A questa tesi hanno [...] passato, e fanno ricorso oggi ancora, i [...] massa dei lavoratori e dei contadini meridionali: [...] anche Francesco Compagna nel suo recente libro [...] I terroni in città [...] (1), nel [...] rilevare per inciso il cattivo gusto del [...] che, « se ai tempi di [...] e Fortunato la questione [...] da confini che in buona parte coincidevano [...] questione agra-ria, oggi invece uno dei nodi [...] vita italiana sta, [...] risolutamente e coscientemente, quella [...] cui termini corrispondono appunto ai più moderni [...] meridionale e della questione agraria». Dunque, oggi, la questione [...] per il Mezzogiorno e per [...] nazione non riguarderebbe le [...] gli at-tuali rapporti di proprietà, ma « [...] una redistribuzione territoriale e profes-sionale della popolazione [...] quella me-ridionale in particolare» (2). Questo concetto si trova [...] dove si legge che [...] quando si pensa al [...] il problema veramente spinoso non è più [...] latifondo padronale, che è oramai quasi scomparso: [...] ereditati dalla campagna [...] contemporanea, sono appunto quelli [...] polverizzazione fondiaria in certe zone, dalla concentrazione [...] sono quelli del latifondo contadino. Sono in-somma problemi di [...] popo-lazione contadina per regioni di insediamento e [...] occupazione più che i problemi di re-distribuzione [...] (3). Ma in Italia, e [...] Mezzogior-no, esiste realmente una «questione demografica»? Bisogna [...] del problema meridionale in termini demografici è [...] stessa tradizione meridionalista borghese, che, [...] dai suoi discordanti apprezzamenti [...] non ricercò certo le cause della decadenza [...] economico del Mezzogiorno in una pretesa eccedenza [...] nella politica dello Stato italiano dopo [...]. In quanto ai dati [...] costatare che nel 1956 [...] naturale della popolazione (5) [...] nazionale del 7,6 (eccedenza delle nascite sulle [...]. Su 18 paesi [...] occidentale (meno la Jugoslavia) [...] è possibile effet-tuare confronti, [...] risulta al [...] posto dopo [...] (21,1), [...] Jugoslavia (14,6), [...] (13,4) [...] Portogallo (10,8), la Spagna (10,8). Anche senza confrontare il [...] popolazione italiana con quello di paesi come [...] Stati Uniti, che hanno rispettivamente indici del [...] 15,5, risulta evidente che [...] tende ad avvicinarsi a [...] per la loro bassa natalità come la Francia [...] il Regno Unito (4,4). [...] vero che il quoziente [...] popolazione italiana [...] è [...] Mezzogiorno [...] del triplo di quello del Nord e [...] di quello [...] centrale; ciò non avviene [...] aumento della natalità nelle regioni meridionali, al [...] un forte declino della natalità nelle regioni [...] (6). Il distacco tra i [...] naturale del Sud nei confronti del Nord [...] negli ultimi decen-ni: è insomma, fenomeno recentissimo. Si può os-servare che [...] e insulare si fosse verificata la stessa [...] incremento naturale che si è prodotta nel Nord [...] Centro (rispettivamente, dei due terzi e della [...] sarebbe probabilmente già scesa [...] livello della Francia e forse [...] per quanto riguarda il [...] naturale della popo-lazione. Ma, per tornare ai [...] nella rivista diretta dallo stesso Compagna, una [...] tesi [...] demografica [...] del [...] dei [...] Mezzogiorno: «Il principale dato [...] Giusep-pe Galasso (7) [...] è tuttora costituito [...] della struttura [...] ad assorbire, nonché totalmente, [...] maggiore [...] naturale della popolazione, che [...] ogni nuovo anno in nuove e più [...] di [...] giovani da occupare [...]. Queste affermazioni confermano la [...] marxista sul costituirsi in regime capitali-stico, specialmente [...] feudali [...] e non si ha [...]. NAPOLITANO, [...] Problema [...] economico, [...] in [...] Cronache [...] a. ///
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GALASSO, [...] La [...] al 1951, [...] , Anno V [...]. ///
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GALASSO, [...] La [...] al 1951, [...] , Anno V [...].