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La prima volta fu [...] clandestino, il sei [...]. [...] per varie giornate: [...] vola da Kohl, [...] fa concorrenza a [...] Professore. [...] volta è [...] mar-tedì tedesco, [...] chiede un nuovo incontro a Kohl (ma si presen-ta anche a [...] e [...] non è [...]. Semplicemente, non ce [...] più ragione. [...] Ulivo soffriva sotto i fulmini [...] che faceva le pulci ai [...] di Maastricht, ora il 3 maggio è a un [...] cammina e [...] ha centrato il tra-guardo. Allora va bene, ognuno per [...] parte può vendere il [...] politico. Il clima, come si [...] sul serio. [...] ieri ha spiegato a [...] «La mia pretesa ostilità contro [...] è una immagine co-struita dai mass media. Non corri-sponde al vero». Per mesi e mesi [...] e percentuali. Ieri il leader [...] invece, ha potuto esportare [...] Bonn [...] in più del semplice risanamento: ha parlato [...] promesso una stabilità politica non effimera. /// [...] /// È [...] notoriamente, che più gli sta [...] cuore. In Italia ha detto [...] può mandare a mon-te le riforme, pena [...] stampa finale in un [...] Francoforte, ha spiegato il perché: «Se la [...] paese facesse fallire non la Bicamera-le, che [...] in causa, ma la proposta di riforma [...] Parla-mento, la sconfitta rica-drebbe su tutto il [...]. Detto in altri termi-ni, [...] ripropone un suo motivo [...] cammi-na insieme alla finanza, non un passo [...]. [...] questo, ha raccontato ieri, [...] «te-stimone» lo stesso [...]. Come Kohl, dice [...] anche il ban-chiere è «curioso», [...] voluto sapere [...] riforme. Alla fine, ha «promosso» [...] Bicamerale [...] il suo presidente. La stabilità istituzionale «fa [...] game», ha suggerito il presidente della [...]. Fra i parametri non [...] viene pri-ma di tutto. [...] ha spiegato: «Prodi ha garantito [...] sostegno [...]. La giornata del lea-der [...] è cominciata con una [...] a Bonn, di cui è stato ospite [...] (Umberto Ranieri, Roberto [...] e il portavoce Fabrizio Rondolino) [...] ac-compagnava. Colazio-ne, quattro passi, poi [...] con Kohl, al suo [...] della Can-celleria. A [...] hanno parlato di rifor-me, ma [...] solo. [...] ha osservato nel Cancelliere «una [...] attenzione ai te-mi della crescita» rispetto alla tradi-zione dei [...] conservatori. I due condividono poi la [...] per il [...] della [...] xenofoba nel Land governato da [...] anche se Kohl non considera [...] cre-scita della destra razzista «un effetti-vo rischio», mentre [...] le attri-buisce una valenza profonda, [...] di «spia di una [...] una resistenza che si riscontra [...]. Dopo Kohl, [...] italiano ha vi-sto Oskar [...] nella sede di rappresentanza [...] alla cui guida [...] il presidente della [...] ex sfidante di [...] quale ha ceduto la [...] a Gerhard [...] (che [...] ieri non ha incontrato: [...] verrà a Roma il quattro maggio). Il pranzo con [...] in realtà, fa parte [...] incontri ormai molto fitta tra i leader [...] che aiutati da un gruppo di «sherpa» [...] punto un manifesto programmatico in [...] congresso [...] europeo che si terrà [...] -a Milano nel feb-braio [...] vigilia delle elezioni europee. [...] in questi colloqui, è [...] alla vigilia del vertice di [...] coordinamento delle varie politiche nazionali, [...] cerca di elaborare [...]. [...] al Cancelliere e ai [...] non ne confessa, preso [...] «famiglia europea», una «classe dirigente» continentale che [...] di pari passo con gli ac-cordi intorno [...]. Nella [...] logica, i rapporti fra gli [...] e la [...] di terreno [...] che prescinde dal colore politico. In fondo anche lui pare [...] parte [...] schiera di «padri [...] che travalica i confini di [...]