E son tutti esempi, [...] civiltà industriale [...]. Egli sostiene che bisogna [...] residuo arcaico della protesta, dello scoramento, della [...] essere con le cose [...] con la loro « [...]. Anzitutto non ci sembra [...] o di Ottieri o [...] Sereni, se queste cose e questa progettazione li [...] o nella suicida solitudine, o nel grottesco. Si tratta sempre, in [...] degli effetti, a tutti i livelli, [...] industriale data; nè vediamo [...] attive possano rifiutare e respingere e negare [...] della realtà. O forse sbagliano, quando ritengono, [...] sentono, che [...] del neocapitalismo è schiavistica, ripugnante, [...] di capacità liberatrice e « progettatrice »? Sono [...] di « ideologismo »? In [...] a noi pare di scorgere, [...] stesso di Vittorini (che egli [...] «grido di allarme»), una segreta angoscia, anzi una vera [...] come dicesse che oramai questa realtà [...] è immutabile e tanto vale [...]. Il problema, però, non [...] passa allo stato attuale della letteratura e [...] di arcaismo anche nei tentativi di superamento [...] e altri. Eppure si tratta [...] società in cui i [...] sono socializzati, sono del [...] è dai [...] sviluppo industriale. Ma mettiamo che sulle cause [...] una tale « arcaicità » si sia tutti [...] (rottura [...] certa evoluzione della cultura sovietica [...] al [...] teoria e prassi dello scrittore [...] « ingegnere di anime »; polemica schematica contro la [...] decadenza »; isolamento ecc. Si tratta di ben [...] una specie di panico dinanzi alla insufficienza [...] espressivi, che lo sforzo di mitizzare il [...] di smitizzare [...] sociale avanzata, ma non [...] democratica, riescono a malapena a velare. Il problema, anzi, è [...] mai; e in esso viviamo tutti, a [...] ogni momento. Ma noi pensiamo che [...] essenzialmente risolvibile in rapporto allo sviluppo di [...] chiamiamo marxismo, e che comporta, tendenzialmente, il [...] del pensiero (della cultura) nel reale, per [...] talmente incarnata nella storia da progredire e [...] i sedimenti dog-matici nella mente degli uomini. Ma ogni demistificazione è, appunto, [...] ideologica, una verificazione dialettica. Ma allora, sì può sostenere [...] esista una « verità industriale » non storicamente (e [...] politicamente, socialmente) concretata? [...] concepibile la. Il massimo, quindi, che ci [...] dare il programma [...] sarà un nuovo [...] che di nuovo avrà solo [...] più sottile angoscia, e cioè proprio quel residuo tardo [...] che Vittorini pur vuole espungere. Ma come non [...] presente anche la portata [...] che ora è vecchio e superato e [...] Ciò [...] in sostanza, era decisivo in un [...] era la tensione rivoluzionaria, [...] « cose » industriali cui aderiva sino [...] erano le « cose » in sè, [...] ma talmente inespressive da dipendere [...] che le regge e [...]. Vi è una a [...] rivoluzionaria, negli intellettuali sovietici? Ma allora la [...] ideologica, e non di astratta programmazione « [...]. Non si può chiudere [...] il discorso, è chiaro. Lo stato di incertezza [...] in cui [...] moderna si muove, e [...] è tale da [...] bisogno di lucidità e [...]. Ma chiamare le cose [...] nome a noi pare pur sempre un [...] e ai programmi [...] nuova arte. Rino Dal [...] TOTI, Il tempo libero. ///
[...] ///
Nella bibliografia, oramai enorme, [...] del tempo libero, il libro di Gianni Toti [...] merito di porsi dal punto di vista, [...] di coloro cioè che, il tempo libero, [...]. La gran-de maggioranza, per [...] totalità, delle opere scritte su questo problema [...] Italia [...] si pone invece dal [...] di coloro per i quali il tempo [...] concessione largita ai lavoratori, la conseguenza di [...]. Si tratta di due [...] opposti, ma tra i quali si può [...] egualmente validi? Evidentemente no. [...] esclude [...]. ///
[...] ///
[...] esclude [...].