|
KosmosDOC: © 2006-2026 IdMiS; contenuti: © gestito da ciascun Ente.
I cookies di kosmosdoc non hanno funzione per terzi, ma soltanto tecnica e di sicurezza (Google Analytics, soltanto come complemento tecnico, è stato utilizzato come assimilato anonimo, ai sensi dei provvedimenti del Garante della Privacy). Abstract, sinossi, scomposizione nelle eterogenee dimensioni catalografiche, sono prevalentemente anonimi redatti o diretti dal curatore quando si è ritenuta condivisibile quale interpretazione univoca; altrimenti, esempio sul medesimo Elio Varriale, e.v., s. sinossi; i titoli con sviluppo significativo in sottocampi testuali terminano in asis, asis-, acsis, rsis, ssis Guida rapida: i link composti di + non necessitano il ricaricamento della pagina: ove colorati consentono l'esplorazione in sottofinestra Guida rapida: il sottoinsieme selezionato del corpus autorizzato può essere esplorato tramite i link +MAP (mappa di frequenza della trascrizione e della descrizione), e +KWPN(brani delle trascrizioni relative) Guida rapida: i link +BD forniscono i brani dell'intera indistinguibile documentazione di Biblioteca Digitale relativi al nome proprio scelto Per il canale video tutorial cliccare: https://www.youtube.com/channel/UClzGpMauhOImKxIwslRpinA/feed |
Videoguida per la navigazione in KosmosDOC.org
Il brano seguente è un frammento di trascrizione automatica (OCR) della pagina richiesta. Questo sistema di indicizzazione della Biblioteca digitale non liberamente visualizzabile mostra parzialmente ciascuna Entità Multimediale suddividendola in piccoli segmenti separati da «[...]» (medesimo periodo o primo periodo successivo) e da « /// [...] /// » (periodo successivo non adiacente). Per riscontrare nella pagina i termini ricercati suggeriamo l'uso di ctrl+F o analoghi, ove il proprio browser lo consenta.
|
[...] aprono uno squarcio sulle [...] coppia e scoppia subito lo scandalo-so «caso Casati»: [...] fo-tografava la moglie con gli [...] a pagamento. Il marche-se registrava i [...] anche in un diario. Di quello con [...] aveva [...]. Curiosità: [...] che seguì il caso [...] del marchese Casati era Cesa-re Previti. [...] Il boia di Albenga «veglia» [...] Roma, quartiere Portuense, [...] di Lucia-no [...] viene trovato il corpo decomposto [...] Carla [...] era morta [...] uccisa da un colpo di [...] al petto. /// [...] /// [...] è già noto come [...] Albenga» per il suo passato di collaborazionista [...] Ss. Dichiarato crimina-le di guerra per [...] stragi di par-tigiani e di ostaggi (circa 200) di [...] fu responsabile tra il [...] e il [...] volontario della [...] venne condannato a morte nel [...] e poi salvato [...] Togliatti. Viene arresta-to nel [...] per omicidio (aveva «vegliato» la [...] per due mesi), condannato in primo grado a 22 [...] anni di [...] e, infine, rimesso [...]. [...] Lenta esecuzione nella «toilette» [...] legato mani e piedi, [...] e il corpo orrendamente mu-tilato. [...] febbraio 1988, in un cantiere [...] al Portuense, Roma, il cadavere di Giancar-lo Ricci, [...] tossicodipendente, con piccoli precedenti alle [...]. A seviziare Ricci è stato [...] «canaro» Pietro De Negri, sardo, [...] titolare di una toilette per [...]. E pro-prio nella toilette canina De Negri confessa di [...] com-messo il lento omicidio: [...] torturato per sette ore e [...] rifarei ancora. [...] ucciso perché mi angariava». De Ne-gri, giudicato in [...] incapace di intendere e di volere e [...] viene condannato a [...] di carcere e nel [...] anni di reclusione, tra carcere [...]. [...] Il nano pedofilo e [...] Il [...] in una discarica abusiva, [...] sacco della spaz-zatura, il cadavere di Dome-nico Semeraro, [...] «nano della Stazione Termini». [...] Palazzini, [...] e Armando Lovaglio, ventuno, confessano: «Abbiamo stran-golato noi Domenico». Il [...] un ménage a tre, gestito [...] Semeraro e tragicamente [...] di mano. Un an-no dopo Armando Lovaglio [...] di carcere per omicidio volontario. Assolta invece Michela Palazzini [...]. /// [...] /// Che cosa [...] dietro un delit-to? A quali [...] profonde e a quanti subdoli richiami sociali ri-sponde [...] definitivo e ir-rimediabile di porre [...] alla vita umana? In questo genere di [...] drammaturgo e [...] in gran parte i copioni [...] i film di Beni-gni, tra cui «Il mostro» e [...] «La vita è bella») è maestro. Già parecchio tempo fa [...] una risposta più che convincen-te nel suo [...] «Un [...] piccolo piccolo». Ora, a parecchi [...] ci riprova regalandoci un [...] forti su un universo intriso di rancori [...] vendette atro-ci e di assassinii consumati in [...] rituali. Crudeltà nefaste raccontate con [...]