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René [...] sindaco di [...] eletto su una lista [...] (la costellazione politica che [...] e democristiani), oltre che consigliere regionale nel [...] allarga le braccia e [...] «Al [...] di questa legislatura regiona-le (scade nel prossimo [...] cosa normale fare un bilancio e [...] se si è coerenti [...] iniziale. Ebbene, non è più [...]. Riconosce a Pierre [...] sin-daco socialista di [...] e presidente della Comunità [...] dato manforte per la rivitalizzazione com-merciale del [...] «contro una vera e [...] commercianti di [...]. Riconosce a Michel [...] già ministro socialista e [...] regio-nali, di essere «particolarmente ricettivo ai problemi [...] urbano». Riconosce [...] regiona-le [...] di [...] ben lavorato in materia di [...] se-condaria, di formazione professionale, di politica urbana. In conclusione: René [...] lascia la destra e [...] il [...] nella lista di Michel [...]. Simili ca-priole non sono [...] Francia. Quando capita è di [...] contrario: si comincia a sinistra e si [...]. È per questo che René [...] è finito sulla stampa [...] con il suo caso, per quan-to provinciale, [...] letteratura sulla crisi della de-stra francese. Altro sintomo, non meno [...]. Negli stessi gior-ni in [...] Italia si sussurrava di una discesa in campo [...] Cesare Romiti per [...] nerbo alla destra italiana, [...] Fran-cia [...] iniziava una ben strana [...] nominato alla testa della [...] la Confindustria transalpina: «Bisogna [...] Lio-nel [...] era il suo slogan [...] sollie-vo dagli stati maggiori della destra. Non era proprio un programma, [...] perlomeno [...] muscolosa, pre-cisa, impietosa. Il contrario [...] cacofonìa che viene [...] destra dei banchi parlamentari dallo [...] giugno. [...] una volta eletto alla qua-si [...] ha perseverato rincarando la dose: «Voglio la caduta di Lionel [...] sulle 35 ore». Tripudio a destra, ma [...] industriali ha specificato raf-freddando i bollori: «Come [...] mol-to delusi dalla destra. Oggi siamo molto preoccupati [...] sinistra. Non ci spetta di [...]. Resta che sulle 35 [...] presidente della holding [...] parte lancia in resta. E la destra, pur [...] gli affida volentieri quel ruolo di ariete [...] i gollisti né i liberali riescono più [...]. [...] in favore [...] forte» è dietro [...]. E non in favore [...] ma di un industriale. Se poi attraversiamo la Manica, [...] che i «re-lais» sociali dei conservatori inglesi [...] da ricostruire interamente. Lì [...] la [...] padronale oggi presie-duta da sir Colin Marshall, [...] che è alla testa di [...] che ha già virato di [...] dalla [...] tradizio-ne conservatrice dritto verso il New [...] di Tony [...]. La [...] non ha abbandonato i [...] politi-ci perché hanno clamorosamente perso le elezioni, [...] solo per quel motivo. La ragione sostanziale ri-siede [...] e soprattutto nella loro [...] unica. Il ruolo sociale del [...] non è da sottovalutare. Fa parte per esempio [...] dal governo per introdurre in Gran Breta-gna [...] garantito (che ai francesi sembra po-ca cosa, [...] un panorama sociale modellato dal bulldozer [...] fa figura di provvedimento [...]. William [...] il nuovo giovane leader [...] dà segni di vita. In un paese in [...] del partito è candidato alla guida del [...] per i [...] di una lunga, lunghissima [...]. Non hanno tirato fuori, [...] Primo Maggio, uno straccio di idea da opporre [...]. Vivacchia-no alla meno peggio opponendosi [...] della cac-cia alla volpe. Dice Adam [...] commentatore poli-tico e docente [...] London [...] «Wil-liam [...] non è riuscito a [...] la scossa di cui aveva bisogno. Infatti sta concentrando i [...] che sulla linea politica, sulla riorganizzazione del [...]. Basti pensare che i [...] non dispongono neanche di [...] iscritti a livello nazionale. Hanno vissuto [...] di un consenso diffuso [...] per qua-si [...] le loro strutture si [...] quelle go-vernative. Quanto alla linea politica, [...] imposta-ta su un terreno [...]. Per ora gioca la [...]. Ma è improbabile che [...]