è disuguale che [...] nel pubblico di allora, e di cui [...] vengono ancor oggi ripresi sui nostri palcoscenici. Egli è tipicamente rappresentativo della [...] italiana della [...] epoca. Dopo una [...] ardita e combattiva, in cui [...] fa propugnatore [...] dipendenza nazionale e compone [...] mi a sfondo passionale e [...] compiuta [...] d'Italia si [...] a lato dei conservatori, e [...] mi di costume sociale e [...] borghese in cui afferma e [...] tric fare una morale filistea. Accanto questo genere di drammi [...] di [...] Paolo Ferrari fece rappresenti, anche [...]. /// [...] /// Accanto questo genere di drammi [...] di [...] Paolo Ferrari fece rappresenti, anche [...]. (0) (0) ![]()
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