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Come si vede non [...] nuovo per [...]. Sulla via delle ri-forme [...] problema della giu-stizia, dei conflitti e delle [...] problema su-scita spesso in modo estremo e [...]. Capisco che si tratta [...] minato. Da una parte [...] la volontà di rivincita contro [...] magistrati che in questi anni hanno spezzato la rete [...] impu-nità che troppo a lungo ha pro-tetto i potenti; [...] parte, però, si agita talora un giustizia-lismo primitivo che [...] la [...] origine in un lungo periodo [...] nel quale [...] giudi-ziaria è parsa a molti [...] efficace per colpire una classe [...] per altri versi inamovi-bile. Una sinistra moderna quale [...] superare questo tipo di conflitto, deve [...] per una giustizia normale [...] il Capo dello Sta-to, di garantire insieme [...] cittadino e la tutela della le-galità. Una sinistra moderna de-ve [...] riguadagnare alla politica la funzione che le [...] che non può essere de-legata alla magistratura, [...] di affermare una nuova e rigorosa moralità [...]. Per questo [...] politi-ca e i problemi [...] tenuti distinti, sebbene ciò non sempre sia [...] e travagliata vicenda del nostro Paese e [...] si debba pagare il prez-zo [...] o [...]. Io sono però convinto [...] che vo-glia affermare principi essenziali per la [...] che abbia [...] di guidare il Paese [...] demo-cratico più avanzato ed europeo debba anche [...] questi prezzi. Siamo alla vigilia degli Stati [...] sinistra democratica, con i quali diverse componenti [...] uniranno per co-struire insieme una rinnovata forza [...]. [...] di Firenze segnerà [...] di una fase costi-tuente, [...] cioè di un [...] nel quale [...] abbiamo detto [...] lavorerà sul piano della ricerca [...] e program-matica, [...] organizzativa, della costruzione di [...] con la società. Si tratta di un [...] più volte rinviato, anche per la priorità [...] avuto i proble-mi del Paese e delle [...] a noi stessi. Ho letto che Michele Serra [...] intorno al sorgere di quella che è [...] la [...] non ci sia la [...] e il coinvolgimento dramma-tico di tante donne [...] animarono la [...]. [...] vero, ma è anche talmente [...] da far apparire il [...] slea-le. Il crollo del comunismo, [...] Pci, il confronto dramma-tico e liberatorio che [...] sono stati un momen-to irripetibile, un evento [...] alle nostre spalle. Ciò che facciamo oggi [...] di quelle scelte ed ha [...] di spingere in [...] for-ze della sinistra, [...] dei confini anche cultu-rali [...] che era nelle ambizioni della [...]. Ma perché possa [...] o almeno avviarsi, questo [...] il corag-gio di un confronto e di [...] degli altri, del-la loro storia, dei loro [...] del contributo umano e ideale che può [...]. Questo è lo sforzo [...] e che stiamo facendo. Per costruire una più [...] sinistra ci vuole dunque anche una fusione [...] ma certo non può ridursi a questo [...] a questo il lavoro che vogliamo compiere. Un grande partito culturalmente plurale [...] innovativo nelle sue idee e nelle sue forme, capace [...] legare la sinistra italiana ad un progetto continentale e [...] è una [...] che ha a che fare [...] del nostro Paese e [...] assai più che con il [...] di un ceto politico. Oggi [...] grazie [...] a Romano Prodi e [...] alla nostra politica, è un Paese più [...] forte. Ma proprio i risultati [...] del risanamento e della stabilità consentono di [...] riforme e sulle in-novazioni necessarie, non solo [...] sfida europea, ma anche e soprattutto per [...] generazioni un Paese più giusto, capace di [...] intelligenza e di offrire una chance anche [...] nel Sud o da una famiglia di [...]. Sia chiaro: non si [...] guardia del rigore nel-la spesa, che deve [...] gli anni dello spreco e della corruzione, [...] della nuova classe diri-gente. Per questo si impongono [...] si vuole, come si deve, coniugare il [...] alla crescita [...] reale del Paese, alla [...]. Ci sono grandi riforme [...] compimento nella pubblica amministrazione, nel sistema fi-scale [...] la più importante di tutte [...] nel campo della forma-zione, [...] della ricer-ca: in ciò che riguarda cioè [...]