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[...] Antonio Soda, pidiessino, gran tessitore [...] Bicamerale spiega co-me la Quercia è arrivata [...] di riforma. Prevista la possibilità di [...] del governo dentro la stessa coalizione. Soda dice no al [...] Usa: [...] di [...]. Sì al modello europeo: [...] elettori, premier e maggioranza parlamentare. /// [...] /// [...] sono stato un [...]. Antonio Soda, 54 anni, [...] eletto nel collegio di Reggio Emilia, è [...] della bicamerale. Ed è lui [...] chiave a cui il Pds [...] affida-to per trattare con gli uomini del Po-lo [...] riforma. Originario di Melfi è [...] Emilia per gli studi universitari e non se [...] anda-to. Una lunga carriera in [...] dei pochi che quando ha scelto la [...] dimesso [...] giudiziario senza pren-dersi [...]. Oggi fa [...] e ha lo studio [...] Reggio Emilia, nella casa che fu della [...]. Soda da quando è [...] Parlamento si è occupato di riforme ed è [...] democratica nella commissio-ne affari costituzionali della Came-ra. Se la bicamerale è [...] lo si deve anche a lui. Onorevole Soda, da anni [...] gran parlare di riforme istituzio-nali. Si guarda ai modelli [...] occidentali per trovare una soluzione che vada [...]. Lei a quale forma [...] ispirerebbe ? Vorrei fare una premessa. La forma di governo [...] il frutto, sempre, della combinazione di tre [...] politico che può essere bipartitico, bipolare o [...]. Il secondo elemento è [...] elettorale che a grandi linee può essere [...] a turno unico o a doppio turno. Il terzo fattore è [...] costituzionali, cioè dalle norme che in ciascuno [...] costituzio-ne. Con riferimento a ciascuno [...] noi, in Italia, abbiamo un sistema multipartitico, [...] tendenza bipola-re non definita. Abbiamo un siste-ma elettorale [...] con la perma-nenza di una quota [...]. Come dispositivi costituzionale at-tuali [...] di gover-no parlamentare classica, in cui prevale [...] parlamen-to. Il che vuol dire [...] dialettica che nel parlamento si svi-luppa fra [...] politiche frammentate nascono e muoiono i governi. E questo sistema ci [...] avere dal dopoguerra ad og-gi una cinquantina [...]. In altre parole questo [...] quella grande instabilità di governo che tutti [...] correggere. E si cerca di [...] passando alla democrazia [...] una forma più avanzata e [...] di democrazia. Però ci sono strade [...]. Nel mondo occidentale abbiamo [...] puro, quello degli Stati Uniti per intenderci. [...] di questo modello è [...] capo del governo, trova la [...] legittimazione direttamente nel [...] da un rapporto di fiducia con gli [...] congresso . Clinton non può mai essere [...] perché la [...] legittimazione è popolare e può [...] anche contro il con-gresso. Questo sistema quando è [...] è de-generato in cesarismo, [...]. In più non è [...] in Europa perché non è esporta-bile. Funziona negli Stati Uniti [...] equilibrio storico di pesi e contrappesi e [...] siste-ma politico storicamente [...] come bipartitico . Il modello presidenziale america-no [...] anche molti limiti Sì, i difetti sono [...]. Si va dalla de-generazione [...] difficoltà a governare una società complesse come [...] Stati Uniti. Clinton nel suo mandato [...] anche [...] a difendere i più [...] esclusi. Poi dovendo fare i [...] congresso che è a maggioranza re-pubblicana è [...] sottoscri-vere una legge sanitaria predispo-sta dai repubblicani [...] con tutto il suoi programmi eletto-rali. Apparentemente quello Usa è [...] garantisce la gover-nabilità, ma in realtà nella [...] può avvitarsi in una condizione di permanente [...] congresso, se vi è dissonanza politica come [...]