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Ora come sempre, ed [...] mai, la moda si spiega e si [...] virtù di ciò che produce, ovvero gli [...]. Il [...] ha una [...] speci-fica «ragione [...] calata nella quotidianità del vivere, [...] riveste una funzione precisa esattamente come «oggetto [...]. Si può di-squisire a [...] prima-ri e su scelte di ordine superfluo, [...] oggi chi acquista un abito, soprattutto del [...] proposti dal nostro [...] o addirittura [...] Mo-da, lo faccia più [...] non per necessità. Egualmente si può prestare [...] a un determinato punto, alla tesi tendenzialmente [...] pieni»: gli abiti ci sono già, ne [...] quantità, non so-no più [...]. [...] la ver-sione estremizzata («la moda [...] morta»), tutto ciò presenta elementi di fondatez-za. [...] de-cennio [...] ha per-so gran parte del [...] valore di [...] i consumi si orientano vero [...] «oggetti del deside-rio»: viaggi, vacanze, cultura, tecnologia. Allo stesso modo riaffermo [...] ha smesso di essere [...] per eccel-lenza, lo stesso abito debba ancor [...] come reale oggetto [...]. Ovvero come prodotto, che [...] mutato di valori e di inte-ressi, continua [...] perché offre determinate ga-ranzie: qualità, durata, conve-nienza [...]. Necessario anche come ele-mento [...] al quale, se lo vogliamo, possiamo trasfor-marci, [...] nel fan-tastico. Mi riallaccio brevemente a [...] idee avuto la scorsa settimana con Ernesto Galli [...] Loggia sulle pagine di un settima-nale. Galli della Loggia afferma [...] letta anche attraver-so [...] che dà di sé, [...] e modelli di comportamento, più che abiti, [...] per costruire la propria identi-tà e individualità. Io considero questa tesi da [...] diversa. A [...] mio, la moda non [...] risposte e in-terpretazioni di comportamenti, di modi [...] di essere che sono della realtà, della [...] tempo. È vero che la [...] suo prodotto sono stru-menti per costruire la [...]. Lo sono da sempre. Ma il processo di [...] proprio essere si at-tua, oggi, secondo un [...]. È il criterio della [...] libera del fruitore, della [...] autonomia, [...]. Del piacere che ci [...] privilegiare [...] di un abito rispetto [...] ma può anche portarci a decidere in [...]. Il corpo -ovvero il [...] la naturalezza -è il valore assoluto della [...]. I miei abiti nascono [...] vive, in rapporto dinamico con ciò che [...] con [...] in cui si trovano. Il mio in-tervento consapevole [...] che la [...] primissima ma determinante origine [...] di architetto e negli studi di geometria [...] è evoluto nel tempo verso una semplificazione [...] delle linee, che elimina con-sapevolmente il superfluo [...] sottili e scivo-late, fluide ed essenziali, vicine [...] corpo per effetto di aderenze date dai [...] più dalla materia a cui le fibre [...] nuova pre-stanza e una formidabile duttili-tà. Il corpo [...] e si vede sempre, [...] celato e coperto. Il suo valore assoluto [...] ricerca di una studiata ed equilibrata elementarità. Conseguenza diret-ta, è [...] sovradimensio-nato rispetto al cor-po. Oggi disegno, per esempio, [...] anche se ben costruite, la vita è [...] i pantaloni seguono docilmente [...] gambe, le gonne hanno lun-ghezze fluttuanti (de-cisamente [...] corte) ma comunque [...] in base al gusto, [...] un senso assoluto di libertà. In libertà, appunto, il [...] il principio della so-vrapposizione e della stratifica-zione, [...] bisogno di coprirsi, anche in rapporto al [...] stagioni e del clima. Credo che oggi vestirsi, primariamente, [...] ancora coprirsi; ma anche, secondo la necessità e il [...] scoprirsi, sovrapporre i «pezzi», [...] a strati. Non solo: la sovrapposizione [...] di sedu-zione, richiamo di poesia, evoca-zione di [...] un romanticismo inedito che parla di nitore [...]. [...] più duttile al vestire [...] i confini tra il giorno e la [...]. Tradizione e sperimentazione sembrano [...] ma la mia intenzione creativa si sforza [...] in equi-librio. Se il corpo e [...] sono il valore assoluto a cui lo [...] riferimento, la ricerca di questo equilibrio rap-presenta [...] il motore ve-ro della creatività del nostro [...]