Negli anni universitari, dal [...] ci fu anche [...] studentesca [...] da me pienamente condivisa, [...] manifestazioni contro il fascismo e il nazismo, [...] governi e dalle autorità accademiche. Sul piano linguistico, tra [...] e i familiari adulti si alternavano due [...] affettuosa ironia per le nostre frequenti improprietà [...] un nostro senso di superiorità, magari anche [...] riguardi per la nostra migliore conoscenza dello [...]. Come sul piano linguistico, [...] piani, rivedendo quel periodo oggi con occhi [...] conto della diversità [...] della mia generazione rispetto [...] allora. Loro si portavano dietro [...] noi no, anzi la acquistammo in gran [...]. Noi eravamo otri vuoti. Per loro si trattò [...] di culture, in cui, con grande disponibilità, [...] esperienza europea su [...] problemi, passando da Gioele Solari [...] Alejandro [...] al [...] provvisti di un bagaglio [...] fatto di libri, ma non solo di [...]. Per noi, più giovani, [...] culture si svolse invece con [...] vigorosa di contenuti e [...] un bagaglio culturale molto esile. In casa cercarono di [...] Dante e Manzoni; ma con scarso coinvolgimento [...]. Il che, tuttavia, non [...] segnato per sempre tra i reprobi. Se risalgo alla scuola [...] il bagaglio culturale che ci portavamo dietro [...] e fasullo della scuola gentiliana e fascista [...] una infarinatura di cultura classica, una assoluta [...] una impudente retorica nei componimenti. La formazione culturale che [...] argentina negli studi secondari era [...] che perfetta; anzi, cosa [...] era molto carente sul piano umanistico. Poca letteratura; un appiattimento [...] un paese in cui il massimo spessore [...] indietro fino [...] coloniale, mescolava, in una [...] biblica, classica, crociate e rinascimento; molta zoologia, [...] matematica; molte attività pratiche, fino alla fabbricazione [...] elementari; molta [...] civica». Non che mancasse la retorica, [...] patriottismo, come [...] quotidiano, nelle celebrazioni del «dia [...] la bandera», del «dia del maestro», «del [...] le feste patriottiche, le guerre [...] la «luce del glorioso passato», il «volto del trionfale [...] che si cantavano negli inni. Ma era [...] cosa rispetto alla retorica fascista; [...] non imposta. Anzi, proprio [...] straniato che tutto questo [...] occhi, il fatto che si trattasse di [...] ebbe [...] benefico di appiattire una [...] Carlo Alberto, Garibaldi, San Martin e Bolivar [...] sfondo di placida e remota oleografia. Appunto le parole [...] o [...] o [...] che si sostituivano a «italianità», [...] forti valenze relative, segnarono per noi la fine una [...] per tutte di ogni sentimento nazionalistico. Molti anni dopo, il [...] aspetti tragici con la guerra delle [...] e i molti morti [...]. ///
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Molti anni dopo, il [...] aspetti tragici con la guerra delle [...] e i molti morti [...].