. Nelle grandi democrazie europee [...] governo è diversa. [...] che le distingue rispetto [...] Usa ? Nelle grandi paesi europei si è [...] competitiva sul modello che viene chiamato [...] cioè il modello ingle-se. Se negli Stati Uniti [...] governare anche contro il con-gresso e quindi [...] al-tri eletti, nel modello [...] invece il primo ministro [...] governare contro la [...] mag-gioranza. Nel modello inglese [...] un rapporto fiduciario fra [...] gli altri eletti in parlamento; esso funziona [...] un proces-so o bipolare o [...]. Quindi il problema nostro [...] questa forma di governo in una realtà [...] italia-na, che è a tendenza bipolare, ma [...]. In Italia si parla [...] diretta del premier. In [...] non [...]. Esiste una convenzione e [...] per cui il leader del partito che [...] elezioni è automati-camente il primo ministro. In Francia non è [...]. [...] diretta del presidente della Re-pubblica. In Francia [...] il modello [...] un modello duale, a due [...]. Il presidente della Repubblica [...] dai citta-dini e nomina il capo del [...] a [...] volta deve avere la [...]. Quando la maggioranza che [...] presidente della Repubbli-ca è consonante con la [...] il presidente del consiglio, di fatto tutto [...] nelle mani del presidente della Re-pubblica. Quando invece la mag-gioranza [...] dalla maggioranza che ha espresso il presidente [...] Repubblica, [...] è accaduto con [...] di fatto il presidente [...] Repubblica [...] perché qualunque premier che [...] dalla maggioranza parlamentare, non avrebbe la fiducia, [...] governare. Questo è un sistema [...]. [...] invece il caso tedesco che [...] ancora [...] cosa. Il caso tedesco è frutto [...] sto-ria. Nasce con due pronunce costi-tuzionali [...] tagliano le ali: da una parte viene messo fuori [...] il par-tito comunista e [...] parte i partiti di estrema [...]. Quindi In Germania la [...] politico viene calata [...]. Però anche il sistema [...] cuore del modello [...] perché il capo del [...] socialdemocratico che vince le elezioni diventa automaticamen-te [...]. Ma nemmeno lì [...] diretta e il parlamento conserva [...] il suo potere di sfi-ducia, però come sfiducia costrutti-va. Nel senso che il Parlamento [...] un governo se designa [...] un nuovo primo ministro. Guardando a tutti questi [...] il sistema che produce più governabilità ? La [...] esiste nei governi in cui vi è [...] della espressione di voto del corpo elettorale. Laddove vi è un [...] governo e corpo elettorale e [...] un rapporto fi-duciario con [...]. [...] questo che noi vogliamo [...] di fronte un realtà che non è [...] o francese perché abbiamo un sistema politi-co [...]. Intanto [...] il siste-ma elettorale: nel [...] scritto che il modo per garantire il [...] il corpo elettorale e il cir-cuito fiduciario [...] elettora-le elettorale a doppio turno alla francese. Ovviamente non ne fac-ciamo [...] disponibili a discutere. E sulla forma di [...] Con quale proposta la sinistra si pre-senterà alla [...] Seguire-te il modello [...] ? La nostra proposta [...] pre-mierato. Cioè un governo del [...] abbiamo definito fles-sibile. Non rigido nel senso [...] ministro viene eletto e può in ogni [...] esclusi-va responsabilità, sciogliere il [...]. Questa sarebbe una for-ma di [...] rigida. Noi rite-niamo più adeguata [...] italiana un modello di pre-mierato flessibile. In concreto signi-fica designazione [...] conserva il rapporto organico con il corpo [...]. Può chiarire meglio il [...] ? Intanto ogni candidato che si pre-senta [...] dichiarare qual è il designato premier a [...]. Poi si può vedere [...] scheda o se fare una dichia-razione di [...] che abbia però forma giuridica e sia [...] stessa ammissio-ne della candidatura. Questa for-mula va messa [...]. E quale rapporto deve [...] e parlamento ? Io sto lavorando a [...]. Il candidato premier che [...] massimo dei consensi come col-legamenti viene nominato [...]