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Ogni sette anni la [...] in Campania FOIBE [...] «La sinistra arriva tardi» [...]. Bisognava [...] quan-do il Pds era il Pci e quando [...] Ju-goslavia era quella di Tito. Invece la sinistra [...] alla destra il mo-nopolio [...] quegli eccidi» che furono anche «una reazione [...] di duro do-minio fascista». In [...] a «Panorama», di cui [...] lo scrittore Enzo [...] punta il dito contro [...] cui la sinistra italiana ha ammesso le [...] Carso dai partigiani jugoslavi. Au-tore di «Esilio» (Mondadori), [...] la [...] vicenda di esu-le dalla Dalmazia, [...] spiega i motivi di [...] vo-lonta». Ecco perchè il Pci distrusse [...] una parte dei suoi archivi [...] quel tem-po». Ma lo scrittore attacca [...] con cui si affron-ta il tema, [...] sui dati, i luoghi [...]. Il timore di [...] che «tutto questo turbinio intorbidisca [...] ri-cerca storiografica [...]. In questi giorni numerosi storici [...] sul problema Foi-be, dopo [...] del presiden-te della Camera. Oltre a parecchi apprezzamenti Violante [...] oggetto anche di più [...] critica del sapore di [...]. In molti interventi è infatti [...] la denuncia sui ritardi del Pci [...] la tragedia degli infoi-bati. Ma la preoccupazione per [...] studiosi è che si ritorni alla storia [...] le scelte politiche presenti. Mentre sarebbe auspicabile che [...] la ricostru-zione dei fatti venga [...] storici evitando così le possibili [...] di cui parla anche [...]. Infine, da molti, è [...] a chiarire il contesto in cui avvennero [...] delle foibe. Non per giustificare, ma [...]. Ogni sette anni i [...] sangue il loro corpo, il selciato, le [...] ai piedi. Il [...] accorre da San Lupo, [...] Cerre-to Sannita, da Telese. Domenica scorsa [...] processione. /// [...] /// Il cie-lo, lassù, non [...] oggi gli uomini si sono infilati un [...] hanno scoperto il petto e si battono, [...] tonda striglia acuminata, dalla parte del cuore. Ogni cosa sembra accadere [...] di Sud: a Guardia Sanframondi, un carcere [...] con gabbie e gabbiette, in una spirale [...] fino al-la Fortezza, ai piedi del Santuario [...]. Di fronte, come un [...] e legno, si erge il monte Erbario; [...] allarga la valle Te-lesina o del Sannio; [...] di Benevento che, come dice la poetes-sa Luigina Ruffolo: «È una porta sul vuoto. [...] si dovrebbero scrivere i li-bri, [...] i film. Questo è il vero [...]. Dunque: oggi il cie-lo [...] gli odori di san-gue e vino sono [...]. [...] della vallata si è [...] convegno [...]. Il [...] ovvia-mente, arriva [...] di-smesso gli asini, le vacche, i cavalli, [...] parla ancora di quella stra-na leggenda [...] Mille. I porci grufolano sul [...] villano. Il contadino guarda meglio: allora [...] una manina sepolta nella terra. /// [...] /// Ecco che appare la Ma-donnina [...] con un inde-cifrabile oggetto accanto: si tratta di una [...] dove sono infilati chiodi appuntiti. In un battibaleno il paese [...] pre-cipita là, ma nessuno ha la forza di [...] fuori dalla [...] sepoltura. Così va a finire [...] sca-vare e a tirare quelli di Guardia Sanframondi. Ce la fanno! Per tanto [...] un uomo, inginocchiato ai suoi [...] agguanta [...] di sughero e ferro e [...] si batte il petto. [...] sarà il primo battente della [...] dei battenti. Da quel giorno, ogni [...] penitenti rigano di sangue il loro corpo, [...] scarpe che portano ai piedi. E sempre da quel [...] accorre da San Lupo, da Cerreto Sannita, [...] Tele-se. La gente ha invaso Guardia [...] processione in onore [...]. La processione dei battenti, [...]. /// [...] /// [...] della festa frigge: è quasi [...] bollente. Escono dai bassi e [...] uomini con la corona di spine in [...]. Molti di essi hanno [...] da cate-ne di corda. Accade che: vorticano incappucciati; [...] piume; camminano ali. Sotto la porta di Santo, [...] metri dal Santuario, [...] la folla di donne [...] di campanelle che scampa-nano, [...] piangono, di suore che stanno sui balconcini [...]