. Un equilibrio tra ciò [...] orizzonte estetico appare già consolidato ed acquisito, [...] invece giorno dopo giorno viene inventato, tentato, [...]. La creatività guarda [...] è anche una formidabile espressione [...] per il passato e [...] tra-dizione riesce a trasmettere alla sensibilità di [...]. La prima, più importante [...] che mi rende debitore della tradi-zione, e [...] mia, si rias-sume nel termine globale di [...]. Ovvero, [...] assoluta dei tagli, delle [...] di ogni compo-nente strutturale [...]. La sperimentazione di materie, [...] fatto anche speri-mentazione di forme, di struttu-re, [...]. La reale frontiera della [...] si delinea nel rapporto tra [...] creativa e la ricerca [...]. La gestione fruttuosa di [...] alla moda contenuti presenti e garanzie di [...]. Dal-la materia, la moda trae [...] so-stanza, la [...] esistenza fisica e tangibile. Sulla base di queste [...] approccio ai materiali è sempre stato «curio-so» [...]. La sperimenta-zione offre possibilità [...] inventa nuove materia, ottimizza le qualità e [...] quelle esistenti e già collaudate. Del resto, [...] tecnologico va al di là [...] dei risultati. È una manifestazione di un [...] caratte-re della moda, di una [...] nuova identità. È una moda che [...] e il cui rapporto con la ma-teria [...] di manifesta in decli-nazioni infinite che vedono [...] materia-li nobili, preziosi e puri esaltati nel [...] o reinventati, appartenen-ti alla [...] ma utilizzati in modo inusuale, ri-messi in [...] «ad effetto», sfumando il confine tra realtà [...] il principio per cui «nulla è ciò [...] materiali che avvolgono il [...] che lo svelano e lo rivelano senza [...] scolpisco-no anatomicamente. Gianfranco Ferré [...] attuale il vestito non [...] status [...] ma [...] di un corpo che [...] essere libero [...] non è creata dallo [...] lo disegna è in grado di intuire [...] i bisogni della gente con molto anticipo [...]. Joan Baez era sicuramente una [...]. Ma per [...] rivoluzionario, un attivista [...] ci vuole pro-prio [...] accecati dal fanati-smo. Il re del rock [...] un [...] stava ben attento a [...] la politica. Quando, per puro caso, [...] esporsi, prese sempre posizioni vicine ai conser-vatori. Nonostante tanta cautela, non [...] persecu-tori della «Commissione di Stato sulla sovranità» [...] Mississippi. An-che lui, insieme a [...] e alla [...] veniva spiato da questo [...] si batteva [...]. Nei giorni scorsi sono [...] archivi segreti della [...] che si trovano depositati [...]. Ne sono venute fuori ben [...] pagine dove vengono riportate tutte le ricerche fatte sui [...] neri e sui loro alleati. Una valanga di «spiate» che [...] anni Cinquanta -Sessanta servirono per scatenare il [...] informazioni: [...] nello stato del Mississippi non [...]. Presley, peraltro nato in quello Stato, veniva considerato dalla «Commissione» colpevole «di [...] favorito con la [...] musica [...] fra bianchi e neri». I segrega-zionisti, poi, fecero [...] lui perché non partecipasse ad un concerto [...] primo sindaco nero [...] del Mississippi. Il re del rock, [...] assicurato la propria partecipazione, fece [...]. [...] aperto nei giorni scorsi, [...] è anche una lettera di [...] signora della Virginia che definiva Joan Baez «una testa [...] filoco-munista». Un funzionario della «Commissione» [...] missiva rassicurando [...] che «il governatore era [...]. In un altro documento [...] folk è considerata rea di preferire «platee [...]. [...] carte segnalano la necessità di [...] sotto controllo». Pare, infatti, che avesse [...] altri uomini dello spettacolo (Sam-my Davis e Brown), [...] i candidati di colore nel Mississippi. Con loro era entrato [...] Charles [...] fratello di [...] attivista per i diritti [...] la [...] militanza con la morte. /// [...] /// Con loro era entrato [...] Charles [...] fratello di [...] attivista per i diritti [...] la [...] militanza con la morte. (0) (0) ![]()
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