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Intervista a David Shea compositore [...] campionatori e [...] Una rivoluzione che si chiama [...]. È musica [...] ma non mobilita i cultori [...] musica contemporanea. Quei pochi che vi hanno [...] che fare, spesso è per [...]. Questa inafferrabile musica «a [...] impregna di sé quasi ogni cosa che [...] di registrazione per poi riversarsi nelle autostrade [...]. Non potremmo più farne a [...] si chiama sampling [...] (poi spieghiamo [...] e spunta ovunque: [...] new age, [...] il rock più recente, le [...] di Sanremo (beh, forse non proprio, ma certo in [...] canzoni), persino nella musica contemporanea più seria e impettita. Oggi non [...] quasi brano musicale che non [...] voci, rumori, pezzi di altre musi-che, suoni esotici [...] come accessori, come generatori [...] interruttori di suggestioni. Sono semplici registrazioni, ma [...] computer, vengono tagliuzzate, manipolate, sovrappo-ste: diventano cioè [...] in inglese. Nata col dono [...] la sampling [...] è dappertutto, ep-pure come genere [...] sé quasi non esiste per il mercato. I musicisti che vi [...] a [...] che non ha pa-tria [...] regola, è fuorilegge ovunque. Chi fa musica prenden-do [...] suoni, musiche già fatte, in base alle [...] sostanzialmente non è un [...] ladro. At-tenzione, dunque, perché quando [...] fa sì che una legge appaia di [...] proprio lì che la storia muove un [...]. Fra censure e indifferenza, [...] virtuosi del furto sonoro che oggi preparano [...] quel futuro che è già ar-rivato, mettendo [...] incalcolabile rivoluzione mu-sicale. Fra questi saccheggiatori, David Shea [...] uno dei più straordinari. Il suoi album sono collage [...] quali succede [...] tutto ciò che avete già [...] o che non potrete mai ascoltare si tra-sforma [...] in molecole di un composto [...] mutante. Nel labirinto post-industriale del Link [...] Bologna, dove lo abbia-mo ascoltato, [...] solo lui, una tastiera e [...] di marchinge-gni [...]. Da ogni tasto usciva un [...] mondo [...] sinfonie, [...]. Niente schizofrenia, però: le [...] i processori, e questi universi di-stanti si [...] fra loro come fosse la cosa più [...]. Sullo schermo ci sono [...] e rielaborate -tratte da chissà quali [...] per Shea, come per [...] è proprio il cinema [...] quale la fantasia si muove con più [...] steccati. Da [...] di Godard, ai serial [...] cartoon di [...] Avery, [...] del raccontare per immagini, [...] seco-lo, ha trovato in David Shea e [...] esploratori cui egli appartiene, il suo equivalen-te [...]. Una lingua autono-ma, spudorata, [...] rapinosa, truculenta e ce-lestiale. Quella tastiera sta a [...] come una por-taerei nucleare sta a una [...] ponte di comando, in questo caso, [...] un ammiraglio -forse un [...] lucidità nel governare questo portento tecnologico. [...] «Ho rubato tutti i suoni» [...] anni, nato a [...] David Shea, maestro del «saccheggio [...] musicista fra i più innovativi della scena internazionale, si [...] fatto le os-sa nella [...] più radicale e cosmopolita. Una con-versazione con lui [...] fi-nire più, è come rovistare negli in-finiti [...] comu-ni musicali, una specie di perquisi-zione a [...] come ti muovi, ti imbatti in qualcosa [...]. David Shea è stato [...] ha campiona-to il mondo intero. I suoi archivi contengono [...] vo-ci, musiche, rumori da tutto il pia-neta. Di fronte alla possibilità di [...] tutto questo [...] non [...] in agguato un delirio di [...] Certo. I fanatici del sampling [...]