. Detto questo, è ov-vio [...] Kohl e [...] tutta la differenza che [...] due schieramenti che a settembre si con-tenderanno [...] Germania. [...] sul punto è stato [...] i candidati siano fiduciosi sulla vittoria» -, [...] dichiarato, «che dubbio può esserci», il suo [...] la [...] e che la Germania [...] per il lavoro più [...]. La visita è [...] con [...]. La curiosità [...] per uno dei personaggi [...] con Kohl -i due sono stati reciprocamente [...] conoscenze». È stato un incon-tro «di [...] diciamo co-sì: [...] ha rivolto domande sulla funzione [...] nel quadro di una economia globale, sulle relazioni fi-nanziarie [...]. [...] ha [...] gli sforzi [...] e [...] di Prodi, ha ammesso di [...] «molto colpito» dai passi [...] ha protestato la [...] izia: «Ognuno [...]. [...] ha spiegato le riforme, ha [...] le vie del risanamento na-zionale. Niente di più, a [...] resto -se [...] debba diventa-re presidente della Banca [...] -è materia che sta trattando il governo. Massimo [...] dei giornali e di chi [...] fa. /// [...] /// [...] una lunga intervista a «Il [...] e il rosso», la rivista dei Cristiano so-ciali, non [...] lascia sfuggire [...] di puntare il dito contro [...] siste-ma [...] nel nostro paese. La diagnosi di [...] individua co-me la vera [...] in-formativo il fatto che «i giornali in Italia, [...] al mondo perché in tutto il mondo [...] sono proprietà di un altro po-tere, mentre [...] potere indipendente. Appartengo-no ai grandi gruppi finanziari [...] hanno interesse [...] la politica in uno stato [...] minori-tà [...] sudditanza». Una battaglia, la [...] spiega [...] contro questo sistema malato che [...] difficile da far comprendere ma lo sarà nel tempo [...] perché «io non desisterò» promette il segretario. Non poteva non suscitare [...] di [...] su un tema a [...]. [...] di iscrizione [...] dei gior-nalisti che porta in [...] ma anche per la partecipazione azionaria del [...] cui è [...] imprese editoriali. Ed ecco allora Paolo Ser-venti Longhi, segretario della [...] che sostiene: [...] fa un ragio-namento giusto quando [...] italiana determinata [...] di editori [...] e la-menta [...] sulla proprietà dei giornali da [...] di industriali di tutti i settori. Questo però non [...] niente con le critiche [...] e ai singoli giornalisti. È evidente che il [...] su quello dei direttori può avvenire solo [...] at-tacchi indiscriminati e assoluta-mente ingiusti». Attende da [...] non solo critiche ma «anche [...] riconoscimento» ad una categoria che fa un lavoro difficile [...] presidente [...] dei giornali-sti, Mario Petrina e [...] manca di ri-cordare che «i giornalisti hanno strumenti come [...] e il sinda-cato per tutelare la loro libertà [...]. Mentre per Giuliano [...] di principio [...] ha ragione» anche se «la [...] da cui parla [...] è il potere politico [...] è il liberatore dei giornalisti [...] po-tere economico, ma è in concorren-za con quello economico [...] il [...]. [...] del ruolo ascritto ai giornalisti, Fer-rara avanza il dubbio che il segreta-rio [...] parli in quel modo «per [...] passare dalla [...] parte». Per Giorgio Bocca quello di [...] «più che un attacco indiscriminato [...] la [...] direi che si tratta di [...] attac-co senza senso. [...] fa finta di non [...] che, da quando è nata, non è [...] come pensano gli ingenui o gli imbecilli [...] uno strumento in mano alle classi diri-genti [...]. A Paolo [...] («Il Mattino») «non risulta [...] ad aspiranti editori puri di portare ad [...] giornali, perchè i giornali alla fine sono [...]. Non solo libertà di [...] per i lettori libertà in edicola». Lapidario Valen-tino Parlato, ex direttore [...] «Mani-festo»: [...] sta veramente stancando con questa [...] insisten-za sulla stampa. Che la stampa ab-bia [...] e cognomi è un fatto risaputo che [...]. Senza alcuna [...]