. Presenta al Parlamento i [...] ha nominato e il programma. Se un quinto , [...] eletti propone la sfiducia si passa alla [...] immediatamente a governare. E se nel corso [...] rapporto fiduciario fra premier e Parlamento si [...] Se il rapporto fiduciario viene me-no, il premier [...] soltanto con una sfiducia costrutti-va che provenga [...] maggioranza. Che vuol dire sfidu-cia [...] nuovo pri-mo ministro. E questo lo ammettia-mo una [...] volta nella legislatura. [...] ci sembra [...] di tutti i processi che [...] luogo ad elezioni a ripetizione. Per quan-to riguarda il [...] del premier pensiamo che egli pos-sa chiedere [...] Re-pubblica lo scioglimento del Parla-mento. Il Presidente decreta lo [...] un periodo di tempo ragionevole, pensiamo quindici [...] Camera non indi-ca un nuovo premier. E anche que-sto può avvenire [...] sola volta nel-la legislatura. Così rimaniamo [...] del modello [...] che gli studiosi chiamano di [...] con la maggio-ranza. CHE ESERCITO possiamo permetterci? Quante [...] destinare alle nostre forze armate? Non sempre [...] del problema si tiene conto, e così [...] si prospettano soluzioni del tutto slegate dal [...] finanza pubblica. [...] però [...] domanda alla quale con-viene rispondere [...] prima. Di quale esercito ab-biamo [...] Quale [...] dovremmo farne? Questo significa entrare in una [...] di politi-ca militare, ma tenere conto del [...] nostro paese dovrebbe svolgere nello scacchiere europeo [...] mediterraneo, cioè delle linee della nostra politica [...] impegni associativi che abbia-mo assunto. Così quando si propone [...] campo tra cinque anni un esercito completamente [...] e adeguatamente equipaggiato, ci dovrebbe essere anche [...] impiego lo si vorrebbe destinare. La Francia la scelta [...] di mestiere [...] fatta nei mesi scorsi. La Gran Bretagna [...] fatta da tempo. Si conoscono le ragioni [...] a questo. Francia e Inghilterra operano [...] nello scacchiere mondiale, hanno colonie, protettora-ti, alleanze [...] tutelare in zone lontane, ne-cessitano di corpi [...] muovere rapida-mente e violentemente. La Francia tiene migliaia [...] in Africa e [...] ha interessi in varie [...] e drammatici problemi nella vicina Irlanda. Non bastavano più i [...] Legione straniera o i corpi [...] del Sas. Ma noi quali proie-zioni [...] le nostre forze armate? In quali zone [...] interessi da tutelare comportanti [...] di contingenti militari? Certo, [...] partecipare a qualche operazione «collettiva» di [...] del tipo di quelle [...] portato in Bosnia e, prima, in So-malia [...] Mozambico. Per questo dobbiamo essere [...] contingente mobile, adeguatamente ar-mato ed equipaggiato e [...] di tra-sferirsi rapidamente sul terreno di impiego. Si tratta però solo [...] di uomini. Per le nostre esigenze abbiamo [...] bisogno di una «forza di difesa», [...] ampia da co-prire [...] territorio, [...] addestrata [...] degli armamenti e delle tecnologie [...] di un esercito moderno, [...] flessibile per esse-re [...] la struttura portante di quel-la [...] di riserva» che il paese può essere costretto a [...] in particolari circostanze di pericolo. SI COMPRENDE allora quale [...] quel-lo di allontanare i giovani dal servizio [...] ad addestrare le aliquote destinate ai com-piti [...] predisposizione della «riserva», di rinchiudersi in una [...] esigente, non più «arruolata» ma «assunta». Quello della durata della [...] falso problema. Se ci sono le [...] un buon sol-dato lo [...] anche in sei mesi. Quel che conta è [...] flusso costante di uomini e la catena [...] transitare. Il sistema «misto» non [...] solita soluzione di compromesso, ma una scelta [...] e razionale. Un [...] di soldati di leva [...] è il modo più corretto per assicura-re [...] armate la sufficiente capacità «of-fensiva» e quella, [...] «difen-siva». Come è entrato nei [...] abbiamo bisogno di un esercito «normale», vicino [...] territorio, il meno distraente