. Posso fare qualunque cosa! Non è il mio [...] non mi esalta in quanto tale, sempre [...] tratta. Che tu usi campionatore, [...] flauti o altro non cambia molto. È difficile resistere alla [...] quando si cominciano a usare termini come [...] pensare», «nuova sensibilità», «ri-voluzione», allora [...] il rischio di fissare [...] che risulta profondamente limitante. Ciò non toglie che [...] ci sia qualcosa di rivolu-zionario. È vero il sampling [...] musi-ca tecnologica è nuova, stiamo cercando di [...] -io per primo -ha [...] precisa di cosa ci [...]. Ci sono una quantità [...] con le case discografiche, con gli autori. Io uso qualcosa come cinquemila [...] ogni album: teoricamen-te ci sono altrettante persone che mi [...] far sbattere in gale-ra. [...] il rischio della sbornia tecnologica. Ciò che inve-ce ritengo essenziale [...] individuale. Il mio procedimento consiste [...] un milione di registrazioni, guardare a tradizioni [...] tu hai certamente un [...] esplorare le stesse co-se. Dove risiede allora il valore? Conta quello che fai con ciò che hai a disposizione. È il come lo [...] senso che riesci a produrre. [...] chi con milioni di computer [...] soltanto spazzatura; i [...] sempli-cemente strofinando due pietre una [...] hanno ottenuto una musica che [...] altrettanto ricca e inte-ressante quanto può essere quella di [...] coi suoi dieci o quindici [...] diversi, due orchestre, [...] le combinazioni più complesse. Ma-hler e Mina sono [...]. Qualcuno si metterà a [...] è eclettico tutto ciò! Il punto è che [...] sta nel modo con cui hanno operato. Il «genere», in musica [...] campi, non ha nessuna rilevanza. Può trattarsi di cartoon, cinema [...] lette-ratura, musica classica, [...] punk, [...]. Ho molto ri-spetto per [...]. Amo la musica di Boulez, Cage, [...] è uno dei miei [...]. Ma qualun-que modo di [...] importante. Ci sono persone come Scott Bradley [...] Carl [...] che la-vorando per i [...] Bugs [...] hanno fatto alcune delle [...] di questo secolo. È per questo che [...] me-scola i linguaggi più svariati? Sì, sono [...] pro-fonde correlazioni fra i diversi lin-guaggi: si [...] alla luce. Non è fusion, è organizzare, [...] ri-organizzare, un processo che non ha mai fine perché [...] approda mai a [...]. Per questo il po-sto [...] è il ci-nema, perché lì nessuno ha [...]. Se suono di fronte [...] e a un certo [...] un tema [...] di Morricone, cominciano a [...] ma è commerciale, è [...] bah! In un cinema no, [...] accolta con curiosità. Hai citato Gustav Mahler: [...] lui uno degli inizia-tori di questo modo [...] Si tratta di qualcosa di molto più an-tico: [...] Dante, a Rabelais. Il mio nuovo cd, [...] si ispira a Petronio, [...] dello stile grecizzante più illustre e accade-mico [...] maestria, al linguaggio di strada, alla pornografia [...]. Spesso abbi-no le [...] musiche ai [...] di Hong Kong: sono [...] per la loro mitologia, la concezione morale. Ma al tem-po stesso [...] violenti, western, Sergio Leo-ne, Peckinpah, massacri: film [...]. Non [...] contraddizione in questo, specie a Hong Kong, un luogo fortemente legato sia [...] sia alla tradizione orienta-le. Questa pluralità è sempre esisti-ta, [...] credo sia tipica [...] moderna. Per la musica, Mahler, [...] un esem-pio, ma anche Haydn o Beetho-ven. Chi oggi si stupisce di [...] cose -«musica classica e [...] insieme: [...]