. Il leader [...] «Naturalmente spero che alle elezioni [...] ma [...] massimo rispetto» Battute polemiche: il [...] elettorale? Un «pasticcetto» E il leader [...] sprona [...] «A rischio la coalizione non Prodi» «Non [...] stata una rivoluzione dei [...] Il Ministro dei Beni culturali Walter Veltroni. In alto Massimo [...] con il presidente [...] Oskar [...] Lepri e [...] LE INTERVISTE ROMA. In due interviste -al «Matti-no» [...] rivista dei [...] «Il bianco e il [...] interviene a tutto [...] temi del dibattito politico. Al quotidiano napoletano il [...] affida due opinioni controcor-rente: [...] -secondo lui [...] un intervento diretto del [...] Stato («Non è intervenuto su nulla, ha incontrato [...]. È la [...] che ha [...]. [...] nega anche che il Parla-mento [...] zittire i magistrati, cui dedica, di passaggio una battuta [...] «Mi domando dove trovino [...]. Ancora: alcune considerazioni a [...] eventuale fallimento delle riforme [...] della maggioranza, tema sollevato [...] a «Repubblica» del vi-cepremier Veltroni. È oziosa, anzi, «del [...] -la discussione sul rapporto [...] del governo e quello delle ri-forme, che [...]. Ma il segretario dei [...] subito ag-giunge che rimane un [...] squisitamente politico: la riscrittura delle norme costituzionali «era uno [...] obiettivi su cui si è costituito [...] evidente [...] responsabile del fallimento delle ri-forme, [...]. /// [...] /// Sul referendum: [...] contraddizione tra il fragore [...] attorno al referendum e la sostanza, che [...] pasticcetto», per-ché [...] pratico -per i limiti [...] del referendum abrogativo -produrrebbe un sistema elettorale [...] casuale di quasi [...]. [...] a Prodi?) di trasformare [...] in un [...] contiene i partiti. Una volta che ho [...] ho tolto i cittadini e rimane solo [...]. Francamente non mi sembra un [...]. Nel forum con la [...] affronta temi di riflessione più gene-rali. Torna sulla magistratura: «Io [...] che in Italia ci sia stata una [...]. I protagonisti del cambiamento sarebbero [...] altri, secondo il leader [...] eventi politici, addirittura mondia-li». [...] elenca: «La fine del co-munismo, [...] globalizzazione, [...] europea, hanno messo in crisi [...] sistema bloccato, nel quale oltretutto la mediazione politica si [...] delle risorse pubbli-che. [...] della classe dirigente e il [...] della [...] ca-pacità di rappresentare la società [...]. Con [...] di Moro finisce [...]. La magistratura «è venuta [...] della Lega, i referendum eletto-rali. La magistratura è intervenuta [...] sue strutture portanti e gli [...] dato lo scossone finale». Il resto è «una favo-la» [...] parte della magistratura «ha alimentato anche per accreditare una [...] presidio della moralità pubblica, co-me fonte del cambiamento, come [...]. [...] di fronte alla redazione della [...] dei cristiano sociali [...] diffuso anche sul tema del [...]. [...] di una politica [...] si [...] in [...]. [...] il segretario dei [...] ha dedicato qualche battuta alle [...] ore: non si deve pensare alle politiche del lavoro [...] se [...] fosse tutta uguale. La ri-duzione di orario [...] così per [...] vita a una grande [...] settentrione a un meccanismo che dirotta ingenti [...] il lavoro che [...]. Il che non è [...]. Altri temi: la [...] troppo rigida sulla «libertà femmi-nile», [...] temi del [...] tra [...] il sesso la maternità. Il concetto di leadership. È, secondo [...] «un principio sano di garanzia [...]. Anche se a volte [...] -ha detto, con un cenno implicita-mente autobiografico [...] sopra le cascate del Niagara: [...] che il rischio di cadere lo assuma [...] un [...] restano gli altri». Ma è importante che il [...] svolga il suo mandato «anche preoccupandosi di formare una [...]