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PAGINA 16 [...] Spettacoli MARTEDÌ [...] SETTEMBRE [...] città visibili Terminato a Tolentino [...] del [...] È stato ultimato il [...] della basilica di san Nicola a Tolentino (Macerata). Per riportare [...] splendore il grandioso ciclo di [...] tra i più [...] del Trecento, sono stati necessari [...] anni e una spesa di mezzo miliardo di lire. Eseguito tra il 1331 [...] da una o più mani (forse si [...] Pietro e Giuliano da Rimini), il «cappellone» ricopre [...] metri quadrati delle quattro pareti e della [...] che originariamente doveva essere la sala capitolare [...] frati [...]. La Lunetta di Gesù [...] secolo) al Museo civico [...] Piacenza Sotto bassorilievi al Museo civico e una formella [...] Cattedrale; [...] Sandra [...] piazza Cavalli la gente [...] Quasi esclusivamente uomini col cappello e mani [...] Piacenza [...] rustica, non è incline [...] Le città italiane raccontate dai giovani [...] Nata a Piacenza nel [...] Roma. Ha pubblicato per la [...] Theoria Navigazioni di Circe -con cui ha vinto [...] Elsa Morante -eli catalogo dei giocattoli. Ha inoltre scritto Come [...] edito da Rizzoli. Per i primi mesi del [...] è prevista [...] di Poche storie, una raccolta [...] racconti che sarà pubblicata da Theoria. Per [...] collana «Geografia» della stessa casa [...] sta ultimando) un libro sui vecchi. /// [...] /// Non appartengo a Piacenza [...] generazioni, non ho parenti là e ormai [...]. Piacenza è [...] che neanche capita facilmente [...]. Ma è la città [...] e dove ho trascorso [...]. Il mio oroscopo ne [...] mia mappa astrale compie uno scarto di [...] a chi è nato al centro, a Roma, [...]. E il mio cielo, cielo [...] nascita e di [...] è quello grave della Val Padana, le stelle [...] stanno su quella ostile savana, [...] spianata dove il calore [...] in un nodo soffocato come [...] affogati del Po. [...] è nulla e nebbia. /// [...] /// Succede alle persone come [...] non è indifferente la terra, [...] la luce che ha [...]. Dunque Piacenza è la [...] se la partenza è stata un addio, [...] vasti orizzonti della pianura. I suoi spazi e [...] il suono del suo dialetto sono gli [...] scorrono in me, la qualità del mio [...] dal gioco intrecciato di altre influenze, troppo [...] come brezze sbadate quando a Piacenza ricordo [...] annuncianti violente primavere. Venti ladri che rubavano [...] papaveri e i palloni delle mani dei [...] che improvvisi spogliavano le donne e in [...] di cosce e ondeggiare di mani nelle [...] risate, venti sciroccali che attorcigliavano i panni [...] fili, [...] di calore, e piegavano [...] degli argini in umiliati inchini. Naturalmente esistono due Piacenze, [...] a qualsiasi turista, [...] nel senso che ha [...] menù di certi ristoranti, quella cucina che [...] sapori e non sa di niente, e [...] privata, la Piacenza mia. [...] mi sì confonderanno i [...] po' della Piacenza delle guide soccorrerò il [...] il ricordo animerà la fredda illustrazione del [...]. Cominciamo da piazza Cavalli, [...] città, il suo sìmbolo. Non è stramba e [...] questa gente che intitola la piazza principale [...] anziché ai cavalle-ri che vi stanno sopra? E lo scultore è [...] Mochi. Francesco Mochi, toscano di [...] che lavorò anche a Roma, ma a Piacenza, [...] marginale della provincia, lasciò i suoi capolavori. Dunque quelle statue bronzee presidiano [...] piazza, una a destra, una a sinistra, insieme cornice [...] avamposto del Palazzo Gotico. Ma non somigliano a [...] poco di militare quei due, sono