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Ma senza risultati [...] UNA VOLTA le 36 ore. Prima, ben prima [...] per le 35, [...] chi ha col-tivato quella per [...] in più. Era il [...] e [...] torinese de [...] si accese nel dibattito. Provo-cato, pensa tu, da [...] Al-fredo [...] e senato-re, su «La Stampa». Un lungo e sor-prendente [...] quello di [...] contro la politica del [...] piaga della disoccu-pazione, [...] dei licenziamenti. Ar-ticolo coraggioso e spregiudicato. Il rimedio [...] ed è [...] serio. È [...] di un piano [...]. E aggiun-geva: «Roma deve persuadersi [...] il [...] da risolversi con [...] della polizia. La rivoluzio-ne abbracciata da [...] seguaci, siano o no tutti entu-siasti, non [...] con [...] ri-voluzione, quella che ho [...] 36 ore». Concetti che poche settimane do-po [...] ribadì in [...] proprio a [...]. Partì, come si dice, [...] in un libretto, delle improbabili edizioni «La [...] in occasio-ne della IV conferen-za nazionale del Pci). A [...] fu «il com-pagno Piero Mollo, [...] di un gruppo di operai della officina [...] Lancia». Si poteva, faceva sapere Mollo [...] «unire sulla parola [...] delle 36 ore le masse [...] lavoratori occupati con [...] disoccupa-ti». Il dibattito che seguì [...] che scontato. Al di là della [...] Mollo, non si registrò un grandissimo entusiasmo per [...]. Diffidenti, a rileggere la [...] pubblicati dal giornale, erano soprattutto gli operai. Più disponibili, invece, di-rigenti [...] giornalisti. Una singolare contraddizione, una [...] di cita-zioni di Marx e di Togliatti. Ironizzava, Pacifico, sul fatto [...] può appari-re come il [...] nuovo me-todo di ginnastica per sviluppare i [...] fine di te-nere su i pantaloni che [...] i lavoratori hanno ormai [...] delle bretelle». Per [...] della Fiat, prima di iniziare [...] discussione, [...] la «necessità inderogabile di ripristi-nare [...] le libertà nelle fabbri-che», oltre che «un controllo [...]. [...] dal fatto che ad avanzare [...] alla disputa del [...] tra Gio-vanni Agnelli e Luigi Einaudi, do-ve il capo della Fiat prospettava proprio una riduzione [...] di lavoro, mentre il grande econo-mista liberale non ne [...] sape-re -fosse un uomo della grande in-dustria e del [...] moderato. Qualcuno, al vertice del partito, [...] un [...] con Giovan-ni Giolitti, forte anche del [...] detto il capo del Pci [...] tra gli uomini politici della [...] epoca egli appaia oggi quello [...] più de-gli altri aveva compreso qual era la direzione [...] cui la società italiana avrebbe dovuto [...]. Più terra terra, [...] ripren-de il [...] Celeste [...] storico capo del Pci torinese, [...] ai giolittiani, contrapposti agli «attuali [...] ridotti alla politica del cane [...] agli [...] espedienti [...] i loro pensamenti e tutte [...] loro iniziative». Qualche sospetto, però, Togliat-ti [...] Togliatti, permane [...] un altro operaio, che [...] «un buon liberale che [...] del [...] per poi mettere le [...] «Ho anche pensato però che il senatore [...] voglia aprirsi [...] nel-la classe operaia. Come pensare in-fatti che [...] ad andare fino in fondo se, mentre [...] interessanti per la classe operaia, e in [...] le classi della società, non accetta poi [...] la classe ope-raia e con la maggioranza [...]. Meno dubbioso si mostra Armando [...] «operaio della Fiat, licenziato [...] invoca la necessità «che la classe operaia [...] alleati na-turali, impugnino la questione e la [...] la lotta». Tutte un [...] come dire?, troppo perbe-ne e [...] queste missive a [...] troppo studiate, troppo -forse [...]. E infatti [...] tema, tra dirigenti del [...] giornalisti a colpi di cita-zioni, di chi [...] Marx che dà il [...]. Piuttosto acceso il confronto [...] Antonio Giolitti e Adalberto Minucci. Il primo è par-lamentare [...] il partito due anni dopo, con [...] sovietica [...]. [...] destinato a diventare una stella [...] di Botteghe Oscure al tempo della segretaria Berlin-guer. Giolitti è dubbioso, davanti [...] delle 36 ore; Minucci piuttosto [...]. Il primo som-merge il suo [...] sotto una caterva di citazioni marxiste, per dire in [...] che [...] delle 36 ore assume un [...] utopistico e semplicistico: peggio, potrebbe acquistare il significato di [...] del Paese pone alla classe operaia». Il secondo parte blindato [...] di Togliatti e tira fuori «che [...] non esiste il plusva-lore [...] ogni sforzo produt-tivo del lavoratore torna a [...]