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IL [...] il XX Congresso, Togliatti [...] ormai celebre intervista concessa a « [...] Nei primi anni dopo la prima guerra [...] questioni di indirizzo politico del movimento operaio [...] Paesi vennero ampiamente dibattute al centro, a Mosca, [...] e altre riunioni internazionali, da cui uscirono [...] questo periodo si può dire esistesse una [...] movimento comunista, e la responsabilità principale di [...] compagni russi, assistiti da compagni provenienti da [...] Paesi. Ben presto però il [...] andare [...] da sè, soprattutto dove aveva [...]. Nel 1924, per esempio, [...] del nostro Partito di uscire [...] aventiniana delle opposizioni e [...] Parlamento, fu presa da noi in netto contrasto [...] che ci veniva dai dirigenti [...] che era il contrario. [...] del VII Congresso (1935), [...] si erano rafforzati, che erano uniti e [...] sentivano che un centrò internazionale non poteva [...] elaborare giudizi generali sulla situazione e sui [...] movimento, ma la decisione e attuazione politica [...] opera dei singoli partiti, affidata pienamente alla [...] responsabilità. In questo modo ci [...] Francia e in Spagna, soprattutto, nel periodo [...] tra il 1934 e il 1939; durante [...] ancora più dopo di essa. Se i comunisti avanzarono [...] della politica [...] Sovietica, è perchè erano [...] politica fosse giusta, e tal essa era, [...]. [...] di informazione, costituito nel [...] ben diversi da quelli che aveva avuto [...] due co-se, la prima buona, la seconda [...]. La prima fu di [...] il moviménto operaio nella resistenza e nella [...] piani di guerra [...]. La seconda fu il [...] i comunisti jugoslavi. Altro non fece, se [...] pubblico, utile solo a scopo di informazione. A noi italiani, per [...] accaduto mai, se non nella riunione di [...] di avere a discutere [...] in riunioni internazionali. Tutte le iniziative da [...] la guerra furono opera esclusivamente nostra, dai [...] altri partiti comunisti forse nemmeno sempre pienamente [...] dalle condizioni in cui lavoriamo noi, in Italia, [...] sono del tutto particolari. Oggi, poi, anche [...] di informazione è stato [...] motivi che sono stati ampiamente esposti. Gli errori compiuti da Stalin [...] del Partito comunista sovietico contribuirono certamente, poiché [...] e la vita democratica alla sommità di [...] rendere alquanto esteriori e formali anche i [...] comunisti sovietici e quelli degli altri paesi, [...] di loro un certo distacco, senza però [...] fiducia, perchè dei fatti che oggi [...] denunciati noi non avevamo [...] avere nozione alcuna. Questo almeno per ciò che [...] riguarda. In altri partiti, soprattutto [...] democrazia popolare, alcuni degli errori di Stalin [...] guerra ripetuti in modo meccanica, cosi come [...] meccanico si ebbe la tendenza a trasferire [...] questi paesi tutta la esperienza e tutta [...] senza tenere sempre il necessario conto delle [...] in ogni paese [...] e im-pongono particolari vie [...] e adattamenti [...] sovietica. Le critiche a Stalin [...] XX Congresso, giunte per la maggior parte inattese, [...] il quadro del movimento comunista internazionale e [...] minore, le sue masse. Il modo come i [...] battuti su queste critiche per farne strumento [...] di noi ha strétto attorno al partito [...]. A [...] dò si deve dire [...] è stata tra di essi soltanto sorpresa. Vi è stato dolore, [...] smarrimento. Sono sorti dubbi circa [...] così via. Queste cose non erano [...] gravità dei fatti che sono stati denunciati [...] della denuncia; dato che i compagni sovietici, [...] a denunciare i fatti e a intraprendere [...] hanno sinora trascurato il compito, non ancora [...] il difficile tema del giudizio politico e [...]. Da tutto ciò non credo [...] derivare una diminuzione della [...] fiducia e solidarietà tra le [...] parti del movimento comunista. Deriva però senza dubbio non [...] la [...] ma il desiderio di una [...] maggiore autonomia di giudizio, e questo non potrà che [...] bene al nostro movimento. La struttura [...] della direzione economica e [...] dalla iniziativa, dalla critica e [...] creativa delle masse. Noi saluteremo il fatto [...] partiti comunisti che sono al potere si [...] circa il modo migliore di evitare per [...]. E a noi toccherà [...] e la via nostra, per essere noi [...] pericoli di stagnazione e burocratizzazione, per [...] risolvere assieme i problemi [...] le masse lavoratrici e [...] giustizia sociale, e conquistarci [...] masse stesse un prestigio e un seguito [...] ». LA [...] ITALIANA AL SOCIALISMO« Non [...] che lo Stato italiano ha oggi una Costituzione [...] nella lettera e nello spirito, consente profonde [...] certo carattere socialista. Questo è conseguenza della [...] è stata e dei contrasti tuttora esistenti [...] Il nostro Stato parte dalla insurrezione del 1945, [...] una grande spinta popolare che ha restaurato [...] e consentito ai partiti dirigenti del movimento [...] al [...] Palmiro Togliatti è stato, [...] Italia, [...] testa [...] popolare e progressivo. Ciò che ha fatto il [...] comunista [...] Sovietica rimane, come ho detto, [...] primo grande modello di costruzione di una società socialista, [...] cui apri la strada una [...] decisiva frattura rivoluzionaria. Oggi il fronte della [...] paesi dove i comunisti sono il partito [...] allargato (comprende la terza parte del genere [...]