dai processi formativi [...] studio o di lavoro, senza tempi di [...] incombenze avvilenti come la guardia ai palazzi [...] tanti berretti verdi, o rossi o gialli. Se in questo si [...] affron-tare con minori difficoltà il problema del [...] alla leva e quello, residuale, [...] di coscienza. /// [...] /// Sì, grandi ambizioni, che [...] state comprese dalla maggior parte degli osservatori [...] differenza di chi non riesce a guardare [...] di-stacco e lungimiranza perché ec-cessivamente condizionato dal [...] e dalle situazioni esistenti rispetto alle po-tenzialità [...]. Ma si poteva, in [...] non essere ambiziosi? Eviden-temente no dato che [...] e unica ambizione è quella di dare [...] sistema formativo più rispettoso della personalità in [...] e dei ragazzi, in linea con gli [...] durata e cadenze, aggiornato nei contenuti e [...] insegnamento, più mirato a ga-rantire [...] nel mondo del lavoro. Insomma quella che si [...] scuola giusta per il 2000. Nei mesi scorsi avevo [...] primi provvedimenti adottati erano tasselli di un [...] un disegno, tappe di un lungo viaggio. Così la riforma della maturità, [...] esclusi-vo della storia contemporanea nelle ultime classi delle medie [...] delle superiori così, soprattutto il [...] scolastica [...] del Parlamento -che per-vade, con [...] ispirazione [...] e [...] tutte le iniziative di questo [...]. Adesso, con la proposta [...] scolastico da otto a dieci anni e [...] cicli scolastici, si manifesta appie-no il generale [...] sarà completato con la revi-sione dei programmi [...] leg-ge di parità) nel quale si inserisco-no [...] coerenza i provvedimenti finora adottati. Stiamo cioè dimostrando che [...] «vola-re alto» immaginando e propo-nendo grandi riforme [...] i piedi per terra» nel [...] usando fin dove è [...] di provvedimenti amministrati-vi per non sovraccaricare ulterior-mente [...] processo di produzione legislativa; calibrando i tempi [...] bene le risorse necessarie e quelle via [...] contrario del procedere per [...] ad alimenta-re fin troppo voluminosi «libri dei [...]. La sinistra è giunta [...] governo dopo [...] durata [...]. Vi è giunta forse [...] residuo ec-cesso di impazienza; non avendo pienamente [...] riformista; non essendosi libe-rata fino in fondo [...] dare ascolto alle sirene [...] ai richiami dei cultori [...]. Ma, [...] ed ora, sta dimostrando [...] i conti con il proprio passato scommettendo [...] sul futuro che continua ad identificarsi col [...] Prodi. Più che mai, dopo [...] è necessario sgombrare il [...] dalle ambigui-tà di Rifondazione comunista con la [...] giungere ad un chiarimento, alla definizione dei [...] concorda-re preventivamente [...] e il conseguente supporto [...] e infingimen-ti, assumendosi ognuno, fino in fondo, [...]. Più che mai, dobbiamo [...] apra davvero, con la Bicamerale, la stagione [...] senza le quali non potrebbe pienamente affer-marsi [...] della coalizione di governo. Ma intanto è necessario [...] partecipi al dibattito aperto sulle riforme avviate [...] da quelle della scuola, perché diventino patrimonio [...] le sue componenti, perché diventino ricchezza per [...]. E poi, è altrettanto [...] più -necessario che tutte le forze politiche [...] parte, anche con uno scatto di orgoglio, [...] volta «volare alto», superando le tentazioni sempre [...] cabotaggio per condurre in porto, pur nella [...] ricchezza del confronto, in tempi ragione-volmente brevi, [...] provvedimento. Per rispon-dere coi fatti [...] atto col Polo -mai da dimenticare né [...] più per rispondere alle attese degli elettori, [...] acceso una nuova speranza e che ci [...] loro fiducia e che giu-stamente non ci [...]. Specie se dovesse dipendere [...]. /// [...] /// Specie se dovesse dipendere [...]. (0) (0) ![]()
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