. /// [...] /// [...] ver-rebbe quasi spontaneo se [...] due elementi fondamentali che [...] questa serie di racconti [...] emergente genere di moda. Il primo è la [...] riflessiva ed introspettiva. [...] è che ogni storia narrata [...] di luce propria. Insomma è vera, real-mente [...]. Né si poteva trovare [...] a mandare in libreria (per [...] prossimo) che raccoglie quat-tro vicende scellerate, di marca italia-na. Si parte, in ordine [...] vicenda di Pietro De Negri, [...] cana-ro» della Magliana, si [...] fosco e torbido di Domenico Semeraro, detto [...] Stazio-ne Termini», si penetra nella lugubre ideologia [...] Luciano [...] noto co-me il «boia [...] Albenga» [...] si approda infine al morboso ménage matrimo-niale [...] Casati. Fu lui a [...] una ricostruzione di alcuni grandi [...] di cronaca. Adesso li ho rimessi [...] con il filo che [...] unisce vittima e carnefice. Ma [...] ancora [...]. Questo era già evidente in «Un [...] «Non proprio. Intanto, avevo in-ventato la [...]. Inoltre [...] era diversa. Sì, certo, là si [...] di fronte al dilagare della società di [...]. [...] protagonista comincia a costruire [...] suoi valori. Ma senza [...] troppo. Tradisce la religione cattolica [...] Massoneria perché gli serve. Solo per dieci mi-nuti, [...]. In questo spirito insegue, cattu-ra [...] segrega [...] di suo figlio. Lo tortura per giorni [...] ad [...]. Ma non sa che [...] obbedendo agli ordini di un transfert. Nel giovane che ha [...] infatti, vede il figlio e le [...] sono un modo di [...] si deve e cosa non si deve [...]. [...] vero che quando il ragazzo [...] finalmente piange. /// [...] /// Nel [...] di [...] inve-ce gli eventi ruotano [...] mito tipico del [...] la mo-tocicletta. [...] uccide per non perdere [...] e quanto, a quei tempi, [...] il benes-sere e la dimostrazione di essere qualcuno. O comunque di [...] far valere. Andava bene allora, ma [...] si macchierebbe più le [...]. Dunque, ciò che spinge al [...] «Banale no. Diciamo umano: la verità [...] groviglio di abi-tudini, di cose irrinunciabili, di [...] prima. Il delitto Casati è [...]. [...] però bisogna [...] a cercare mol-to più [...]. Anna [...] che insieme al suo [...] vittima della ossessione pato-logica del marito blasonato, [...] dopoguerra era una bella ragazza squattrinata. Proprio in quel periodo [...] il nostro paese, le ragazze come lei [...] nobiliari. Anna non ha fatto [...] un sogno sociale. /// [...] /// [...] «Sì, quando si èmesso [...] un certo meccanismo. È un congegno invisibile [...]. Si appalesa solo dopo, [...] nella psicologia dei personaggi: ma or-mai è [...] il [...]. Quando si uccide, si [...] se si fosse prigionieri di un in-cubo. /// [...] /// [...] coincide con [...] materiale: è [...] corpo. [...] si verifica [...] dei cancelli del carcere. /// [...] /// Significa che tutto è [...]. /// [...] /// [...] Dostoevskij dice che sono [...] ad invocare la punizio-ne». Nella prefazione del libro [...]. Di qua [...] il Bene, di là il Male di cui ciascuno noi si sente [...] attratto. Per [...] esplicito fa riferimento ad una [...] infantile, negli anni angosciosi della guerra: i gesti frettolosi [...] cui [...] madre lo ob-bligava a [...] a casa [...] suoi poco rassicuranti frequenta-tori. Perché ha sentito il [...] così persona-le? [...] meglio il concetto di [...]. [...] è il periodo in [...] gli altri ti stanno insegnando qualcosa ma [...] bene di cosa si tratti. Sai che da qualche par-te [...] si può andare. Però tu ne sei [...]. E [...] viene proprio dal fatto [...] te la gente si [...]. Se invece dello scrittore facesse [...] mestiere [...] su quale elemento punterebbe per [...] «Sul movente, come fanno [...]. [...] ci si trova di fronte [...] un delitto, si va subito a cercare [...] persona che [...]. [...] ad alzare, mattone per mat-tone, [...] castello delle ipotesi. Al con-trario, in Inghilterra [...] non è [...] ma [...]. È ovvio che il [...] per al-cuni casi particolari. Prenda Marta Russo, lì [...] è inuti-le». Ha una grande passione per [...] cosiddetto «lato nero» della vita. /// [...] /// Dei quattro racconti, quali [...] « Il primo, che ha [...] scrittura da vero cannibale adatta a delineare la realtà [...] una borgata moderna. E [...] mi piace [...] che si respi-ra intorno a [...] palazzi nobiliari, [...]