piuttosto [...] inquiete, fantasmi in attesa di pace [...] due fuggiaschi. Forse sono convitati di [...] la vendetta ultraterrena, guardano lontano dalla stessa [...] piazza che dovrebbero proteggere, non i palazzi [...] orientano i volti. Cosa guardano le statue? Il [...] morte sembrerebbe, il nemico invisibile che avanza [...] inutile combattere. I ca-valli sono terrorizzati, [...] sguardo concavo, denti squadernati. Portano i loro leggeri [...] vento che gonfia mantelli, capelli, criniere. /// [...] /// Quando le statue furono [...] morto e il bronzo lo sa. Ranuccio, [...] vivo, può compiere un [...] il nemico, ha il braccio alzato e [...] del comando. Ma Alessandro è solo [...] avvolto nel tabarro, chinato in [...] magro, [...] onde sul corpo massiccio del destriero. Non guida, è trasportato. Il volto sottile, i [...] le braccia piegate ad accompagnare il trotto [...] mani giunte a stringere le briglie, ma [...] preghiera. Quando passavo per piazza Cavalli, [...] guardavo le statue, troppo alte sui basamenti, [...] che sostava in chiacchiera. Uomini soprattutto se non [...] cappello e addosso giacche sformate, una mano [...] la bicicletta, [...] in tasca. Le loro ombre sul [...] con SANDRA [...] dei lampioni, con quelle [...] che ciechi e sordi al rumore della [...] misterioso richiamo, solo a loro percepibile. Le ombre al tramonto [...] e sbiadivano, simili a enormi [...] evanescenti che oscuravano appena 11 dorato riflesso sui lastroni. Ora non ingannino le [...] dal cielo sereno con le nuvole in [...] visibilità fino alle azzurre colline che fermano [...] un orizzonte [...] lontano, non ingannino certi [...] tramonti, quelli che scaltre cartoline fissano [...] docile del Po sotto [...] ferro. In queste giornate Piacenza; [...] e ospitale, crepitante di pietre e tegole [...] rosso. No, Piacenza non è città [...] non è città aperta. Piacenza è dura, intensamente nordica, [...] taciturna, introversa, cucita dentro una densa placenta di nebbia. Ci sono mattine buie [...] affretti ad aprire la finestra e ti [...] faccia il buio impenetrabile di una parete [...] suo respiro umido ti af-ferra subito i [...] il viso. [...] nasconde quasi sempre in [...] inghiottita dalla nebbia a ogni passo, non [...] ti cammina accanto. Qualche volta invece vedi [...] in uno [...] di vecchia fotografia, in [...] in [...] affondamento. Ti chiedi se esiste [...] si stia cancellando e con lei non [...] mondo lasciandoti solo su un pianeta scomparso. E fra poco, pensi, [...]. Cosi è la nebbia, [...] di te. E ti dà a [...] gioia di un sopravvissuto che ne incontra [...] lunghe segnalazioni nel buio. Le persone [...] compaiono nella nebbia hanno una [...] qualità spirituale, non sono di carne come tutte le [...]. Affiorano leggermente con una [...] un piede, una mano, un ginocchio, il [...] di un cappotto, il dondolare [...] laro della bicicletta, perché [...] nella nebbia diventano parte del corpo. Per ultimo affiora il [...] dilatato come negli occhi di un miope. Improvvisamente ti stanno di [...] questi visi, [...]. E si prova un [...] e di gratitudine, perché si mostrano, perché [...] vedere. /// [...] /// Nella nebbia le voci [...] silenzi più densi, le parole diventano compatte, [...] tu dici semplicemente ciao [...] hai detto qualcosa di profondo, qualcosa che [...] al cuore [...] come se la parola [...] tramite di [...] coincidenza, uscita dal sé, [...]. Perciò il vero colore [...] Piacenza [...] è il rosso, ma il grigio in [...] gamma che va dal bianco al nero, [...] notte e della nebbia fitta, bianco di [...]