. LA POLEMICA La replica [...] Gerardo [...] coordinatore del pool, al [...] «Mani pulite? Fu svolta [...] scordi» «Nessun governo si sognerebbe ora di [...]. E sempre dal pool, [...] tutta Tangentopoli sta cadendo [...]. Di Pietro: «Non sono io [...] linea» [...] della magistratura è quanto previsto [...] dal programma [...]. Se sosteniamo questo principio, [...] noi che deragliamo rispetto alla corsa [...]. È chi, [...] cambia binario che deraglia». Nessun [...] a nomi e personaggi, ma [...] farse del senatore è sembrata una risposta a D [...] che [...] giorno al quotidiano «Il Mattino» [...] domandava se [...] avesse letto il programma del [...]. Questo comunque è stato [...] alla questione giustizia, fatto da Di Pietro [...] per sostenere la raccolta [...] il referendum elettorale. /// [...] /// [...] non riconoscere che [...] è [...] che ha fatto cadere una [...] politica che si era avviata su una pessima strada [...] forse si dimenti-ca troppo spesso che è stato un [...] talmente [...] per [...] una svolta epoca-le, ponendo un [...] notevole allo spreco del denaro pubblico». Gerar-do [...] procuratore aggiun-to di Milano, coordinatore [...] pool Mani pulite, [...] letto il contenuto [...] in cui [...] afferma che la rivolu-zione delle Procure è una favola. Non nomina mai il segretario [...]. Chiede di pensare al [...] sui tempi della giustizia e contro la [...]. Nessun go-verno si sognerebbe [...] opere pubbliche inutili, accettare forniture a prezzi [...] che la ma-gistratura è più attenta di [...]. È ve-ro, il crollo [...] Berlino ha da-to il suo contributo al [...] generale, ma [...] corruzione». Per il coordinatore del [...] passato [...] un potere che riusciva [...] indagini chiudendosi a riccio, ricorrendo alla negazione [...] quando si apriva un varco tra le [...] vecchio codi-ce». Quello che mi preoccupa [...] si parli ancora di queste cose, che [...] passato an-che in maniera distorta anziché porsi [...] di [...] della giustizia che sia [...] degli altri stati europei. Non ci si pone [...] delle riforme, che vanno fatte [...] dei cittadini e del-la [...] per prevenire la corruzione, e soprattutto non [...] che la giustizia ha tempi inaccettabili sia [...] ma soprattutto in quello civile, come spesso [...]. Nonostante a lu-glio entrerà [...] riforma del giudice unico, non si è [...] dico niente, perché -conclu-de il magistrato -la [...] ri-solva in un disastro completo e quin-di [...] di [...]. [...] Piercamillo [...] del pool Mani pulite: tutta [...] «a parte rare eccezioni» sta andando «in prescrizione». Per [...] secondo [...] a «Famiglia Cristiana» che [...] dato [...] «in Italia abbiamo una disciplina [...] prescrizione che è semplicemente dissennata». [...] ha spiegato che quando [...] istruttorio, [...] con la condanna il [...] pre-scrizione, ma sono costretto a [...] ugualmente perdendo tempo». [...] sostiene che per i [...] «Mani pulite» ormai «è come cor-rere nella ruota [...] la toga e spiega [...] son più denunce, e quindi inchie-ste». Il magistrato respinge [...] secondo cui sui tempi della [...] influisce anche la lunghezza dei processi: «Sono i trop-pi [...] -ha ancora spiegato -che creano lunghe liste, ingorghi e [...]. Affrontando il [...] sostiene che nel lavoro [...] Bicamerale [...] che lo spaventa di più [...] della magistraturà; non solo [...] la sepa-razione delle carriere, ma anche con [...] dal parlamento nel Consiglio Superiore della Magi-stratura». /// [...] /// Affrontando il [...] sostiene che nel lavoro [...] Bicamerale [...] che lo spaventa di più [...] della magistraturà; non solo [...] la sepa-razione delle carriere, ma anche con [...] dal parlamento nel Consiglio Superiore della Magi-stratura». (0) (0) ![]()
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