. In ogni paese governato [...] e debbono influire in modo diverso le [...] soggettive, le tradizioni, le forme di organizzazione [...]. Nel resto del mondo, [...] dove ci si vuole avviare al socialismo [...] comunisti siano il partito dirigente. In altri paesi ancora, [...] il socialismo è un obiettivo per il [...] sforzi che partono da movimenti diversi, [...] però spesso non hanno [...] un accordo nè una comprensione reciproca. Il complesso del sistema [...] nello stesso movimento comunista non si può [...] guida unica, bensì di un progresso che [...] strade spesso diverse. Dalle critiche a Stalin [...] generale comune a fatto il movimento, [...] il problema [...] pericoli di degenerazione burocratica, [...] vita democratica, di confusione tra la forza [...] e la distribuzione della legalità rivoluzionaria, di [...] al 1947, di scrivere nella Costituzione alcuni [...] e persino socialisti. La contraddizione è nelle [...] risolverà non con parole ma attraverso [...]. [...] è oggi uno Stato [...] a governare la borghesia ma, in pari [...] Stato in cui si è introdotto un [...] che indica e apre la via a [...] delle masse per riuscire a trasformare le [...] economico e sociale. Quando si comprende il [...] contraddizione si comprende anche che cosa vuole [...] far nostra la bandiera delle libertà democratiche [...] della Costituzione. Vuol dire lottare, partendo [...] si è conquistato, per [...] a uno Stato nuovo, [...] classi lavoratrici abbiano aperta la via del [...]. Non sono cambiate le [...] principio. Sorto cambiate le condizioni [...] concrete. [...] in corso una lotta [...] toccano posizioni transitorie nuove, sì creano forme [...] non vi erano e che bisogna riconoscere [...] esattamente i compiti del momento. Allo stesso modo, quando [...] del proletariato, noi esprimiamo [...] di uno Stato in [...] politica sia della classe operaia, dei suoi [...] partiti che ne sono la espressione. Riteniamo questa direzione necessaria [...] socialismo. Ma nelle condizioni in [...] oggi, le forme di questa direzione non [...] deb-bono essere quelle che furono nella Unione Sovietica, [...] non saranno quelle della Cina, della Polonia [...] paesi. Avremo in Italia forme [...] sgorgheranno dalle condizioni nostre. E poiché la conquista [...] originale del movimento democratico e socialista italiano [...] terreno dello Stato, la nostra attuale Costituzione, [...] progresso socialista che si svolga proprio sul [...] Costituzione stabilisce e prevede, e che è [...] libertà democratica e delle progressive trasformazioni sociali. Come rimangono saldi i [...] ciò che occorre è di [...] applicare in modo corretto [...] si sviluppa, così rimane saldo il metodo [...] politica. Noi non partiamo mai da [...] razionalistiche. Le nostre posizioni politiche [...] creazioni di un pensiero astratto, partorite tra [...] i libri. Esse sono sempre la [...] processo di forze reali e di progresso [...] classe, della coscienza politica e della esperienza [...] e delle masse lavoratrici. Alle volte si critica [...] noi, [...] conducendo da più di [...] nostra lotta su un terreno democratico e [...] della -nostra Costituzione e quindi su una [...] completamente nuova, rispetto a molte cose del [...] dato a tempo una compiuta elaborazione teorica [...] nuove. La critica è vera [...]. La elaborazione teorica si [...] essenzialmente sula base della [...]. Bisogna [...] seguire e comprendere a [...] come si muovono le forze reali e [...] di [...] generalizzare le esperienze compiute. Bisogna imparare a concludere [...] non [...] un solo aspetto delle [...] loro complesso e delle contraddizioni che sono [...] la realtà sociale. Se no, si corre [...] sbagliare. E questo non è [...] sia la sostanza del nostro metodo politico. Può darsi che da [...] sia stata lenta. Il metodo nostro, però, [...] non vogliamo cadere nelle avventate improvvisazioni, ma [...] piedi sul terreno sicuro. Per questo ho detto [...] cose che debbono rimanere ferme, come solido [...] vi è [...] accumulata nelle lotte che [...]. Tutte le nostre lotte [...] solo scopo, quello di aprire alla classe [...] la via del socialismo. Oggi si parla molto [...] e tutti riconoscono che deve essere, per [...] italiana. Vorrei aggiungere che questa [...] tratta di [...] adesso, in non so [...]. Siamo venuti [...] passo a passo, lavorando, studiando [...] combattendo. Oggi citiamo certe somme [...] conclusioni, ma nulla sarebbe più errato che [...] si tratti di costruire tutto di nuovo. Abbiamo sempre cercato di [...] vista certi obiettivi finali, ma in ogni [...] sempre un obiettivo concreto da raggiungere. Così si costruisce una via. Arrivati a un certo [...] si [...] ma il cammino percorso [...]. /// [...] /// Arrivati a un certo [...] si [...] ma il cammino percorso [...]. (0) (0) ![]()
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