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[...] la morte diventa una scien-za [...]. Mi ba-stava una semplice parola [...] quello moriva. Così raccon-tava [...] il suo rapporto con [...] sicario [...] come Maurizio Avola che [...] ha ammazzati almeno 50. Eppure proprio a Catania, [...] può anche entrare in un gioco assurdo [...] de-stino, finendo per cambiare la vita, per [...] chi nella [...]. Alfio aveva sedici anni [...] vita ad un uomo. Aveva di fronte un destino [...] una cultura di morte e violenza lo aveva spinto [...] de-litto, violando probabilmente [...] altrettanto singolare, guarda-va al mondo [...] modo diverso, tradendo un codice genetico che lo voleva [...] ad una [...]. La [...] storia Alfio la racconta in [...] semplice a Marino Si-nibaldi, davanti alle telecame-re di [...] il pro-gramma di [...] che ha dedi-cato quattro puntate [...] raccon-tare [...] giovanile di Ca-tania. Alfio arriva alla Dogana Vec-chia [...] Porto, dove si registra la trasmissione, [...] ore di anticipo. Il suo «ac-compagnatore», designato [...] Ministero [...] Grazia e Giusti-zia, ha avuto un informazione [...] è presentato con largo anticipo. Alfio non si scompone [...]. Con tranquillità si concede un [...] e una Coca. Si guarda intor-no con [...] dalla timidezza, sembra regi-strare i movimenti dei [...] ultime fasi della co-struzione del set , [...] vecchia [...] tra cielo e terra. Si mette in un [...] giornalisti della redazione fanno [...] check sulla scaletta con [...]. [...] silenzioso, ma si ve-de che [...] perde un gesto. [...] un ragazzo grande e grosso, [...] un gigante, con [...] che sembrano morse. Il suo fisico massiccio [...] via dalla camicia a scacchi e dal [...]. Mancano un paio [...] e finalmente si scioglie [...] andare a fare due chiac-chere. Scopre un punto di [...] partire dal suo nuovo lavoro. Mostra come un [...] rilasciata dalla Federazio-ne italiana sport [...]. /// [...] /// Non racconta i dettagli [...]. Sappiamo entrambi [...] andata. Una lite, una lite banale, [...] questioni di pasco-lo. Lui giovane pastore di Bel-passo [...] educato a non subire umiliazioni, a non [...]. Reagisce [...] e [...] uomo cade per non rialzarsi [...]. [...] a terra morto. E per Alfio si [...]. Ne parla due ore dopo [...] Ma-rino Sinibaldi. Mi hanno accolto evitando [...] tutto per non rovinarmi. Mi hanno man-dato a Bolognetta [...] Paler-mo. Vivo in una famiglia [...] in un maneg-gio, lì curo [...]. [...] entrare su una brutta strada [...]. Parla poi dei concorsi, [...]. Li preparo e poi continuo [...] nei concorsi nei vari maneggi, [...] qua a Catania, a [...] un [...] in tutti [...]. Racconta poi di come [...] di «affidamento» ha stu-diato per imparare almeno [...]. Il tasto scottante sono [...] suo rapporto con la famiglia: si tocca [...] scoperto. Ci sen-tiamo, ma non [...] rap-porto vero. Prima era diverso, adesso [...] che manco da casa e ormai non [...] tanto affezionato. Ormai sono grande, sono adulto [...] voglio [...] una vita mia. Da solo, fuori da [...] vec-chie storie e anche fuori dalla [...]. Fuori soprattutto dalla cultu-ra [...] plasmato. Entrare è fa-cile perchè [...] per-chè ti sembra naturale la vio-lenza. Invece poi se uno [...] piano può venire fuo-ri, non è facile [...] di tempo come sto [...]. Tra undici mesi Alfio [...] di affidamento. Il suo futuro lo [...] chiaro. Resterò lì a lavorare. Il po-sto è bello, [...] è tran-quillo. /// [...] /// La stretta striscia [...] che collega Matera e Santeramo [...] Colle sembra sotto il sole del mattino una lunga [...] nera, che di tanto in tanto si [...] anse. Sono i rari e [...] tornanti che consentono alla strada di superare [...] quasi impercettibili, che traccia-no [...] la Basilicata e la Mur-gia barese. È la strada [...] cen-tro direzionale di quella che, [...] in Colle. È sabato, ed è ancora [...] presto (poco dopo le sette del mattino), ma già [...] questo stret-tissimo nastro [...] si incrociano con una certa [...] i Tir che tra-sportano i [...] di salotti e [...] Salerno, e ora anche Gioia Tauro, si [...]