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E i monumenti, In Italia, [...] spesso soffrono di cattiva manutenzione. Un rispetto formale, fatto [...]. [...] sostanziale, fatta di cattiva [...] questo proposito, la lacunosità pressoché totale del [...] 11 recente vezzo del [...] di ricordare quel periodo [...] polpettoni magniloquenti (vedi Io e II duce) [...] storia di un [...] alla tragicommedia privata [...]. Eppure quelle giornate [...] hanno coinvolto direttamente, nelle minute [...] come nei grandi progetti, ogni italiano. Incontri, scontri, passioni, sangue, [...] e paura dei vinti. Avvicinandosi al piedistallo della Storia [...] maiuscola, si scopre ancora [...] la memoria di milioni [...] la minuscola. Prima che questa breve Introduzione [...] diventare, a [...] volta, Celebrazione, ascoltiamo dalla [...] protagonisti quattro di queste piccole storie, molto [...] Insieme molto diverse rispetto a milioni di altri [...]. Le prime due storie [...] fratelli. [...] in modi cosi incredibilmente [...] nella Genova della liberazione. [...] Marzullo, partigiano, e suo fratello. Giacomo [...] reduce da un lager [...] fratello. Rino, nel [...] aveva 25 anni. Praticamente trasformato in una castagna [...] seguito alle Indigestioni di castagnaccio: mesi e mesi di [...] roba da non [...] più. E chiedere o prendere [...] contadini non era affare da poco: eravamo [...] avremmo dovuto portarci via un pollaio intero, [...] che, per motivi di decenza, si soprassedeva [...] per forza. Andava un po' meglio [...] altro eterno problema di ogni guerra. Nella dotazione personale ce [...] a testa, non ricordo se Nazionali, Popolari [...] le tre marche allora [...]. Per un fumatore, erano crisi [...] tremende. Allora inventai un sistema [...] le sigarette: raccoglievo foglie di vite e [...] facevo essiccare e poi le sbriciolavo. Mischiavo il tutto a [...] tabacco e nicotina che ottenevo lasciando macerare [...] "vere" [...]. Quando il sostanzioso pastone [...] ad [...] di [...]. Successe così: avevamo messo [...] linea telefonica interna di fortuna, efficace ma [...] i telefoni squillavano sempre tutti insieme. Così intercettai la telefonata [...] Milano avvertiva il comando di [...] che la città era [...]. Subito dopo ricevemmo [...] di aspettare nelle valli [...] scappavano da Genova. Ne catturammo parecchi; e [...] il 26, scendemmo a Genova. Gli alleati non erano [...] una decina di giorni a La Spezia, [...] Genova. E a questo proposito [...] un episodio piuttosto esilarante. Un maggiore del servizi [...] meno che Basii [...] si era paracadutato su Genova [...] e [...] trovata già liberata, con [...] fuga. Avendo avuto notizia che [...] arrivati a Rapallo, telefonò in un bar [...] Rapallo [...] conosceva e chiese al gestore se per [...] clienti, ci fosse qualche ufficiale americano. [...] e venne al telefono, [...] chi diavolo potesse [...] da Genova dove non conosceva, [...] nessuno. E gli americani arrivarono». Non [...] più il coprifuoco, erano [...] a cantare, a discutere, i mezzi pubblici [...] la guerra fosse un remoto ricordo. Un piccolo gruppo di [...] asserragliato nel porto, ma era [...] focolaio pericoloso in tutta [...]. Si camminava per le [...] riconoscere qualcuno, di ritrovare amici e parenti. E proprio per strada [...] mio fratello Elio, del quale avevo perduto [...]. Elio, dopo [...] settembre, era stato preso [...] un rastrellamento e arruolato di forza nella Decima Mas, [...] Venezia. Assieme ad altri due, con [...] faccia tosta, si diede da [...] per organizzare una cellula comunista. La cellula comunista della Decima Mas, [...] un po'. /// [...] /// Fuggiti su un furgone [...]. Uno preso e fucilato [...] va a Mestre. Elio scappato in Meridione, [...] con la Quarta Armata [...]