. Dal prossimo gennaio la Gran Bretagna [...] europea, e Tony [...] sarà di nuovo al [...] politico nazionale e internazionale. Ancora una volta i [...] hanno fatto male i loro [...]. [...] della rivin-cita appare lontana, invisibile. La riflessione sul passato [...]. Ci prova persino un falco [...] Mi-chael [...] che ora ammette [...] «durezza» nella politica [...] e invita i suoi ad [...] più [...] più amabili nei programmi sociali. /// [...] /// Ci sta pensando qualcun [...]. E intanto persino il [...] si arruola, con tutta [...] tra i sostenitori puntuali di [...]. Daniel Vernet, che su «Le Monde» [...] politico europeo, osserva che [...] italiana, in-glese e francese esiste almeno un [...] in tut-ti e tre i casi la [...] ha tolto ossigeno alla destra. Caccia sulle sue terre, e [...] un sacco di selvaggi-na. Ordine e moralità nelle [...] salariale, privatizzazioni. La sinistra ci lavora [...] maggiore sensibilità sociale della destra. Le ri-spettive classi medie [...] un lavoro che va fatto, e apprezzano. La ragione sociale della [...]. Aveva il mercato al [...] pensiero poli-tico, ora ce [...] anche la sinistra e [...] mag-giore prudenza, non come una clava. Dice Gilles Martinet: «Viva [...] sinistra! Ma aggiunge: «Non bisogna [...] comporti la fine delle ideologie. Gli uomi-ni hanno sempre [...] del loro avveni-re». E cita François [...] «I successi del capitalismo [...] sopprimere la domanda democratica di [...] società». Ma nel frattempo, per [...] sini-stra, è legittimo gioire del nuovo acquisto: [...]. Quel realismo che permette [...] francese agli Affari europei, Pierre [...] di dire alto e [...] fischi di parte dei suoi e dei [...] è di sinistra», e [...] «Penso che ci sia una logica di [...] unica. Una logica di potenza, una [...] di ribas-so del tasso [...] e di rilancio [...]. Parole forti per un [...]. La «logica di potenza» [...] dollaro e alla zona yen) evoca una [...] non sembrava prioritaria nel governo [...] più versato sul sociale. Il realismo si fa [...] quella sinistra che in tanti qualificano come [...] a quella liberale di Tony [...]. Considerata la logica senza [...] britan-nico (dove peraltro nessuno si aspetta altro [...] non che prenda il tempo di [...] e [...] ne-cessità della destra italiana [...] caso francese (per la permanenza di un [...] Repubblica di destra e per la frequenza delle [...] e impreviste) è forse quello che la [...] sulla crisi di rappresentatività dei conservatori. Lasciamo la parola a Jacques [...] saggista e condirettore del [...] «Nel corso delle due [...] sinistra [...] non era inattiva: poteva [...] degli studenti, dei funzionari, dei salariati del [...]. François [...] non perdeva mai [...] di appoggiarsi [...] pubblica, sui movimenti sociali, persino [...] piazza contro i governi di destra. Erano questi ultimi ad [...] dura e non il presidente. Jacques [...] non dispone di simili [...]. Tranne rare eccezioni la [...] di suscitare o or-chestrare movimenti rivendicativi. La legittimità sociale appartiene più [...] mai alla sinistra». [...] indica anche [...] ragione che spiega la debolezza [...] della de-stra. Se [...] ha proceduto ad un [...] uo-mini, al governo e nel partito, il [...] è ri-masto lo stesso. Fatto salvo [...] beninteso, in purgato-rio a Bordeaux [...] di fare il sindaco (neanche da primo [...] grande popolarità). E per quanto Philippe Seguin, [...] dei gollisti, sia sanguigno e di grande [...] non esce ancora dalle secche nelle quali [...] in giugno. Forse perché la contrad-dizione [...] Seguin, o meglio nel gollismo: come essere [...] di destra, con un governo socialista ma [...] Un [...] mai sciolto, dalle lon-tane radici storiche. Per questo la seria [...] sorti della destra italiana espressa da Massimo [...] è stata ampiamente registrata [...] Francia. La democrazia, in Europa, [...] stampelle. Se ne manca una, si [...] il botto. Lo sa bene Jean Marie Le Pen, che della crisi della destra si nutre [...]. E lo sa anche Bossi, [...] le differenze del caso. /// [...] /// E lo sa anche Bossi, [...] le differenze del caso. (0) (0) ![]()
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