. [...] storia [...] è bellissima nel suo decadimento. Essendo un voyeur il [...] Casati [...] rivela solo con [...]. [...] «Mah, forse sì. In fin dei conti, [...] il fatto più autentico. Non ci sono criminali. Lì non [...] nessun carnefice, i protagonisti sono [...] vittime. Anche [...] è un pove-ro ragazzo. Tra i coniugi è [...] senza sapere, senza cono-scere il tormento che [...]. Forse, proprio per questo, paga [...]. Valeria [...] Orrori da mito Domenico Semeraro [...] Armando Lovaglio e Michela Palazzini, accusati del suo [...]. Sotto, Pietro De Negri, detto [...] canaro» [...] 1. [...] come un bambino che chiede [...]. Ma solo con [...] degli occhi, perché senza lingua [...] bocca non poteva uscire [...]. Il masochista De Negri [...]. Ma il canaro non [...] bene che non deve fi-darsi di un [...]. /// [...] /// Con le forbici decide [...] volto del prigioniero: gli reci-de le orecchie, [...] al punta [...]. /// [...] /// Poi, come obbedendo a un [...]. Interrotta la [...] sniffata di cocaina, riprende [...] pesanti forbici e decide di an-dare fino [...] spaven-tosa vendetta: si [...] accanto al giovane incatenato, [...] calzoni, glieli apre sul da-vanti, abbassa gli [...] una mano i testicoli e sesso [...] pugile e con le [...] netto [...]. Posa gli organi sanguinanti [...]. [...] pugile è allo stremo. Comin-cia a morire, i [...] suo corpo come [...] corrente elettrica. /// [...] /// In questi stessi istanti il [...] gli [...] «A [...]. /// [...] /// Il sangue esce a [...] genitale del gigante. Con [...] il canaro cerca di allargare [...] ferita aperta. /// [...] /// Quindi, per non far morire [...] getta benzina tra le gambe [...] prigioniero e cauterizza con il fuoco [...]. Guarda [...] è [...] di andare a prendere la [...]. Spento lo stereo, [...] alla meglio, chiusa a chiave [...] serranda del negozio, il canaro, fischiettan-do allegramente, [...]. /// [...] /// Vede la bambina [...] fuori dallo sciame degli scolari [...]. Si avvi-cina con il [...] dà un bacio affettuosissimo, le infila sulla [...] casco e la fa salire [...]. La [...] parte a gran velocità cercando [...] fitto [...] pomeriggio. Si ferma sotto la [...] vecchia casa. La ragazzina scende e [...] il casco. Due parole sulla scuola, [...]. Un altro baci-no alla [...] schizza via, verso il [...]. [...] BOCCA nel-la cocaina. Riaccende lo [...]. [...] ha gli occhi aperti. Forse respira an-cora. /// [...] /// Prende dal ripiano del [...] staccati dal corpo del po-veretto e uno [...] fatica, glieli infila in bocca. Non entrano, si [...]. /// [...] /// Quegli occhi di vetro [...]. /// [...] /// Con i pollici preme [...] per [...] sparire dentro la testa. Poi vede che [...]. [...] indici e li avvita negli [...] sangui-nanti degli occhi. Ma non entrano fino [...]. Allora afferra il mar-tello [...] fino a quando le dita non scompaiono [...]. Si ferma un momento. /// [...] /// Non esita: sferra alcuni [...] scatola cranica del morto e la [...]. Posa il martello, prende [...] sapone e lo svuota [...] della testa spaccata. Versa acqua, massaggia velocemente. Le mani [...]. Lentissimamente il delirio si [...]. La tenta-zione [...] è ora di trasci-nare il [...] della [...] vittima fino alla piazza del [...] e [...] addosso un cartello con su [...]. [...] rischio [...] quel cadavere legato al pavimento [...] negozio può a [...] volta vendi-carsi [...] rinchiudere in car-cere a vita. Se ne deve sbarazzare [...] nel silenzio, mentre tutto il quartiere dorme. Nessuna traccia del delitto [...] quel [...]. Con la santa pazienza, [...] cali la notte, prende il tubo [...] lo spazzolone, lo straccio [...] pulire a fondo il locale. Poi, con le mani [...] ha fatto tanti mestieri, riaggiusta lo sportello [...]. Del [...] macchia di sangue a due [...]. /// [...] /// Del [...] macchia di sangue a due [...]. (0) (0) ![]()
Nota sulla tutela della privacy. e Nota sulla tutela del copyright.
|
Nonostante i continui tagli che il settore culturale è costretto a subire - biblioteche storico/letterarie ed Archivi storici in particolare -, nell'epoca del Web 2.0 non termovalorizziamoci!La funzione di servizio pubblico sia essa offerta da un Ente pubblico o privato ha un costo; affinché il progetto possa mantenersi e continuare ad essere sviluppato sarebbe necessario un sostanzioso finanziamento pubblico, ma in sua assenza? Sareste disposti ad "adottare" una pagina e renderla fruibile a tutti in una rigorosa logica senza scopo di lucro? |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||