. La folla è pronta. /// [...] /// I battenti, vestiti di [...] cappuccio bian-co, sono rinchiusi in chiesa da [...]. Solo loro hanno il [...] con Assun-ta. Sono maschietti dolci inteneriti [...] Madre; sono crociati pronti a salpare sul [...] soldati che a un Suo ordine potrebbero [...]. Intanto, in più di [...] chiusi a piangere. Ma ecco che il canto [...] Regina [...] si alza. Scoppiano le bom-be: questa [...]. Sfilano le Sacre [...] dei Rioni di Croce, Portella, Fontanella [...] Piazza, tratte [...] Testamento. I Quadri viventi, però [...] la storia degli uomini, sempre troppo uma-na, [...] cardinale Rome-ro, nel mentre lo stanno fucilando, [...] Salvo [...]. I Quadri avanzano nel loro [...] di strada: San Seba-stiano cammina con le sue gam-be, [...] ha il busto legato al tronco [...] e le frecce già infilate [...] e nel costato. Salomo-ne indica con il [...] che ha la spada sguainata sul ca-po [...] trattenuto per un piede. Per passione, allora, ri-cordiamo [...] Ri-cotta, con il Pontormo che magari avrebbe [...] ciglia solle-vate. E Giovanni Testori che forse [...] ciò ne avrebbe scritto, con le sue parole roventi. Come Marcel [...] nelle sue paginette stipate di [...]. Anche Gaudenzio Fer-rario ne [...] le dita di cera e cartapesta. Ma ecco San Girolamo: [...] ragazzo nudo con un braccio immobilizzato e [...] impugna una scheggia di pietra. Eppoi seguono i canti [...] angeli con le spade, i bambini del-la Compagnia [...] San Paolo alla Croce, che imitano la punizione [...] catenelle di lat-ta. Finalmente è come se [...] rullo di un tamburo muto. Si ve-de una signora vecchissima [...] scal-za. [...] piange [...]. [...] consiglia di schiacciare il muro. Una voce [...] inti-ma: [...] in nome di Maria. Al-lora appaiono questi fantasmi [...] sono i battenti, coloro che stringono con [...] il crocifisso e con la destra si [...] spu-gna il petto nudo sempre dalla parte [...]. O anche a destra. O a destra e [...]. I trentatré aghi che [...] spugnetta (di su-ghero), si infilano nella pelle. Chi si batte velocemente. /// [...] /// Chi porta il tempo [...] due. Il sangue appare come [...]. Poi come pioggerellina. Poi goccia tra i [...] costole. Poi riga lo stomaco [...] e la milza. Poi imbratta la veste [...]. /// [...] /// Di tanto in tanto [...] dei battenti, a viso sco-perto. Versano il vino bianco [...]. Così il profumo del [...] il sangue cola. E i gru-mi di [...] volano sulla faccia, sulle braccia, sulle camicie [...] osserva o fotografa o prega o si [...] si-gnora sviene. I flagellanti non hanno [...]. O meglio: essa si [...] tanti petti di giovani femmine che lasciano [...] loro latte insanguinato. Il latte è per [...] Ma-dre [...] loro lo mostrano come un trofeo vergineo [...] co-munque, teatrale e spavaldo. I pe-nitenti sfilano e [...] e piangono. Sono vecchi e gio-vani; [...] sani e mala-ti; eretti e storpi, camminano [...] gambe o si aiutano con un bastone. Si intravede, dai buchi [...] sono rasati o barbuti; calvi o capelloni. Portano o non portano [...] che sono ricchi e poveri. A Piazza del Castello [...] si incontrano con [...]. È [...] che si sono dati ap-puntamento. I flagellanti la supera-no [...]. Lei è piccola come una [...] di legno, carica di braccialetti, cate-nine e catenelle [...]. Poi gli in-cappucciati spariscono, si [...] furtivi ricoprendosi il petto: come una madre dopo [...] allat-tato. Cercano da mendicanti senza [...] tane. Dietro quelle porticine riacquisteranno [...]. Se capita di parlarci, [...] sono felici: sembrano drogati di felicità. [...] Monica Biancardi PAROLE IN AZIONE [...] E LA RICERCA DI UNA LINGUA PER DIRE E ASCOLTARE IL PRESENTE Quattro percorsi [...] condotti da Marco [...] Giorgio Barberio Corsetti, Cesare Lievi, Marco Martinelli progetto di Renata Molinari Il termine di [...] al corso è stato prorogato a giovedì [...] Informazioni presso la Segreteria di Emilia Romagna Teatro [...]. Se ne andò dalla Germania [...] 