. E con gli alleati [...] Genova, proprio mentre io scendevo dalla montagna, [...] quella baldoria di gente». Anche Giacomo [...] aveva un fratello. Eugenio, che nel [...] aveva 18 anni. Giacomo, internato In Germania, [...] fece ritorno a Genova [...] ignorando totalmente la sorte di tutti i [...] amici, del quartiere. Avevo [...] il tram che andava verso [...] mia. Guardando dai finestrini cercavo di [...] che cosa fosse successo, chi [...] e chi non [...] come fosse cambiata Genova. Il tram, a un [...] proprio [...] della mia strada, che [...] si chiama ancora oggi, via Pellegro [...]. Mi sporsi, pieno di [...] la strada dove ero cresciuto. Mi accorsi che qualcuno [...] nome: si chiamava via Eugenio [...] mio fratello. Capii che era morto. A casa mi raccontarono [...]. Eugenio era nelle Sap, [...] partigiana. Il 24 aprile, in [...] attaccando dei manifesti che invitavano i genovesi [...]. Una granata tedesca scoppiò [...] venne centrato da centinaia di schegge. Lo trasportarono in casa della [...] levatrice, poco distante. Adagiato sul divano. Poi trascinato in ospedale, [...] giorni dopo. Aveva diciotto anni. La levatrice, per anni, [...] la fodera del suo divano, perche quello [...] Eugenio e non voleva mai [...] la memoria». La terza storia non [...] di un antifascista. È la storia di [...] aveva creduto nella guerra, come accadde a [...] da quella delusione è rimasto segnato. Vittima anche lui di [...] per niente. /// [...] /// Non si diventava fascisti: [...] perché quella era [...] che conoscevamo. E [...] non finì il 25 aprile, [...] settembre del [...]. Io avevo fatto la [...] preso qualche decorazione e certo non me [...]. Il 9 settembre [...] capi in un solo [...] gli veniva sparata addosso la Resistenza aveva [...]. Marcello voleva [...] e a quel punto doveva [...] di perdere. Ernesto è famoso In [...] è il protagonista di «Caro [...] un romanzo di cui [...] molto. Così come si parla [...] Enrico Menduni. Invece, al congresso di Firenze. [...] quasi quarantenne [...] è un «figlio» della Resistenza. Ma, caro Menduni, è un [...] timido e in soggezione anche nella [...] risponde Enrico [...]. La nostra è una generazione [...] in tempi privi di eroi. Noi non abbiamo occupato [...] Milano, né assaltato una colonna di tedeschi. E poi la Resistenza [...] grandi risultati: la vittoria (e non era [...] Repubblica e la Costituzione. Un triangolo molto forte, [...] tempo ha racchiuso tutti l valori positivi [...] ispirarvi. Il nostro "complesso" era [...]. In quel valori che [...] consegnati e che avevamo [...] la retorica delle celebrazioni [...] microstorie che cambiarono la vita italiana. Come Kino riusciva a [...] della moltiplicazione delle sigarette e come Giacomo, [...] lager, seppe da una targa stradale di [...] un fratello. La parola a chi stava [...] parte: «Il fastidio di vedere quanti [...] di [...] fatto la Resistenza». E c'è anche chi [...] «La mia delusione dura da quarant'anni». La Storia siete voi? Sì, [...] così. Annamaria Guadagni non è [...] che non ha ancora compiuto 32 anni. Oggi è consigliere comunale [...] Pei [...] Roma, eletta con quasi quindicimila voti (si [...] parte femminili). Ma Annamaria [...] a 26 anni [...] era già direttrice di «Noi [...] e faceva i conti anche lei. Fino a quel momento [...] con "le madri" che avevano fatto la Resistenza [...] anche fondato "Noi donne" era stato tranquillamente [...] affettuoso. Ma quando [...] nel 1981 [...] sono diventata direttrice di [...] per le donne di sinistra ho sentito [...] un peso terribile. [...] di una responsabilità schiacciante, [...] di dilapidare un patrimonio storico messo Insieme [...] per quarant'anni. Insomma non potevo più [...] semplicemente "la figlia". Dovevo assumermi nuove responsabilità. Un patrimonio che invece Rina Gagliardi, [...] direttrice de [...] manifesto» e coetanea di Menduni, [...] per nulla: [...] un rapporto pessimo con [...] Resistenza», [...]