. Nella neve di Piacenza [...] fino al ginocchio. [...] una grande fontana rotonda, sempre [...] d'acqua, nel giardino di casa. L'acqua non ce la mettevano [...] una volta un bambino [...] affogato dentro. Si riempiva soltanto, a [...] neve soffice, più soffice é più bianca [...] neve della città. E la città sotto [...] diversa come succede sempre, come succede ovunque. Ma per una bambina [...] il mondo è una magia speciale, il [...] di favole sulla realtà, quelle favole nordiche, [...] nord di Piacenza, quei libri dalle immagini [...] neve e di bambini imbacuccati. La galaverna trasformava ogni [...] dei platani in un disegno bianco scintillante. La neve fra i [...] le stoppie trasfigurava gli argini in paesaggio [...]. Perché agli angeli si [...] gelo: è questione di consonanza, ma anche [...] bagliore. V'è un invito a [...] pioppeto scheletrico morso dalla neve, un che [...] crudele, un pervasivo richiamo, una fatata compagnia [...] il nulla, indifferente e tirannica. E poi c'è il [...]. Piacenza il fiume lo [...] laterale, eppure è come la via Emilia Pavese, [...] dorsale. Fiume largo con un [...] per lucci e suicidi. L'acqua scorre con calma [...]. Gli alberi scendono lenti [...] piedi e restano imprigionati nella melma, col [...]. Tutti i fuori di [...] e i balordi, bracconieri e pastori, puttane [...] il fiume. Vanno cantando vecchie canzoni sugli [...] si ubriacano negli chalet delle [...] si danno appuntamenti vaghi: «A [...] a [...] e [...]. Questi sono gli elfi [...] si svegliano di sera e spadroneggiano [...]. Loro che non temono [...] figure dai volti segnati, scoppole e baschi [...] calvizie, cupi mantelli da orchi, sciarpe opache [...] la bocca fino alle orecchie. [...] può trarre in inganno [...] vitalità dei borghesucci ai bagni, [...] attillata delle società sportive, [...] «Nino Bixio»; la «Vittorino»: tennis, piscina, ca-nottaggio. Altro tocco [...] di Piacenza, buona società [...] classe, pettegolezzi e flirt da [...] balli pubblici al circolo [...] adulteri e piccole tragedie [...]. Può darsi che Piacenza sìa [...] città ricca. A passeggiare adesso per [...] centro colpisce la linda distinzione dei negozi, [...] delle vetrine, un eccesso di ricercatezza nei [...] un accordo perfetto di colori negli [...] delle ragazze, finanche il [...] ha studiato [...] cromatico degli ombrelloni, il [...] merci. Sembra di sfogliare una [...] tutto è pronto per lo scatto della [...] è perfettamente in posa. SI, Piacenza oggi è [...] e quindi non sa nascondere le sue [...]. Mentre sotto e dentro [...] cuore antico, la [...] anima ruvida e campagnola. La mia Piacenza, la Piacenza [...] Cinquanta, era ancora se stessa dentro e [...]. I negozi erano botteghe. Passava casa per casa [...] con i suoi grandi [...] freddo delle ghiacciaie, antenate dei frigoriferi. E passava [...] della segatura, [...] gridava: «Moietta, moietta, [...] da molà?», e il pescatore [...] Trebbia alzava il suo richiamo allungato: [...]. Alla fiera di San Giuseppe [...] girandole e trombette, palloni legati al filo. Verso sera si levavano [...] sinistri ululati delle sirene, netti occupavano i [...] silenziosa, attraversata di rado da macchine lente [...] Lambrette. [...] giornata era passata, [...] giornata guadagnata con la [...]. Gli operai, smontati tutti [...] sciamavano come un esercito in ritirata, a [...] biciclette. Fari che punteggiavano la [...] le borse sformate dondolavano appese alla canna. Qualcuno fischiava una canzone [...] ritrovata libertà, o per farsi coraggio. Malinconiche suonavano le trombe [...]