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Tutti si sbilanciano su [...] possiamo già [...] chi ha perso: le [...]. I vigili hanno vissuto [...] Ca-poretto [...]. Ogni anno vengono [...] in frotte da mezza Francia, [...] il mani-polo locale, e combinano disastri epocali. Il traffico sulla [...] canalizzato nel solito modo [...]. /// [...] /// Meno classico, che i [...] nemmeno le informa-zioni più ovvie. Una collega ha chiesto [...] loro dove fosse [...] un cinema cittadino dove [...] proiezioni del Marché. Il vigile, che evidente-mente era [...] vecchio collega di [...] al Quai des [...] ha risposto che [...] è a Parigi. La polizia ha dovuto [...] fra immigrati algerini e reduci della «sporca [...] per-so del tutto la brocca. /// [...] /// La [...] è stata più vivace. Di solito viene ripulita [...] indesiderabili, [...] è ri-masta piacevolmente zozza. Pas-seggiando dal [...] Martinez, nel giro di [...] chilometri si incontrano: vendi-tori di poster (molto [...] Ronaldo [...] Leonardo Di Caprio), bancarelle di croccanti e [...] con il lo-ro carico di collane ed [...] Taiwan», i soliti mimi immobili sotto il [...]. La centrale Rue [...] (la via dello shop-ping, [...] sembrava invece una strada [...] negozio il suo bra-vo barbone, che alle [...] boutique chiude -si conquista la [...] vetrina, tira fuori i [...] a tutti. Nemmeno i ragazzi africani [...] passanti in smoking [...] a firmare contro il [...] sono stati manganellati. /// [...] /// I «buttafuori» delle feste [...] loro daffare, e [...] svolto con la consueta [...]. Alla festa di [...] erano me-no grossi del [...] ciechi nella loro furia distruttrice. Hanno quasi mena-to una ragazza [...] voleva entrare ad ogni costo. Ma in realtà, anche [...] piuttosto facile im-bucarsi. Tanto che qualche volta [...] persino i vostri inviati [...]. Roba ben poco esclusiva, [...]. Infine, gli addetti alla [...] erano meno scorbutici del [...]. Ma non per questo [...]. In realtà, anche la loro [...] una sconfitta: [...] meno gente [...] di presenze in meno rispet-to [...] e gli sgherri arruolati dalla Legione Straniera avevano meno materiale umano da marti-rizzare. Sono loro, non noi, [...] del festival. MACCHIE DI SUGO Finalmente [...] piacevolmente zozza IL PROGRAMMA Ormai [...] sgoccioli. Oggi passano in concorso gli [...] due film, uno dei quali molto atteso: [...] Theo [...] scritto con il nostro [...] Ganz e Fabrizio Bentivoglio (dura [...] 2 ore e 10 minuti, quasi un cortometraggio per [...] regista greco). Contro di lui è schierato «Corazon [...] che segna il ritorno, dopo [...] sfortunata parentesi hol-lywoodiana, [...] Hector [...]. Chiude anche la sezione «Un [...] con [...] e il francese «Louise [...]. Robert Duvall protagonista e regista [...] «The [...] e nella foto piccola [...] in una scena del film David Rose [...]. E come rapito dal [...] pubblico della sala Debussy si alza dalle [...] a lungo Robert Duvall e le sue [...] Farrah [...] e Miranda Richar-dson. Circondato da «gorilla», guardato [...] secondo, il [...] americano è venuto a [...] per presentare il «piccolo» [...] ha valso una candidatura [...]. Ma lui -sor-ridente, gli [...] voce nasale diversa da quella morbida del [...] Cesare Barbetti -non sembra affatto un divo. Cita tra le sue [...] il Ken Loach di [...] ricorda il suo primo [...] Angelo, my love del 1983, dedicato alla [...] New York e liquida senza tanti complimenti («Poteva [...] quel [...] nel qua-le fa [...] salva-Terra. Ha impiegato tredici anni [...] The [...] nono-stante in America ci [...] milioni di fedeli pentecostali e dieci volte [...]. Ma a Hollywood nessuno [...] film su un «evangelista» del Texas, peraltro [...] non [...] non assomiglia, infatti, né [...] corrotti e lussuriosi -dal [...] Lancaster di Il figlio [...] Giuda [...] Steve Martin in [...] miracolo -che il cinema Usa [...] sbeffeggiato, né a a quelli veri -viene [...] Pat Robertson -che infiammano dalle loro sfavil-lanti [...] degli americani. Santo e peccatore, guaritore [...] pazzo criminale, paziente e manesco, il Sonny [...] Duvall [...] dritto da una certa tradizione letteraria sudista, [...] tanto per intenderci. Quando, in un accesso [...] spac-ca la testa [...] della moglie, [...] di Dio» non trova di [...] che fuggire in Louisiana per espiare la colpa e [...] dal niente la [...] chiesa, conquistan-dosi la fiducia dei [...] di ogni colore. [...] tutto quello che ci [...] un film sul «profondo Sud» in The [...] il razzista [...] che si converte, la [...] veicola il Messaggio, i gospel e la [...] donne pe-state dai mariti e i [...] festo-si. Ma [...] soprattutto lui, Duvall, che [...] il ri-cordo di un vero predicatore nero, [...] Charles [...]. Dovreste vedere come [...] del Padrino e di [...] si immerge -fisica-mente, vocalmente, gestualmente [...] ruolo di questo trascinatore di folle, quasi [...] una me-tafora del mestiere [...]