. Il primo rilancia: «Non [...] il carro [...]. [...] di Marx che con tanta [...] sé esige [...] normale avrebbe ragione di [...] se siamo amici suoi o [...] giaguaro». Decisamente giolittiani (nel senso [...] Antonio, [...] Giovanni), due economisti, Angelo Di Gioia e Franco Antolini. Il primo cala la [...] Stalin per poi sostenere che «la semplice introduzione [...] orario ridotto po-trebbe quindi non portare [...] della produzione, [...] del mercato, al migliora-mento, [...]. [...] sostiene che «non è [...] per la classe operaia italiana di adottare [...] pro-blemi soluzioni apparentemente ottime, ma soltanto per [...]. Si entusiasma, invece, Gianni Rocca, [...] lui gio-vane giornalista. Le 36 ore? «Uno scopo [...] della classe ope-raia». I quali operai, per [...] a mostrarsi in gran parte dubbiosi. Ma non mancano, ovviamente, [...]. Sereno Bono -dal mo-mento [...] hanno or-mai abdicato», e quindi «spetta ai [...] a classe diri-gente» -definisce le 36 ore [...] fondamentali dello svi-luppo economico della società e [...]. Scuote la testa, invece, [...] storico dei comunisti [...]. [...] tra [...] e il «sa-dismo [...] del padronato italiano, ma alla [...] non lascia speranze ai paladini della riduzio-ne [...] di lavoro: «Mi sem-bra che [...] vada in cerca [...] del Messia o che sia [...] capace di interessare qualche singolo grup-petto». A chiudere la discussione [...] Giovanni Roveda, segretario generale della [...] ac-casato in quel tempo, [...] sapere perché, a Varsavia. Lo fa con quel-lo che [...] si chiamerebbe [...] e assicurando che [...] studia-re seriamente e sollecitamente questo [...] problema». /// [...] /// Discussione aperta e chiusa. An-zi, consola [...] «potrà esse-re [...] masse». Se sapessero, le masse, [...]. E [...] «Facile sarà invece [...] allorquan-do saranno scomparsi i residuati Stati capitalistici e ad essi sarà ovunque subentrato il sociali-smo. [...] andata, intendersi forse non sarà [...] possibile. Né per 36 né [...]. Stefano Di Michele Una celebre [...] di «Tempi moderni», il grande film [...] e sul lavoro di Charlie Chaplin [...] 11. Dal [...] novembre riduzione di lire 25. /// [...] /// IT MILANO -Via Felice Casati, [...] Tel. Esiste PIETRO GRECO ERA UNA DELLE [...] leggende della foresta amazzonica. Ri-lanciata dai suoi ancestrali [...]. [...] con [...] fermo [...] scientifica. Possibile che uno scorpione [...] veleno preferisca, col suo pungiglione ri-curvo, torturare [...] turno con terribili scariche elettriche? La domanda [...]. Non perché nel variegato [...] impossibile trovare chi è capace di offendere [...]. Il mare è pieno [...] usano i volt come [...]. E persino nei fiumi che [...] vi sono [...]. [...] per un biologo esperto di [...] come uno scorpione sia riuscito [...] trasformare la [...] sacca [...] in una dinamo e il [...] pungiglione [...]. Così la leggenda è [...]. Almeno fino a ieri, quando [...] grup-po di ricercatori [...] espo-nenti [...] di San Paolo hanno annunciato [...] finalmente catturato, lo «scorpione elettrico». E di [...] trasportato, con tutte le [...] dal-la poco accessibile foresta nella re-gione del [...] al più avvicina-bile istituto [...] San Paolo, per [...] a disposizione di chiunque [...] scientifica, di [...]. Lo scorpione, sostengono i [...] grosso. E quando il suo [...] servizio attivo, voi avvertite, [...] scossa a 220 volt. Avevano, dunque, ragione gli [...] quando ne denunciavano la [...] E [...] dunque, tor-to i «baroni» della zoologia quan-do, [...] scien-tifiche, ne rilevavano [...] di esistenza in vita? Beh, [...] entrambi. Lo scorpione «ad alta [...] di-cevano gli [...]. Ma si [...] la sensazione di una scossa. Utiliz-zando la simpatica ghiandola [...] ricurvo pungiglione per iniettare veleno, come vuole [...] invocata dai biologi [...]. La notizia, dunque, in [...]. Da un punto di [...] scorpione «elettrico» non è una gran novità. Tuttavia la notizia ha una [...] morale ce [...]. Gli [...] non sono visionari (o, [...] sono sempre). E i biologi non [...] almeno, non lo sono sempre). /// [...] /// Il veleno dello scorpione [...] sensazione del-la scarica elettrica non è mortale. /// [...] /// Il veleno dello scorpione [...] sensazione del-la scarica elettrica non è mortale. (0) (0) ![]()
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