Mentre a lui garbava [...] un giovane studente di matematica con cui [...]. Tra i professori della [...] Lettere di cui sentii [...] oltre che [...] come ho detto, vi [...] Maestri. Sopra tutto Ettore Romagnoli, [...] trovavo anche fuori [...] perché frequentava la casa [...] anziano prozio, Eugenio Musatti, libero docente in [...] Venezia, e [...] moglie, la zia Giulia. Questi tenevano salotto e, [...] casa, mi trovavo con i miei stessi Professori. Fra i quali il [...] Romagnoli [...]. Egli era un [...] il padrone della facoltà. [...] da chiamare un nuovo [...] italiana, e nel clima [...] che si era formato [...] Italia [...] ci voleva, non un [...] un poeta: per valorizzare di fronte ai [...] genialità italica. Romagnoli fini con lo [...] Giovanni Bertacchi. Noi, studenti maschi (che [...] in facoltà, come ho detto, una decina [...] eravamo per nulla soddisfatti delle sue prime [...] Leopardi, perché le lezioni avevano assunto il [...] mondane, alle quali intervenivano per snobismo le [...] società padovana. Personalmente Bertacchi però era [...] alta statura morale: un fiero montanaro della Valtellina. Finimmo poi [...] anche se come poeta lo [...] un [...] noioso, e come professore privo [...] una vera efficacia critica. Facemmo dunque pace, e andammo [...] domenica insieme in gita a piedi sui Colli Euganei. Fu il giorno della [...] austriaca su Padova, e [...] dei Colli assistemmo allo [...] bombardamento e della contraerea. Tra noi [...] Angelo [...] studente [...] di lettere, che negli [...] abitato a Mestre e che aveva fatto [...] stesso banco, tutto il ginnasio liceo Marco [...] di Venezia. Più tardi fummo presi [...] ma io [...] sempre considerato un carissimo [...]. Durante [...] accademico fui per qualche [...] Torino, ospite di un altro compagno di liceo, [...] fraterno per tutta la vita, Nino Valeri. Era [...] studente di lettere e [...] successivi titolare di storia moderna nelle Università [...] Catania, [...] Trieste e di Roma. Feci allora amicizia con [...] suoi compagni [...] di Torino, fra i [...] Manlio [...] e Poldo Piccardi. Mentre io ero a Torino, [...] e mia madre erano andati in Svizzera [...] per un tentativo di ricostituzione della Internazionale Socialista, [...] seguito alla guerra. Conobbero allora Lenin e [...] e fecero particolare amicizia [...]. A Torino io assistetti [...] volta, [...] del professor [...] a lezioni di psicologia [...]. [...] accademico passò rapidamente, e [...] del [...] fui chiamato sotto le armi. Benché avessi lasciato gli [...] assegnato a Roma al [...] Reggimento artiglieria da campagna, [...]. Lì mi accadde un [...]. ///
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Lì mi accadde un [...].