. Non esistono solo predicato-ri [...] e [...]. E volevo [...] con un film», sostiene Duvall, [...] a essere un attore [...] è anche un discreto [...] un fanatico di tanghi e ro-dei. A 67 anni, con tre [...] alle spalle, una nuova fiamma ar-gentina nel cuore e [...] gran vo-glia di [...] nel suo ranch in Virginia, [...] comunica una notevole calma interiore. Si direb-be che qualcosa [...] di Sonny sia filtrato nella [...] vita di star ben [...]. Anche se non rinuncia [...] amico di gioventù Gene Hackman, [...] rimprovera di darsi troppe arie, e a [...] mancato Oscar: «Sono contento per Nichol-son, ma [...] era proprio per The [...]. Certo che ci sono [...] ba-stato guardare la faccia [...] Reynolds, seduto poco più [...] ritirarmi su». Michele Anselmi Duvall [...] 2. [...] party, un evento poco mo-struoso. Comunque non [...] del festino dei Blues Brothers [...] al primo posto, se-condo gli esperti, nella [...] an-nata [...]. Forse è stata la [...] benefico di Sharon Stone. O forse [...] e insana, idea di [...] Vip, totalmente inaccessibile ai comuni mortali anche [...] regolare invito: una forma di apartheid che, [...] della mondanità, è semplicemente ridicola. Oltre il muro, pare abbiano [...] una capatina alla [...] serata solo quattro vere celebrità: Sharon Stone, Matt Dillon, Sigourney Weaver e Mario Van [...]. Altri festivalieri se la spassavano [...] party di Illuminata, dove John Turturro e [...] moglie Katherine [...] hanno mangiato vegetariano e ballato [...] di Sinatra e Dean Martin. Abbondantemente sponsorizzato [...] Evian [...] per far contenti sia i [...] che gli astemi -e anticipato di un paio di [...] per evitare [...] il [...] Party ha trasformato per una [...] più estrema della [...] in un bunker pattugliato da [...] cattivi. Fuori dalle transenne centinaia [...] agognavano il prezioso cartoncino che avreb-be consentito [...] bestia che è in te». Qualcuno era addirittura disposto [...]. Quanto? «Qualsiasi cifra». E lì, di fronte [...] franco francese, il vostro croni-sta ha vacillato. Poi, il senso del [...]. E siamo entrati dal [...] non per Vip, subito abbordati da un [...] da [...] che di-stribuiva birra alla [...] poco invitante bidone portatile. Dentro una scenografia da [...] -è uno dei tormentoni di questo festival [...] incendi, drappi verdastri e luci apocalittiche che [...] devi correre [...]. Più al-cuni poveracci mascherati [...] corpo praticamente nudo ma tutto dipinto a [...]. E intanto, nei monitor, [...] del film con cui Emmerich spera di [...] battendo gli incassi di [...] Day. Del [...] si vedono solo i [...] ormai negli Stati Uniti il film è [...] sanno tutto. Ah, per la cronaca, [...] milioni e mezzo di dollari . E, se vi sembra [...] nel primo [...] ha intascato 42 mi-lioni. E poi? Poi la [...] e siamo andati a ninna. Magari, subito dopo, sarà arrivato [...] in persona. Signore [...] del Signore Alla [...] il film di Jack Blum [...] Madre e figlia divise [...]. Sponsorizzato dal canadese Atom [...] che [...] scorso vinse un premio con Il dolce domani, è arrivato alla [...] un al-tro di quei film [...] a far discutere. /// [...] /// Tema delicato: amare una [...] o no? Il festival ha sventaglia-to sin [...] film dedicati [...] offesa, narrando [...] dei piccoli spacciato-ri di [...] o le imprese orribili [...] ma [...] «lavora» su un versante [...] non per questo meno [...]. Sentite che cosa dice [...] Jack Blum: «Tutto è nato da una conversazione. Una mia amica parlava [...] amante con la figlia. E [...] la ragazza ha chiesto: [...] diresti, mamma, se te lo [...]. È un [...] quanto accade nel film, dove [...] svilupparsi un ambiguo rapporto sulla pelle di una madre [...]. Sola e infelice, Margaret [...] Jim, e se lo porta a casa. È solo una roba di [...] ma [...] lentamente si affeziona a Lisa, [...] figlia tre-dicenne di Margaret. Bionda, stuzzicante, mali-ziosa, [...] accetta le avances sempre [...] Jim, che fatica ormai a dividersi tra [...]. Sembra finita, e invece qual-che [...] dopo la fanciulla, nel frattempo [...] in una [...] su iniziati-va della madre, ricomincia [...] frequentare [...] di nascosto. E stavolta diventa ossessione. È un melodramma freddo, [...] il film di Blum: e come sempre, [...] a offrire un pessimo spettacolo. Se la quattordicenne Vivian di Slums [...] Beverly Hills, passato [...] ieri, si affacciava alla sessualità [...] un clima protetto [...] del padre, la coetanea Lisa [...] è il classico prodotto di [...] famiglia lambita dalla miseria e schian-tata dalla desolazione. Naturalmente il regista non distribuisce [...] ma pedina i suoi personaggi degradati con [...] di chi non sa dare [...]. E nella sala corre [...]. /// [...] /// E nella sala corre [...]. (0) (0) ![]()
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