. [...] di liberalizzazione da compiere [...] Paese e un mercato più aperti, combattendo [...] oligarchie ristrette che non stimolano e anzi [...] di rischiare, di crescere, di innovare. [...] da af-fermare una nuova [...] che consideri [...] naturale e la qualità [...] come valori centrali, come vincoli e come [...] nessun governante ragio-nevole può prescindere se vuole [...] interessi degli italiani che ci sono, le [...] che verranno. Ed è aperta infine [...] del [...] la cui riforma non [...] un qualche contenimento della spesa previ-denziale, ma [...] un nuovo patto sociale. [...] ha detto no ad [...] che ha cercato di cancellare questa grande [...] secolo, ma la sinistra che oggi tor-na [...] che la difesa [...] aprirebbe la strada della [...] che bisogna ripensare un sistema di protezioni [...] un vecchio modello so-ciale che si è [...] alla figura del lavora-tore maschio adulto. Per questo una sinistra [...] a riconoscere che possa-no esserci anche meno [...] garantiti, in cambio di una tutela e [...] i più deboli, per i giovani e [...] lavoro, per le fami-glie più povere, per [...] i più sfortunati. La mia convinzione è [...] fronte alla possibilità storica e alla necessità [...] trasformazione della società ita-liana, di una modernizzazione [...] Paese [...] quale la sinistra vuole contribuire [...] anche il segno dei [...] giustizia, di eguaglianza e di li-bertà. Per questo e non [...] partito io credo che ci voglia una [...] sinistra, mo-derna, riformista e innovatrice, che faccia [...] una propria autonoma identità [...] e nella coalizione di [...]. [...] ben lungi da noi un [...] egemonico o esclusi-vo. Il governo del Paese [...] una pluralità di forze che non è [...] pensare di ridurre ad uno. [...] nasce dal riconoscimento [...] autonomo e indispensabile dei [...] ai progressisti, a cominciare da quei cattolici [...] tradizione politica ha un così grande peso [...] nella società italiane. La pretesa di un [...] forze non porterebbe da nessuna par-te e [...] nostro Paese spinge verso un bipolarismo di [...] verso il biparti-tismo. Così è almeno oggi, [...] pezzo di futuro che ci è da-to [...]. Poi provvede-rà chi verrà. E potrà [...] tanto meglio, se con [...] senza velleitarismi avremo co-struito le condizioni possibili [...] e della governabilità del Pae-se. Anche nella sinistra sappiamo [...] soli. [...] for-za che si presenta insieme [...] più radicale e più conservatrice di noi. [...] chiaro che con Rifon-dazione comunista [...] un con-fronto, anche una sfida ideale e politica, ma [...] la ricerca di una necessaria collaborazione. Noi siamo per [...] e per il fu-turo [...] come deve essere chi abbia fiducia in [...] idee e nel pro-prio progetto, sapendo però [...] comune deve essere illuminato anche dalle idee [...] degli altri. Senza la ricerca coraggiosa [...] della collaborazione con forze diverse da noi, [...] con cui abbiamo sempre cercato di ritessere [...] un rapporto positivo anche nei momenti in [...] compromesso, non si sarebbe [...] governo alla destra per [...] né ci sarebbe la [...] oggi [...] che abbiamo volu-to e [...] intran-sigenza. Nessuna fretta, dunque, nessun [...] di potere. Ma [...] di una sinistra che mentre [...] il suo dovere per il Paese non rinuncia a [...] lontano, oltre i confi-ni [...] oltre la stagione politica che [...] vivendo. I nostri conti con [...] Si è riaperto improvviso e aspro un dibattito [...] co-munismo e sui silenzi e sulle re-sponsabilità [...]. Avverto qualcosa di sgradevol-mente [...] in cui si conduce questa discussio-ne. Pare infatti a me [...] al di là della rifles-sione storica la [...] modo stringente la politi-ca, come se attraverso [...] volesse in realtà priva-re di legittimazione la [...] governo del Paese. [...] un mondo conservatore, battuto politicamente, [...] pensa forse di reintrodurre nella vita italia-na una pregiudiziale [...] di ricostruire il sistema politico ancora sulla coppia [...] come se non fossero [...] e [...] un lascito del secolo che [...]. Verrebbe da rispondere a [...] che ci deve pur es-sere qualcosa di [...] rispetto al resto [...] se per condurre il [...] Paese [...] Maastricht ci so-no voluti, tra gli altri, [...] proprio mentre quella che pretende di essere [...] in questo cru-ciale passaggio della storia na-zionale [...] sulla sce-na sotto le bandiere di Silvio Berlusconi [...] Umberto Bossi. Ma il tema sollevato [...] che non si presta ad esse-re liquidato [...] polemica. Al di là delle [...] interlocutori, è fuori di dubbio che si [...] una tragedia che tocca profon-damente le nostre [...] no-stre coscienze. Il movimento co-munista, nato [...] di liberazione umana, si è rapida-mente trasformato, [...] conquistato il potere, in una for-za oppressiva [...] totalitarismo che si è macchiato di enormi [...]