. E vien da pensare [...] sarà il traffico nei giorni feriali su [...] come un budello, quan-do di Tir come [...] anche di sabato ve ne sono più [...] giorno. Questo «gigante» del divano in [...] fazzoletto di Mezzogiorno la [...] atti-vità imprenditoriale, ha dimostrato che [...] ritardi ambientali della realtà meridionale [...] per chi voglia fare impresa. E tuttavia impressiona il [...] sfavorevoli che avrebbero do-vuto consigliare, dopo i [...] imprenditoriali, a spostare altrove la propria attività. I porti più vicini (Bari, Brindisi, Taran-to) sono ben lontani [...] at-trezzati per lo stivaggio [...] grandi dimensioni; i più vicini rac-cordi autostradali [...] da un lato, e [...] che unisce lo Ionio [...] Calabria) [...] di distanza; le materie [...] lontano, il legno in Scandinavia, le pelli [...] Friuli, [...] po-liuretano per le imbottiture in Cam-pania, i [...] Prato; non esiste nel-la zona nessuna tradizione artigiana-le [...] a prima degli anni settanta, e quella [...] stata [...] attuali attività industriali, [...] intesta. Questo forte handicap ambientale [...] cosa di cui parla Giuseppe Desantis, [...]. Siamo [...] periferia di Santeramo, ep-pure [...] sembra un pro-blema insormontabile. Ma allora, perché continuare a [...] De-santis parla del fatto che, certo, non [...] una «tradizione» in zona che [...] ma la Murgia dispone nella [...] popolazione di «talenti» che sono una componente essenziale del [...]. Non siamo spinti solo dal [...] divani ma [...] di portare [...]. Che, in effetti, [...] a un certo punto dopo [...] vertiginose [...] ottenute sul mercato [...] la [...] produzione destinata [...] dei dazi in seguito al Nafta (il recente accordo di libero scambio tra Messico, Stati Uniti e Canada) e del basso costo del lavoro della [...] messicana, ce lo rivela Gianni Molinari, autore di un [...] saggio sul fenomeno [...] contenuto in un volume collettaneo [...] da Liliana Bàculo sugli imprenditori meridio-nali di [...] Scientifiche Italiane, 1995). Ma poi, evidente-mente, non [...] fatto [...] con il progetto [...] 2000» e il conseguente [...] di Santeramo ritorna a [...] proprio futuro [...] che ormai viene definita [...] italiana del salotto e i cui vertici [...] Matera, Santeramo e Altamura. E difatti non si tagliano [...] facil-mente le radici di [...] che finora è stata costellata [...] successi, nata in anni non certo bril-lanti [...] per quella meridionale (tra la [...] e in continua espansione anche a [...] novanta che ha preceduto [...] delle esportazioni trainate dalla svalutazione [...] lira nel 1992. [...] che ha avuto anche parziali [...] benefici [...]. Nel decennio 1981-91, secon-do [...] censimento, in un perio-do in cui in Italia [...] particolare nel Mezzogiorno gli occupati [...] sono generalmente in calo, [...] Altamura [...] vertice del triangolo do-ve più intensa è [...] passano da 2. Solo Matera registra una flessione [...] 4. Ma dove sta il [...] del salotto della Murgia [...] avere soste? In verità a rico-struire la [...] i «talen-ti» di cui [...] Giu-seppe Desantis sembra debbano esse-re quasi tutti [...] al presidente [...] a Pasquale [...] che i suoi [...] certa enfasi «il fondatore». Se si risale alle [...] degli anni cin-quanta e agli inizi dei [...] imbatte in una piccola «Dallas [...] persone che, [...] si sono fatte da [...] lavo-rando prima gomito a [...] poi in concorrenza tra [...]. Nicoletti, Ca-lìa e [...] negli anni sessanta lavo-rano [...] nella stessa bottega, di cui [...] è il titolare. Riparano [...] loro conto. [...] tenta di fare il [...] Matera con un nuovo stabilimento, che però [...]. [...] così a Santeramo negli anni [...] mentre Calìa e Nicoletti [...] Matera e -prima [...] poi separa-tamente -tentano [...]. Gli inizi non saranno [...]. Giuseppe Desantis, il vice [...] lo ammette indirettamente. [...] il colpo (di genio?, [...] am-bedue insieme). Oppure solo il caso, [...]. Nei primi [...] di riuscire ad offrire [...] divani e poltrone in pel-le a costi [...] terzo a quelli correnti. /// [...] /// Nei primi [...] di riuscire ad offrire [...] divani e poltrone in pel-le a costi [...] terzo a quelli correnti. (0) (0) ![]()
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