. Semmai ciò che è nuovo [...] incon-sueto è questa artificiosa separa-zione fra linguaggio [...] e lin-guaggio alto. Siamo stati noi a [...] avevano nulla a che fare quando invece [...] e profondi. Non [...] nulla di strano nel combinare [...] musiche della tradizione e [...] elettronica: semmai ciò che è [...] e avvilente è [...] giunti a giudi-care inconcepibile e [...] tutto ciò. David Shea, trentuno anni, [...] maestro del fur-to di suoni, del riutilizzo [...] musiche esistenti. In questa intervista ci [...] suo metodo non è un me-todo, che [...] va preso come una religione, che ognuno [...] suo stile individuale. E per le sue [...] cinema, dove il pubblico non ha pregiudizi, [...] concerto. /// [...] /// Sia Firenze che Genova [...] capolavoro di [...] La «Bella» di [...] sogna in due teatri [...] il «Carlo Feli-ce» di Genova e il Comunale [...] Firen-ze, hanno allestito più o meno negli stessi [...] balletto, La bella addormentata nel bosco: spettacolo [...] che persino la televisione [...] suoi fans se non fosse tanto prevedibile [...]. A Genova la favola [...] Aurora che si risveglia da un sonno secolare [...] soave di un bel principe è stata [...] coreografica [...] del [...] Yuri [...] una compagnia po-lacca, il Balletto [...] Teatro [...] di Varsavia, con gli [...] Elena [...] (del [...] e Alen [...] (italiano in forza alla [...] di Monaco) e un [...] barocche e di preziosi co-stumi commissionati [...] ligu-re a Ezio Frigerio [...] Franca [...]. Il Comunale di Firenze, [...] del «Carlo Felice» vanta una [...] propria compagnia di bal-letto, [...] acquisire un allestimento già pronto, prove-niente dal Boston [...] e con esso ha [...] coreografi-ca di Anna Marie Holmes e [...] russa Larissa [...] che di norma si [...] compa-gnia americana. È stato un buon [...] la [...] ha nei cromosomi la [...] la temibile si-curezza e autorità della principes-sa Aurora. Inoltre, con il suo [...] lo scatto nervoso forma una coppia ben [...] principe di Umberto De Luca: stel-la languida [...] teatro fiorentino. Non meno appariscen-te, la [...] insignita della medaglia [...] al prestigioso concorso di Varna), [...] al folto pubblico molti doni: la vibrazione [...] effervescente più che autoritaria, sospinta da un [...] perciò difficile da di-menticare (la [...] il piglio di un [...] quanto aristocratico [...]. Ma La bella addormentata, [...] volentieri le tre ore, non poggia solo [...] dei suoi due interpre-ti principali. Monta, commuove, fa sognare [...] mu-sica di [...] (meglio restitui-ta, nel match [...] del «Maggio») che [...] della coreografia originale del [...] Marius [...] (rispetta-ta da entrambi i [...] esalta. È un racconto privo [...] tutte le fiabe, tra-dotto con la sola [...] di danza e dei simboli in essi [...] Adagio della ro-sa, nel primo atto, è la [...] femminile) e con qualche cammeo teatrale: ad [...] fata cattiva [...] che la versione di [...] attentissima alla [...] dipinge a meraviglia come [...] rossa, nasuta e claudicante. Metafora di vita e [...] superare per crescere, questo balletto è però, [...] al quadrato: lo si deve danzare alla [...] cedere al richiamo del manieri-smo. A Genova la compagnia [...] la prova di una consuetudine con questo [...] a Firen-ze invece manca. Tuttavia danza-tori come Sabrina [...] Mar-gherita Mani, Cristina Bosetti, Sil-via Cuomo, Enrica [...] Paola [...] Bruno Milo, Leone [...] potrebbero cogliere, nelle recite [...] a Firenze sino al 12 gennaio, un [...]. Grazie alla scuola del [...] il compianto [...] hanno infatti già im-parato [...] stile accade-mico senza polvere né maniera: la [...] capolavoro di [...] richiede, verrà. /// [...] /// Grazie alla scuola del [...] il compianto [...] hanno infatti già im-parato [...] stile accade-mico senza polvere né maniera: la [...] capolavoro di [...] richiede, verrà. (0) (0) ![]()
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