. Ma oggi il quarantenne [...] file Una è direttrice de «il manifesto» [...] eletta con migliaia di voti nel consiglio [...] Roma. Uno è segretario dei [...] ha scritto da poco un libro di [...] molto: Rina Gagliardi, Anna Maria Guadagni, Guido [...] e Enrico Menduni sono [...]. E ci raccontano come [...] «padri» e «madri» che [...] irraggiungibili. Ma lotte studentesche e [...] cambiato le cose. Se il ricambio politico [...] società è permeata di ex sessantottini. Che ora scoprono di [...] altro da dire. Seppi che i tedeschi [...] gli ufficiali italiani al comando di Stresa. Mi presentai in divisa, [...] al merito sul petto. Un ufficiale tedesco borbottò [...] collega una battutaccia sul soldati italiani. Sapevo benissimo 11 tedesco, [...] sberla, finii in galera, mi portarono a Torino [...] Nizza Cavalleria. Scappai scavalcando 11 muro [...] a casa, a Novara, e me ne [...] dirigere la fabbrica di mio padre. Con altri ragazzi presi [...] formazione partigiana democristiana, avevamo il fazzoletto azzurro [...] abbiamo mal fatto granché. Anzi, per essere sincero, [...] tedeschi preferivamo cambiare strada. Si cercava di convivere [...] tutti: soprattutto se, come me, abitavi di [...] repubblichina. Di notte si sentivano [...] torturati, al mattino incrociavi per strada i [...] nero, con le loro mostrine color cremisi, [...] vista prima e mai vista dopo. Bruttissima gente, cosi brutta [...] raccoglieva [...] e il disprezzo di tutti, [...] di chi antifascista non era mai stato». E parlare di liberazione, [...] letterale, non fa una piega. Tutta la gente di [...] strade, dopo anni di coprifuoco. Io con mio figlio [...] carrozzina, i miei amici con tutta la [...] la prima volta tutte le luci della [...] accese. Entusiasmo, ma soprattutto sollievo». Io me ne andai [...] nel [...] dieci anni lontano. Partii 11 19 aprile, [...] avevo voluto fare il mio dovere elettorale, [...] Immaginarti molto diverso dal dovere di quelli della [...]. Partii con il fastidio [...] molti di quelli che non erano riusciti [...] sotto 11 fascismo, cercavano in tutti i [...] adesso, e ci riuscivano pure. Gente che, quando ero [...] con i miei amici si rideva di [...] dava un gran daffare per diventare "centurione [...]. Roba da zelanti, da [...]. E infatti uno di [...] della milizia divenne 11 padrone della Coldiretti, [...] tanto si capisce. Voglio dire che gli [...] per farsi strada prima, troppo spesso li [...] dopo, vantando meriti resistenziali che non avevano». Meglio sottolineare, piuttosto, un demerito, [...] errore grandissimo: [...] sempre pensato che fare politica [...] una sorta di diminuzione, una cosa sporca. Magari lasciando quelli che [...] da soli in mezzo agli opportunisti. Ne conosco così tanti, [...] coetanei, che è meglio non [...]. A Novara, però, sono [...] i funerali di uno del tuo partito, [...]. Eraldo Gastone, partigiano in Val [...] nome di Ciro, persona perbene. E sono poche le [...]. [...] cosa che spero è [...] generazione si faccia presto da parte. E abbi pazienza se [...] aprile non ho potuto fare a meno [...] di queste cose». La quarta storia è una [...] di campo di concentramento. Ada [...] nel [...] aveva 31 anni. Lavoravo con Lelio Basso [...] Psi. Ero andata a una riunione [...] studenti, per fare proselitismo politico. Ma una di noi, [...] Laura Conti, del Fronte della Gioventù, era stata pedinata [...] ci arrestarono tutti. In settembre mi [...] nel lager di Bolzano. Vita durissima, ma si [...] poi. Ero medico, lavoravo [...] di campo. Si cercava, per quel [...] poteva, di continuare a fare politica, di [...]