. Questa [...] è la mia gente, [...] e callose, visi dalle rughe profonde, grandi [...] vestiti ruvidi e smessi. La Nele dalla treccia [...] grassoccia, con le calze sotto la gonna [...] la carne gonfia sopra il ginocchio, con [...] tartaruga che si perdevano in continuazione. Ebbe il tifo e [...] bei capelli, [...] che nei giorni di [...] conigli bianchi e apriva sui teneri ventri [...] per [...] il sangue e dolcemente [...] dai corpi serpeggianti come dalle spalle di [...]. Poi cucinava egli stesso [...] abbaglianti e il profumo che si levava [...] con le crudeli necessità del vivere e [...] la bambina sconvolta per la sorte degli [...] per [...] del cuore nel giorno [...] pensione. Gli dei di Piacenza [...]. Abbiamo visto i Farnese [...] Cavalli come inadeguatamente tentino di fronteggiare le ombre, [...] città. I numi protettori se [...] acquattati e nascosti, umili e laboriosi. Piacenza ha [...] rustica, non è incline [...] corteggia miti, poco svolazza persino intorno alle [...]. I suoi lari dovete [...] con la testarda iniziativa di [...] eremita che avanza nella nebbia, guidato non dalla vista [...] e [...] del cuore. Sono lari poveri come [...] campo che ornano gli archi dei portali [...] Duomo. /// [...] /// Le formelle sui pilastri cilindrici [...] cattedrale! Qualcuno si presenta pure [...] Ugo Tintore, Giovanni [...] appartenente al paratico dei [...]. Paratico, cioè corporazione. Che vogliono questi personaggi, [...] intrufolati fra le Madonne e i santi [...] Umili ma orgogliose del proprio ruolo in città [...] medievali: le corporazioni piacentine hanno voluto ricordare [...] formelle la loro partecipazione alla costruzione [...] tempio cittadino. Dal dodicesimo secolo a [...] larghe facce contadine, le lunghe dita operose [...] corpo tanto sono giganti, il concentrante amore [...] che si rivela nella china positura del [...] quasi a proteggere, a curare da vicino [...] rappresentato e rappresentano [...] religione delle cose dei [...] di Una comunione col divino raggiunta attraverso [...] di una responsabilità intera [...] nati, [...] la terra e del [...] la [...] arte e il suo [...] pubblica. Chi siano i quattro [...] i protiri della facciata non lo so, [...] non hanno [...] distinta. Soffrono e sudano sotto [...] colonne, sono muscolosi figli del [...] con [...] e schiene curve per lo sforzo. E si può, identici, [...] ancor» oggi negli ispidi [...] Po, nelle conversevoli massaie sotto i portici, nei [...] premurose mercantesse di piazza Duomo. Quelle facce 17 non [...] i santi, pure i cerchi più alti [...] Piacenza si fanno piacentini. Un Sullo al Museo Civico. I magi adoranti sono [...] tozzi contadini padani, volti e mani quadrati, [...] corti, ampie bocche. [...] davanti a una Madonna bambina, [...] e sempliciotta. In un altro bassorilievo Gesù Maestro [...] invece modellato su [...] variante del tipo emiliano, [...] naso nobile, leggermente aquilino, indiscusso sovrano [...] labbra carnose, sensuali. [...] il palmo della mano [...] Cristo carnale dove lo spiccato «monte di Venere», [...] chiromanzia della potenzialità erotica, è conturbante zavorra [...] lunghissime ed estaticamente slanciate verso il cielo. Del resto dottrine antiche [...] la saggezza popolare, insegnano la stessa cosa. La Verità non è [...] della terra separatamente, ma della terra e [...]. /// [...] /// La Verità non è [...] della terra separatamente, ma della terra e [...]. (0) (0) ![]()
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