. Anche il Pci è [...] questa storia. [...] una vicenda lunga, drammatica e [...] quella del rapporto fra il Pci e il comunismo [...] nato dalla rivoluzione [...]. [...] innegabile che il comunismo italiano [...] avuto sin [...] con Gramsci, una [...] im-pronta originale. Così come non si può [...] che negli anni [...] dello stalinismo vi fu una [...] e una corresponsabilità del Pci di Togliatti. Ma insieme è anche [...] partito sep-pe via via elaborare una propria [...] anche una ricerca sulle cause di fondo [...] la conce-zione dello Stato e del partito, [...] valore universale della democrazia e della libertà [...] i suoi aspetti (so-ciale, religioso, economico, cul-turale). [...] stato un cammino tor-mentato, pieno [...] contraddizio-ni, di reticenze e di timidezze; lento e tardivo [...] sue deter-minazioni ultime. Lo sappiamo: è la [...] stata la no-stra vita. Io stesso mi sono [...] legasse ancora uno che, [...] a Praga il giorno [...] aveva ritenuto natu-rale scendere in piazza a [...] protestare, con quelli -i so-vietici -che i [...] avevano mandati. Per molti anni abbia-mo [...] legame fos-se una garanzia della nostra [...] alle forze dominanti nel [...] Paese; [...] lungo abbia-mo giustificato [...] nella speranza che si [...] riforma demo-cratica del comunismo dal suo interno, [...] rappresen-tasse un compito al quale poteva concorrere [...] il co-munismo italiano, a cavallo fra la [...] e [...] sovietico. Que-ste convinzioni hanno provoca-to [...]. La storia non è [...] la caduta del Muro di Berlino ha [...] fine [...] di un comuni-smo democratico, [...] originale che il Pci aveva rappresentato. Non mi pare che [...] in modo silenzioso que-sta storia. Ciò che per altri [...] motivo di una facile polemica, è stato [...] di sofferenza personale, di un lungo travaglio, [...]. Ma le abbiamo compiute, [...] come oggi faccia-mo [...] riconoscere alla sinistra de-mocratica, [...] laica o cattolica, il merito di ave-re [...] noi e di avere detto in modo [...] sotto le bandiere del comuni-smo non si [...] ma si affermava una for-ma odiosa e [...]. An-che per questo vogliamo [...] loro un nuovo partito della sinistra, e [...] autosufficienti nella ri-cerca di una nuova prospettiva. In Italia ci sono [...]. Essi si dividono [...] in due categorie: vi [...] i quali il crollo del co-munismo ha [...] fine di ogni visione critica della società [...] divenuti apologeti [...] e [...] come spesso avviene ai [...] i più feroci avversari dei loro ex [...]. E vi sono altri che [...] ricercato e ricercano nuo-ve vie per affermare [...] di una società più giusta, [...] modi per essere sinistra. Una delle ragioni che [...] Giovanni Paolo II un interprete straordinario e [...] tempo sta pro-prio nel fatto che la [...] non è stata da lui interpretata come [...] storia e la pacificazione del mondo; al [...] ha tratto stimolo per levare più alta [...] contro le ingiustizie e la disumanità di [...] solo dal profitto e che non riconosce [...]. In questo messaggio [...] anche un richia-mo alla [...] il filo di [...] consa-pevole, capace di le-gare [...] libertà e alla promo-zione umana. Questo ci aiuta a [...] sini-stra, dopo la caduta del comunismo e, [...] piano, con la crisi dei tradizionali modelli [...] non è scompar-sa, ma sta conoscendo nel [...] stagione ricca di possibilità e di speranze. Noi vo-gliamo esserci. Noi vogliamo, di fronte [...] economia, allargare i confi-ni della democrazia, delle [...] umani e del lavoro. Noi vogliamo vedere se, [...] che en-tra nelle nostre [...] dispe-razione dei curdi che arrivano sulle nostre [...] cer-care si fare qualcosa e di non [...]. A questo serve la [...] quanti errori e tragedie abbiano segnato la [...] questo la sinistra [...] ancora e continue-rà ad [...]. /// [...] /// A questo serve la [...] quanti errori e tragedie abbiano segnato la [...] questo la sinistra [...] ancora e continue-rà ad [...]. (0) (0) ![]()
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