. Soprattutto attraverso quelli che [...] ogni giorno per andare a lavorare nelle [...] Intorno. Furono proprio loro, il [...] ci avvertirono, tornando al campo, di avere [...] una voce diversa dalle solite che avvertiva [...] Milano [...] stata liberata». Nel campo avevamo formato [...] Comitato [...] liberazione interno, e riuscivamo a tenere i [...] di Bolzano. Cosi eravamo [...] che, appena usciti avremmo preparato [...] una manifestazione per 11 primo maggio a Bolzano. Ma l tedeschi furono [...] liberarono alla spicciolata, e trasportarono alcuni di [...] venti o trenta chilometri, con i camion. Così il 30, quando [...] Bolzano in una situazione diversa da come avevo [...]. Intanto, dei nostri, eravamo [...]. E poi l tedeschi, [...] presidiare il Brennero per proteggere la ritirata, [...] presa. Così mi ricordo la [...]. La prima cosa era [...] mia casa esisteva ancora, se non era [...]. Per fortuna [...] ma era occupata da una [...] di fascisti sfollati. E avevano dei bambini. Andai a dormire da [...]. Mi viene da [...] che la mia delusione dura [...] quarant'anni. E che iniziò proprio [...] ridosso della liberazione, quando mi accorsi che [...] bega personale, lotta di fazione. Nella federazione milanese del Psi [...] destra, centro e sinistra. /// [...] /// Arrivammo al punto di [...] di federazione che si combattevano tra loro, [...] corrente. Eppure bisognerebbe avere il [...] forza di continuare a spiegare, soprattutto a [...] soprattutto ai giovani, che cosa sono stati [...] perché accaddero quelle cose. La guerra, le atrocità [...] devono essere viste come disgrazie, accidenti casuali, [...] conseguenze del fascismo e del nazismo, che [...] senso del fascismo è figlio. Altrimenti diventa impossibile capire [...] perche di tutto quello che è successo. Per questo, dopo quarant'anni, [...] ritorno a Bolzano per ritrovare i miei [...] e per Inaugurare un monumento al deportato. Perché perdere la memoria [...] spaventoso. Ed è la memoria [...] viva e quotidiana, anche se qualche [...] in vena di divertirsi [...] il monumento. /// [...] /// Una cosa tremenda: mi [...] le solite parole banali e che anche [...] ci fosse qualcosa che non andava: sfilava [...] a mio parere. Insomma nel riproporsi [...] antifascista vedevo [...] un elemento di conservazione, non [...] politico ma culturale. Poi vennero gli anni [...] come "la Resistenza è rossa, non è [...] un percorso incompiuto. Insomma un tentativo (in [...] in parte risultato pericoloso per chi [...] "militante" passò al terrorismo) [...] Resistenza. Ma poi abbiamo dovuto [...] democrazia dalle "trame" di pezzi di Stato [...]. E poi ci siamo divisi [...] nella sinistra [...] tra chi pensava che [...] potesse, come nella Resistenza, risolvere i problemi italiani e [...] no; tra chi credeva [...] con la De e chi [...] come me [...] non ci credeva». Forse Rina Gagliardi non sa [...] bastava [...] nati qualche anno prima di [...] per [...] di fronte altri temi legati [...] antifascista. Ne è testimone Guido [...] oggi segretario [...] della [...] e nel [...] studente al liceo [...] di Roma. Fu un nuovo antifascismo [...] a maestri come Lucio Lombardo Radice, che [...] a selezionare quadri dirigenti della società in [...] della borghesia [...]. E che [...] a un tratto [...] credette anche [...] che un fronte antifascista potesse [...] unitariamente una soluzione di ricambio per il Paese. [...] che si sbriciolò nel [...]. Da allora mi fu [...] vero problema non era rappresentato dalle [...] di Delle Chiaie o Anderson, [...] nuove forme di oppressione, frutto di un [...] non poteva essere modificato da un modello [...]. Padri autorevoli, quindi. /// [...] /// Padri autorevoli, quindi. (0) (0) ![]()
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