22 anni, e il caso (o il [...] pro-prio nei giorni in cui la [...] fami-glia di ebrei prendeva [...] i nazisti stessero cele-brando il rito barbarico [...]. Migliaia di opere di [...] il meglio di quanto la cultura te-desca [...] gran-de stagione di Weimar, furono ri-mosse dai [...] al ludibrio delle folle fanatizza-te. Heinz [...] fu talmente toccato da [...] arrivato in America, decise di de-dicare la [...] una specie di [...] delle distruzioni compiute in Germania. Cominciò a raccogliere quadri [...] poco a poco, uno dei più importanti [...] e poi titolare di una galleria, fondata [...] Parigi, nella quale è pas-sato moltissimo di [...] del Novecento, da Picas-so [...] a [...] a Giacometti. [...] dopo [...] è tornato in Germania. Forse pro-prio per portare [...] scelta compiuta allora, quando aveva capito che [...] di-struggeva [...] prima o poi sareb-be [...] uomini. Ed è tornato portando [...] la [...] collezione privata di un [...] tra i quali 64 opere di Picasso [...] di Van Gogh, Cezanne, [...] di-verse sculture di Giacometti, [...] raccolta di oggetti [...] africani. Questo tesoro [...] offerto alla città di Berlino, [...] si è trovata così nelle condizioni di [...] della quale aveva motivo di vergognarsi un [...]. Con una quantità di [...] di esposizione doppia ri-spetto alla media delle [...] divisione quarantenna-le della città ha lasciato almeno [...] la capitale tedesca non disponeva, finora, di [...] di arte moderna. Ora [...] ed è stato realizzato, [...] davanti al ca-stello di [...] proprio per ospitare la [...] che il [...] ha affi-dato in prestito [...] al-la Fondazione del patrimonio cul-turale prussiano, [...] pubblico che gestisce buona [...] culturali berlinesi. Il con-tratto con la Fondazione, [...] falsariga di quello che ha assicurato la [...] londinese per cinque anni, [...] doppio, ma sono molto fondate le speran-ze [...] e il suo [...] allestita alla [...] di-venterà, passati i dieci [...] definitiva della preziosissima collezione. Il bel gesto di [...] emigrato, racconta lui stesso, non ha incontrato [...] tutti i suoi amici. Ma lui, ha spiegato, si [...] un [...] e sente di avere in Germania, nonostante tutto, le sue radici. La tolleranza, aggiunge poi, [...] fondamen-tali degli [...]. E dopo la decisio-ne [...] Berlino, dice di non [...] sentito neppure la no-stalgia [...] Parigi, [...] città in cui or-ganizzò la prima grande [...] con opere che an-davano [...] morte [...] nel [...] e dove si cemen-tò [...] con Pablo Picas-so. Dalle sue [...] comun-que, il vecchio mecenate [...] staccarsi troppo: gli archi-tetti che hanno sistemato [...] hanno trovato il modo [...] museo anche un apparta-mentino per lui. /// [...] /// La stagione culturale veneziana [...] si apre [...] con una grande mostra [...] dalla Fonda-zione Giorgio Cini, dal titolo [...] dello spirito -Icone dalle [...] del banco [...]. La mostra prende il via [...] 31 agosto con [...] ufficiale nella [...] cornice [...] di San Giorgio dove ha [...] la Fondazione Cini. Prenderanno la parola Vittore Branca, [...] Fondazio-ne, Giovanni [...] presidente del Banco Ambrosiano Veneto, [...] della città Massimo [...] e il curatore scientifico Carlo Pirova-no. Poi, dal primo settembre al [...] dicembre, [...] di que-ste opere [...] che sono binomio inscindibile di [...] e fede, espressione profonda della spiri-tualità ieratica della Russia, [...] vi-sitabile dal pubblico. Si tratta della collezione con [...] vuole festeggiare il centenario della [...] fondazione. [...] gradualmente in anni recenti [...] icone [...] è considerata dagli esperti [...] importanti, se non la principale, raccolte di [...] Occidente, sia per il numero delle opere [...] presenza di capo-lavori [...] di epoche alte. /// [...] /// [...] gradualmente in anni recenti [...] icone [...] è considerata dagli esperti [...] importanti, se non la principale, raccolte di [...] Occidente, sia per il numero delle opere [...] presenza di capo-lavori [...] di epoche alte. (0) (0) ![]()
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